martedì 6 settembre 2016

Petrolio, non basta una strizzatina d'occhio tra Russa e Arabia per sostenere il mercato

L'intesa raggiunta tra Russia e Arabia Saudita ha avuto l'effetto immediato di sostenere le quotazioni del petrolio, che immediatamente sono schizzate al rialzo. Del resto a parlare sono stati i paesi che hanno un potere estrattivo superiore al 21% del consumo mondiale. Va però anche detto che dopo l'iniziale entusiasmo c'è stato un timido raffreddamento. Ed è anche chiaro il motivo: nessuno vuole rimanere scottato ancora una volta, nessuno si fida più soltanto delle parole. Ci vogliono fatti.
Non è un caso che questa mattina alle 10, la quotazione sulla piattaforma di trading OptionFair era di 44.98, nuovamente in discesa.

Le difficoltà del mercato del petrolio

Giova sottolineare però che è bastata una semplice strizzata d'occhio tra i due paesi per riaccendere un mercato che vive grandi difficoltà ormai da anni a questa parte. Il valore del petrolio era oltre quota 100 dollari, adesso è crollato fino addirittura sotto i 50, soglia che non riesce più a oltrepassare, neppure con gli annunci congiunti di Russia e Arabia Saudita.
 I due paesi hanno espresso la volontà comune di studiare metodi per sostenere e stabilizzare il mercato. Va però detto che i buoni propositi non sono azioni concrete. Per vedere queste ultime bisognerà ancora aspettare e sperare. Del resto già in passato le aspettative del mercato sono rimaste deluse. Basta pensare all'accordo naufragato la primavera scorsa a Doha. Allora sembrava concreta la possibilità di congelare l'output sui livelli di gennaio, ma invece fallì tutto.

Esattamente come allora, l'elemento chiave per tradurre in fatti quelle che al momento sono soltanto parole è la posizione dell'Iran. Teheran è intenzionata a riprendersi le quote di mercato che aveva prima che le fosse imposto l'embargo. Se da una parte la Russia pare essere propensa ad aprire a questa possibilità, dall'altra è più difficile che lo faccia l'Arabia Saudita. I rapporti tra i due paesi infatti sono sempre all'insegna delle frizioni, tanto economiche quanto religiose. Ecco perché parlare di un accordo è assolutamente prematuro.

Possiamo dire però che è estremamente difficile che nel prossimo meeting di Algeri possa esserci qualche novità di rilievo, visto che mancano soltanto poche settimane. E' più plausibile che possa avvenire qualcosa prima del summit in programma a novembre. Del resto proprio i sauditi lo hanno fatto intendere: «Il congelamento è una possibilità, ma c'è tempo», ha detto il ministro Khalid al-Falih.

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