giovedì 27 luglio 2017

Euro alle stelle grazie alla FED. Nel mirino quota 1,18

Se l'ultima volta era stato Draghi a spingere verso l'alto il cross Euro-Dollaro, ieri ci ha pensato la FED a dare l'ennesima spinta alla coppia più scambiata del Forex. Il cross tra moneta unica e biglietto verde infatti ha esteso il suo rally raggiungendo livelli che non si vedevano da tempo. Dopo il meeting di politica monetaria della Federal Reserve, la coppia è stata scambiata a quota 1,1748, come abbiamo visto sulla nostra migliore piattaforma forex demo trading.

Quando si scontrano due realtà che vivono momenti così diversi (ottimo per l'euro e debole per il dollaro) è inevitabile che si assista a certi rally. La salita dirompente della valuta europea è stata solo accentuata dall'atteggiamento dovish della Fed, che ha deciso di mantenere il costo del denaro nel range 1.00%-1.25% attuale.

Le prospettive del dollaro contro l'euro

Adesso c'è da chiedersi dove arriverà la coppia euro-dollaro. Secondo alcuni la strada sarebbe spianata verso quota 1,20, che potrebbe essere forse raggiunta in autunno. A sostegno di questa ipotesi ci sono soprattutto gli scenari di politica monetaria di BCE e FED. In Europa la crescita dell’economia procede benino e avanzano le aspettative sul tapering.
Addirittura neppure il tono più “dovish” di Draghi è riuscito a calmare queste aspettative. Dall'altra parte il periodo di debolezza del dollaro USA sta spingendo la Federal Reserve a premere il piede sul freno. Anche se le attese riguardo la crescita dell'inflazione continuano ad essere buone, al momento la probabilità di un nuovo rialzo del costo del denaro entro fine anno è inferiore al 50%.

Se facciamo una proiezione al futuro, non sarebbe sorprendente quindi che in autunno il cambio euro dollaro possa ancora beneficiare della riduzione della divergenza tra le politiche monetarie della Fed e della BCE. Per un po' di tempo quindi, i migliori segnali di trading gratuiti Forex dovrebbero ancora puntare verso il rialzo.

Chiaramente molto dipenderà dai dati macro che verranno resi noti in futuro. I livelli tecnici da monitorare restano 1,1800, area di forte interesse psicologico nonché luogo dove transita la media mobile a 200 periodi nel grafico settimanale.

martedì 25 luglio 2017

Banca MPS, stretta finale per la ricapitalizzazione. In arrivo i due decreti

La ricapitalizzazione precauzionale di Monte Paschi è arrivata a un passaggio importante. A breve verranno infatti emanati i due decreti del Ministero dell'Economia che devono dare il via concreto all'operazione. Grazie a tali decreti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiuderà il capitolo MPS e sancirà in via definitiva la partecipazione dello Stato nell’istituto di Siena. Serve un esame da parte della Corte dei Conti, il che dovrebbe allungare solo di pochi giorni il processo fino all’emanazione. Non si andrà oltre l'11 agosto, termine ultimo per rimanere nei tempi dettati dalla Bce. Si confida comunque di chiudere tutto in tempi molto più rapidi.

I due decreti si muoveranno in un raggio d'azione delimitato da quadro disegnato dal decreto salva-risparmio di dicembre e dai piani per la ricapitalizzazione negoziati con Bruxelles e Francoforte.
Il primo di questi decreti si occuperà di indicare le caratteristiche della ricapitalizzazione. Il secondo invece definirà nel dettaglio i costi che dovranno sostenere gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati.

L'operazione per salvare banca MPS

La ricapitalizzazione di MPS costerà allo stato 3,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 1,5 miliardi per il riacquisto dei bond subordinati. Alla fine il Ministero dell'Economia diventerà primo azionista dell'istituto di Rocca Salimbeni.  Almeno all'inizio nel portafoglio al Tesoro dovrebbe finire una quota intorno al 55% del “nuovo” Monte Paschi Siena. Poi, a seconda delle richieste di rimborso, la quota in mano allo Stato potrebbe salire fino al 70%.

Dopo che sarà stato concretizzato l'aumento di capitale, MPS potrà tornare in Borsa in autunno e l'attuale Consiglio di amministrazione dovrebbe presentare le proprie dimissioni. Si procederà quindi ad una nuova nomina del board, che dovrebbe essere ridotto a 7 o 9 unità. Se tutto procederà senza intoppi, questo passaggio potrebbe essere ultimato entro ottobre. L'operazione coinvolgerà circa 40mila piccoli investitori che nel 2008 hanno acquistato allo sportello della banca l’emissione Upper Tier II. Tutti i bond saranno convertiti in azioni che poi potranno essere "scambiate" con bond ordinari dell'emittente e garantiti dallo Stato e tutelati dei titoli junior.

domenica 23 luglio 2017

Sterlina sotto pressione. Il cross eur-gbp ha toccato 0,9

I prossimi saranno altri giorni caldi per l'euro e la sterlina. La coppia valutaria ha chiuso la settimana muovendosi in senso laterale fino a piazzare uno scatto verso il livello 0,90. Un valore tondo che ha un grosso significato psicologico, oltre ad essere un'area che in passato ha attratto una forte attenzione. Adesso bisogna vedere se la coppia riuscirà a rompere al di sopra di questo livello. In caso positivo il mercato potrebbe arrivare fino al livello delle 0,92. Nel frattempo molti si cautelano facendo forex hedging strategia, e allo stesso tempo qualche pullback offrirà l'occasione buona per degli acquisti intraday.

La situazione del cross euro-sterlina

Dal punto di vista tecnico, possiamo ritenere ragionevolmente che il livello delle 0,89 fungerà un po’ da base di questo mercato sull'euro-sterlina. Lo crediamo perché c'è un forte interesse di compratori e venditori attorno a questa area. Un pullback potrebbe spingere molti acquirenti dell’euro ad essere ancora più aggressivi. Rompere al di sopra del livello delle 0,90 sarà difficile, ma se dovesse succedere allora la spinta al rialzo sarà ancora più netta. Occhio comunque a come si muove l'indicatore MACD trading.

Occhio ai dati in uscita nel corso della prossima settimana. Si attendono infatti notizie importanti riguardo al PIL britannico del secondo trimestre (mercoledì mattina). Nel primo trimestre ricordiamo che il dato non è stato positivo (0.2%). Se dovesse esserci una svolta allora potremmo vedere una maggiore forza della sterlina sui mercati. Altrimenti avremo un motivo in più per credere che continuerà la debolezza della sterlina.

venerdì 21 luglio 2017

ICO, è boom: raccolti 1,3 miliardi di dollari nel 2017. Ma quante truffe

Il fenomeno delle Initial Coin Offering (ICO) è sempre più diffuso. Si tratta di quelle forme di finanziamento per le strartup che propongono soluzioni basate sulla blockchain, specialmente criptovalute. In cambio di denaro fresco (o di altra criptovaluta, solitamente Bitcoin) offrono una percentuale della crittografia agli stessi finanziatori del progetto (che in questo modo oltre al capitale possono beneficiare anche dell'eventuale rivalutazione della criptovaluta).

Volendo fare un esempio, è come se un casino vendesse le fiches prima ancora di aprire, e queste fiches vengono scambiate sul mercato sulla base di un valore "previsto" (in base al numero di quelle emesse e al probabile volume di scambio).

Siamo davanti a una sorta di crowdfunding per le startup di cryptomonete, ma con una differenza sostanziale. Questo sistema chiaramente non è regolamentato, e di fatto è nato proprio per avviare startup aggirando il processo rigoroso e regolato di capitalizzazione richiesto dalle Ipo tradizionali (Initial public offering). Va da sé che si tratta di un processo ad alto rischio di investimento e di gestione.

La diffusione delle ICO

Un paio di giorni fa una di queste ICO è stata bloccata per via di un assalto hacker, che ha fruttato a questi ultimi ben 7 milioni di dollari investiti nella nuova valuta (Coindash). Tuttavia se consideriamo le ultime settimane, altre hanno raccolto più di 200 milioni di dollari tramite ICO. E se allarghiamo il discorso a tutto il 2017, allora sono stati raccolti 1,27 miliardi di dollari. In tutto lo scorso anno l'importo complessivo era stato di 222 milioni di dollari. Le due monete più utilizzate in queste operazioni, ovvero bitcoin ed ethereum, hanno a loro volta beneficiato di questo iperutilizzo crescendo di valore.

Chiaramente assieme al fenomeno in sé, cresce anche il rischio che aumentino truffe o bolle speculative. Questo perché i risultati eccezionali di Bitcoin ed Ethereum, capaci di moltiplicare il proprio valore in breve tempo (Ether è arrivato al 3000%), ha allettato molti investitori che confidano in profitti da favola. Di fronte a questo scenario, Non stupisce quindi che molte Ico siano sorte a scopo fraudolento e puntano a sfruttare l'eccitazione da cripto-sistema per aggirare gli sprovveduti.

mercoledì 19 luglio 2017

Euro sempre più forte sui valutari. Attesa per le decisioni BCE

I fari degli investitori sono tutti puntati sul direttorio della BCE, che ha preso il via oggi e durerà fino a domani, quando l'istituto di Francoforte dovrà decidere cosa fare con i tassi di interessi di Euro landia. Va detto che nessuno si aspetta che ci sarà un ritocco da parte dell'istituto centrale. Comunque l'attenzione è rivolta alle dichiarazioni sulla futura strategia di progressiva uscita dagli stimoli monetari, il così detto tapering.

Dollaro e sterlina contro l'euro

Contro l'ipotesi di una stretta monetaria ci sono il fatto che l'inflazione continua ad andare in frenata e anche la forza dell'euro, che continua ad andare in salita.

Ieri la valuta unica è rimasta ancora oltre 1,15 grazie all'ennesimo composto rialzo (+0,67%). La coppia Eur-Usd é stata scambiata a 1,1554 alla fine della sessione USA. Il cross è in una fase di rafforzamento da tempo con l'indicatore ATR average true range che evidenzia una fortissima volatilità su questo asset. Dal punto di vista tecnico intravediamo un'area di resistenza a 1,1605 e supporto a 1,1451.

Va detto che anche nei confronti della sterlina l'euro sta facendo balzi in avanti. Il cross Eur-Gbp ieri ha ampliato la performance positiva con un incremento dello 0,78%. Nel breve periodo c'è un rafforzamento della fase rialzista con immediata resistenza vista a 0,8883 e primo supporto individuato a 0,8814. Potrebbero esserci sgroppate fino all'area 0,8952. Occhio alle indicazioni che ci giungono dall'indicatore frattale trading.

Il meeting BCE

Il secondo fattore che al momento ostacola il tapering è l'inflazione, che non riesce a toccare il target del 2% e conservarlo. La presenza di questi due fattori fa pensare ad un proseguimento della linea accomodante seguita finora da Mario Draghi. Ma soprattutto sono fattori che aiuteranno il presidente BCE a tenere a bada i "falchi", cioè i membri nel direttorio che spingono per procedere in tempi brevi ad una normalizzazione della politica monetaria.

I tassi in Europa sono fermi a zero da alcuni anni. Inoltre dal 2015 la EuroTower ha cominciato un programma massiccio di quantitative easing tramite che va avanti al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. Questo programma dovrebbe durare fino a fine anno. Al meeting in corso però la BCE potrebbe avviare la discussione su cosa farà nei prossimi mesi. Ovvero se ha intenzione di cominciare il tapering e quando e in che misura. Da questi discorsi gli analisti valuteranno le loro prossime mosse sul mercato, che chiaramente attendono con attenzione la conferenza stampa esplicativa di Draghi, in programma domani.

lunedì 17 luglio 2017

Economia dei trasporti, prossimi 14 giorni terribili per una raffica di scioperi

Si prospetta una settimana nerissima per il settore dei trasporti, con enormi danni per l'economia. A causarli è una nuova raffica di scioperi che riguarderà diversi settori, proprio nel periodo in cui molti decideranno dai andare in vacanza. Si comincia lunedì in modo soft, con uno sciopero di quattro ore a Genova indetto da Cub Trasporti tra i lavoratori dell'Atm. Situazione complicata anche per il settore ferroviario a Torino, visto che Fast Mobilità ha chiesto ai propri aderenti di astenersi dalla prima metà della giornata lavorativa al terminal Porta Nuova.

Giovedì nero per i trasporti

La giornata peggiore dovrebbe essere giovedì. Ad essere colpita in modo forte sarà Roma, dove incrocerà le braccia il personale Atac. Lo sciopero durerà 24 ore per i dipendenti aderenti a Orsa, mentre solo 4 ore di sciopero - dalle 8.30 alle 12.30 - sono previste per i dipendenti che aderiscono all'Unione sindacale di base. Saranno quindi coinvolti bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo, con le fasce di garanzia: il servizio sarà regolare fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20.
Sempre giovedì l'Usb ha invitato ad astenersi dal lavoro anche il personale della Ctp di Napoli. Inoltre Faisa Confail e Sul hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto pubblico locale (esclusi i lavoratori di Bolzano, Genova, Abruzzo e Bari).

Settimana successiva le cose non andranno molto meglio. Martedì 25 c'è in calendario lo sciopero proclamato nel tpl di Bari e Trani dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e per i collegamenti marittimi di Liberty Lines in Sicilia. Il giorno seguente toccherà al trasporto aereo. Infatti la sigla Cub ha proclamato uno sciopero generale di 4 ore dei lavoratori dei lavoratori del comparto. L'astensione comincerà alle 13.00 e finirà alle 17.00. Lo stesso giorno inoltre ci sarà uno sciopero di 4 ore del personale navigante di cabina di Easy Jet aderente a Fit Cisl e del personale Enav aderente a Unic.

sabato 15 luglio 2017

Trader con gli occhi su Draghi. Settimana con focus sulle mosse della BCE

Si è chiusa una settimana intensa per i trader sui mercati finanziari, ed un'altra sta per aprirsi. Gli occhi saranno puntati sugli indicatori chiave che possono predire le mosse che faranno di qui a breve diverse banche centrali. Anzitutto la Fed. Nel corso degli ultimi giorni ci sono stati diversi scossoni in USA. La presidente della FEd, Janet Yellen, ha parlato due volte a Camera e Senato, mostrandosi molto più dovish di qualche giorno prima. Gli investitori hanno tratto la conclusione che la politica di normalizzazione monetaria sarà graduale.

Sul fronte della BCE invece si ragiona sulle prospettive di tapering. Nel corso dell'ultimo giorno di contrattazioni si sono diffuse indiscrezioni riguardo un possibile annuncio del tapering Bce nella prossima riunione del 7 settembre. Questo ha finito per mettere sotto pressione l'obbligazionario e dare la spinta all'euro. Sul valutario infatti, la divisa unica è volata nei confronti del dollaro, e i migliori segnali forex free hanno puntato tutti al rialzo contro il biglietto verde.

Draghi e la BCE nel mirino dei trader

Effettivamente l'euro-dollaro è schizzato nuovamente verso quota 1,145 e adesso le possibilità che possa raggiungere l'importante quota psicologica di 1,15 ci sono tutte. Anzi, secondo molti trader e soprattutto analisti questo potrebbe accadere presto. In tanti hanno ricaricato il conto opzioni binarie con postepay paypal e sono pronti ad agire, qualora dovessero giungere segnali importanti prossima settimana, quando è in programma il meeting di politica monetaria della Bce. Subito dopo ci sarà la conferenza stampa del presidente Draghi.

 E' chiaro che se Draghi dovesse confermare l'impronta leggermente più hawkish da parte dell'istituto centrale, allora l'euro schizzerebbe ulteriormente verso l'alto. Occhio però, che l'ultima volta che Draghi ha parlato i mercati hanno interpretato le sue parole in modo euforico. Sembra quindi logico aspettarsi che il numero uno della BCE stavolta ci andrà ancora di più con i piedi di piombo. Intanto gli USA incassano dei dati negativi sul fronte macro, specie quello riguardo l'inflazione,che hanno spinto il dollaro la ribasso contro molte major. Il Dollar index è scivolato giù.

giovedì 13 luglio 2017

Spesa per amministrazione pubblica, l'Ocse bacchetta l'Italia: dirigenti vecchi e strapagati

La spesa per amministrazione pubblica italiana è troppo elevata, anche in relazione a come è organizzato il lavoro: dirigenti strapagati, spesso troppo attempati per abbracciare le novità e con una crescente insoddisfazioni dei cittadini. Un disastro insomma. E' questo il quadro dipinto dal OCSE, che ha pubblicato un rapporto "Government at a Glance", mettendo sotto la lente di ingrandimento l'amministrazione pubblica dei Paesi membri. E purtroppo l'Italia viene spesso bacchettata.

I dati messo sulla spesa per amministrazione pubblica

Ci sono anche fattori positivi. Ad esempio l'Italia viene dietro solo alla Germania per quanto riguarda l'indipendenza delle autorità di regolamentazione dei principali settori di rete. C'è un lieve miglioramento anche nei conti, visto che il deficit è passato dal 5,3% del 2009 al 2,7% nel 2015 (meglio della media OCSE al 2,8%). Tuttavia, a causa della duplice recessione il debito resta altissimo, visto che nel 2015 ha toccato quota 157,5% rispetto al Pil, contro una media Ocse del 112%. Gli interessi da pagare sul debito sono giunti a quota 4% del Pil, meglio solo rispetto al Portogallo ultimo in classifica.

Ci sono alcuni fattori critici messi in rilievo dal OCSE. Ad esempio agli investimenti pubblici è andato solo il 2,1% del Pil nel 2016, in calo dal 2,3% del 2015, contro una media Ocse del 3,2%. Siamo indietro per quel che riguarda la spesa tramite appalti pubblici: solo il 20,5% del totale della spesa. La media OCSE è del 29%. Problemi riguardo il lavoro nella pubblica amministrazione. L'Italia ha la più alta quota di dipendenti statali ultra-55enni. Da noi sono il 45%, nel resto dei paesi più evoluti è al 24% medio. Inoltre c'è la quota più bassa di tutti circa i giovani tra i 18-34 anni che lavorano per il Governo centrale. Sono appena il 2%.

Inoltre la retribuzione è più elevata rispetto alla media, a maggior ragione se si arriva alle posizioni dirigenziali. I senior manager italiani in media prendono un compenso annuo lordo di 395.400 dollari. Siamo secondi solo all'Australia. La media invece è di 231.500 dollari, poco più della metà. La cosa paradossale è che per le mansioni di segreteria siamo oltre la media Ocse, mentre per i compensi ai professionisti siamo molto sotto la media: 67.900 dollari contro 88.700. Un ultimo aspetto: la soddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi pubblici è pessima.

martedì 11 luglio 2017

Sterlina giù nei confronti dell'euro. Si avvicina quota 0,90

I negoziati tra Londra e Bruxelles sulla Brexit sono cominciati, e già ci sono state le prima frizioni riguardo alla questione della reciprocità di trattamento. Questioni che ovviamente appesantiscono la sterlina sui mercati valutari, proprio mentre l'euro viaggia con il vento in poppa. Peraltro dobbiamo ancora addentrarci nei negoziati sulle questioni economico-finanziarie, che presumibilmente saranno di notevole importanza, se si pensa che da esse deriverà il futuro economico delle due parti in causa.

Il fatto che non ci sono grosse novità sostanziali non è un bene per la sterlina, dal momento che il fattore tempo gioca a sfavore della City. I negoziati dovranno chiudersi entro due anni, senza proroghe. Più avanti si andrà, peggio sarà per Londra. Le istituzioni finanziarie hanno infatti già chiarito alla May che l'incertezza sull'esito delle trattative è qualcosa che essi non sono disposti a tollerare.

L'andamento del cross tra euro e sterlina

Intanto nel Forex la valuta unica va in pressing sui massimi di giugno contro la sterlina (prima di fare investimenti, cercate sempre di scoprire qual è il miglior sito forex trading). Durante lo scorso mese la coppia EUR/GBP si è più volte andata a fronteggiare con la quota 0,88/0,885, ovvero massimi allineati di gennaio e marzo. Oggi siamo ad un nuovo assalto, e addirittura l'euro si è avvicinato a quota 0,89.

Il trend di lungo periodo è rialzista, e anche gli opzioni binarie segnali gratis affidabili vanno in questo senso. Qualche pausa non rappresenta certo un elemento di cui preoccuparsi. Soltanto qualora vi fossero delle discese sotto quota 0,8653, avvalorate dal cedimento di area 0,86, si potrebbe mettere in discussione l'impronta avuta da questo cross nell'ultimo periodo. A quel punto si potrebbe pensare ad una discesa verso 0,8520/0,855, punto di passaggio della media mobile a 100 giorni e ultimo riferimento per scongiurare il ritorno sui minimi di aprile a quota 0,83.

La prospettiva maggiore al momento però è che venga infranta la resistenza a 0,879/0,88. Da questo se ne ricaverebbe un segnale di forza notevole da parte della valuta unica, con possibili spinte verso 0,905, ovvero il massimo dallo scorso novembre.

domenica 9 luglio 2017

Lavoro, la Cgil quasi "raddoppia" il numero di disoccupati Istat: non 11% ma 18%.

Nell'ultima settimana si è parlato molto di dati sull'occupazione in Italia. Secondo la rilevazione Istat infatti il numero di coloro che lavora è sceso dopo 8 mesi di aumenti consecutivi. A maggio secondo i dati dell'Istituto di Statistica sono stati 51 mila coloro che mancano all'appello sul mercato del lavoro. Ben 141 mila in più rispetto a maggio 2016. Inoltre l'aumento s'è registrato solo nella fascia di età degli ultracinquantenni e dei dipendenti con contratti a termine. Il dato negativo riguarda invece i lavoratori stabili (-23mila) e indipendenti (-38mila).

I dati dell'Istat sul lavoro

Nel complesso il livello di disoccupazione è salito all'11,3%, ovvero +0,2 punti percentuali. Peggiora anche il quadro per i giovani. La quota dei ragazzi che non hanno lavoro è infatti salita al 37% (+1,8 punti da aprile).

Riguardo le persone in cerca di occupazione, l'unica quota in aumento è quella degli uomini, distribuito tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Chiaramente è soprattutto il dato sull'occupazione giovanile che preoccupa, perché evidenzia che l'economia italiana genera pochi posti di lavoro per le nuove leve, e il Jobs Act non sembra aver dato i frutti attesi.

Il dato della Cgil sul lavoro

C'è però anche un altro aspetto da evidenziare. Secondo la Cgil infatti il dato sulla disoccupazione in Italia non è quello ufficiale, bensì un valore molto più alto. In un rapporto intitolato «La disoccupazione dopo la grande crisi», la Cgil sostiene che il tasso di disoccupazione potenziale è pari al 18.5%. Quindi parliamo di un valore che arriva quasi al doppio rispetto all'11,3% del dato ufficiale Istat di maggio. Parliamo di 5,2 milioni di persone.

Lo studio prende in considerazione le forze di lavoro potenziali (vale a dire le persone che riferiscono di sentirsi in cerca di lavoro) e sfrutta le rilevazioni Bce e la percezione degli intervistati contenuta nella Rilevazione continua delle Forze lavoro Istat. Nella ricerca vengono considerati non solo i disoccupati formalmente riconosciuti (circa tre milioni), ma anche le persone che all'interno delle forze di lavoro potenziali aggiuntive (FLPA), riferiscono di sentirsi in cerca di occupazione (condizione percepita) anche se non hanno fatto atti formali di ricerca.

venerdì 7 luglio 2017

Mercato del lavoro USA nel mirino dei trader. Il futuro del dollaro è in bilico

Dopo le minute della FED, il dollaro ha ripreso slancio nei confronti dell'euro. O quanto meno non ha perso altro terreno. Oggi il biglietto verde macina guadagni su molte major, ma gli investitori sono in attesa che si completi il quadro macro con i Non Farm Payrolls. Il report sul mercato del lavoro dovrebbe infatti arricchire di altri contenuti gli spunti forniti dalle minute del Fomc, e incidere sulla strategia hedging forex e opzioni binarie.

L'attesa per il report sul mercato del lavoro

Ricordiamo che il report della seduta delle Federal Reserve avvenuta a giugno, quando è stato deciso un ulteriore aumento del costo del denaro di 25 punti base, ha fatto capire che la FED non rallenterà il suo percorso di normalizzazione dei tassi.
Anche per questo il dollaro è in salita contro le altre principali valute questo venerdì, dopo il leggero calo avuto ieri (per via del report ADP che ha mostrato la creazione di 158.000 posti di lavoro a giugno, ovvero meno di quelli che si attendevano gli analisti). Inoltre le nuove richieste di sussidio di disoccupazione inaspettatamente hanno virato al rialzo, crescendo di 4.000 unità a 248.000.

Da questo quadro si capisce come i mercati siano avvolti nel dubbio: dare ascolto ai dati deludenti sull’inflazione oppure fare affidamento sulle parole ottimistiche del Fomc? Proprio in ragione di questo dubbio, c'è una discreta attesa circa i dati in uscita questo pomeriggio. Se dovessero essere positivi, allora è presumibile che il cross Euro-Dollaro possa ricevere una spinta verso il ribasso. Attualmente gravita attorno il livello 1,14 (si utilizzi l'indicatore RSI trading opzioni binarie forex).

Il vertice politico con Trump

Attenzione però anche a quello che succederà sul fronte politico. Ad Amburgo c'è oggi il G-20 più importante di sempre, visto che all'appuntamento partecipa per la prima volta anche il presidente americano Donald Trump. Ieri il presidente americano Donald Trump ha incontrato Angela Merkel per discutere dei temi che saranno trattati al vertice, compresi i temi di politica internazionale, quali la Corea del nord ed il Medioriente. Il G-20 sarà l'occasione per fare il punto sulle relazioni tra USA e Russia, le cui tensioni si ripercuotono inevitabilmente anche sulla forza del dollaro.

mercoledì 5 luglio 2017

Ricapitalizzazione preventiva, l'Europa dà il via libera a MPS

Monte dei Paschi ottiene il via libera dalla Commissione Europea. Il piano di ricapitalizzazione precauzionale da 4,5 miliardi può andare avanti. Il salvataggio della banca toscana spetterà allo Stato (che avrà una quota del 70%), ma anche azionisti e obbligazionisti non privilegiati, per un importo complessivo di 4,3 miliardi di euro. La partecipazione privata è stata voluta per ridurre l'impegno complessivo pubblico (MPS inoltre ha raccolto circa 500 milioni di euro, con la vendita di alcune attività).

L'ok della Commissione UE alla ricapitalizzazione preventiva

Per dare l'assenso al piano di ricapitalizzazione di MPS, la Commissione Europea ha voluto che fosse predisposto un piano di ristrutturazione che prevede un riorientamento dell'istituto verso le piccole e medie imprese.

Ricordiamo che in base alle norme europee, la ricapitalizzazione precauzionale è consentita ma solo a determinate condizioni. Anzitutto la banca deve essere solvibile, deve essere predisposto un piano di ristrutturazione efficace, nell'operazione di ricapitalizzazione preventiva vanno coinvolti azionisti e obbligazionisti non privilegiati. 

Il nuovo business

Quello che verrà fuori sarà un nuovo modello di business di Monte Paschi, con un bilancio ripulito da oltre 26 miliardi di crediti deteriorati (saranno ceduti ad una società veicolo finanziata con fondi privati. Questa operazione sarà finanziata parzialmente dal fondo Atlante II). Il piano di ricapitalizzazione servirà inoltre a far fronte ad un maggiore fabbisogno di capitale nel caso di un peggioramento inatteso delle condizioni economiche.

Va anche aggiunto che è stato messo in conto di rimborsare fino a 1,5 miliardi di euro ai titolari di obbligazioni subordinate al dettaglio, che furono vendute in modo scorretto. Potranno quindi richiedere un risarcimento alla banca.
Il modello di business rinnovato, prevede che Mps si diriga verso la clientela al dettaglio e le piccole e medie imprese. L'istituto aumenterà l'efficienza e migliorerà la gestione del rischio di credito.

lunedì 3 luglio 2017

Strette monetarie più vicine, i mercati cominciano a tenerne conto

L'ombra delle banche centrali aleggia sui mercati. Sono le prossime mosse dei massimi istituti bancari a orientare o frenare le azioni degli investitori. I mercati azionari stanno attraversando una fase d'incertezza, che è dovuta proprio alla prospettiva più o meno certa che si sta avvicinando una serie di strette monetarie.

BoE e BCE verso due strette monetarie

La prima a muoversi in questo senso è stata la Fed, che ha avviato il percorso della normalizzazione sul finire del 2016. Adesso tocca soprattutto a Gran Bretagna ed Eurozona. Sembra invece difficile assistere presto ad una svolta restrittiva in Giappone.
La più vicina è la Bank of England. Forse già sarebbe cominciato se non ci fosse stata la Brexit in mezzo, con tutto il carico di incognite che si porta dietro. Ma il fatto che nell'ultimo meeting di politica monetaria 3 su 8 abbiano votato per cambiare rotta è un grosso segnale. E la crescita della sterlina - molto sensibile alla politica monetaria della BoE - lo testimonia (se volete fare trading su valute leggete prima le migliori broker Forex recensioni).

Poi c'è la Banca Centrale Europea. Ultimamente hanno fatto rumore alcune parole di Mario Draghi sulle tendenze alla reflazione e la forza della ripresa europea. I mercati hanno interpretato questo slancio ottimistico come una stretta sempre più vicina. Ed anche se la Bce ha chiarito che non si trattava di alcun segnale particolare, nel corso dei giorni successivi l'euro ha messo il turbo sui mercati valutari. La valuta unica si è portata ai massimi da un anno sopra 1,14 dollari, con l'oscillatore stocastico trading schizzato in area di ipercomprato.

Dati macro in uscita

In questa settimana ci sono diversi spunti macro interessanti. L'attenzione si concentra sul Pmi manifatturiero e sulla disoccupazione nell'Eurozona. Ma sarà molto importante conoscere il contenuto dei verbali della riunione della Bce dell'8 giugno a Tallinn. Riunione in cui il direttivo dell'istituto centrale ha lasciato invariati i tassi d'interesse e ha confermato durata ed entità del Quantitative Easing.

sabato 1 luglio 2017

Export agricolo: stop verso lo Russia, danno miliardario per l'Italia

Altri danni in arrivo per l'economia italiana. L'export di prodotti agricoli verso la Russia infatti si fermerà, dal momento che il presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto che proroga il contro-embargo rispetto alle sanzioni UE. In sostanza scatta di nuovo il divieto di importare prodotti agricoli, lattiero-caseari, carne e altri alimenti fino al 31 dicembre 2018.
Il Cremlino ha preso questa decisione come risposta immediata alla decisione presa il 28 giugno scorso in Consiglio Ue (assunta all’unanimità), che ha allungato il termine di scadenza delle sanzioni economiche fino al gennaio 2018, per via della mancata attuazione degli accordi di Minsk.

Situazione delicata che compromette l'export

Le relazioni tra Russia e Occidente sono peggiorate per la situazione in Crimea e Ucraina. Nell'estate del 2014 la UE e gli Stati Uniti avevano introdotto sanzioni contro interi settori dell'economia russa, dopo aver in precedenza imposto misure afflittive individuali contro funzionari e rappresentanti d'impresa.

In base alle sanzioni, la Russia viene isolata dal punto di vista diplomatico e inoltre viene limitato l’accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell’Ue. Oltre a questo viene vietato anche l’import/export di armi, vengono limitati gli accessi a servizi e tecnologie sensibili Ue, vietano visti e congelano beni a cittadini e società russe e, infine, prevedono misure restrittive alla sola Crimea, per l’annessione condotta da Mosca.

Se la sanzione UE durerà altri 6 mesi, Mosca ha risposto raddoppiando: altri 12 mesi. Questo doppio bando secondo Coldiretti finora è costato al made in Italy 1 miliardo di euro. viene fortemente penalizzato il made in Italy e sta mettendo in crisi i rapporti commerciali di molte aziende con Mosca, rendendo ancora più complessa una situazione già precaria. La beffa è che questo blocco giunge proprio nel momento in cui il mercato russo fa segnare un incremento record delle esportazioni Made in Italy del 26,7% (nei primi 5 mesi del 2017). Insomma il prodotto italiano tira, ma non potremo incrementare la sua vendita all'estero.

giovedì 29 giugno 2017

Petrolio in ripresa, ma possiamo davvero dire che la burrasca è finita?

Il mercato del petrolio continua ad avere un andamento altalenante. Nel corso dell'ultimo mese la quotazione del WTI a New York è precipitata da 51 dollari fino sotto ai 43 dollari al barile. Poi piano piano e con molta fatica ha ripreso un poco quota. Il rialzo è più che altro dovuto alle coperture short. Il Wti con scadenza ad agosto oggi si aggira attorno ai 45 dollari al barile, mentre il Brent con scadenza a settembre viaggia sui 48 dollari (vedete i due grafici con l'indicatore Awesome Oscillator trading).

Segni di ripresa sul mercato del petrolio

L'ultima scossa al mercato l'ha data il rapporto pubblicato dall'Agenzia degli Stati Uniti per l'Informazione sull’Energia (Eia). Il suo ultimo rapporto sulle scorte di benzina evidenzia una diminuzione che è andata oltre il previsto (Le scorte di benzina sono diminuite di 894000 barili, invece dei 583000 attesi). Le scorte di greggio sono invece aumentate, ma anche in questo caso il dato è minore di quello segnalato dall'API (American Petroleum Institute). Infatti durante la settimana conclusasi il 23 giugno, le scorte hanno avuto un incremento di 118mila barili, questo per via della riduzione della produzione attuata dalle raffinerie. Le previsioni degli analisti erano per un calo di 2,6 milioni di barili.

Non stupisce quindi che siamo al sesto giorno di fila in cui il petrolio marcia al rialzo. Ma c'è ancora da avere molta prudenza. Non per niente nella giornata di mercoledì la quotazione si è mossa in modo molto più agitato (noi abbiamo usato l'Ichimoku Kinko Hyo strategia). Segno che le turbolenza rimangono.

Il prossimo appuntamento importante è quello con i dati riguardanti il numero di pozzi petroliferi attivi negli Stati Uniti, che verranno pubblicati nella giornata di venerdì. Se si saranno ridotti per la prima volta in 23 settimane, allora forse qualcosa di più concreto in chiave ribassista si potrà dire. Intanto va segnalato che la banca americana Goldman Sachs ha ridotto le sue previsioni sul prezzo del WTI nonostante il recupero delle ultime sedute, portandola a 47 dollari.

martedì 27 giugno 2017

Lavoro, McDonald's sostituirà 5mila cassieri con un totem elettronico

La tecnologia cambia anche McDonald's e avrà un grosso impatto sul lavoro. Circa 5mila addetti potrebbero essere infatti tagliati dall'organico del colosso del fast food, che intende rimpiazzarli con dei totem elettronici. 
Una rivoluzione che avrà un duro impatto ma - secondo l'azienda - andrà a tutto vantaggio dei clienti. Dovrebbero infatti ridursi i tempi di attesa e rendere molto snello il pagamento, visto che accettano carte di credito e bancomat.

I benefici per McDonald's e le ripercussioni sul lavoro

Tuttavia l'impatto immediato dei chioschi digitali sarà soprattutto su mercato de lavoro. Ci sono 2.500 cassieri che entro dicembre dovranno lasciare il proprio posto presso McDonald's. Poi ce ne saranno altri 3mila per i quali è prevista la sostituzione nel corso del prossimo anno. Che fine faranno non si sa.
Nella migliore delle ipotesi verranno reimpiegati in altre mansioni. Ma solo se le loro competenze personali e professionali lo consentiranno.

Di sicuro un vantaggio immediato lo avranno le casse dell'azienda, che risparmieranno sui salari. L'introduzione dei sistemi automatici di pagamento infatti costringerebbe il colosso UsA a dover adeguare gli stipendi dagli attuali 7,25 a 18 dollari. Con i tagli non ce ne sarà bisogno. Va anche aggiunto che il salto tecnologico di Mcdonald's non finisce solo ai totem. Infatti entro fine anno sarà possibile effettuare le ordinazioni via pc in 14mila punti vendita.

La situazione in Italia

Ma accadrà anche in Italia? Sicuramente sì. Al momento i totem che consentiranno di saldare gli ordini fatti non rappresentano ancora un rischio concreto per i dipendenti. Qui da noi ricordiamo che ci sono 530 ristoranti, che potrebbero essere "salvati" dal fatto che al momento non c'è ancora grande propensione a liberarsi dal contante. In America con le carte di credito pagano pure le sigarette, qui da noi vengono utilizzate solo per grossi importi. Ecco perché il totem potrebbe sbarcare più tardi, o comunque limitare notevolmente l'impatto sul lavoro.

domenica 25 giugno 2017

Cripotvalute, il flash crash di Ethereum pone tante riflessioni...

Abbiamo più volte sottolineato come le criptovalute non siano investimenti adatti per chi non ha nervi saldi e un cuore forte. La dimostrazione lampante è arrivata nei giorni scorsi. Per la precisione è successo mercoledì notte. Nel giro di pochi istanti il prezzo di un’unità di Ethereum - la criptovaluta più in voga dopo Bitcoin - è prima crollato da 317 dollari ad appena 10 centesimi, e poco dopo è schizzato verso l'alto riportandosi in linea ai livelli pre-crollo sui 340 dollari. Provate ad applicare il Market facilitation index (MFI) al grafico e vedrete cosa succede...

Il flash crash e le criptovalute

Cosa c'è dietro all'improvviso crollo di Ethereum? Cosa ha provocato questo tonfo istantaneo? La motivazione è di tipo tecnico. La piattaforma di trading GDAX ha ricevuto un ordine multi-milionario di vendita - qualcuno parla addirittura di 30 milioni di dollari - e questo ha fatto precipitare il valore di Ethereum, dal momento che di solito i volumi negoziati sono relativamente bassi di notte.

Tutto questo ha causato un crollo della quotazione fino a 224,48 dollari. A sua volta questo calo improvviso ha fatto scattare 800 “stop loss” degli investitori, per cui sono partite altre vendite. L'effetto domino ha spinto il valore di Ethereum al minimo di 10 centesimi, anche se il tutto è durato solo pochissimi secondi. Se qualcuno avesse comprato in quel preciso istante, dopo poco avrebbe avuto un guadagno del 326000%. Roba che i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili se li sognano.

Al di là del problema tecnico, quello che fa riflettere è la conferma di una elevata instabilità del mondo delle criptovalute. Queste ultime non possono più essere viste come un asset finanziario di Serie B, visto che parliamo di beni con capitalizzazione a 100 miliardi di dollari. Ma proprio per questo, se da una parte bisogna guardarle con assoluto rispetto, dall'altra bisogna anche porsi delle domande su come funzionano e quanti rischi portano con loro. Bisogna infatti sottolineare che proprio i guadagni delle criptovalute (Bitcoin è schizzata del 200% quest’anno, Etherum è passata da 8,40 a 340 dollari), stanno spingendo a negoziarle anche investitori meno avvezzi al rischio, il che è ancora più pericoloso.

venerdì 23 giugno 2017

Agricoltura italiana in ginocchio, la siccità provoca danni milionari

Il caldo record di questi giorni sta mettendo in ginocchio l'agricoltura italiana. Mancano all'appello circa 20 miliardi di metri cubi d'acqua sull'intero territorio nazionale, e il Consiglio dei ministri ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza in due province (Parma e Piacenza). E' l'Emilia Romagna la regione più colpita dall'assenza di piogge. E parliamo del luogo dove si concentra il 35% della produzione agroalimentare italiana. Ma danni ingenti vengono patiti anche da Sardegna, Toscana e Veneto, che peraltro hanno già fatto pervenire la loro richiesta al governo di stato di emergenza.

I danni del caldo all'agricoltura

I danni derivanti da questa ondata di caldo africano sono enormi. La Coldiretti li ha valutati in oltre un miliardo di euro, indicando anche quali sono le coltivazioni più colpite.

Nella zona dell'Emilia sono in sofferenza tutte le colture: pomodori, cereali e ortaggi. In Lombardia il caldo ha duramente colpito la produzione di latte, che è scesa del 20%. La Toscana accusa un calo di foraggi e potrebbe essere duramente colpita la produzione di miele. In Umbria stanno seccando girasoli e mais, infine nel Lazio è a rischio addirittura il 40% dei raccolti. In Campania rischia grosso anche la produzione di mozzarella di bufala dal momento che la mancanza di acqua ha messo in ginocchio gli allevamenti e i caseifici. In Basilicata c'è un problema per la raccolta di albicocche, perché non c'è più gradualità di maturazione, con la conseguenza che tutta la produzione arriva assieme ai mercati, generando un crollo delle quotazioni.

Chi opera nel settore dell'agricoltura si sta dando da fare per arginare il problema attraverso la razionalizzazione dell'uso dell'acqua, oppure con lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto.
La situazione ripropone un problema che l'agricoltura da diverso tempo conosce, ma non ha ancora fronteggiato. Di fronte alla tropicalizzazione del clima infatti, si rendono sempre più necessari interventi strutturali per raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi in modo da averla disponibile in periodi di siccità. Del resto da tempo siamo entrati in un quadro climatico che potrebbe alterare sempre di più l'attività agricola.

mercoledì 21 giugno 2017

Economisti a Bloomberg: l'euro diventerà la nuova moneta di riferimento mondiale

L'euro potrebbe diventare la nuova valuta di riferimento mondiale. La sorpresa arriva da Bloomberg, che ha sentito alcuni economisti riguardo il futuro dei mercati valutari, ottenendo questa risposta in molti casi. Nel giro di pochi anni quindi, l'euro potrebbe scalzare il dollaro nel ruolo di asset valutario di riferimento.

Secondo questa view molti investitori hanno cominciato a considerare che la crescita economica negli USA potrebbe non essere poi così solida come ci si aspetta. Il biglietto verde quindi potrebbe già aver vissuto i suoi anni migliori, e la valuta unica potrebbe rappresentare una valida alternativa in futuro. Vedendo le previsioni eur usd 2017 fatte a dicembre scorso, si scopre che molti economisti già ipotizzavano nel breve periodo una possibile ascesa della valuta comunitaria fin verso la parità col biglietto verde.

Azzardo o lungimiranza degli economisti 

I fatti dicono che al momento l'eurozona viaggia con tassi di deposito negativi e con una Banca Centrale Europea che fa massiccio utilizzo di quantitative easing per sostenere i prezzi degli asset e l'economia. Inoltre l'inflazione non è proprio brillante. La view degli economisti prima citati sembra quindi essere azzardata. Eppure, se in una situazione simile l'euro comunque è rimasto solido, cosa succederà quando il miglioramento della ripresa economica procederà a ritmo sostenuto e quando la BCE avvierà la riduzione del programma di stimolo monetario?

Certo, è presto per attivarsi con i migliori broker forex recensioni e cominciare a puntare forte sull'euro, ma l'idea che la moneta della UE possa acquisire maggiore forza contro il biglietto verde in futuro poggia su basi solide.

Intanto oggi comincia con il segno leggermente positivo la giornata sui mercati valutari per il cross EuroUsd, con continua a muoversi attorno (leggermente sotto) a quota 1,12. Ieri questa coppia dopo essersi mossa lateralmente ha avuto uno sprint ribassista verso la regione sottostante degli 1,11. Negli ultimi giorni il dollaro ha ripreso vigore, dopo che l'euro era arrivato sul livello 1,13. Tuttavia nel medio lungo periodo il mercato dovrebbe ancora consolidarsi nella fascia compresa tra gli 1,05$ e gli 1,15$.

lunedì 19 giugno 2017

Aziende: Flixbus riscuote sempre più successo, ma da ottobre sarà fuorilegge in Italia

FlixBus come Uber. Le aziende che promuovono la mobilità innovativa in Italia sono destinate a ricevere i bastoni tra le ruote (è proprio il caso di dirlo) perché vanno a sconvolgere equilibri che durano da decenni. La Flixbus, che consente di viaggiare low cost su strada per tutto il Belpaese, dopo l'estate diventerà infatti fuorilegge per lo Stato Italiano.

L'azienda tedesca fondata nel 2011 attualmente offre collegamenti a basso costo in 22 Paesi europei, e propone oltre 200 mila collegamenti al giorno. Qui in Italia opera da soli due anni, senza avere neppure un pullman di proprietà, ma sfruttando le collaborazioni con diverse compagnie locali di trasporto che mettono mezzi, autisti e benzina. Flixbus invece si occupa delle autorizzazioni per le lunghe tratte e soprattutto del marketing. Proprio questo "potere" gli consente di abbattere i prezzi. Il guaio è che la concorrenza ha agitato coloro che già lavorano da tempo nel settore, che rischiano di perdere il posto o i profitti.

La battaglia su Flixbus e la concorrenza tra aziende

Ecco allora che il Governo italiano ha deciso di calare la scure sull'azienda tedesca. Nella manovrina infatti è previsto che le società che non posseggono mezzi di loro proprietà non possono più operare nel settore. Sostanzialmente sembra proprio una norma ad hoc per ostacolare Flixbus, che chiaramente preannuncia battaglia legale. L'azienda tedesca ha già presentato e vinto una serie di ricorsi davanti al Tar (ben 4) contro chi la voleva ostacolare. Ma ha sempre vinto proprio perché non è ancora entrata in vigore la manovrina.

A ottobre però lo scenario cambierà. Ci sono moltissime voci discordanti sul la bontà di questo provvedimento, ma visto che ormai è passato non si può più tornare indietro. A meno che non venga approvata una nuova legge sull'argomento in tempi strettissimi. Quasi impossibile.

Va detto che la norma "anti-Flixbus" non è una novità. I primi a proporre lo stop all'azienda tedesca furono un gruppo di senatori pugliesi del centrodestra, ma il loro emendamento dopo molte proteste sui giornali venne cancellato. A maggio però l’emendamento è rispuntato identico, ma sotto matrice Pd, e poi reinserito nella “manovrina” qulla quale è stata posta la questione di fiducia, spingendola di fatto in Senato senza modifiche. Flixbus non potrà più ottenere le licenze per offrire il servizio. un altro schiaffo alla concorrenza.

sabato 17 giugno 2017

Euro, mai così tanti contratti a fini speculativi dal 2011

Un passo indietro e uno avanti. Ecco come l'euro ha reagito alle mosse della Federal Reserve, che ha deciso di alzare il tasso di interesse di 25 punti base. Giovedì c'è stato un brusco passo indietro dell'euro mentre venerdì la valuta unica ha rimesso il muso avanti verso quota 1,12.

Quello che balza all'occhio però, è la misura dei contratti stipulati a scopo speculativo sull'euro. C'è uno sbilanciamento sulla valuta unica che non si vedeva dal 2011. Appena pochi mesi fa la stessa situazione si vedeva riguardo al dollaro. Una conseguenza è che quando il mercato punta tutto nella stessa direzione, spesso e volentieri possono verificarsi bruschi movimenti in senso contrario. Così è successo ad esempio giovedì al cross euro-dollaro (se non siete troppo pratici del Forex, meglio se vi limiterete a utilizzare piattaforme trading demo.

Ma cosa ha spinto tanti trader ad assumere posizioni lunghe sull’euro/dollaro? Probabilmente il risveglio economico dell’Eurozona, a maggior ragione se dall'altra parte (negli USA) sono sempre maggiori i dubbi riguardo l’efficacia dell'amministrazione Donald Trump. Un peso però lo ha sicuramente avuto il calo delle tensioni politiche nel Vecchio Continente, dopo che alle elezioni francesi ha vinto l'europeista Macron. La stabilità dell'EuroZona si unisce quindi alle incertezze degli USA, e questo finisce inevitabilmente per rafforzare l’euro

Le prospettive dell'euro


Tuttavia secondo Mps Capital Services il cross euro-dollaro è destinato a indebolirsi nelle prossime settimane, fino a scendere verso quota 1,08/1,10. Questi movimenti saranno legati per lo più ai flussi finanziari, mentre le variabili macroeconomiche incideranno verso il mese di luglio spingendo nuovamente su l'euro.

Dal punto di vista tecnico, se questa coppia dovesse rompere al rialzo oltre il livello degli 1,1225, allora potrebbe riprendere la spinta al rialzo con maggiore vigore anche subito. Tuttavia la probabilità maggiore è che il mercato continuerà ad essere molto volatile nel breve periodo (occhio quindi se pensate di guadagnare con opzioni binarie 60 secondi strategie). Sarà necessaria molta cautela, e il capitale che impiegherete nelle singole operazioni è meglio se sarà molto contenuto, perché c'è il forte sospetto che settimana prossima potrebbero esserci dei movimenti bruschi.

giovedì 15 giugno 2017

Lavoro, Nike annuncia un restyling che taglierà 1400 dipendenti


Il colosso Nike si prepara a dare un colpo di scure deciso sui posti di lavoro. La cosa paradossale è che il motivo con cui il colosso dell'abbigliamento sportivo si prepara a questo cospicuo taglio è... per seguire meglio i clienti. Il che suona paradossale, per non dire che a prima vista una scusa del genere sembra una presa in giro, tenuto conto anche del fatto che i conti dell'azienda sono ottimi.

Il leader globale delle calzature sportive comunque andrà avanti per la sua strada, incurante delle polemiche. Ci sarà quindi un forte ridimensionamento mondiale della forza lavoro, che è stato stimato nel 2% complessivo dei dipendenti. Tradotto in unità lavorative, saranno circa 1400 quelli che saranno buttati fuori, su 70mila totale.

La scelta di Nike sul lavoro

La motivazione - come detto - è voler essere più vicina ai clienti di alcune città chiave per l'azienda, che è impegnata in una dura competizione con Adidas. Questo come conseguenza del lancio di una iniziativa pensata per focalizzarsi sui consumatori e snellire l'organizzazione. Il colosso americano spiega: "vogliamo spingere la crescita per servire più da vicino i consumatori in 12 città in 10 paesi chiave". Queste sono Milano, New York, Londra, Shanghai, Pechino, Los Angeles, Tokyo, Parigi, Berlino, Città del Messico, Barcellona e Seul.

I conti dell'azienda sembrano rendere ingiustificabile una scelta simile a danno della forza lavoro. L'azienda guidata da Mark Parker infatti ha chiuso il terzo trimestre (il 28 febbraio 2017) con ricavi in crescita del 5% a 8,4 miliardi di dollari. Anche l'utile per azione è salito del 24% a 0,68 dollari. Tuttavia, sembra che gli investitori non siano rimasti troppo contenti di questo percorso. Ecco quindi il vero motivo della scure: compiacere i mercati finanziari.

martedì 13 giugno 2017

Mercato, la sterlina finisce sotto stress dopo le elezioni

Il peso della sconfitta elettorale della May, si sente sulla Gran Bretagna ma anche sui mercati finanziari. E chiaramente pesa anche sulla sterlina, finita sotto stress dopo che il premier britannico ha dovuto incassare una amara delusione alle urne giovedì scorso. I Tories hanno confermato la loro prevalenza in Parlamento, ma i laburisti hanno assottigliato le distanze. Cosa peggiore però, il partito della May non è riuscito a raggiungere quella maggioranza assoluta che gli avrebbe consentito di guidare saldamente il percorso lungo la Brexit.

Ricordiamo che i negoziati dovrebbero cominciare il 19 giugno. Ed è proprio questo che preoccupa i mercati finanziari. Senza una maggioranza forte, le trattative per la Brexit potrebbero prendere una piega complicata e richiedere più tempo del termine di 2 anni previsto. Peraltro la cosa potrebbe complicarsi ulteriormente nel caso in cui la May - sotto assedio - decidesse di rassegnare le dimissioni. Allo stato attuale ciò non è ipotizzabile, ma lo scenario non va escluso dal momento che queste richieste gli arrivano tanto dai laburisti quanto dagli stessi Conservatori.

La reazioni del mercato

Intanto sul mercato valutario la sterlina accelera al ribasso. Dopo aver toccato il minimo di 7 mesi contro l'euro a quota 1,1280, anche contro il dollaro è andata deprezzandosi (1,2671) finendo nell'orbita dei valori più bassi registrati nell'ultimo bimestre (se vi interessa il trading, qui trovate il confronto broker Forex recensioni).

Dal punto di vista generale, la valuta britannica si è mostrata molto debole nell'ultimo periodo contro l'euro. Questo dipende più dalla sua instabilità che non dalla forza dell'euro, che invece è apparso relativamente stabile. Nel predisporre una strategia vincente opzioni binarie, tenete quindi conto di questa impulsività della coppia.

E dal punto di vista finanziario potrebbe esserci una nuova mazzata in arrivo, visto che le agenzie di rating minacciano il downgrade sul debito britannico. Secondo Moody’s la situazione è talmente complicata che potrebbe essere posticipato l'inizio delle trattative sulla Brexit. Al momento, il rating sul debito britannico da parte di Moody’s è di “Aa1”, un gradino al di sotto della tripla AAA.

giovedì 8 giugno 2017

Investimenti: 50 milioni per l'occupazione del Mezzogiorno

Sta per arrivare una pioggia di soldi per rilanciare l'occupazione nel Mezzogiorno: circa 50 milioni di euro di investimenti, distribuiti a seguito di programmi di riqualificazione e ricollocazione sul mercato. Destinatari: i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale. Emittente: il Ministero del Lavoro.

Il piano degli investimenti

I 50 milioni arrivano dal fondo per l’occupazione, e potranno essere utilizzati immediatamente, quindi già nel corso del 2017. L'assegnazione di questi fondi sarà curata da Anpal, ovvero l'Agenzia nazionale per le politiche attive. Lo scopo di questi programmi di investimenti è favorire il reinserimento delle persone espulse dai processi produttivi in tutto il Meridione, ma anche in regioni dell'Italia centrale e insulare come Abruzzo, Molise e Sardegna.

Riguardo alle modalità di gestione delle crisi aziendali, si fa strada l'ipotesi di una nuova modalità che coinvolge proprio Anpal. Quest'ultima dovrà raccordarsi con la regione interessata e con i fondi interprofessionali per la formazione continua. Il fine è anticipare nella misura maggiore possibile la presa in carico del personale in esubero in vista di una nuova occupazione. Un po' come successo con la vertenza Almaviva.

La Banca dei terreni incolti e abbandonati

Nel quadro dei provvedimenti per il Meridione c'è anche la creazione di una Banca delle terre abbandonate o incolte. Queste ultime dovrebbero essere date in concessione a giovani e persone fino a 40 anni, sulla base di un progetto di valorizzazione. Si considerano tali quei terreni che non siano stati destinati ad uso produttivo da almeno 10 anni, anche occupati in parte da fabbricati o da altri manufatti che non siano stati oggetto di manutenzione nel corso dello stesso periodo temporale e che risultino in evidente stato di abbandono.

martedì 6 giugno 2017

Bitcoin in volo, ormai i trader non possono più ignorare le criptovalute

Tra tutti gli asset negoziabili sui mercati finanziari, il Bitcoin è quello a maggiore tasso di rischio che c'è. Ma al tempo stesso chi ha saputo guardare lontano investendo su questa criptovaluta, ha avuto di che gioire. Dai 6 centesimi del 2010, il prezzo del Bitcoin ha raggiunto l’attuale quotazione di circa 2500 dollari. E la marcia della sua quotazione non sembra peraltro frenare, visti i continui aggiornamenti dei massimi delle ultime settimane (suggeriamo di osservare l'andamento dell'indicatore RSI trading forex).

Una cosa è sicura: la moneta virtuale sta sempre più entrando nei portafogli dei trader ed è in questo periodo oggetto di forte speculazione, specie da parte di coloro che cercano mercati in rapido movimento e occasioni per guadagnare velocemente. E dopo la recente volatilità che ha interessato questo mercato, i prossimi giorni non si preannunciano mento interessanti per il Bitcoin, così come per i suoi "fratelli minori" Ethereum, Ripple, ecc.

Occhio però, perché le occasioni di profitto vanno spesso di pari passo col rischio elevato. In questo il Bitcoin è il top del top. Attenti quindi a non negoziare son superficialità questa criptovaluta, a maggior ragione se lo fate con opzioni binarie a breve scadenza (qui trovi un elenco broker opzioni binarie Consob).  

Le ipotesi sul futuro di Bitcoin

E' chiaro però che le opinioni su questa criptovaluta sono molto discordanti. Secondo alcuni si tratta di una enorme truffa alla Ponzi, o almeno una bolla speculativa. Secondo altri invece il Bitcoin rappresenta il futuro. Secondo altri, a prescindere dalla sua natura di bolla o valuta del futuro, il Bitcoin è destinato a raggiungere vette ancora più alte (c'è chi ipotizza che il prezzo raggiungerà quota 100.000 dollari entro i prossimi 10 anni).

La vera concorrenza per il Bitcoin, potrebbe paradossalmente giungere da un'altra criptovaluta: Ethereum. La sua quotazione ha recentemente segnato i massimi di sempre a quota 236,97 dollari, quando piazzò un aumento di oltre il 35% in sole 24 ore. Inoltre è cresciuto del 1400% negli ultimi tre mesi, grazie alla crescente visibilità dell’Ethereum e alla diffusione dell’interesse nelle criptovalute a livello mondiale. Quel che è certo è che, a prescindere da come vogliate considerare le criptovalute, sono un fenomeno che i mercati e i trader non possono più ignorare.

domenica 4 giugno 2017

Alitalia, domani scade l'ora X per presentare manifestazioni di interesse

Manca poco prima di conoscere il destino di Alitalia. Domani infatti alle 18 scade il termine fissato per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte delle aziende interessate ad acquisire la compagnia italiana. Queste dovranno far pervenire in busta - presso lo studio del notaio incaricato - la propria proposta, che all'ora X verrà resa nota.

Si tratta comunque solo del primo passo del percorso di cessione della compagnia, e inoltre non si hanno notizie ufficiali riguardo ai soggetti interessati. Solo rumors. Proprio riguardo a questi ultimi, va detto che si vocifera del possibile interesse di Delta Airlines. ma anche dei fondi di private equity come Indigo Capital e Cerberus. Scema invece l'ipotesi più accreditata in un primo momento, ovvero Lufthansa, che ha escluso un intervento. Stesso discorso per Ryanair.

L'iter per salvare Alitalia

Dopo che saranno state aperte le buste, toccherà ai commissari straordinari Gubitosi, Laghi e Paleari vagliare le diverse manifestazioni di interesse e verificare che i soggetti che le hanno proposte abbiano i requisiti di idoneità necessari. Se così dovesse essere, allora i commissari invieranno loro una lettera di procedura che fissa i termini, le modalità e i contenuti delle proposte da presentare di carattere non vincolante. Questa fase dovrebbe completarsi entro la fine di luglio, mentre la presentazione di offerte vincolanti dovrebbe esserci entro l'autunno.

Intanto questa settimana sarà delicata anche sotto una altro punto di vista. Si deve mettere mano infatti al rinnovo del contratto dei dipendenti di Alitalia, che è scaduto il 31 maggio. La compagnia ha convocato i sindacati per l'8 giugno. Quella del rinnovo contrattuale è una vicenda che si trascina da mesi, ed ha generato aspre tensioni soprattutto con il precedente management. Tesnioni che di fatto hanno portato all'applicazione del vecchio contratto nelle more della trattativa per il rinnovo del ccnl, che avrebbe dovuto concludersi - ma così non è stato - entro il 31 maggio.

venerdì 2 giugno 2017

Mercato petrolifero in calo dopo la decisione USA sul clima

Le ultime 24 ore sono state uno choc per gli investitori sul mercato petrolifero. Prima i dati EIA, poi la notizia che gli USA hanno deciso di abbandonare l’accordo di Parigi sul clima. Andiamo per ordine. Nella giornata di giovedì sono stati resi noti i dati sulle scorte, che hanno evidenziato un forte declino nella scorsa settimana (diminuite di 6,4 milioni di barili).

Tuttavia le motivazioni di questo crollo (ben oltre il livello atteso dagli analisti, che erano 2,5 milioni di barili) è stato innescato dai livelli storici raggiunti dalla raffinazione e dalle esportazioni. La produzione USA infatti nell’ultima settimana è aumentata a 9,34 milioni di barili al giorno. L'iniziale movimento al rialzo delle quotazioni del greggio, ha così lasciato il posto ad un nuovo calo. Un andamento così ondivago da rappresentare una ghiotta occasione per i trader binari a breve scadenza (qui c'è l'elenco dei broker opzioni binarie autorizzati Consob).

L'effetto Trump sul mercato petrolifero

Il grosso scossone al mercato è giunto però qualche ora dopo, quando Trump ha affermato che gli USA intendono uscire dagli accordi sul clima. Questa mossa è stata vista come potenziale causa di un possibile notevole aumento della produzione negli Stati Uniti. Senza considerare che anche altri paesi potrebbero seguire l’esempio degli Usa, con inevitabili grosse conseguenze sul mercato petrolifero. Tutto ciò rischia di annullare gli effetti dei tagli attuati dall’Opec per ridurre l’eccesso di offerta e stabilizzare i prezzi.

Attualmente il Wti luglio cede l'1,7% a 47,54 dollari al barile, il Brent agosto l'1,9% a 49,65 dollari al barile (suggeriamo di osservare il grafico con l'indicatore MACD trading). Stabile l'euro/dollaro a 1,1218, sostanzialmente allineato alle posizioni di ieri sera alla chiusura dei mercati europei.
Gli efetti si stanno vedendo anche sulla Borsa Italiana: sottotono i petroliferi con Eni (-0,4%), Tenaris (invariata) e Saipem (+0,9%): il greggio è in netta flessione dai massimi di ieri pomeriggio.

mercoledì 31 maggio 2017

Lavoro, per l'Ilva previsti 6000 esuberi. I sindacati: "Inaccettabile"

Si fa tesissima la situazione intorno all'Ilva, dopo la notizia che il piano di salvataggio dell'azienda potrebbe comportare fino a 6000 esuberi. Questo era l'unico dato sul quale nessuna delle due cordate interessate ad Ilva si erano finora espresse. E adesso qualcuno comincia a spiegarsi anche il perché. L'incontro tra i sindacati e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha fatto emergere i numeri choc: degli attuali 14.200 dipendenti del gruppo, più di un terzo potrebbe essere tagliato

Il piano delle due cordate sul lavoro

Il piano della cordata Am Investco prevede infatti un massimo di 5.800 unità da tagliare entro il 2023 (la maggior parte a Taranto), anno entro cui dovrà essere completato il piano ambientale. AcciaItalia - l'altra cordata - prevede invece di ridurre l'organico da 14.200 dipendenti a 7.800 nel 2018 con un numero massimo di esuberi pari a 6.400 unità (l'organico dovrebbe poi risalire a 10.800 nel 2014).

Queste proposte sono state definite "inaccettabili" dai sindacati, tanto che i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm si sono detti contrari a queste proposte così come sono state formulate.

Nessun rilancio

Una cosa da sottolineare è che non sarà possibile fare rilanci di offerta. La procedura di vendita infatti coinvolge così tanti aspetti, ivi compreso il piano ambientale e il piano industriale, che diventa incompatibile l'ipotesi di rilancio con i tempi avrebbe stretti entro i quali completare la procedura. Per quanto riguarda il piano di ripresa produttiva, entrambi le cordate puntano forte sui settori automotive, costruzioni, mezzi pesanti e packaging. La questione Ilva continuerà ad essere delicatissima.

La cosa positiva è che - bene o male - una soluzione è stata trovata. Il che era tutt'altro che scontato. Il fatto che comporti grossissimi tagli non deve neppure stupire, dal momento che negli ultimi 4 anni l’Ilva ha fatto ricorso per tre esercizi ai contratti di solidarietà e per un esercizio alla cassintegrazione. tutto ciò ha coinvolto quasi 4000 dipendenti. Significa che un terzo degli operai e dei tecnici è stato considerato non funzionale al perimetro occupazionale e produttivo già da anni a questa parte.

lunedì 29 maggio 2017

Borse Europee fiacche. Anche Piazza Affari parte con il segno rosso

Comincia all'insegna della debolezza la settimana sulle principali Borse europee. L'indice Stoxx Europe 600 è piatto, mentre dei cali lievi si registrano a Francoforte (il Dax30 cede lo 0,1%) e a Parigi (il Cac40 perde lo 0,2%). La Borsa di Londra invece è chiusa per festività (e lo sarà anche Wall Street e pure quella in Cina).

Avvio fiacco per le Borse Europee


Anche Milano parte maluccio, con l'indice Ftse Mib che segna un -0,92% a 21.014 punti, mentre l'All Share segna un -0,86% a 23.268 punti. Tra i titoli, avvio di giornata negativo per Salvatore Ferragamo (flessione dell’1,15% a 24,94 euro) mentre partono forte Saipem (+0,54% a 3,75 euro) e Ferrari (+0,98% a 77,205 euro) dopo il successo delle vetture del Cavallino Rampante al Gran Premio di Montecarlo di Formula1.

Sul fronte valutario, l'Euro non registra sensibili variazioni alle prime battute sui mercati internazionali. La moneta unica europea passa di mano a 1,1174 dollari e a 124,3 yen (dati BDSwiss, suggeriamo di vedere qui perché BDswiss è affidabile e sicuro). Sotto il profilo macro, oggi è in programma l'audizione trimestrale alla Commissione economica del Parlamento europeo da parte del presidente della Bce Draghi.

Per quanto riguarda il petrolio, la settimana comincia con l'oro nero ancora sotto i 50 dollari. Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di parlare ampiamente di quel che sta succedendo sul mercato del greggio (analizzandolo con la Trading Cog Belkhayate strategia). I contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio perdono 16 centesimi e passano di mano a 49,64 dollari al barile. Il brent scende di 12 centesimi a 51,99 dollari. Al momento quindi l'estensione degli accordi sul contenimento della produzione non sembrano sortire grandi effetti. Il problema dell'eccesso cronico di produzione rimane quindi insoluto. Infine le quotazioni dell'oro robuste sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata mantiene le posizioni guadagnate alla fine della scorsa settimana e passa di mano a 1.266 dollari l'oncia.

sabato 27 maggio 2017

Economia dei trasporti, UBER riabilitato dai giudici: "Può lavorare in Italia"

Arriva una nuova svolta per l'economia dei trasporti italiana: Uber può lavorare nel nostro paese, secondo i giudici. Nel giro di due mesi gli sono prima state messe le ganasce, poi gliele hanno tolte. Ad inizio aprile proprio un Tribunale (Roma) aveva dichiarato fuorilegge il servizio di noleggio con conducente, ma ieri la stessa Sezione imprese del Tribunale di Roma, lo ha riabilitato esprimendosi in modo diametralmente opposto sul tema.

Uber cambia ancora il quadro dell'economia dei trasporti

Per capire il motivo di questa giravolta giudiziaria va ricordato che 9 anni fa vennero posti dei vincoli antiabusivismo a protezione dei taxi: obbligo di rientro in rimessa tra una corsa e l'altra e divieto di stazionamento su strada, in attesa di nuovi clienti.

La prima sentenza puniva UBER perché tramite l'utilizzo della App per svolgere il servizio, aggirava questi vincoli e quindi di fatto dava luogo ad una concorrenza sleale a danno dei taxi, che invece devono rispettarli. Quello che è cambiato in questi due mesi è che le modifiche dall'ultimo decreto milleproroghe hanno sospeso quei vincoli, che quindi al momento non ci sono più. Ragion per cui è venuto a mancare il presupposto per dire che UBER fa ancora concorrenza sleale.

Al di là di tutto, quello che appare chiaro è che il quadro normativo è così frastagliato da rendere la situazione molto caotica. Servirebbe una riforma totale, della quale però al momento non si vede neppure l'ombra. Se n'era tornato a parlare dopo le violenze dei tassisti contro l'emendamento Lanzillotta (proprio quello che ha sospeso i vincoli di cui dicevamo sopra), ma la bozza di riforma non ha mai fatto passi avanti.
Quel che è certo è che Uber al momento si è limitata a dichiarare la propria “felicità di poter annunciare alle persone e ai mille autisti partner” la felice conclusione di questa causa.

giovedì 25 maggio 2017

Tassi di interesse USA verso il rialzo. Cosa accadrà al cross EurUsd?

Si avvicina sempre di più il momento del rialzo dei tassi di interesse negli USA. Nel corso della scorsa notte sono infatti stati resi noti i verbali del Fomc, ovvero il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, da cui emerge con forza l'idea di procedere a un innalzamento del costo del denaro, probabilmente già durante il prossimo meeting di giugno. Del resto non è un caso se i future Fed Funds oggi danno all'80% questa possibilità.

Ricordiamo che sul finire del 2016 era stato stabilito un crono-programma che prevedeva tre (o quattro) ritocchi ai tassi di interesse USA. Quello di giugno sarebbe il secondo. Una notizia molto interessante per chi spera di capire come guadagnare subito con il Forex.

L'azione del Fomc sui tassi di interesse


Tornando ai verbali del Fomc, l'organo di politica monetaria ha utilizzato una espressione abbastanza eloquente: "Presto sarà appropriato alzare il costo del denaro". Siccome la frase è stata pronunciata durante il meeting dello scorso mese, quando il tasso venne lasciato fermo, diventa chiaro che il riferimento era alla successiva riunione. Quella di giugno appunto.

Attualmente i tassi sono nell'intervallo tra lo 0,75 e l'1%. Un eventuale rialzo potrebbe dare una spinta al dollaro, che attualmente è in indebolimento contro l'euro (basta guardare una migliore piattaforma di trading per Forex per notarlo).

Attenti però che esiste una condizione da rispettare prima di procedere al rialzo del costo del denaro, ovvero che dai report economici emerga un quadro di crescita stabile, anche dopo aver alleggerito l'economia di stimoli monetari nei mesi scorsi.
C'è poi un altro aspetto che interessa gli investitori, ovvero come la banca centrale Usa intende ridurre il proprio bilancio, che ha raggiunto 4.500 miliardi di dollari.

martedì 23 maggio 2017

Conti pubblici Italia, la manovrina "passa" ma restiamo sotto esame

L'Italia ha schivato il rischio procedura di infrazione, perché alla fine la UE ha promosso la manovrina varata dal Governo. Secondo la Commissione sono infatti state adottate le ulteriori misure di bilancio richieste per il 2017. Tuttavia rimaniamo sempre sotto monitoraggio, perché le ambiziose riforme annunciate da Gentiloni dovranno essere portate a termine (giustizia, concorrenza, anti-povertà).
Inoltre il prossimo anno si renderà necessario uno sforzo di bilancio notevole. L'esecutivo comunitario ha avvertito che intende riesaminare il rispetto italiano del criterio del debito nell'autunno del 2017, sulla base dei dati del 2016 e delle prossime previsioni comunitarie.

L'Italia resta nel mirino della UE sui conti pubblici 

Secondo i commissari Moscovici e il suo vice Dombrovskis, l'economia dell’UE e della zona euro continua ad essere resiliente, e si sentono ancora gli effetti della crescita lenta della produttività.
Proprio per questo uno degli interventi chiesti dalla UE all'Italia riguarda le tasse, alleggerendo il carico fiscale esistente sui fattori produttivi, ovvero quelli che possono alimentare la crescita. Per questo motivo ad esempio vorrebbe la riforma del catasto e la reintroduzione della tassa sulla prima casa, anche se solo per i contribuenti più ricchi.

Proprio riguardo alla prima casa (IMU), al momento ci sono delle vedute divergenti tra chi la ritiene fattibile, e chi invece la reputa una cattiva idea visto che è stata abolita solo poco tempo fa.
Lo dice ad esempio il ministro Padoan: "Le riforme fiscali - ha detto il ministro delle Finanze - vanno viste nel loro insieme ed io direi che cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea". Padoan si è detto d'accordo sul fatto che serva accelerare il processo di riforme, e che oltre a quelle di cui si discute bisogna farne di altre. Non solo, secondo il ministro la crescita non è ancora soddisfacente, sia pure in miglioramento.

domenica 21 maggio 2017

Mercato petrolifero in ascesa. Trader concentrati sulla riunione OPEC

Per il petrolio è stata un'altra settimana molto intensa. Il nodo cruciale è come sempre l'accordo OPEC per l'allungamento del piano di tagli alla produzione nel mercato petrolifero almeno fino alla fine del 2017. Settimana scorsa i mercati avevano reagito bene all'indiscrezione secondo la quale l’Opec starebbe prendendo in considerazione anche l’ipotesi di un possibile rafforzamento del piano per ridurre la produzione di greggio. Non a caso i future sul petrolio WTI avevano chiuso la settimana a 50,67 dollari, mentre quelli sul Brent avevano chiuso a 53,76 dollari. Entrambi in rialzo di oltre 2 punti percentuali.

Le due spinte al mercato petrolifero

A inizio settimana c'è stato un accordo fra Arabia Saudita e la Russia (paese esterno all’Opec) per estendere il piano di tagli della produzione del mercato petrolifero fino al marzo 2018. La notizia ha colto di sorpresa i trader, che si aspettavano un prolungamento, ma non immaginavano che sarebbe stato proposto per 9 mesi, fino a marzo 2018. E soprattutto sono stati colti di sorpresa dalle dimensioni dello stesso, che probabilmente verrà aumentato.

Questo ha spedito il petrolio dritto tra gli asset persenti nelle opzioni binarie strategie vincenti elaborate dagli investitori. A spingere verso l'alto i prezzi c'è poi il fatto che la diffusione di dati sulle scorte statunitensi segnalano una flessione per la sesta settimana consecutiva (calo di 1,8 milioni di barili, al di sotto dei 2,4 milioni previsti). Il dato sarebbe ribassista, ma contemporaneamente c'è stato anche un forte incremento nell’attività di raffinazione, che ha finito per alimentare l’entusiasmo dei rialzisti.
La società di servizi petroliferi di Houston Backer Hughes ha infatti annunciato un incremento del numero di piattaforme salite di 15 unità, per un totale di 901 pozzi. Appena un anno fa erano 404. Il conto è salito per la 18esima settimana consecutiva.

Cosa accadrà adesso? Quali segnali trading gratis sicuri riceveremo? Molto dipenderà da come procederà la marcia di avvicinamento alla riunione Opec del 25 maggio. Se la prospettiva di un nuovo accordo si farà sempre più concreta, è probabile che il mercato continuerà a vivere una fase rialzista. Dimensione e durata del rally saranno determinati da quanto lunga si profilerà l'estensione del piano, e ovviamente dal suo ammontare.

venerdì 19 maggio 2017

Eurozona, Draghi si sbilancia: "La crisi è alle spalle"

Arriva una ventata di ottimismo sull'Eurozona, e la cosa curiosa e importante è che a spingerla è l'uomo più cauto del Vecchio Continente, ovvero Mario Draghi. Il governatore della BCE - da sempre molto prudente quando si tratta di esprimere giudizio positivi - stavolta s'è lasciato andare ad un ottimistico: "Finalmente l'Europa è riuscita a mettersi la crisi alle spalle". Lo ha detto nel discorso tenuto in occasione del dottorato honoris causa dell'Università di Tel Aviv.

Il discorso di Draghi sull'euroZona

Il Presidente della BCE conferma quindi quello che sta emergendo dagli ultimi dati macro, ovvero che c'è una ripresa ed un lento ritorno alla normalità e alla crescita. Certo per cantare vittoria è presto, e tutto sommato nessuno ha ancora detto che la EuroTower - l'ha scritto anche nero su bianco - abbandonerà per ora una politica accomodante. Tuttavia quel che è assodato è che i rischi al ribasso per l'economia si sono attenutati.

E mettiamoci dentro anche quelli politici, visto che le vittorie degli "europeisti" sia in Olanda che in Francia hanno scongiurato turbolenze interne alla UE molto pesanti. Lo fa capire lo stesso Draghi quando dice che "la "crescente onda di energia che vuole una azione comune, la maggioranza silenziosa torna a farsi sentire". Il riferimento è alle rumorose proteste populistiche che sono state messe a tacere dagli europeisti più silenziosi.

E' chiaro che dopo le parole di Draghi i mercati hanno cominciato a valutare più seriamente l'ipotesi di una revisione delle stime a giugno. E anche la possibilità che una stretta monetaria possa avvenire già nel corso del 2017. Intanto Draghi si prende qualche merito, sottolineando che il clima di distensione è stato sostenuto dalla domanda interna "grazie alla politica monetaria della BCE", che è stato il principale motore della ripresa. Tuttavia Draghi ammonisce: "Guai ad abbassare la guardia poiché le sfide sono tante e vanno ben oltre il completamento dell'Unione monetaria. Bisogna gestire sicurezza, migrazioni, difesa. Sfide che possono essere affrontate solo condividendo sovranità".

mercoledì 17 maggio 2017

Petrolio, scorte nei paesi Osce a livelli da record. Il piano OPEC è fallito

I dubbi sulla reale efficacia dell'accordo OPEC stanno turbando il mercato. Nella giornata di martedì, il rapporto pubblicato dell'Agenzia degli Stati Uniti per l'Informazione sull’Energia (Eia) ha provocato un ribasso della quotazione dell'oro nero, proprio a causa delle perplessità espresse dall'ente americano. Anche se l'intesa raggiunta a novembre scorso tra i produttori dovesse essere prorogata, non è detto che servirà davvero a spingere verso l'alto la domanda.

Andamento del mercato del petrolio

La reazione sui mercati è stata chiara. Il Wti con scadenza a luglio ha chiuso a quota 49,00 dollari, perdendo lo 0,33% (suggeriamo di osservare il grafico con l'ausilio dell'oscillatore Gator, cos'è e come si usa è spiegato qui). Il Brent con scadenza ad agosto invece ha chiuso la sessione poco sotto quota 52 dollari, anche in questo caso in calo rispetto al giorno precedente (-0,19%). E va pure sottolineato che nel tardo pomeriggio c'è stata una ripresa che ha quasi dimezzato le perdite.

Dal punto di vista tecnico, il prezzo del Wti ha manifestato l'incapacità di superare la resistenza strategica compresa tra i 49,29 dollari e i 50,51 dollari, per cui potrebbe anche esserci un pullback verso il basso. Anche il Brent rimane sotto pressione, e se le cose non dovessero migliorare potrebbe presto scendere sotto quota 50 dollari, diciamo tra 49,64/48,93 dollari al barile (in questo caso suggeriamo di sfruttare il Forcone (pitchfork) di Andrews).

I dati dell'EIA sul petrolio


L'EIA ha messo in evidenza l'andamento del mercato degli ultimi mesi. Quando a novembre scorso l'Opec e altri paesi produttori raggiunsero un accordo per ridurre la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno (valido da gennaio a giugno 2017), si ebbe un primo impatto positivo sulla quotazione dell'oro nero. Col passare del tempo però s'è visto che si trattava solo di un effetto transitorio.

Se l'obiettivo era la diminuzione delle scorte di greggio per portarle alla media degli ultimi cinque anni, l'accordo di Vienna ha fallito. Secondo i dati dell'Eia infatti, durante il mese di marzo nei trentacinque paesi dell’Ocse le scorte di greggio hanno raggiunto un nuovo massimo storico. Altro che riduzione! Non solo. L'EIA sottolinea come domanda e offerta sono fondamentalmente in equilibrio, ragion per cui se si vuole abbattere il valore delle scorte, occorre indurre una situazione di eccesso di domanda. E l'unico modo è continuare a ridurre la produzione.