mercoledì 20 settembre 2017

Prezzi polizze auto, aumenti del 13%. Campania la Regione più cara

Schizzano i prezzi delle polizze assicurative. Nel giro di un anno il costo di una Rc Auto è salito del 13%, per un premio medio che si colloca poco sotto i 600 euro (per la precisione 577,50). Cosa ancora più preoccupante, è che non si tratta di una impennata una tantum bensì di un aumento costante nel tempo, tendendo conto che nell'ultimo semestre sono salite del 9,14%.

A rilevare questi dati sui prezzi polizze auto è stato l'Osservatorio assicurazioni auto di Facile.it, che ha analizzato le tariffe offerte dalle compagnie a livello nazionale, regionale e provinciale su un campione di oltre 6 milioni di preventivi effettuati.

Crescita dei prezzi polizze auto


Da cosa dipende la crescita? L'inflazione in sé non c'entra nulla, anche perché è piatta e quindi non avrebbe dovuto portare rialzi. Questi invece sono provocati dal numero di sinistri con lesioni a persone in crescita (+0,7%) ma soprattutto dalla preoccupante percentuale di quelli che causano un decesso. Incide anche la percentuale molto elevata (22%) di auto che circolano senza essere assicurate.

A livello regionale, è la Campania quella messa peggio: 989,91 euro di premio medio, ovvero il 71% in più rispetto alla media nazionale. E beffa ancora più grande, anche la seconda regione con i rincari maggiori, +20,78% in un solo anno. Peggio fa solo la Val d’Aosta con +31% in un anno, ma va detto che questa è anche la regione dove si paga l'assicurazione media più bassa: 405,31 euro (come in Friuli Venezia Giulia, 408,59 euro). A Oristano e Pordenone le polizze più economiche (374,12 e 386,29 euro).

lunedì 18 settembre 2017

Mercati impassibili di fronte al nuovo test coreano

Malgrado l'ennesima provocazione nucelare della Corea, i mercati sono rimasti sostanzialmente impassibili sul finire della settimana scorsa. La notizia di un nuovo lancio di un missile di Pyongyang sul Giappone ha scosso soltanto i mercati asiatici nella notte di venerdì, tanto da spingerli verso un calo. Ma poco dopo gli investitori si sono tranquillizzati e le quotazioni hanno ripreso la marcia. Addirittura il Nikkei di Tokyo ha sovraperformato, mentre i mercati sudcoreani sono rimasti impassibili. L'unica eccezione è rappresentata dai mercati australiani, sui quali però la pressione è giunta da altri fronti.

La reazione dei mercati

Come mai i mercati non hanno reagito al lancio del missile nordcoreano nello spazio aereo giapponese? Sono altri i fronti caldi. Ad esempio la forza della sterlina sull’USD, dopo l'intervento della Bank of England che è parsa molto più hawkosh che in passato. La prospettiva che la banca sarà costretta ad alzare i tassi ha acceso gli speculatori. Il rialzo della sterlina (si può vedere su un qualsiasi miglior conto trading online forex) ha raggiunto i livelli che non si vedevano dal voto di Brexit del giugno 2016, e questo ha spinto il FTSE ai minimi di aprile.

Inoltre i mercati europei hanno risentito anche della forza dell’euro, che sta minacciando il programma di normalizzazione che la BCE avrebbe voluto portare avanti nei prossimi mesi. Anche in questo caso ci si può aiutare con un qualsiasi miglior sito per opzioni binarie per vedere l'andamento della quotazione della moneta unica contro dollaro e yen.

Anche negli Usa è stato sostanzialmente ignorato il test missilistico nordcoreano. I tre principali indici Usa sono volati a nuovi massimi record, trainati dai settori tecnologici e delle telecomunicazioni, anche se guadagni sono stati evidenziati nella maggior parte dei settori dello S&P. Tutto questo peraltro, malgrado i dati economici siano stati deludenti (vendite al dettaglio in calate inaspettatamente per la seconda volta negli ultimi tre mesi, produzione industriale in discesa, fiducia dei consumatori calata leggermente ad agosto).

sabato 16 settembre 2017

Banche, il Governo vara il tetto alle commissioni su bancomat e Carte credito

Altro cambio per il mondo delle banche, dopo una riunione lampo (meno di mezz'ora) del Consiglio dei ministri. Per recepire la direttiva dell’Ue del 2015 sui servizi di pagamento nel mercato interno, il Governo ha infatti deciso che la commissione interbancaria per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata non potrà andare oltre il limite massimo dello 0,2% per i bancomat, elevabile a 0,3% per le carte di credito.

Cosa cambia per le banche


Per promuovere l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, viene poi confermato e generalizzato il divieto di applicare un sovrapprezzo per l'utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge). Questo dovrebbe semplificare il pagamento con carte di credito anche di piccoli importi (tipo caffè al bar, giornale in edicola, biglietto dell’autobus) che attualmente vengono fatti solo in contati. La norma inclusa in un decreto legislativo dovrà però passare al vaglio del Parlamento - in via consultiva - prima di entrare in vigore.

Non c'è però nessun accenno alle eventuali sanzioni per chi non accetta pagamenti elettronici, cosa che dovrebbe esserci in un provvedimento che vedrà la luce entro i prossimi mesi. Molti esercenti (tramite le loro associazioni) hanno però fatto sapere che ci sarà battaglia contro l'ipotesi delle multe comprese tra i 10 e i 30 euro.

In realtà il tema resta ancora complesso. C'è un esempio di pochi anni fa che lo dimostra. Per agevolare il pagamento elettronico, ai distributori di carburante fa reso esente da commissioni l'utilizzo dei Pos. Questa misura incontrò la pronta risposta delle banche, che ritirarono immediatamente tutti i dispositivi perché non potevano più lucrare sul loro utilizzo. Va precisato inoltre che la norma va a intervenire sul rapporto tra le banche emittenti di carte e i gestori dei dispositivi. I primi vengono pagati dai loro clienti, i secondi scaricano le commissioni sui negozianti utilizzatori del Pos. Il punto è che American Express e Diners sono le uniche ad emettere carte di credito/debito e ad essere anche gestori di Pos, e per questo motivo spesso vengono rifiutate dagli esercenti.

giovedì 14 settembre 2017

Dollaro in ripresa, ma i trader aspettano il dato sull'inflazione

E' uno dei giorni più attesi della settimana da parte degli investitori. Oggi dagli USA giungeranno infatti i dati relativi alla inflazione al consumo, che daranno qualche indicazioni maggiore circa la possibilità che la FED alzi i tassi in futuro. Nel frattempo il dollaro marcia stabile nel Forex contro le altre principali valute. Il che è comprensibile, visto che nessuno vuole fare una mossa azzardata prima dei dati sul CPI.

La ripresina del dollaro

C'è quindi ancora un po' di tempo per decidere quale broker forex scegliere. L’indice del dollaro USA al momento viaggia verso quota 91,39. Ricordiamo che il Dollar Index misura l'andamento del greenback contro un paniere composto dalle altre valute principali del Forex. Nel corso di questa settimana il suo valore è rimbalzato dell’1,14%, segnando una ripresa rispetto al minimo di oltre due anni toccato la scorsa settimana.

La crescita è essenzialmente dovuta all'allentarsi delle tensioni sul fronte Corea del Nord, nonché al minore impatto dell’uragano Irma sull'economia. Una piccola spinta è giunta ieri anche dalla schiarita sul fronte politico interno. C'è un po' meno scetticismo riguardo la capcaità del governo Trump di far passare la riforma fiscale.

Il dato sull'inflazione

E' chiaro però che l'impatto maggiore l'avrà il dato sull'inflazione in uscita oggi. Fino a quel momento, meglio evitare esperimenti per capire se il Forex trading online automatico funziona. Del resto ieri i dati hanno evidenziato che malgrado la ripresa dei prezzi alla produzione, non ci sono grandi pressioni inflazionarie. Questo resta un possibile ostacolo per i piani della Fed circa l’aumento dei tassi di interesse.

La riunione della Fed è in calendario il prossimo 20 settembre. Un dato relativo all'inflazione minore delle attese porterebbe a un rally dell'euro/dollaro e vendite sul dollaro/yen. Tenuto conto che circa il cross Eur-Usd siamo in prossimità del livello psicologico importante posto a quota 1,20, l'azione del prezzo in un verso o nell'altro potrebbe davvero diventare molto importante.

martedì 12 settembre 2017

Soldi, arriva il bonifico istantaneo: 10 secondi (ma costa di più)

Nelle vite dei cittadini europei sta per arrivare il bonifico istantaneo, che consentirà di trasferire soldi in appena 10 secondi, rispetto al giorno (anche 2) che impieghiamo attualmente. La rivoluzione dell'«instant payment» (così si chiama) comincerà il 21 novembre. Per adesso sappiamo alcune cose riguardo al funzionamento di questo mezzo di pagamento. Sarà possibile effettuarlo 7 giorni su 7, anche nelle ore notturne e indicherà un ordine non revocabile, per ora fino a 15 mila euro. E chiaramente essendo una soluzione di urgenza, comporterà un sovrapprezzo.

Cambia il modo di trasferire soldi


C'è la possibilità che sullo stesso bonifico venga operata una doppia commissione. Potrebbe infatti esserne posta una anche a carico del beneficiario. Non esiste del resto un vincolo interbancario che imponga di non prevedere "commissioni all'ingresso". Il prezzo verrà eventualmente definito in futuro, anche sulla base del valore percepito dal cliente per ottenere il servizio. Al momento in Italia sono già in corso alcune sperimentazioni concrete. Intesa Sanpaolo e Unicredit sono infatti già partite con la fase pilota. Nel frattempo l'azienda italiana SIA sta costruendo l’infrastruttura tecnologica per Eba Clearing che gestirà questi bonifici. Si chiama Rt1, è la rete alla quale si collegheranno 34 banche in Europa.

Per comprendere l'impatto che potrebbe avere questo nuovo strumento, basta considerare che in base ai dati di Banca d'Italia, i bonifici sono (al pari delle carte di credito) lo strumento di pagamento alternativo al contante che sta crescendo di più. Se nel 2016 infatti coprivano solo il 16% del numero totale dei pagamenti, dieci anni più tardi questa quota è salita al 24% (a scapito degli assegni, scivolati dal 13% al 3%). E parliamo di un paese come l'Italia affezionatissimo ancora al contante, quindi con un potenziale di crescita ancora ampio.

domenica 10 settembre 2017

Investitori delusi dalla BCE. L'euro continua a marciare forte

La settimana che si è conclusa ha visto tutte le attenzioni puntate su Mario Draghi e il meeting della BCE. Tuttavia il numero uno della Eurotower ha fornito poche informazioni sul futuro del QE, tradendo così le aspettative degli investitori. La strategie è stata quella di prendere ancora tempo e non sbilanciarsi troppo. Come era previsto, la BCE ha deciso di non toccare il livello dei tassi d’interesse chiave, mantenendoli al livello minimo. Da parte dei trader c'era la speranza che Draghi presentasse un piano riguardo l'allentamento quantitativo, ma così non è stato. La discussione è stata rimandata alla fine dell’anno, ed anzi Draghi ha aggiunto che se sarà necessario il QE continuerà anche nel 2018.

Draghi non convince gli investitori

Nulla di nuovo quindi, e soprattutto non c'è stata alcuna reazione concreta a quello che è il problema principale della BCE, ovvero il forte apprezzamento dell’euro degli ultimi mesi. La valuta unica da inizio anno ha guadagnato quasi il 15% contro il dollaro e i migliori segnali gratis opzioni binarie continuano a puntare sul rialzo del cross Eur-Usd. Draghi ha solo affermato che la “volatilità dell’euro rappresenta una fonte d’incertezza", ma non ha detto nulla circa le mosse che intende fare. Gli investitori quindi non avranno certezze fino almeno alla prossima riunione di ottobre. Ma è plausibile che ogni risposta arriverà non prima di dicembre.

La reazione dell'euro durante la conferenza stampa è stata immediata. Dopo esserci chiesti quali sono i migliori broker opzioni binarie, apriamo le loro piattaforma e vedremo che l'EUR/USD si è impennato a 1,2059 e in seguito la sua salita è continuata fino a entrare nell'orbita 1,21. Il fatto che Draghi non sia sembrato troppo preoccupato per la forza dell’euro è stato interpretato come un segnale rialzista quindi.

Adesso gli investitori si stanno già concentrando sul prossimo evento chiave in calendario, ossia la riunione del FOMC - l'organo di politica monetaria della FED - in programma il 20 settembre. Al momento comunque non sembrano esserci le condizioni affinché la Fed possa continuare il suo programma di rialzo dei tassi, ma è comunque interessante sapere le novità riguardo la data d’inizio del programma di riduzione degli attivi di bilancio USA.

giovedì 7 settembre 2017

FED, si dimette il vice-presidente Fischer. Ora tocca alla Yellen?


La FED cambia il numero due, e a febbraio potrebbe cambiare anche il numero uno. Stanley Fischer, vice presidente dell'istituto centrale americano, ha annunciato le proprie dimissioni tramite una lettera a Donald Trump. Il suo mandato da vice sarebbe scaduto a giugno. Questo fa correre il pensiero a ciò che potrebbe succedere a febbraio, quando scadrà il mandato di Janet Yellen e Trump potrebbe sostituirla.

Cosa cambierà nella FED

Le dimissioni di Fischer saranno efficaci dal 13 ottobre. Quello che colpisce è che la decisione sia giunta da uno degli uomini voluti da Obama e al tempo stesso poco teneri con il nuovo presidente USA. Fischer, 73 anni, anche di recente ha criticato il tycoon per la sua voglia di allentare le rigide regole varata per la finanza dopo la crisi del 2008. "Grazie alle lezioni della recente crisi finanziaria, abbiamo costruito un sistema finanziario più forte e più resiliente - ha scritto - e meglio in grado di offrire credito così vitale alla prosperità delle famiglie e delle imprese del nostro Paese". Stessi concetti espressi da Janet Yellen al simposio di Jackson Hole di fine agosto.

E proprio tornando alla Yellen, il pensiero va alla scadenza del suo mandato il prossimo 3 febbraio. Trump nel giro di pochi mesi potrebbe spazzare via i vertici della FED e rimpiazzarli con persone più gradite. Ad esempio Gary Cohn, il consigliere economico della Casa Bianca ed ex presidente di Goldman Sachs.

Fischer è considerato uno dei migliori banchieri centrali del mondo. E' nato in Rhodesia Settentrionale ed ha doppia cittadinanza: israeliana e statunitense. Nella sua lunghissima carriera è stato anche tra le più alte cariche di organismi internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Dal 2005 al 2013 è stato governatore della Bank of Israel, prima di essere chiamato da Obama alla FED.

martedì 5 settembre 2017

Criptocurrency sotto pressione dopo il bando della Cina alle ICO

Tempi durissimi si prospettano per le criptocurrency. Secondo autorevoli indiscrezioni che giungono dalla Cina, l'istituto centrale cinese infatti si appresta a colpire duramente le raccolte fondi effettuare per finanziare i progetti sulle criptovalute. Le così dette ICO (Initial coin offering) avrebbero infatti violato le norme sulla raccolta fondi. In molti casi addirittura si è accertato che si tratterebbe di frodi belle e buone. Complessivamente, dall'indagine fatta dall'istituto cinese emerge che il 90% dei casi di ICO presenta delle violazioni, che verranno punite rigorosamente.

Le ripercussioni sul mercato delle criptocurrency

Inevitabilmente c'è stata una ripercussione sui mercati. Aprendo una qualsiasi piattaforma forex migliore per trading si vede chiaramente il grafico della coppia BTCUSD scivolare verso il basso. Dalla soglia dei 5000 si è passati in breve tempo sui 4300 dollari.

Ricordiamo che la Cina è uno dei mercati più proficui per coloro che fanno ICO sulle criptocurrency. Secondo la relazione del Comitato Tecnico Nazionale per la Sicurezza Finanziaria Nazionale della Cina, le raccolte effettuate nel territorio cinese hanno fruttato circa 2,6 miliardi di yuan, ovvero più di 300 milioni di euro. La scossa subita quindi è pienamente giustificabile. Nonostante il fatto che le autorità cinesi non abbiano emesso alcuna legge ufficiale, la ripercussione c'è già stata sul mercato. Va anche detto che molti dei progetti stanno cercando di dimostrare che operano legalmente, che effettivamente raccolgono fondi e lo fanno nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

Quello che accadrà adesso è molto incerto, e suggerisce di limitarsi a fare operazioni virtuali sulla migliore piattaforma forex demo trading, piuttosto che avventurarsi nel mercato reale. Gli investitori probabilmente proveranno a vendere o convertire i Bitcoin in altre valute, e questo finirà per esercitare una certa pressione sul prezzo. Discorso non diverso vale anche per Ethereum, già scivolato dalla soglia dei 400 dollari fino a 300.

domenica 3 settembre 2017

Tasse, ogni italiano paga in media 8mila euro l'anno allo Stato

Ogni italiano pagherà quest'anno in media 8mila euro di tasse. Ovvero 750 euro al mese. E se questo non vi spaventa abbastanza, sappiate che l'importo sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali. Il calcolo è stato fatto dalla Cgia di Mestre considerando quasi tutto quello che ci tocca pagare allo Stato (apertamente oppure sotto forma di accise, ritenute, sovraimposte e via dicendo). Nell'ultimo ventennio la cifra delle entrate tributarie è salita dell'80%, quasi il doppio dell'inflazione che nello stesso periodo è salita del 43%. Ricordiamo che in Italia la pressione tributaria è del 29,6%, la quarta più elevata dell'Eurozona. E tenuto conto del livello dei servizi che riceviamo in cambio...

L'analisi delle nostre tasse

Nel complesso si tratta di circa un centinaio di tasse pagate direttamente e indirettamente. Di queste soltanto la prima decina sono abbastanza note (Sapere che paghiamo anche le imposte doganali sui sacchetti non biodegradabili?) nonché quelle più pesanti. E fruttano circa 421,1 miliardi allo Stato, ovvero l'85,3 per cento del gettito tributario complessivo.

Le più pesanti sono Irpef e IVA, che rappresentano più della metà (il 54,2 per cento) del gettito totale. Per le aziende invece il peso maggiore ce l'hanno l'Ires e l'Irap.

Lo studio effettuato dalla Cgia mette in evidenza poi delle curiosità. Molti non ci pensano, ma l'IVA è l'imposta che ci accompagna tutti i giorni della nostra vita. Esiste inoltre un'imposta applicata dalle Regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili (!). Altre imposte stravaganti sono quella sugli "spiriti" (che in realtà fa riferimento ai distillazione alcolici), quelle sui gas incondensabili e sulle riserve matematiche di assicurazione (tasse su accantonamenti obbligatori delle assicurazioni). C'è poi un'imposta dal nome così lungo da essere impronunciabile: "imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato".

venerdì 1 settembre 2017

BCE, prove di frenata all'euro. Ma i mercati non abboccano

A pochi giorni dal meeting della BCE, sono giunti dei rumors riguardo un possibile incontro tra banchieri dell'istituto centrale. Roba da far drizzare le antenne agli operatori di mercato. Roba che fa venire il dubbio che magari la cosa sia stata montata ad arte, in modo da vedere le reazioni delle piazze alla notizia. Del resto c'è un precedente importante: quando Draghi parlò a Sintra un mesetto fa, malgrado non disse nulla di esplicito i mercati interpretarono le sue parole nel modo che vollero. Risultato: l'euro schizzò verso l'alto.

Le mosse della BCE


Quel precedente ha fatto capire come si stia vivendo il momento sui mercati, e quanto sia importante calibrare bene le parole. Forse proprio per questo sono emerse le voci di ieri. Per capire fino a che punto i mercati sono sensibili a ciò che accade sul fronte europeo. Non c'è dubbio che molti banchieri abbiano drizzato le antenne ieri per vedere le reazioni anche ai dati sull'inflazione. Il punto è che l'istituto europeo deve fare i conti con una valuta che è troppo forte. Peggio ancora sembra inarrestabile. Ha varcato i confini di 1,20 contro il dollaro, e chi fa analisi tecnica sul Forex avrà notato il comportamento dello stocastico (miglior settaggio stocastico lento 20 5 5) verso l'ipercomprato.


Ieri dopo quei rumors si è visto sì un immediato indebolimento, che però è rientrato riportando il cambio col dollaro in area 1,19 a fine giornata. La coppia EUR/USD durante tutta la settimana ha navigato in acque agitate, per lo più a causa del biglietto verde (si veda il cross con il trading system Ichimoku strategia).

È chiaro che la BCE è tenuta sotto pressione da un euro forte, ma Draghi nei suoi discorsi ha evitato ogni riferimento a quest’aspetto. D’altro canto, è chiaro che il calo del dollaro è visto di buon occhio dalla Federal Reserve. I timori che la BCE possa fare qualcosa per indebolire l'euro sono durati poco, insomma. Nessun terremoto, nessun overshooting. Del resto molti già si aspettano un rallentamento del ritmo al cui avverrà la riduzione del piano di acquisti. E molti si aspettano che questo annuncio non avverrà subito, ma solo al meeting di ottobre.

mercoledì 30 agosto 2017

Concorrenza, da oggi entrano in vigore le nuove norme

Cambiano alcune regole sulla concorrenza in Italia. Da ieri è entrata in vigore la nuova "Legge annuale per il mercato e la concorrenza", che prevede una serie di misure che dovrebbero andare a favore dei consumatori. Tra i provvedimenti più importanti c'è quello sulle assicurazioni auto. Entro un anno il governo dovrà definire l'obbligo di installare la scatola nera, al quale corrisponderanno degli sconti. Stesso discorso vale per i virtuosi del volante, quelli che non fanno mai incidenti da almeno 4 anni e vivono nelle province con i più alti tassi di sinistri. Anche per loro dovranno essere previsti degli sconti.

Le altre novità sulla concorrenza

Dovrebbe inoltre diventare più facile "sbarazzarsi" dei propri operatori telefonici o fornitori di servizi Tv. La disdetta dei contratti sarà possibile con "modalità telematiche" e con le "medesime forme" dell'attivazione e dell'adesione. Insomma non ci sarà per forza l'obbligo di spedire una raccomandata. Inoltre a carico dei gestori telefonici aumenteranno le multe per chi non rispettano le norme a tutela dei consumatori. E ancora: slitta di un anno la fine del mercato tutelato, che resterà in vigore fino al 30 giugno 2019.

Il recapito delle multe non sarà più esclusiva della Poste, ma gli operatori privati potranno ufficialmente fargli concorrenza per offrire lo stesso servizio. Lascia un po' perplessi invece la caduta dell'obbligo per le società di telemarketing di riferire l'identità del soggetto per conto del quale avveniva il contatto, specificandone anche la natura commerciale e di continuare la chiamata soltanto nel caso in cui l'utente - chiaramente dopo aver avuto queste informazioni - avesse concesso l'assenso. Va detto però che probabilmente nessun call center ha mai rispettato questo obbligo.

Trasporti, sanità e notai

Il Governo inoltre ha ricevuto la delega per rivedere la disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea. In sostanza per disciplinare meglio quelle situazioni controverse come quella riguardante Uber.

Riguardo le farmacie, viene introdotta la possibilità per le società di capitali di controllarle, purché non si supero il limite del 20% su base regionale. Le farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale potranno inoltre proseguire il loro orario di servizio anche oltre quello stabilito. Sempre in ambito sanitario viene introdotto un requisito per le Società di odontoiatria, che dovranno avere un direttore sanitario iscritto all'albo, e potranno effettuare le prestazioni solo soggetti in possesso dei titoli abilitanti. Infine i notati: dal rapporto 1 su 7000 abitanti si passa a uno ogni 5mila. In pratica si darà accesso al mercato al 25% di notai in più.

lunedì 28 agosto 2017

Finanza, i mercati aspettano i dati macro dopo Jackson Hole

Quali reazioni avranno i mercati della finanza dopo Jackson Hole? Il simposio che ha avuto luogo nel Wyoming settimana scorsa, farà sentire i suoi effetti questa settimana. Di certo i riflettori saranno accesi sul dollaro, che immediatamente dopo l'intervento della Yellen ha avuto una brusca battuta di arresto, con i migliori segnali di trading gratis sicuri che puntano al ribasso del biglietto verde).

Oggi non dovrebbero esserci grossi scossoni, anche perché la Borsa di Londra è chiusa per festività e questo inciderà sulle Piazze europee, riducendo i volumi degli scambi (almeno finché non aprirà Wall Street).

Dati macro della settimana


L'eco di Jackson Hole si sentirà soprattutto al momento di leggere i dati macro in uscita questa settimana. I mercati della finanza aspettano infatti soprattutto di conoscere l'andamento dell'occupazione USA. Il report farà capire maggiormente come potrebbe muoversi la Federal Reserve in merito alla politica monetaria fino a fine anno. Altrettanto importante è pure la lettura rivista della crescita del secondo trimestre USA.

Soltanto in presenza di dati solidi, potrà tornare in voga la possibilità di un ulteriore rialzo del costo del denaro a dicembre. Se così fosse, allora anche il dollaro potrebbe beneficiarne sul mercato valutario. Il biglietto verde ha vissuto un'altra settimana nera contro l'euro, che ha superato quota 1,19 (si noti l'andamento dell'Indicatore frattali trading sul grafico Eur-Usd).

Intanto sul fronte Europeo, gli investitori aspettano di conoscere i dati flash sui prezzi al consumo. L'andamento dell'inflazione è infatti uno dei fattori che sta frenando la BCE sul terreno della normalizzazione dei tassi.
Nel frattempo si aspetta anche di conoscere il report sull’attività manifatturiera nel Regno Unito.Questo dovrebbe dare un quadro migliore sugli effetti che la Brexit sta avendo sull’economia.

sabato 26 agosto 2017

Tariffe a 28 giorni: AGCOM le vieta, telefonia e pay-tv se ne fregano

Da un lato c'è un divieto esplicito, dall'altro un assoluto "chissenefrega". Ecco la situazione delle tariffe a 28 giorni (o meglio a 4 settimane) che hanno sostituito quelle classiche mensili che c'erano un tempo. Lo schema che prevede il pagamento ogni 4 settimane si traduce in pratica in un mese in più da pagare ogni anno, 13 volte anziché 12. E dopo che questo rincaro lo hanno praticato o gestori telefonici, adesso sbarca anche in pay-tv. Dal 1 ottobre settembre infatti Sky cambia e passa a una tariffazione ogni 28 giorni.

Il costo aggiunto delle tariffe a 28 giorni 


Il nocciolo del discorso però è un altro: lo scorso marzo AGCOM ha vietato esplicitamente questo sistema, ma finora i gestori telefonici se ne sono fregati, continuando ad applicare questi rincari generalizzati. Il motivo del divieto di AGCOM - Autorità competente in materia - è che questo cambio contrattuale equivale a un rincaro di circa l’8,6% dei prezzi annuali. Inoltre si rischia una minore trasparenza delle tariffe.

Tuttavia, come detto, gli operatori finora hanno agito come se il divieto non esistesse. E il fenomeno attecchisce in altri settori, come quello della tv a pagamento. Il colosso della pay-tv infatti ha scritto a tutti i suoi 4,760 milioni di abbonati, ricordando loro che hanno solo fino al 30 settembre per rifiutare la modifica contrattuale chiedendo una disdetta gratuita del contratto. E gli uffici dell’Autorità hanno aperto una istruttoria anche su Sky, dopo che lo fecero sugli operatori telefonici.

Ma cosa accadrà? Le tappe cruciali sono in arrivo. A settembre infatti Agcom deciderà su eventuali sanzioni a carico degli operatori telefonici inadempienti (e anche sul caso Sky). Teoricamente la disubbidienza degli operatori potrebbe far scattare sanzioni fino a 2,5 milioni di euro. Poi a febbraio 2018 ci sarà l'udienza presso il Tar del Lazio (a cui gli operatori si sono rivolti per provare a bloccare la delibera di Agcom di marzo) per decidere chi ha ragione su questa faccenda. Ma nel frattempo ci tocca pagare, o nel caso di SKY fare disdetta gratuita...

giovedì 24 agosto 2017

Cambio Usd-Jpy in calo, ma occhio al simposio di Jackson Hole

L'effetto Trump si fa sentire sui mercati valutari, dove si vede una forte tendenza ribassista del dollaro americano contro lo yen giapponese. Una spinta dovuta soprattutto ai nuovi proclami del presidente USA, che è tornato a parlare di costruire un muro con il Messico, spingendosi fino a minacciare lo stesso Governo.

Questo ha spinto nuovamente gli investitori a puntare sugli asset rifugio (oro e yen in primis). Abbiamo visto il cambio USD/JPY viaggiare in ribasso (con formazione di forex gap lap trading), evidenziando un possibile test del supporto a 108,729 mentre la resistenza è in area 109,375. In sostanza è successo che questa coppia non è riuscita a superare la regione situata in area 110,00, che rappresenta anche una soglia importante dal punto di vista psicologico.

Dati macro, banche centrali e cambio Usd-Jpy


Una spinta allo yen giapponese è arrivata anche dai dati sul PMI manifatturiero. I risultati hanno battuto le attese del mercato e hanno così contribuito all’apprezzamento dello yen contro il dollaro. Oggi inoltre è stato evidenziato un miglioramento del "superindice". Il leading indicator relativo al mese di giugno è stato portato a 105,9 punti rispetto ai 106,3 punti della stima preliminare. Nello stesso periodo l'indice coincidente si è attestato a 117,1 punti, quindi in aumento rispetto ai 115,8 punti precedenti. L'indice differito è salito a 117,4 punti. Tutti dati a sostegno dello Yen.

Prima però di tuffarvi nel mercato dopo aver scelto quali sono i migliori broker di opzioni binarie, dovrete prestare attenzione a una cosa. Da oggi comincia il simposio di Jackson Hole, ovvero un summit tra i banchieri centrali che potrebbe far emergere delle novità in merito alle diverse politiche monetarie. Particolare attenzione sarà data alle parole di Janet Yellen. La numero uno della FED con una retorica più da falco potrebbe dare una spinta al dollaro, e quindi alla copppai Usd-Jpy.

martedì 22 agosto 2017

Commercio, svolta nei supermercati Svizzeri: si vendono insetti

Da ieri 21 agosto 2017 c'è un paese nella UE che ha cominciato a commerciare insetti nei supermercati. Si tratta della Svizzera, dove la Coop ha cominciato a commerciare un prodotto che nell'Asia (specie quella Orientale) viene consumato da sempre. La vendita è cominciata in via sperimentale solo in alcuni supermercati (sette), e comunque non sono stati immessi nel circuito insetti veri e propri, bensì polpette e hamburger che tra gli ingredienti li includono. Per la precisione sono a base di larve della farina, ma presto ci si potrebbe allargare a grilli e cavallette, gli altri due insetti sdoganati la scorsa primavera dalla legge alimentare elvetica. Presto inoltre si procederà anche alla vendita diretta di insetti integri, da rielaborare in ricette personali. Cinquanta grammi di larve a 15,90 franchi, 20 grammi di grilli a 17,90. Coming soon.

Le norme UE sugli insetti in commercio

La Svizzera ha potuto deliberare in modo autonomo di dare il via libera a questo commercio perché non si tratta di un Paese membro Ue. Da noi invece teoricamente si dovrebbe aspettare l'entrata in vigore delle direttive comunitarie dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Quando accadrà nel 2018, non è detto comunque che automaticamente in Italia saranno sugli scaffali dei supermercati.

Ma cosa dice il regolamento europeo? I "novel food" non possono essere messi sul mercato se non è stato utilizzato in misura significativa per il consumo umano nella Comunità prima del 15 maggio 1997. Questo regolamento però verrà superato da uno che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018, il 22/83, che lo attualizza e consente appunto anche la vendita di insetti. Tuttavia occorrerà anche un altro passaggio: servirà un parere dell'Efsa, che può dare subito l'ok oppure può interessare tutti i paesi membri chiedendo osservazioni o obiezioni motivate. Solo dopo questi passaggi ci sarà una decisione di autorizzazione oppure di diniego.

domenica 20 agosto 2017

Inflazione USA troppo bassa, si allontana il rialzo dei tassi

L'appuntamento clou della settimana scorsa è stata senza dubbio la pubblicazione dei verbali del FOMC, ovvero l'organo di politica monetaria della Federal Reserve. Il documento ha dimostrato che l'istituto centrale americano vive più di dubbi che di certezze, e che c'è una spaccatura interna tra i membri riguardo le azioni da compiere. Questioni che hanno tenuto i trader con il fiato sospeso come è più di scoprire qual è il miglior sito forex trading. Ma alla fine si può dire che grosse novità non sono emerse.

Il problema dell'inflazione

Dalle parti della Federal Reserve si conferma alta la preoccupazione perché la dinamica dei prezzi non è ritenuta soddisfacente. Anche gli ultimi dati sull'inflazione hanno confermato che questa procede ad un ritmo ancora troppo basso per poter supportare i propri progetti monetari. Ed è proprio qui che sta il problema. La FED ammette che c'è un consenso diffuso e convinto sull'opportunità di avviare il processo di normalizzazione del bilancio entro breve termine. Ma è altrettanto diffuso il convincimento che la debolezza dell’inflazione è un ostacolo forte da tenere presente.

Il Comitato ha rivisto al ribasso le stime sull’indice dell'inflazione per la fine del 2017, per via del fatto che si è andata riducendo la componente core (ovvero i beni a minore volatilità). Questo ha agitato le acque in seno al Fomc, anche in presenza di dati migliori del previsto sul mercato del lavoro. Non bastano solo quelli, e finché non ci saranno dati in grado di confermare, o meno, la temporaneità dell’attuale basso livello dell’inflazione è meglio stare fermi. La lettura dei verbali quindi ha cambiato poco lo scenario del dollaro sul mercato valutario.

Gli effetti su Dollaro


Al momento sembra meglio evitare di negoziarlo, opure si può farlo sfruttando il bonus 25 euro trading offerto da alcuni broker. Ma altrimenti meglio strane alla larga perché la sensazione è che basti una scossa per farlo muovere in modo forte da una parte o dall'altra. Anche perché bisogna pure sottolineare le rinnovate preoccupazioni degli investitori sulla capacità dell'Amministrazione Trump portare avanti la sua agenda di politica economica.

venerdì 18 agosto 2017

Commercio: Amazon lancia "instant pickup". Compri online e ritiri in 2 minuti

Il colosso di e-commerce Amazon compie un ulteriore passo in avanti, accorciando ulteriormente le distanze che ancora esistono tra il tradizionale shopping fisico e quello virtuale. Ha infatti lanciato negli Stati Uniti un nuovo servizio che si chiama "Instant Pickup", tramite il quale è possibile fare degli acquisti online e poi ritirare la merce nei "punti di ritiro" appena due minuti dopo averle comprate su internet.

La nuova frontiera del commercio

Il servizio è ancora in fase di sperimentazione, che è stata avviata presso città con punti di ritiro allestiti in 5 luoghi universitari (i campus): Atlanta; Berkeley (California); College Park (Maryland); Columbus, Ohio; Los Angeles. Soltanto gli utenti del servizio “Prime” potranno acquistare alcune tipologie di merce come bibite, snack e oggetti elettronici. Dopo aver fatto l'ordine tramite la App di Amazon, si può andare a prendere la merce in uno dei punti preposti nel giro di un paio di minuti.

Il lancio di “Instant Pickup” è l'ultima mossa di Amazon per allargare il proprio giro di affari ed espandere la sua presenza nei negozi fisici. Appena qualche settimana fa aveva aperto delle librerie negli Stati Uniti e a giugno ha annunciato l’acquisto della catena Whole Foods Market per 13,7 miliardi di dollari.

Nel frattempo però Amazon incassa un brutto colpo da Trump. Il presidente USA infatti ha pubblicato un tweet accusando il colosso dell'e-commerce di «danneggiare in modo grave i commercianti che pagano le tasse: cittadine, città e stati sono danneggiati, persi molti posti di lavoro». Il gigante delle vendite online che è uno dei bersagli costanti del presidente su Twitter. La dichiarazione del tycoon, giunta durante la prima mattinata, ha creato tensione sui mercati e portando sul titolo Amazon un calo dell'1%, con una perdita di capitalizzazione pari a 5 miliardi di dollari.

mercoledì 16 agosto 2017

Bank of England, l'inflazione delude e la manovra restrittiva si allontana

Il giorno di Ferragosto è giunto il dato riguardante l'inflazione in Gran Bretagna. Secondo le rilevazioni dell'ufficio di statistica britannico, la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta invariata. La crescita dei prezzi infatti rimane stabile al 2.6%. Si tratta di un valore appena al di sotto delle stime (2,7%), così come sotto la stima è stato il dato dell'inflazione core (salita 2.4% contro una previsione del 2.5%).

Problemi per la Bank of England


Questi dati non sono certo positivi per la Bank of England, che difficilmente potrà cambiare qualcosa nella propria politica monetaria nel breve periodo. Il Governatore Mark Carney quindi potrebbe evitare nuove misure di stimolo ma anche manovre di tipo restrittivo. Infatti il tono hawkish emerso di recente da parte di alcuni membri della BoE non è più plausibile.

Dal punto di vista valutario, la coppia EUR/GBP dopo aver tentato una mossa in ribasso, ha finito per innescare un rally significativo. I migliori segnali forex in tempo reale sicuri hanno puntato tutti al rialzo. Pertanto, sembra che il mercato proseguirà la propria generale tendenza rialzista.

Anche rispetto al dollaro la sterlina britannica si è mossa in forte ribasso il giorno di Ferragosto, fino a scivolare al di sotto del livello degli 1,2950$. Se romperemo sotto il supporto di 1,2850$, le cose potrebbero farsi drammatiche per il pound. E al momento i migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis vanno tutti in questa direzione.

Volendo speculare sulle decisioni della Bank of England per i prossimi mesi, si deve necessariamente intrecciare il discorso con quello sulla Brexit. L'inflazione comunque in aumento e oltre il 2% potrebbe far pensare a un atteggiamento molto più hawkish. Ma è anche vero che l'indebolimento della sterlina ha fatto da volano proprio alla crescita dei prezzi. Se venisse eliminato anche questo, cosa succederebbe?

lunedì 14 agosto 2017

Tasse, ecco quali sono quelle per cui si litiga di più col Fisco

Ci sono tasse e tasse, anche sotto il profilo delle liti. Quelle che scatenano il maggior numero di contenziosi con il Fisco riguardano l'Ires, secondo una elaborazione dei dati fatta da Il Sole 24 Ore. L'Ires infatti lo scorso anno ha prodotto ben 15.068 nuovi ricorsi davanti alle commissioni tributarie provinciali e regionali. In pratica circa 117 liti ogni 10mila contribuenti. Le tasse per le quali si litiga di meno col Fisco invece sono Ici, Imu e Tasi, per le quali ci sono 8 ricorsi ogni 10mila possessori di immobili. Contrariamente a quel che si può immaginare l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) ha pure una bassa litigiosità, appena 13,7.

I dati sui contenziosi per le tasse

Da cosa dipende la litigiosità più o meno grande di un tributo? Anzitutto dalla sua complessità. Se la struttura o le modalità di riscossione sono articolate, maggiore è la probabilità che si generino liti. Chiaramente incide anche l'importo, perché su divergenze con il Fisco per poche decine di euro spesso si decide di non intraprendere la noiosa procedura del contenzioso.

Per questo motivo Ici, Imu e Tasi hanno una litigiosità bassa, dal momento che vengono calcolate sui valori catastali, che offrono meno margini di discussione. Stesso discorso per l'Irpef, visto che alcuni meccanismi di calcolo (come le ritenute), operano in modo meccanico.

Per questi motivi invece l'Ires - che grava sulle società - vanta il primato di litigiosità col Fisco. Le imposte sono complesse perché d'altronde è così anche la disciplina sul reddito d’impresa, aggravata anche dalle continue modifiche normative. Non è un caso che dietro all’Ires, in questa speciale classifica, ci siano altri due tributi che interessano principalmente imprese e autonomi, ovvero Iva e Irap. Va sottolineato anche un altro aspetto: la durata media delle cause con il Fisco si estende su più anni. Specialmente nel caso delle imprese, questo si traduce in un grosso impatto “sistematico” che il contenzioso genera sulla categoria.

sabato 12 agosto 2017

Sterlina sotto stress, sarà una settimana delicata con i dati macro

La sterlina perde quota sui mercati valutari, dopo che il presidente USA Trump ha acceso ancora di più la miccia alle tensioni con la Corea del Nord, aumentando così l'avversione al rischio da parte degli investitori. Ciò ovviamente ha avuto ripercussioni su quelle valute attorno alle quali si respira un maggiore sentimento in incertezza, come appunto la valuta britannica.

I fronti caldi per la sterlina

Durante la sessione asiatica, il valore della sterlina era aumentato contro i suoi principali rivali. In seguito invece, durante la sessione europea è scesa nuovamente. Contro l'euro e il dollaro Usa, la sterlina è scesa a 0,9069 e 1,2968, e potrebbe testare il supporto vicino a 0.91 contro l'euro e 1.27 contro il greenback (occhio all'Indicatore OBV on balance volume).

Per quel che riguarda il rapporto con l'euro, non si può trascurare una semplice analisi fondamentale forex: la coppia è fortemente influenzata dall’andamento dei negoziati tra il Regno Unito e l’Unione Europea. In questa fase senza dubbio questo aspetto sta favorendo l’euro e mettendo sotto pressione il pound. Questo significa che nel breve periodo potremmo rompere al di sopra della regione delle 0,92 per poi puntare verso il livello delle 0,95.

La settimana che sta per cominciare sarà inoltre interessante per la sterlina. Si attendono infatti numerosi dati importanti dal Regno Unito, e qualsiasi altro segno di debolezza economica potrebbe ulteriormente indebolire la sterlina. Se l'inflazione sarà inferiore a quella prevista dagli analisti, o le cifre del mercato del lavoro saranno deludenti, il Pound potrebbe subire conseguenze.

giovedì 10 agosto 2017

Lavoro, tribunale svizzero espelle straniera perché non cercava impiego

Trovati un lavoro oppure vattene via. Ecco la sintesi della sentenza che un tribunale di Zurigo ha emesso nei confronti di una cittadina straniera, una tedesca per la precisione. La donna viveva da tempo in Svizzera e non aveva mai cercato una occupazione per sopravvivere, mentre invece aveva goduto dell'assistenza dello Stato elvetico. Da cui ha percepito, nel periodo che va dal 2012 al 2017, ben 244 mila franchi di assegni di sostentamento. Parliamo quindi di 212 mila euro secondo i cambio attuale.

Svizzera assistenziale ma rigida sul lavoro

Da qui la decisione del Tribunale Amministrativo del Canton Zurigo, che le ha imposto di trovarsi un impiego oppure andarsene via. La donna era giunta in Svizzera 5 anni fa con i suoi 2 figli. Aveva cominciato a lavorare in una casa di riposo, ma dopo appena un anno si era ritrovata senza lavoro. Lo Stato le ha concesso un assegno per il mantenimento, e nel frattempo il suo nucleo familiare si è pure allargato perché ha fatto un figlio con un cittadino svizzero. Proprio a questo ultimo nato il tribunale svizzero ha fatto anche un accenno: "ha la doppia cittadinanza, svizzera e tedesca, quindi può anche andare a vivere nella sua altra patria. Oppure se vuole potrà rimanere col padre svizzero".

Non è neppure il primo caso analogo. Lo scorso anno ce ne furono 70, e un algerino venne mandato via e dovette lasciare moglie e figlio (svizzeri) perché non aveva trovato lavoro ed aveva percepito 400mila euro di aiuti sociali nel corso degli anni.

Nessuno sconto alla donna quindi. A svantaggio della quale c'è pure un numero eclatante: in Svizzera il tassodi disoccupazione è del 3%. In pratica se cerchi lavoro, lo trovi senza dubbio. I tempi per dare esecuzione alla sentenza sono molto stretti: la donna dovrà andarsene entro il 15 ottobre se non si sarà trovata un impiego stabile.

martedì 8 agosto 2017

Valute connesse alle commodities in calo per colpa di Cina e petrolio

Le valute connesse alle commodities, come quelle di Australia, Nuova Zelanda e Canada, si stanno indebolendo sui mercati finanziari, a partire dalla sessione asiatica. Un effetto importante le hanno avute le notizie che giungevano dalla Cina, dove c'è stato il rilascio dei dati commerciali, con cifre di esportazione e di importazione che non corrispondono alle aspettative degli analisti. Il report dell'amministrazione generale delle Dogane ha evidenziato che l'esportazione cinese è aumentata a luglio mentre c'è stato un rallentamento della crescita delle esportazioni. L'avanzo commerciale cinese è quindi salito a 46,7 miliardi di dollari, oltre la quota prevista dagli analisti che era di 45 miliardi di dollari.

L'altro fattore importante per le valute connesse alle commodities è il petrolio. La quotazione del greggio scende sui mercati, toccando 49,30 dollari al barile. I futures del petrolio greggio sono scesi a seguito della notizia di una maggiore produzione nel più grande giacimento petrolifero della Libia, e soprattutto per l'attesa circa l'estio del summit in corso ad Abi Dhabi.

L'andamento delle valute connesse alle commodities


Sotto il profilo valutario, durante la sessione asiatica il dollaro australiano è sceso a 1,4922 contro l'euro, 0,7913 contro il dollaro Usa e 87,52 contro lo yen. E' interessante osservare quest'ultimo grafico con l'indicatore alligator coccodrillo trading. Se l'aussie allungherà il suo downtrend, probabilmente troverà un sostegno di circa 1,50 contro l'euro, 0,77 contro il dollaro e 86,00 contro lo yen.

Scende anche il dollaro NZ, che tocca un livello di 9 settimane a 1,6065 contro l'euro e quasi un mese e mezzo a 81,31 contro lo yen. Se il kiwi estenderà il suo trend di downtrend, probabilmente troverà sostegno intorno all'1,63 contro l'euro e 80,00 contro lo yen. Contro il dollaro Usa invece il suo calo è stato fino a livello 0,7351.  Interessante è osservare su questo cross l'oscillatore indicatore stocastico forex.


Cala anche il dollaro canadese, che arriva a 1.2672 contro il dollaro USA e 87.27 contro lo yen. Se il loonie estende il suo downtrend, probabilmente troverà sostegno intorno al 1,30 contro il dollaro e 86,00 contro lo yen. Infine contro l'euro, il dollaro canadese è sceso a 1.4966 dal valore di chiusura di ieri

sabato 5 agosto 2017

Sanzioni pesanti alla Corea del Nord: stop a un terzo dell'export

Sono scattate delle pesantissime sanzioni a carico della Corea del Nord, che si ritrova adesso sempre più isolata. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha infatti approvato (e lo ha fatto in modo unanime) una risoluzione proposta dagli USA che rende ancora più rigide le sanzioni contro Pyongyang, a danno del quale viene tagliato in modo forte l'export. Il controvalore infatti raggiunge circa il miliardo di dollari, ovvero un terzo delle sue esportazioni complessive del paese nordcoreano.

La risoluzione colpisce i settori di carbone, ferro, piombo e prodotti ittici, vietandone le esportazioni. La cosa più rilevante è l'appoggio pieno della Cina all'Onu. Pechino infatti ha deciso di sposare la linea dura di Washington e schierarsi a favore delle rigide sanzioni.

Crisi, tensioni e sanzioni

Va detto però che in seno all'Onu nessuno è così ottimista da pensare che basteranno queste sanzioni a calmare Pyongyang. Anzi è convinzione diffusa che la crisi sia lontana da una soluzione, e che la minaccia nucleare rappresentata dalla Corea del Nord sia sempre forte.

La cosa grave è che il consigliere per la sicurezza nazionale americano H.R. McMaster, in una intervista alla Mnsbc ha fatto esplicito riferimento ad una possibile guerra preventiva, qualora la Corea del Nord non dovesse calmarsi e continuasse a fare mostra delle armi nucleari in loro possesso.

Quanto sia alta la tensione lo dimostra il fatto che la Corea del Nord ha risposto alle sanzioni economiche internazionali, facendosene quasi beffe. L'organo del partito di governo guidato da Kim Jong Un - il Rodong Sinmun - ha scritto che le misure Onu sono vane perché l’economia della Rpdc «si sviluppa a un ritmo notevolmente veloce nonostante le sanzioni e il blocco imposto dagli Usa».

venerdì 4 agosto 2017

Mercati valutari, l'euro sta per chiudere un'altra settimana d'oro

E' stata una giornata positiva per l'euro, quella appena vissuta sui mercati valutari (il forex). La coppia Eur-Usd è rimasta con decisione oltre la quota di 1,18 dollari, che porta il bilancio della settimana al +2%. L'euro quindi continua a mostrare una performance molto solida. Quest'ultima viene anche sostenuta dall'andamento dell'indicatore onde di elliott wave.

A trascinare ulteriormente la moneta unica ci hanno pensato alcuni dati macro recenti: PIL in accelerazione e manifattura ancora in espansione. L'unico problema resta l'inflazione ancora sotto il target. Proprio per questo l'ipotesi di una manovra restrittiva continua a essere poco concreta nel brevissimo periodo. Tuttavia secondo le analitiche valutazioni di broker Forex affidabili, l'euro potrebbe continuare a crescere ancora.

Dollaro e sterlina sui mercati valutari

Il dollaro invece continua a viaggiare con pochi acuti sui mercati valutari. Pesano i dati sulla crescita americana peggiore delle attese e le difficoltà politiche di Trump, oltre che un inasprimento delle tensioni geopolitiche con la Corea del Nord. Gli investitori aspettano di conoscere il dato sui Non Famr Payrolls, che saranno interpretati in chiave Fed, ovvero per capire se ci sarà oppure no il terzo rialzo dei tassi. Intanto il biglietto verde scende nei confronti dello yen. Il cross Usd-Jpy scambia a 110,49, e nel corso della settimana è sceso di oltre l'1%.


Sta messa peggio però la sterlina, che dopo aver tratto beneficio dai dati sul comparto manifatturiero, è poi scesa dopo la decisione di non toccare i tassi e soprattutto dopo le parole del governatore BOE, secondo il quale l'incertezza legata alla Brexit sta già pesando sull'economia del Regno Unito. Il cambio tra euro e sterlina è schizzato oltre l'importante livello psicologico di 0,90.

mercoledì 2 agosto 2017

Imprese al Sud, il decreto che le agevola è legge

E' arrivato il disco verde per il decreto sul Mezzogiorno. E' infatti passato con 276 voti favorevoli e 121 contrari alla Camera. Lo scopo della norma è quello di introdurre delle agevolazioni nelle regioni del Meridione: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nello specifico è stata introdotta una misura ("Resto al Sud") che consentirà ai giovani meridionali under 35 con buone idee imprenditoriali di svilupparle nel proprio territorio. "Un'occasione per l'Italia", l'ha definita il premier Paolo Gentiloni su Twitter.

Le misure per agevolare le imprese

Grazie a questo decreto verranno stanziati quasi 3,5 miliardi per accelerare la ripresa del Mezzogiorno, definendo la cornice normativa per le Zone Economiche Speciali (ZES) che potranno essere individuate dopo il via libera ufficiale della UE sulla base delle proposte che arriveranno dalle stesse Regioni. Le ZES dovranno contenere almeno un'area portuale, e per loro sono previste delle procedure più snelle sia sotto il profilo amministrativo che per l'accesso alle infrastrutture.

Inoltre nel decreto è stata introdotta una norma che apre al ritorno in pista (anzi, su strada) della compagnia tedesca Flixbus, l'operatore a basso costo nel trasporto di linea su autobus a media e lunga percorrenza. Gli era stato messo il freno perché non utilizza mezzi di proprietà ma si appoggia a società che fanno questo servizio.

Le terre e le are edificate in abbandono

Va anche segnalata la misura che istituisce la "Banca delle terre abbandonate o incolte". In base ad essa i Comuni dovranno identificare i terreni e le aree edificate che risultino in stato di abbandono da lungo tempo (almeno 10 anni). A seguito di un bando pubblico, questi terreni potranno essere dati in concessione (al massimo per 9 anni) sulla base di un progetto di valorizzazione presentato da giovani tra 18 e 40 anni. Infine il decreto allunga i termini della Cassa Integrazione Straordinaria, che potrà essere ancora concessa (se le imprese che la adottano sono in aree di crisi industriale complessa) per un periodo di ulteriori 12 mesi, con deroga ammessa non una sola volta ma "per ciascun anno di riferimento" dell'accordo stipulato con il Ministero del Lavoro.

Un ultimo intervento riguarda le zone terremotate. Sono stati infatti stanziati 100 milioni sul Fondo di solidarietà UE per procedere alla rimozione delle macerie nelle aree del Centro-Italia colpite dal sisma dello scorso anno. Il decreto dispone inoltre che le case con danni gravi siano escluse dalla tassa di successione.

lunedì 31 luglio 2017

Finanza, il calo della PMI cinesi non colpisce le borse

La settimana sulle piazze finanziarie è cominciata con i dati giunti dalla Cina, dove l'indice delle attività manifatturiere è andato in calo dopo alcuni mesi positivi. Finora questo non ha pesato sulle Borse, che hanno aperto in territorio positivo ma comunque a rilento in attesa della raffica di trimestrali e del dato sull'andamento dell'inflazione nell'Eurozona a luglio.

Tornando alla Cina. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, il settore manifatturiero a luglio ha frenato la crescita, nel mese di luglio, così come quello dei servizi. L'indicatore PMI si è infatti attestato a 51,4 punti, in calo rispetto ai 51,7 punti del mese precedente. Il dato è negativo anche rispetto alle aspettative del mercato, che avevano indicato 51,5 punti. Ricordiamo che sopra la soglia dei 50 il mercato comunque segnala una fase di espansione, e in Cina siamo al 12esimo mese consecutivo di espansione.

I dati dalla Cina e le reazioni della finanza


Scende in Cina anche l'indice PMI non manifatturiero (calcolato prevalentemente su costruzioni e servizi), che passa in luglio a 54,5 punti dai 54,9 punti di giugno (54,5 punti era stata anche la lettura per il mese di maggio). Va detto che analizzando i dati, si evince che l'espansione riguarda solo grandi imprese, mentre le piccole e medie imprese si sono ridotte nuovamente in contrazione dopo un trimestre positivo. Il divergente percorso di crescita delle grandi imprese e delle piccole e medie imprese mette in evidenza che il percorso per ridurre la leva finanziaria continua, il che fa male alle piccole e medie imprese più che alle grandi imprese.

Dal punto di vista valutario, come sta accadendo per la maggior parte delle valute asiatiche emergenti c'è un apprezzamento di valore. Lo abbiamo visto sul miglior sito per trading online. Va detto che incide anche la crisi politica statunitense e i dati economici tiepidi che hanno spinto il dollaro a bassi livelli pluriennali. I dati di venerdì hanno fatto capire ai trader che la Fed potrebbe non procedere ad altri rialzi dei tassi nel corso del 2017.

Lo yuan della Cina (parliamo di valute non principali per cui se non siete esperti fate solo trading bonus senza deposito) si è affermato sul mercato valutario ed si avvia verso il terzo mese consecutivo di guadagni dopo che la Banca popolare cinese ha fissato il midpoint yuan al suo livello più alto in oltre nove mesi, riflettendo la debolezza nel biglietto verde.

sabato 29 luglio 2017

Banca Monte Paschi diventa dello Stato. Ci costerà 8,3 miliardi di euro (o forse 10)

Il percorso di salvataggio della Banca Monte Paschi vive un altro passaggio. L'istituto più antico del mondo diventa una controllata dallo Stato italiano. Dopo la ricapitalizzazione e la conversione dei bond subordinati in azioni, il Ministero del Tesoro infatti possiede una quota del capitale pari al 53,45%. La pubblicazione dei due decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale rende chiaro questo calcolo. Inoltre la partecipazione statale potrebbe ulteriormente aumentare fino a giungere al 70% (in base alle richieste di conversione dei bond da parte dei risparmiatori).

Quanto costa salvare Monte Paschi Siena

Facciamo due calcoli. Il primo decreto del Mef applica il burden sharing, prevede la conversione dei bond subordinati del Monte dei Paschi in capitale. Questo porterà un aumento del capitale per circa 4,473 miliardi di euro, tramite l'emissione di 517,1 milioni di azioni al concambio di 8,65 euro. Il secondo decreto invece prevede per un aumento di capitale da 3,854 miliardi. Questo aumento verrà sottoscritto dal Tesoro per una cifra di 8,3 miliardi (sottoscriverà comprando 593,87 milioni di azioni a 6,49 euro ciascuna).

Nel caso in cui la partecipazione dovesse giungere fino al massimo, ovvero il 70%, l'ulteriore esborso per le casse statali sarà fino a 1,5 miliardi. Riguardo questo ultimo passaggio, va sottolineato che ci sono aspettative per un'adesione ampia all'offerta di bond senior. Essa coinvolge soprattutto una platea di circa 40.0000 risparmiatori che nel 2008 acquistarono agli sportelli di Mps la famigerata emissione 'Upper Tier II'.

Quali altri passaggi sono previsti? Intanto la prossima settimana è atteso il cda sulla semestrale, rinviato in attesa della pubblicazione dei decreti. Poi una volta che l'aumento di capitale sarà stato completato, i titoli della banca potranno essere riammessi alla quotazione. Questo dovrebbe accadere presumibilmente il prossimo autunno. Completato questo passaggio, probabilmente l'attuale Consiglio di amministrazione si dimetterà e verrà rimpiazzato con uno a maggiore rappresentanza del Tesoro.

giovedì 27 luglio 2017

Euro alle stelle grazie alla FED. Nel mirino quota 1,18

Se l'ultima volta era stato Draghi a spingere verso l'alto il cross Euro-Dollaro, ieri ci ha pensato la FED a dare l'ennesima spinta alla coppia più scambiata del Forex. Il cross tra moneta unica e biglietto verde infatti ha esteso il suo rally raggiungendo livelli che non si vedevano da tempo. Dopo il meeting di politica monetaria della Federal Reserve, la coppia è stata scambiata a quota 1,1748, come abbiamo visto sulla nostra migliore piattaforma forex demo trading.

Quando si scontrano due realtà che vivono momenti così diversi (ottimo per l'euro e debole per il dollaro) è inevitabile che si assista a certi rally. La salita dirompente della valuta europea è stata solo accentuata dall'atteggiamento dovish della Fed, che ha deciso di mantenere il costo del denaro nel range 1.00%-1.25% attuale.

Le prospettive del dollaro contro l'euro

Adesso c'è da chiedersi dove arriverà la coppia euro-dollaro. Secondo alcuni la strada sarebbe spianata verso quota 1,20, che potrebbe essere forse raggiunta in autunno. A sostegno di questa ipotesi ci sono soprattutto gli scenari di politica monetaria di BCE e FED. In Europa la crescita dell’economia procede benino e avanzano le aspettative sul tapering.
Addirittura neppure il tono più “dovish” di Draghi è riuscito a calmare queste aspettative. Dall'altra parte il periodo di debolezza del dollaro USA sta spingendo la Federal Reserve a premere il piede sul freno. Anche se le attese riguardo la crescita dell'inflazione continuano ad essere buone, al momento la probabilità di un nuovo rialzo del costo del denaro entro fine anno è inferiore al 50%.

Se facciamo una proiezione al futuro, non sarebbe sorprendente quindi che in autunno il cambio euro dollaro possa ancora beneficiare della riduzione della divergenza tra le politiche monetarie della Fed e della BCE. Per un po' di tempo quindi, i migliori segnali di trading gratuiti Forex dovrebbero ancora puntare verso il rialzo.

Chiaramente molto dipenderà dai dati macro che verranno resi noti in futuro. I livelli tecnici da monitorare restano 1,1800, area di forte interesse psicologico nonché luogo dove transita la media mobile a 200 periodi nel grafico settimanale.

martedì 25 luglio 2017

Banca MPS, stretta finale per la ricapitalizzazione. In arrivo i due decreti

La ricapitalizzazione precauzionale di Monte Paschi è arrivata a un passaggio importante. A breve verranno infatti emanati i due decreti del Ministero dell'Economia che devono dare il via concreto all'operazione. Grazie a tali decreti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiuderà il capitolo MPS e sancirà in via definitiva la partecipazione dello Stato nell’istituto di Siena. Serve un esame da parte della Corte dei Conti, il che dovrebbe allungare solo di pochi giorni il processo fino all’emanazione. Non si andrà oltre l'11 agosto, termine ultimo per rimanere nei tempi dettati dalla Bce. Si confida comunque di chiudere tutto in tempi molto più rapidi.

I due decreti si muoveranno in un raggio d'azione delimitato da quadro disegnato dal decreto salva-risparmio di dicembre e dai piani per la ricapitalizzazione negoziati con Bruxelles e Francoforte.
Il primo di questi decreti si occuperà di indicare le caratteristiche della ricapitalizzazione. Il secondo invece definirà nel dettaglio i costi che dovranno sostenere gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati.

L'operazione per salvare banca MPS

La ricapitalizzazione di MPS costerà allo stato 3,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 1,5 miliardi per il riacquisto dei bond subordinati. Alla fine il Ministero dell'Economia diventerà primo azionista dell'istituto di Rocca Salimbeni.  Almeno all'inizio nel portafoglio al Tesoro dovrebbe finire una quota intorno al 55% del “nuovo” Monte Paschi Siena. Poi, a seconda delle richieste di rimborso, la quota in mano allo Stato potrebbe salire fino al 70%.

Dopo che sarà stato concretizzato l'aumento di capitale, MPS potrà tornare in Borsa in autunno e l'attuale Consiglio di amministrazione dovrebbe presentare le proprie dimissioni. Si procederà quindi ad una nuova nomina del board, che dovrebbe essere ridotto a 7 o 9 unità. Se tutto procederà senza intoppi, questo passaggio potrebbe essere ultimato entro ottobre. L'operazione coinvolgerà circa 40mila piccoli investitori che nel 2008 hanno acquistato allo sportello della banca l’emissione Upper Tier II. Tutti i bond saranno convertiti in azioni che poi potranno essere "scambiate" con bond ordinari dell'emittente e garantiti dallo Stato e tutelati dei titoli junior.

domenica 23 luglio 2017

Sterlina sotto pressione. Il cross eur-gbp ha toccato 0,9

I prossimi saranno altri giorni caldi per l'euro e la sterlina. La coppia valutaria ha chiuso la settimana muovendosi in senso laterale fino a piazzare uno scatto verso il livello 0,90. Un valore tondo che ha un grosso significato psicologico, oltre ad essere un'area che in passato ha attratto una forte attenzione. Adesso bisogna vedere se la coppia riuscirà a rompere al di sopra di questo livello. In caso positivo il mercato potrebbe arrivare fino al livello delle 0,92. Nel frattempo molti si cautelano facendo forex hedging strategia, e allo stesso tempo qualche pullback offrirà l'occasione buona per degli acquisti intraday.

La situazione del cross euro-sterlina

Dal punto di vista tecnico, possiamo ritenere ragionevolmente che il livello delle 0,89 fungerà un po’ da base di questo mercato sull'euro-sterlina. Lo crediamo perché c'è un forte interesse di compratori e venditori attorno a questa area. Un pullback potrebbe spingere molti acquirenti dell’euro ad essere ancora più aggressivi. Rompere al di sopra del livello delle 0,90 sarà difficile, ma se dovesse succedere allora la spinta al rialzo sarà ancora più netta. Occhio comunque a come si muove l'indicatore MACD trading.

Occhio ai dati in uscita nel corso della prossima settimana. Si attendono infatti notizie importanti riguardo al PIL britannico del secondo trimestre (mercoledì mattina). Nel primo trimestre ricordiamo che il dato non è stato positivo (0.2%). Se dovesse esserci una svolta allora potremmo vedere una maggiore forza della sterlina sui mercati. Altrimenti avremo un motivo in più per credere che continuerà la debolezza della sterlina.

venerdì 21 luglio 2017

ICO, è boom: raccolti 1,3 miliardi di dollari nel 2017. Ma quante truffe

Il fenomeno delle Initial Coin Offering (ICO) è sempre più diffuso. Si tratta di quelle forme di finanziamento per le strartup che propongono soluzioni basate sulla blockchain, specialmente criptovalute. In cambio di denaro fresco (o di altra criptovaluta, solitamente Bitcoin) offrono una percentuale della crittografia agli stessi finanziatori del progetto (che in questo modo oltre al capitale possono beneficiare anche dell'eventuale rivalutazione della criptovaluta).

Volendo fare un esempio, è come se un casino vendesse le fiches prima ancora di aprire, e queste fiches vengono scambiate sul mercato sulla base di un valore "previsto" (in base al numero di quelle emesse e al probabile volume di scambio).

Siamo davanti a una sorta di crowdfunding per le startup di cryptomonete, ma con una differenza sostanziale. Questo sistema chiaramente non è regolamentato, e di fatto è nato proprio per avviare startup aggirando il processo rigoroso e regolato di capitalizzazione richiesto dalle Ipo tradizionali (Initial public offering). Va da sé che si tratta di un processo ad alto rischio di investimento e di gestione.

La diffusione delle ICO

Un paio di giorni fa una di queste ICO è stata bloccata per via di un assalto hacker, che ha fruttato a questi ultimi ben 7 milioni di dollari investiti nella nuova valuta (Coindash). Tuttavia se consideriamo le ultime settimane, altre hanno raccolto più di 200 milioni di dollari tramite ICO. E se allarghiamo il discorso a tutto il 2017, allora sono stati raccolti 1,27 miliardi di dollari. In tutto lo scorso anno l'importo complessivo era stato di 222 milioni di dollari. Le due monete più utilizzate in queste operazioni, ovvero bitcoin ed ethereum, hanno a loro volta beneficiato di questo iperutilizzo crescendo di valore.

Chiaramente assieme al fenomeno in sé, cresce anche il rischio che aumentino truffe o bolle speculative. Questo perché i risultati eccezionali di Bitcoin ed Ethereum, capaci di moltiplicare il proprio valore in breve tempo (Ether è arrivato al 3000%), ha allettato molti investitori che confidano in profitti da favola. Di fronte a questo scenario, Non stupisce quindi che molte Ico siano sorte a scopo fraudolento e puntano a sfruttare l'eccitazione da cripto-sistema per aggirare gli sprovveduti.

mercoledì 19 luglio 2017

Euro sempre più forte sui valutari. Attesa per le decisioni BCE

I fari degli investitori sono tutti puntati sul direttorio della BCE, che ha preso il via oggi e durerà fino a domani, quando l'istituto di Francoforte dovrà decidere cosa fare con i tassi di interessi di Euro landia. Va detto che nessuno si aspetta che ci sarà un ritocco da parte dell'istituto centrale. Comunque l'attenzione è rivolta alle dichiarazioni sulla futura strategia di progressiva uscita dagli stimoli monetari, il così detto tapering.

Dollaro e sterlina contro l'euro

Contro l'ipotesi di una stretta monetaria ci sono il fatto che l'inflazione continua ad andare in frenata e anche la forza dell'euro, che continua ad andare in salita.

Ieri la valuta unica è rimasta ancora oltre 1,15 grazie all'ennesimo composto rialzo (+0,67%). La coppia Eur-Usd é stata scambiata a 1,1554 alla fine della sessione USA. Il cross è in una fase di rafforzamento da tempo con l'indicatore ATR average true range che evidenzia una fortissima volatilità su questo asset. Dal punto di vista tecnico intravediamo un'area di resistenza a 1,1605 e supporto a 1,1451.

Va detto che anche nei confronti della sterlina l'euro sta facendo balzi in avanti. Il cross Eur-Gbp ieri ha ampliato la performance positiva con un incremento dello 0,78%. Nel breve periodo c'è un rafforzamento della fase rialzista con immediata resistenza vista a 0,8883 e primo supporto individuato a 0,8814. Potrebbero esserci sgroppate fino all'area 0,8952. Occhio alle indicazioni che ci giungono dall'indicatore frattale trading.

Il meeting BCE

Il secondo fattore che al momento ostacola il tapering è l'inflazione, che non riesce a toccare il target del 2% e conservarlo. La presenza di questi due fattori fa pensare ad un proseguimento della linea accomodante seguita finora da Mario Draghi. Ma soprattutto sono fattori che aiuteranno il presidente BCE a tenere a bada i "falchi", cioè i membri nel direttorio che spingono per procedere in tempi brevi ad una normalizzazione della politica monetaria.

I tassi in Europa sono fermi a zero da alcuni anni. Inoltre dal 2015 la EuroTower ha cominciato un programma massiccio di quantitative easing tramite che va avanti al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. Questo programma dovrebbe durare fino a fine anno. Al meeting in corso però la BCE potrebbe avviare la discussione su cosa farà nei prossimi mesi. Ovvero se ha intenzione di cominciare il tapering e quando e in che misura. Da questi discorsi gli analisti valuteranno le loro prossime mosse sul mercato, che chiaramente attendono con attenzione la conferenza stampa esplicativa di Draghi, in programma domani.

lunedì 17 luglio 2017

Economia dei trasporti, prossimi 14 giorni terribili per una raffica di scioperi

Si prospetta una settimana nerissima per il settore dei trasporti, con enormi danni per l'economia. A causarli è una nuova raffica di scioperi che riguarderà diversi settori, proprio nel periodo in cui molti decideranno dai andare in vacanza. Si comincia lunedì in modo soft, con uno sciopero di quattro ore a Genova indetto da Cub Trasporti tra i lavoratori dell'Atm. Situazione complicata anche per il settore ferroviario a Torino, visto che Fast Mobilità ha chiesto ai propri aderenti di astenersi dalla prima metà della giornata lavorativa al terminal Porta Nuova.

Giovedì nero per i trasporti

La giornata peggiore dovrebbe essere giovedì. Ad essere colpita in modo forte sarà Roma, dove incrocerà le braccia il personale Atac. Lo sciopero durerà 24 ore per i dipendenti aderenti a Orsa, mentre solo 4 ore di sciopero - dalle 8.30 alle 12.30 - sono previste per i dipendenti che aderiscono all'Unione sindacale di base. Saranno quindi coinvolti bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo, con le fasce di garanzia: il servizio sarà regolare fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20.
Sempre giovedì l'Usb ha invitato ad astenersi dal lavoro anche il personale della Ctp di Napoli. Inoltre Faisa Confail e Sul hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto pubblico locale (esclusi i lavoratori di Bolzano, Genova, Abruzzo e Bari).

Settimana successiva le cose non andranno molto meglio. Martedì 25 c'è in calendario lo sciopero proclamato nel tpl di Bari e Trani dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e per i collegamenti marittimi di Liberty Lines in Sicilia. Il giorno seguente toccherà al trasporto aereo. Infatti la sigla Cub ha proclamato uno sciopero generale di 4 ore dei lavoratori dei lavoratori del comparto. L'astensione comincerà alle 13.00 e finirà alle 17.00. Lo stesso giorno inoltre ci sarà uno sciopero di 4 ore del personale navigante di cabina di Easy Jet aderente a Fit Cisl e del personale Enav aderente a Unic.

sabato 15 luglio 2017

Trader con gli occhi su Draghi. Settimana con focus sulle mosse della BCE

Si è chiusa una settimana intensa per i trader sui mercati finanziari, ed un'altra sta per aprirsi. Gli occhi saranno puntati sugli indicatori chiave che possono predire le mosse che faranno di qui a breve diverse banche centrali. Anzitutto la Fed. Nel corso degli ultimi giorni ci sono stati diversi scossoni in USA. La presidente della FEd, Janet Yellen, ha parlato due volte a Camera e Senato, mostrandosi molto più dovish di qualche giorno prima. Gli investitori hanno tratto la conclusione che la politica di normalizzazione monetaria sarà graduale.

Sul fronte della BCE invece si ragiona sulle prospettive di tapering. Nel corso dell'ultimo giorno di contrattazioni si sono diffuse indiscrezioni riguardo un possibile annuncio del tapering Bce nella prossima riunione del 7 settembre. Questo ha finito per mettere sotto pressione l'obbligazionario e dare la spinta all'euro. Sul valutario infatti, la divisa unica è volata nei confronti del dollaro, e i migliori segnali forex free hanno puntato tutti al rialzo contro il biglietto verde.

Draghi e la BCE nel mirino dei trader

Effettivamente l'euro-dollaro è schizzato nuovamente verso quota 1,145 e adesso le possibilità che possa raggiungere l'importante quota psicologica di 1,15 ci sono tutte. Anzi, secondo molti trader e soprattutto analisti questo potrebbe accadere presto. In tanti hanno ricaricato il conto opzioni binarie con postepay paypal e sono pronti ad agire, qualora dovessero giungere segnali importanti prossima settimana, quando è in programma il meeting di politica monetaria della Bce. Subito dopo ci sarà la conferenza stampa del presidente Draghi.

 E' chiaro che se Draghi dovesse confermare l'impronta leggermente più hawkish da parte dell'istituto centrale, allora l'euro schizzerebbe ulteriormente verso l'alto. Occhio però, che l'ultima volta che Draghi ha parlato i mercati hanno interpretato le sue parole in modo euforico. Sembra quindi logico aspettarsi che il numero uno della BCE stavolta ci andrà ancora di più con i piedi di piombo. Intanto gli USA incassano dei dati negativi sul fronte macro, specie quello riguardo l'inflazione,che hanno spinto il dollaro la ribasso contro molte major. Il Dollar index è scivolato giù.

giovedì 13 luglio 2017

Spesa per amministrazione pubblica, l'Ocse bacchetta l'Italia: dirigenti vecchi e strapagati

La spesa per amministrazione pubblica italiana è troppo elevata, anche in relazione a come è organizzato il lavoro: dirigenti strapagati, spesso troppo attempati per abbracciare le novità e con una crescente insoddisfazioni dei cittadini. Un disastro insomma. E' questo il quadro dipinto dal OCSE, che ha pubblicato un rapporto "Government at a Glance", mettendo sotto la lente di ingrandimento l'amministrazione pubblica dei Paesi membri. E purtroppo l'Italia viene spesso bacchettata.

I dati messo sulla spesa per amministrazione pubblica

Ci sono anche fattori positivi. Ad esempio l'Italia viene dietro solo alla Germania per quanto riguarda l'indipendenza delle autorità di regolamentazione dei principali settori di rete. C'è un lieve miglioramento anche nei conti, visto che il deficit è passato dal 5,3% del 2009 al 2,7% nel 2015 (meglio della media OCSE al 2,8%). Tuttavia, a causa della duplice recessione il debito resta altissimo, visto che nel 2015 ha toccato quota 157,5% rispetto al Pil, contro una media Ocse del 112%. Gli interessi da pagare sul debito sono giunti a quota 4% del Pil, meglio solo rispetto al Portogallo ultimo in classifica.

Ci sono alcuni fattori critici messi in rilievo dal OCSE. Ad esempio agli investimenti pubblici è andato solo il 2,1% del Pil nel 2016, in calo dal 2,3% del 2015, contro una media Ocse del 3,2%. Siamo indietro per quel che riguarda la spesa tramite appalti pubblici: solo il 20,5% del totale della spesa. La media OCSE è del 29%. Problemi riguardo il lavoro nella pubblica amministrazione. L'Italia ha la più alta quota di dipendenti statali ultra-55enni. Da noi sono il 45%, nel resto dei paesi più evoluti è al 24% medio. Inoltre c'è la quota più bassa di tutti circa i giovani tra i 18-34 anni che lavorano per il Governo centrale. Sono appena il 2%.

Inoltre la retribuzione è più elevata rispetto alla media, a maggior ragione se si arriva alle posizioni dirigenziali. I senior manager italiani in media prendono un compenso annuo lordo di 395.400 dollari. Siamo secondi solo all'Australia. La media invece è di 231.500 dollari, poco più della metà. La cosa paradossale è che per le mansioni di segreteria siamo oltre la media Ocse, mentre per i compensi ai professionisti siamo molto sotto la media: 67.900 dollari contro 88.700. Un ultimo aspetto: la soddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi pubblici è pessima.