giovedì 27 luglio 2017

Euro alle stelle grazie alla FED. Nel mirino quota 1,18

Se l'ultima volta era stato Draghi a spingere verso l'alto il cross Euro-Dollaro, ieri ci ha pensato la FED a dare l'ennesima spinta alla coppia più scambiata del Forex. Il cross tra moneta unica e biglietto verde infatti ha esteso il suo rally raggiungendo livelli che non si vedevano da tempo. Dopo il meeting di politica monetaria della Federal Reserve, la coppia è stata scambiata a quota 1,1748, come abbiamo visto sulla nostra migliore piattaforma forex demo trading.

Quando si scontrano due realtà che vivono momenti così diversi (ottimo per l'euro e debole per il dollaro) è inevitabile che si assista a certi rally. La salita dirompente della valuta europea è stata solo accentuata dall'atteggiamento dovish della Fed, che ha deciso di mantenere il costo del denaro nel range 1.00%-1.25% attuale.

Le prospettive del dollaro contro l'euro

Adesso c'è da chiedersi dove arriverà la coppia euro-dollaro. Secondo alcuni la strada sarebbe spianata verso quota 1,20, che potrebbe essere forse raggiunta in autunno. A sostegno di questa ipotesi ci sono soprattutto gli scenari di politica monetaria di BCE e FED. In Europa la crescita dell’economia procede benino e avanzano le aspettative sul tapering.
Addirittura neppure il tono più “dovish” di Draghi è riuscito a calmare queste aspettative. Dall'altra parte il periodo di debolezza del dollaro USA sta spingendo la Federal Reserve a premere il piede sul freno. Anche se le attese riguardo la crescita dell'inflazione continuano ad essere buone, al momento la probabilità di un nuovo rialzo del costo del denaro entro fine anno è inferiore al 50%.

Se facciamo una proiezione al futuro, non sarebbe sorprendente quindi che in autunno il cambio euro dollaro possa ancora beneficiare della riduzione della divergenza tra le politiche monetarie della Fed e della BCE. Per un po' di tempo quindi, i migliori segnali di trading gratuiti Forex dovrebbero ancora puntare verso il rialzo.

Chiaramente molto dipenderà dai dati macro che verranno resi noti in futuro. I livelli tecnici da monitorare restano 1,1800, area di forte interesse psicologico nonché luogo dove transita la media mobile a 200 periodi nel grafico settimanale.

martedì 25 luglio 2017

Banca MPS, stretta finale per la ricapitalizzazione. In arrivo i due decreti

La ricapitalizzazione precauzionale di Monte Paschi è arrivata a un passaggio importante. A breve verranno infatti emanati i due decreti del Ministero dell'Economia che devono dare il via concreto all'operazione. Grazie a tali decreti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiuderà il capitolo MPS e sancirà in via definitiva la partecipazione dello Stato nell’istituto di Siena. Serve un esame da parte della Corte dei Conti, il che dovrebbe allungare solo di pochi giorni il processo fino all’emanazione. Non si andrà oltre l'11 agosto, termine ultimo per rimanere nei tempi dettati dalla Bce. Si confida comunque di chiudere tutto in tempi molto più rapidi.

I due decreti si muoveranno in un raggio d'azione delimitato da quadro disegnato dal decreto salva-risparmio di dicembre e dai piani per la ricapitalizzazione negoziati con Bruxelles e Francoforte.
Il primo di questi decreti si occuperà di indicare le caratteristiche della ricapitalizzazione. Il secondo invece definirà nel dettaglio i costi che dovranno sostenere gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati.

L'operazione per salvare banca MPS

La ricapitalizzazione di MPS costerà allo stato 3,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 1,5 miliardi per il riacquisto dei bond subordinati. Alla fine il Ministero dell'Economia diventerà primo azionista dell'istituto di Rocca Salimbeni.  Almeno all'inizio nel portafoglio al Tesoro dovrebbe finire una quota intorno al 55% del “nuovo” Monte Paschi Siena. Poi, a seconda delle richieste di rimborso, la quota in mano allo Stato potrebbe salire fino al 70%.

Dopo che sarà stato concretizzato l'aumento di capitale, MPS potrà tornare in Borsa in autunno e l'attuale Consiglio di amministrazione dovrebbe presentare le proprie dimissioni. Si procederà quindi ad una nuova nomina del board, che dovrebbe essere ridotto a 7 o 9 unità. Se tutto procederà senza intoppi, questo passaggio potrebbe essere ultimato entro ottobre. L'operazione coinvolgerà circa 40mila piccoli investitori che nel 2008 hanno acquistato allo sportello della banca l’emissione Upper Tier II. Tutti i bond saranno convertiti in azioni che poi potranno essere "scambiate" con bond ordinari dell'emittente e garantiti dallo Stato e tutelati dei titoli junior.

domenica 23 luglio 2017

Sterlina sotto pressione. Il cross eur-gbp ha toccato 0,9

I prossimi saranno altri giorni caldi per l'euro e la sterlina. La coppia valutaria ha chiuso la settimana muovendosi in senso laterale fino a piazzare uno scatto verso il livello 0,90. Un valore tondo che ha un grosso significato psicologico, oltre ad essere un'area che in passato ha attratto una forte attenzione. Adesso bisogna vedere se la coppia riuscirà a rompere al di sopra di questo livello. In caso positivo il mercato potrebbe arrivare fino al livello delle 0,92. Nel frattempo molti si cautelano facendo forex hedging strategia, e allo stesso tempo qualche pullback offrirà l'occasione buona per degli acquisti intraday.

La situazione del cross euro-sterlina

Dal punto di vista tecnico, possiamo ritenere ragionevolmente che il livello delle 0,89 fungerà un po’ da base di questo mercato sull'euro-sterlina. Lo crediamo perché c'è un forte interesse di compratori e venditori attorno a questa area. Un pullback potrebbe spingere molti acquirenti dell’euro ad essere ancora più aggressivi. Rompere al di sopra del livello delle 0,90 sarà difficile, ma se dovesse succedere allora la spinta al rialzo sarà ancora più netta. Occhio comunque a come si muove l'indicatore MACD trading.

Occhio ai dati in uscita nel corso della prossima settimana. Si attendono infatti notizie importanti riguardo al PIL britannico del secondo trimestre (mercoledì mattina). Nel primo trimestre ricordiamo che il dato non è stato positivo (0.2%). Se dovesse esserci una svolta allora potremmo vedere una maggiore forza della sterlina sui mercati. Altrimenti avremo un motivo in più per credere che continuerà la debolezza della sterlina.

venerdì 21 luglio 2017

ICO, è boom: raccolti 1,3 miliardi di dollari nel 2017. Ma quante truffe

Il fenomeno delle Initial Coin Offering (ICO) è sempre più diffuso. Si tratta di quelle forme di finanziamento per le strartup che propongono soluzioni basate sulla blockchain, specialmente criptovalute. In cambio di denaro fresco (o di altra criptovaluta, solitamente Bitcoin) offrono una percentuale della crittografia agli stessi finanziatori del progetto (che in questo modo oltre al capitale possono beneficiare anche dell'eventuale rivalutazione della criptovaluta).

Volendo fare un esempio, è come se un casino vendesse le fiches prima ancora di aprire, e queste fiches vengono scambiate sul mercato sulla base di un valore "previsto" (in base al numero di quelle emesse e al probabile volume di scambio).

Siamo davanti a una sorta di crowdfunding per le startup di cryptomonete, ma con una differenza sostanziale. Questo sistema chiaramente non è regolamentato, e di fatto è nato proprio per avviare startup aggirando il processo rigoroso e regolato di capitalizzazione richiesto dalle Ipo tradizionali (Initial public offering). Va da sé che si tratta di un processo ad alto rischio di investimento e di gestione.

La diffusione delle ICO

Un paio di giorni fa una di queste ICO è stata bloccata per via di un assalto hacker, che ha fruttato a questi ultimi ben 7 milioni di dollari investiti nella nuova valuta (Coindash). Tuttavia se consideriamo le ultime settimane, altre hanno raccolto più di 200 milioni di dollari tramite ICO. E se allarghiamo il discorso a tutto il 2017, allora sono stati raccolti 1,27 miliardi di dollari. In tutto lo scorso anno l'importo complessivo era stato di 222 milioni di dollari. Le due monete più utilizzate in queste operazioni, ovvero bitcoin ed ethereum, hanno a loro volta beneficiato di questo iperutilizzo crescendo di valore.

Chiaramente assieme al fenomeno in sé, cresce anche il rischio che aumentino truffe o bolle speculative. Questo perché i risultati eccezionali di Bitcoin ed Ethereum, capaci di moltiplicare il proprio valore in breve tempo (Ether è arrivato al 3000%), ha allettato molti investitori che confidano in profitti da favola. Di fronte a questo scenario, Non stupisce quindi che molte Ico siano sorte a scopo fraudolento e puntano a sfruttare l'eccitazione da cripto-sistema per aggirare gli sprovveduti.

mercoledì 19 luglio 2017

Euro sempre più forte sui valutari. Attesa per le decisioni BCE

I fari degli investitori sono tutti puntati sul direttorio della BCE, che ha preso il via oggi e durerà fino a domani, quando l'istituto di Francoforte dovrà decidere cosa fare con i tassi di interessi di Euro landia. Va detto che nessuno si aspetta che ci sarà un ritocco da parte dell'istituto centrale. Comunque l'attenzione è rivolta alle dichiarazioni sulla futura strategia di progressiva uscita dagli stimoli monetari, il così detto tapering.

Dollaro e sterlina contro l'euro

Contro l'ipotesi di una stretta monetaria ci sono il fatto che l'inflazione continua ad andare in frenata e anche la forza dell'euro, che continua ad andare in salita.

Ieri la valuta unica è rimasta ancora oltre 1,15 grazie all'ennesimo composto rialzo (+0,67%). La coppia Eur-Usd é stata scambiata a 1,1554 alla fine della sessione USA. Il cross è in una fase di rafforzamento da tempo con l'indicatore ATR average true range che evidenzia una fortissima volatilità su questo asset. Dal punto di vista tecnico intravediamo un'area di resistenza a 1,1605 e supporto a 1,1451.

Va detto che anche nei confronti della sterlina l'euro sta facendo balzi in avanti. Il cross Eur-Gbp ieri ha ampliato la performance positiva con un incremento dello 0,78%. Nel breve periodo c'è un rafforzamento della fase rialzista con immediata resistenza vista a 0,8883 e primo supporto individuato a 0,8814. Potrebbero esserci sgroppate fino all'area 0,8952. Occhio alle indicazioni che ci giungono dall'indicatore frattale trading.

Il meeting BCE

Il secondo fattore che al momento ostacola il tapering è l'inflazione, che non riesce a toccare il target del 2% e conservarlo. La presenza di questi due fattori fa pensare ad un proseguimento della linea accomodante seguita finora da Mario Draghi. Ma soprattutto sono fattori che aiuteranno il presidente BCE a tenere a bada i "falchi", cioè i membri nel direttorio che spingono per procedere in tempi brevi ad una normalizzazione della politica monetaria.

I tassi in Europa sono fermi a zero da alcuni anni. Inoltre dal 2015 la EuroTower ha cominciato un programma massiccio di quantitative easing tramite che va avanti al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. Questo programma dovrebbe durare fino a fine anno. Al meeting in corso però la BCE potrebbe avviare la discussione su cosa farà nei prossimi mesi. Ovvero se ha intenzione di cominciare il tapering e quando e in che misura. Da questi discorsi gli analisti valuteranno le loro prossime mosse sul mercato, che chiaramente attendono con attenzione la conferenza stampa esplicativa di Draghi, in programma domani.

lunedì 17 luglio 2017

Economia dei trasporti, prossimi 14 giorni terribili per una raffica di scioperi

Si prospetta una settimana nerissima per il settore dei trasporti, con enormi danni per l'economia. A causarli è una nuova raffica di scioperi che riguarderà diversi settori, proprio nel periodo in cui molti decideranno dai andare in vacanza. Si comincia lunedì in modo soft, con uno sciopero di quattro ore a Genova indetto da Cub Trasporti tra i lavoratori dell'Atm. Situazione complicata anche per il settore ferroviario a Torino, visto che Fast Mobilità ha chiesto ai propri aderenti di astenersi dalla prima metà della giornata lavorativa al terminal Porta Nuova.

Giovedì nero per i trasporti

La giornata peggiore dovrebbe essere giovedì. Ad essere colpita in modo forte sarà Roma, dove incrocerà le braccia il personale Atac. Lo sciopero durerà 24 ore per i dipendenti aderenti a Orsa, mentre solo 4 ore di sciopero - dalle 8.30 alle 12.30 - sono previste per i dipendenti che aderiscono all'Unione sindacale di base. Saranno quindi coinvolti bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo, con le fasce di garanzia: il servizio sarà regolare fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20.
Sempre giovedì l'Usb ha invitato ad astenersi dal lavoro anche il personale della Ctp di Napoli. Inoltre Faisa Confail e Sul hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto pubblico locale (esclusi i lavoratori di Bolzano, Genova, Abruzzo e Bari).

Settimana successiva le cose non andranno molto meglio. Martedì 25 c'è in calendario lo sciopero proclamato nel tpl di Bari e Trani dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e per i collegamenti marittimi di Liberty Lines in Sicilia. Il giorno seguente toccherà al trasporto aereo. Infatti la sigla Cub ha proclamato uno sciopero generale di 4 ore dei lavoratori dei lavoratori del comparto. L'astensione comincerà alle 13.00 e finirà alle 17.00. Lo stesso giorno inoltre ci sarà uno sciopero di 4 ore del personale navigante di cabina di Easy Jet aderente a Fit Cisl e del personale Enav aderente a Unic.

sabato 15 luglio 2017

Trader con gli occhi su Draghi. Settimana con focus sulle mosse della BCE

Si è chiusa una settimana intensa per i trader sui mercati finanziari, ed un'altra sta per aprirsi. Gli occhi saranno puntati sugli indicatori chiave che possono predire le mosse che faranno di qui a breve diverse banche centrali. Anzitutto la Fed. Nel corso degli ultimi giorni ci sono stati diversi scossoni in USA. La presidente della FEd, Janet Yellen, ha parlato due volte a Camera e Senato, mostrandosi molto più dovish di qualche giorno prima. Gli investitori hanno tratto la conclusione che la politica di normalizzazione monetaria sarà graduale.

Sul fronte della BCE invece si ragiona sulle prospettive di tapering. Nel corso dell'ultimo giorno di contrattazioni si sono diffuse indiscrezioni riguardo un possibile annuncio del tapering Bce nella prossima riunione del 7 settembre. Questo ha finito per mettere sotto pressione l'obbligazionario e dare la spinta all'euro. Sul valutario infatti, la divisa unica è volata nei confronti del dollaro, e i migliori segnali forex free hanno puntato tutti al rialzo contro il biglietto verde.

Draghi e la BCE nel mirino dei trader

Effettivamente l'euro-dollaro è schizzato nuovamente verso quota 1,145 e adesso le possibilità che possa raggiungere l'importante quota psicologica di 1,15 ci sono tutte. Anzi, secondo molti trader e soprattutto analisti questo potrebbe accadere presto. In tanti hanno ricaricato il conto opzioni binarie con postepay paypal e sono pronti ad agire, qualora dovessero giungere segnali importanti prossima settimana, quando è in programma il meeting di politica monetaria della Bce. Subito dopo ci sarà la conferenza stampa del presidente Draghi.

 E' chiaro che se Draghi dovesse confermare l'impronta leggermente più hawkish da parte dell'istituto centrale, allora l'euro schizzerebbe ulteriormente verso l'alto. Occhio però, che l'ultima volta che Draghi ha parlato i mercati hanno interpretato le sue parole in modo euforico. Sembra quindi logico aspettarsi che il numero uno della BCE stavolta ci andrà ancora di più con i piedi di piombo. Intanto gli USA incassano dei dati negativi sul fronte macro, specie quello riguardo l'inflazione,che hanno spinto il dollaro la ribasso contro molte major. Il Dollar index è scivolato giù.

giovedì 13 luglio 2017

Spesa per amministrazione pubblica, l'Ocse bacchetta l'Italia: dirigenti vecchi e strapagati

La spesa per amministrazione pubblica italiana è troppo elevata, anche in relazione a come è organizzato il lavoro: dirigenti strapagati, spesso troppo attempati per abbracciare le novità e con una crescente insoddisfazioni dei cittadini. Un disastro insomma. E' questo il quadro dipinto dal OCSE, che ha pubblicato un rapporto "Government at a Glance", mettendo sotto la lente di ingrandimento l'amministrazione pubblica dei Paesi membri. E purtroppo l'Italia viene spesso bacchettata.

I dati messo sulla spesa per amministrazione pubblica

Ci sono anche fattori positivi. Ad esempio l'Italia viene dietro solo alla Germania per quanto riguarda l'indipendenza delle autorità di regolamentazione dei principali settori di rete. C'è un lieve miglioramento anche nei conti, visto che il deficit è passato dal 5,3% del 2009 al 2,7% nel 2015 (meglio della media OCSE al 2,8%). Tuttavia, a causa della duplice recessione il debito resta altissimo, visto che nel 2015 ha toccato quota 157,5% rispetto al Pil, contro una media Ocse del 112%. Gli interessi da pagare sul debito sono giunti a quota 4% del Pil, meglio solo rispetto al Portogallo ultimo in classifica.

Ci sono alcuni fattori critici messi in rilievo dal OCSE. Ad esempio agli investimenti pubblici è andato solo il 2,1% del Pil nel 2016, in calo dal 2,3% del 2015, contro una media Ocse del 3,2%. Siamo indietro per quel che riguarda la spesa tramite appalti pubblici: solo il 20,5% del totale della spesa. La media OCSE è del 29%. Problemi riguardo il lavoro nella pubblica amministrazione. L'Italia ha la più alta quota di dipendenti statali ultra-55enni. Da noi sono il 45%, nel resto dei paesi più evoluti è al 24% medio. Inoltre c'è la quota più bassa di tutti circa i giovani tra i 18-34 anni che lavorano per il Governo centrale. Sono appena il 2%.

Inoltre la retribuzione è più elevata rispetto alla media, a maggior ragione se si arriva alle posizioni dirigenziali. I senior manager italiani in media prendono un compenso annuo lordo di 395.400 dollari. Siamo secondi solo all'Australia. La media invece è di 231.500 dollari, poco più della metà. La cosa paradossale è che per le mansioni di segreteria siamo oltre la media Ocse, mentre per i compensi ai professionisti siamo molto sotto la media: 67.900 dollari contro 88.700. Un ultimo aspetto: la soddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi pubblici è pessima.

martedì 11 luglio 2017

Sterlina giù nei confronti dell'euro. Si avvicina quota 0,90

I negoziati tra Londra e Bruxelles sulla Brexit sono cominciati, e già ci sono state le prima frizioni riguardo alla questione della reciprocità di trattamento. Questioni che ovviamente appesantiscono la sterlina sui mercati valutari, proprio mentre l'euro viaggia con il vento in poppa. Peraltro dobbiamo ancora addentrarci nei negoziati sulle questioni economico-finanziarie, che presumibilmente saranno di notevole importanza, se si pensa che da esse deriverà il futuro economico delle due parti in causa.

Il fatto che non ci sono grosse novità sostanziali non è un bene per la sterlina, dal momento che il fattore tempo gioca a sfavore della City. I negoziati dovranno chiudersi entro due anni, senza proroghe. Più avanti si andrà, peggio sarà per Londra. Le istituzioni finanziarie hanno infatti già chiarito alla May che l'incertezza sull'esito delle trattative è qualcosa che essi non sono disposti a tollerare.

L'andamento del cross tra euro e sterlina

Intanto nel Forex la valuta unica va in pressing sui massimi di giugno contro la sterlina (prima di fare investimenti, cercate sempre di scoprire qual è il miglior sito forex trading). Durante lo scorso mese la coppia EUR/GBP si è più volte andata a fronteggiare con la quota 0,88/0,885, ovvero massimi allineati di gennaio e marzo. Oggi siamo ad un nuovo assalto, e addirittura l'euro si è avvicinato a quota 0,89.

Il trend di lungo periodo è rialzista, e anche gli opzioni binarie segnali gratis affidabili vanno in questo senso. Qualche pausa non rappresenta certo un elemento di cui preoccuparsi. Soltanto qualora vi fossero delle discese sotto quota 0,8653, avvalorate dal cedimento di area 0,86, si potrebbe mettere in discussione l'impronta avuta da questo cross nell'ultimo periodo. A quel punto si potrebbe pensare ad una discesa verso 0,8520/0,855, punto di passaggio della media mobile a 100 giorni e ultimo riferimento per scongiurare il ritorno sui minimi di aprile a quota 0,83.

La prospettiva maggiore al momento però è che venga infranta la resistenza a 0,879/0,88. Da questo se ne ricaverebbe un segnale di forza notevole da parte della valuta unica, con possibili spinte verso 0,905, ovvero il massimo dallo scorso novembre.

domenica 9 luglio 2017

Lavoro, la Cgil quasi "raddoppia" il numero di disoccupati Istat: non 11% ma 18%.

Nell'ultima settimana si è parlato molto di dati sull'occupazione in Italia. Secondo la rilevazione Istat infatti il numero di coloro che lavora è sceso dopo 8 mesi di aumenti consecutivi. A maggio secondo i dati dell'Istituto di Statistica sono stati 51 mila coloro che mancano all'appello sul mercato del lavoro. Ben 141 mila in più rispetto a maggio 2016. Inoltre l'aumento s'è registrato solo nella fascia di età degli ultracinquantenni e dei dipendenti con contratti a termine. Il dato negativo riguarda invece i lavoratori stabili (-23mila) e indipendenti (-38mila).

I dati dell'Istat sul lavoro

Nel complesso il livello di disoccupazione è salito all'11,3%, ovvero +0,2 punti percentuali. Peggiora anche il quadro per i giovani. La quota dei ragazzi che non hanno lavoro è infatti salita al 37% (+1,8 punti da aprile).

Riguardo le persone in cerca di occupazione, l'unica quota in aumento è quella degli uomini, distribuito tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Chiaramente è soprattutto il dato sull'occupazione giovanile che preoccupa, perché evidenzia che l'economia italiana genera pochi posti di lavoro per le nuove leve, e il Jobs Act non sembra aver dato i frutti attesi.

Il dato della Cgil sul lavoro

C'è però anche un altro aspetto da evidenziare. Secondo la Cgil infatti il dato sulla disoccupazione in Italia non è quello ufficiale, bensì un valore molto più alto. In un rapporto intitolato «La disoccupazione dopo la grande crisi», la Cgil sostiene che il tasso di disoccupazione potenziale è pari al 18.5%. Quindi parliamo di un valore che arriva quasi al doppio rispetto all'11,3% del dato ufficiale Istat di maggio. Parliamo di 5,2 milioni di persone.

Lo studio prende in considerazione le forze di lavoro potenziali (vale a dire le persone che riferiscono di sentirsi in cerca di lavoro) e sfrutta le rilevazioni Bce e la percezione degli intervistati contenuta nella Rilevazione continua delle Forze lavoro Istat. Nella ricerca vengono considerati non solo i disoccupati formalmente riconosciuti (circa tre milioni), ma anche le persone che all'interno delle forze di lavoro potenziali aggiuntive (FLPA), riferiscono di sentirsi in cerca di occupazione (condizione percepita) anche se non hanno fatto atti formali di ricerca.

venerdì 7 luglio 2017

Mercato del lavoro USA nel mirino dei trader. Il futuro del dollaro è in bilico

Dopo le minute della FED, il dollaro ha ripreso slancio nei confronti dell'euro. O quanto meno non ha perso altro terreno. Oggi il biglietto verde macina guadagni su molte major, ma gli investitori sono in attesa che si completi il quadro macro con i Non Farm Payrolls. Il report sul mercato del lavoro dovrebbe infatti arricchire di altri contenuti gli spunti forniti dalle minute del Fomc, e incidere sulla strategia hedging forex e opzioni binarie.

L'attesa per il report sul mercato del lavoro

Ricordiamo che il report della seduta delle Federal Reserve avvenuta a giugno, quando è stato deciso un ulteriore aumento del costo del denaro di 25 punti base, ha fatto capire che la FED non rallenterà il suo percorso di normalizzazione dei tassi.
Anche per questo il dollaro è in salita contro le altre principali valute questo venerdì, dopo il leggero calo avuto ieri (per via del report ADP che ha mostrato la creazione di 158.000 posti di lavoro a giugno, ovvero meno di quelli che si attendevano gli analisti). Inoltre le nuove richieste di sussidio di disoccupazione inaspettatamente hanno virato al rialzo, crescendo di 4.000 unità a 248.000.

Da questo quadro si capisce come i mercati siano avvolti nel dubbio: dare ascolto ai dati deludenti sull’inflazione oppure fare affidamento sulle parole ottimistiche del Fomc? Proprio in ragione di questo dubbio, c'è una discreta attesa circa i dati in uscita questo pomeriggio. Se dovessero essere positivi, allora è presumibile che il cross Euro-Dollaro possa ricevere una spinta verso il ribasso. Attualmente gravita attorno il livello 1,14 (si utilizzi l'indicatore RSI trading opzioni binarie forex).

Il vertice politico con Trump

Attenzione però anche a quello che succederà sul fronte politico. Ad Amburgo c'è oggi il G-20 più importante di sempre, visto che all'appuntamento partecipa per la prima volta anche il presidente americano Donald Trump. Ieri il presidente americano Donald Trump ha incontrato Angela Merkel per discutere dei temi che saranno trattati al vertice, compresi i temi di politica internazionale, quali la Corea del nord ed il Medioriente. Il G-20 sarà l'occasione per fare il punto sulle relazioni tra USA e Russia, le cui tensioni si ripercuotono inevitabilmente anche sulla forza del dollaro.

mercoledì 5 luglio 2017

Ricapitalizzazione preventiva, l'Europa dà il via libera a MPS

Monte dei Paschi ottiene il via libera dalla Commissione Europea. Il piano di ricapitalizzazione precauzionale da 4,5 miliardi può andare avanti. Il salvataggio della banca toscana spetterà allo Stato (che avrà una quota del 70%), ma anche azionisti e obbligazionisti non privilegiati, per un importo complessivo di 4,3 miliardi di euro. La partecipazione privata è stata voluta per ridurre l'impegno complessivo pubblico (MPS inoltre ha raccolto circa 500 milioni di euro, con la vendita di alcune attività).

L'ok della Commissione UE alla ricapitalizzazione preventiva

Per dare l'assenso al piano di ricapitalizzazione di MPS, la Commissione Europea ha voluto che fosse predisposto un piano di ristrutturazione che prevede un riorientamento dell'istituto verso le piccole e medie imprese.

Ricordiamo che in base alle norme europee, la ricapitalizzazione precauzionale è consentita ma solo a determinate condizioni. Anzitutto la banca deve essere solvibile, deve essere predisposto un piano di ristrutturazione efficace, nell'operazione di ricapitalizzazione preventiva vanno coinvolti azionisti e obbligazionisti non privilegiati. 

Il nuovo business

Quello che verrà fuori sarà un nuovo modello di business di Monte Paschi, con un bilancio ripulito da oltre 26 miliardi di crediti deteriorati (saranno ceduti ad una società veicolo finanziata con fondi privati. Questa operazione sarà finanziata parzialmente dal fondo Atlante II). Il piano di ricapitalizzazione servirà inoltre a far fronte ad un maggiore fabbisogno di capitale nel caso di un peggioramento inatteso delle condizioni economiche.

Va anche aggiunto che è stato messo in conto di rimborsare fino a 1,5 miliardi di euro ai titolari di obbligazioni subordinate al dettaglio, che furono vendute in modo scorretto. Potranno quindi richiedere un risarcimento alla banca.
Il modello di business rinnovato, prevede che Mps si diriga verso la clientela al dettaglio e le piccole e medie imprese. L'istituto aumenterà l'efficienza e migliorerà la gestione del rischio di credito.

lunedì 3 luglio 2017

Strette monetarie più vicine, i mercati cominciano a tenerne conto

L'ombra delle banche centrali aleggia sui mercati. Sono le prossime mosse dei massimi istituti bancari a orientare o frenare le azioni degli investitori. I mercati azionari stanno attraversando una fase d'incertezza, che è dovuta proprio alla prospettiva più o meno certa che si sta avvicinando una serie di strette monetarie.

BoE e BCE verso due strette monetarie

La prima a muoversi in questo senso è stata la Fed, che ha avviato il percorso della normalizzazione sul finire del 2016. Adesso tocca soprattutto a Gran Bretagna ed Eurozona. Sembra invece difficile assistere presto ad una svolta restrittiva in Giappone.
La più vicina è la Bank of England. Forse già sarebbe cominciato se non ci fosse stata la Brexit in mezzo, con tutto il carico di incognite che si porta dietro. Ma il fatto che nell'ultimo meeting di politica monetaria 3 su 8 abbiano votato per cambiare rotta è un grosso segnale. E la crescita della sterlina - molto sensibile alla politica monetaria della BoE - lo testimonia (se volete fare trading su valute leggete prima le migliori broker Forex recensioni).

Poi c'è la Banca Centrale Europea. Ultimamente hanno fatto rumore alcune parole di Mario Draghi sulle tendenze alla reflazione e la forza della ripresa europea. I mercati hanno interpretato questo slancio ottimistico come una stretta sempre più vicina. Ed anche se la Bce ha chiarito che non si trattava di alcun segnale particolare, nel corso dei giorni successivi l'euro ha messo il turbo sui mercati valutari. La valuta unica si è portata ai massimi da un anno sopra 1,14 dollari, con l'oscillatore stocastico trading schizzato in area di ipercomprato.

Dati macro in uscita

In questa settimana ci sono diversi spunti macro interessanti. L'attenzione si concentra sul Pmi manifatturiero e sulla disoccupazione nell'Eurozona. Ma sarà molto importante conoscere il contenuto dei verbali della riunione della Bce dell'8 giugno a Tallinn. Riunione in cui il direttivo dell'istituto centrale ha lasciato invariati i tassi d'interesse e ha confermato durata ed entità del Quantitative Easing.

sabato 1 luglio 2017

Export agricolo: stop verso lo Russia, danno miliardario per l'Italia

Altri danni in arrivo per l'economia italiana. L'export di prodotti agricoli verso la Russia infatti si fermerà, dal momento che il presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto che proroga il contro-embargo rispetto alle sanzioni UE. In sostanza scatta di nuovo il divieto di importare prodotti agricoli, lattiero-caseari, carne e altri alimenti fino al 31 dicembre 2018.
Il Cremlino ha preso questa decisione come risposta immediata alla decisione presa il 28 giugno scorso in Consiglio Ue (assunta all’unanimità), che ha allungato il termine di scadenza delle sanzioni economiche fino al gennaio 2018, per via della mancata attuazione degli accordi di Minsk.

Situazione delicata che compromette l'export

Le relazioni tra Russia e Occidente sono peggiorate per la situazione in Crimea e Ucraina. Nell'estate del 2014 la UE e gli Stati Uniti avevano introdotto sanzioni contro interi settori dell'economia russa, dopo aver in precedenza imposto misure afflittive individuali contro funzionari e rappresentanti d'impresa.

In base alle sanzioni, la Russia viene isolata dal punto di vista diplomatico e inoltre viene limitato l’accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell’Ue. Oltre a questo viene vietato anche l’import/export di armi, vengono limitati gli accessi a servizi e tecnologie sensibili Ue, vietano visti e congelano beni a cittadini e società russe e, infine, prevedono misure restrittive alla sola Crimea, per l’annessione condotta da Mosca.

Se la sanzione UE durerà altri 6 mesi, Mosca ha risposto raddoppiando: altri 12 mesi. Questo doppio bando secondo Coldiretti finora è costato al made in Italy 1 miliardo di euro. viene fortemente penalizzato il made in Italy e sta mettendo in crisi i rapporti commerciali di molte aziende con Mosca, rendendo ancora più complessa una situazione già precaria. La beffa è che questo blocco giunge proprio nel momento in cui il mercato russo fa segnare un incremento record delle esportazioni Made in Italy del 26,7% (nei primi 5 mesi del 2017). Insomma il prodotto italiano tira, ma non potremo incrementare la sua vendita all'estero.