martedì 20 agosto 2019

Affitti brevi, scatta la stretta da parte dell'Agenzia delle Entrate

Gli affitti brevi finiscono nel mirino del Fisco italiano, che mira così a smascherare coloro i quali non dichiarano i proventi derivanti dalla locazione a turisti "mordi e fuggi".

La guerra del fisco agli affitti non dichiarati

L'Agenzia delle entrate potrà avere infatti accesso alla banca dati tenuta dalla Polizia di Stato (Alloggiati Web), alla quale chi fitta un appartamento è tenuto a comunicare le generalità dell'ospite. Attualmente in questa banca dati sono registrati 200mila alloggi. Tramite questo nuovo strumento, il Fisco italiano potrà confrontare i dati delle dichiarazioni dei redditi con quelli presenti nella banca dati, evidenziando in tal modo le eventuali incongruenze.

Si tratta di una mossa piccola, rispetto al lavoro che c'è da fare per contrastare l'evasione da affitti. Basta solo pensare che la mole di annunci che si trovano su alcune piattaforme web per mettere in contatto locatario e cliente, è grande più di due volte rispetto alla banca dati della Polizia di Stato (circa 400 mila unità). Ma è comunque un passo importante, tenuto conto che le multe e le ammende che scattano per chi loca in "nero" può arrivare fino a 206 euro. L'unico adempimento da fare per evitare questa sanzione è dichiarare tutte le transazioni effettuate nell'arco di 12 mesi grazie a questa attività, pagando le relative imposte con il modello f24 (dato che alcuni portali per affitti non agiscono ancora come sostituto di imposta). In questo caso spetta al singolo operatore versare la quota del 21 per cento per la cedolare secca.

Le novità del decreto crescita

Con il Decreto Crescita (dl 34/2019, convertito con la legge 58/2019) è stata introdotta la creazione di una banca dati pubblica delle strutture ricettive e degli immobili presenti sul territorio nazionale destinati all’attività di locazione breve, inferiore ai 30 giorni, che saranno identificati da un codice alfanumerico. La banca dati nazionale devono però essere regolate con un decreto ministeriale che era atteso per fine luglio, ma è slittato.

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