Nonostante il calo rispetto ai prezzi di un paio d'anni fa, il costo per l'energia continua ad essere una voce estremamente pesante per negozi e ristoranti, che continuano a lanciare un accorato grido d'allarme. Molte aziende non riescono più a reggere questa situazione, e sono tanti gli imprenditori che hanno già alzato bandiera bianca.
A quanto ammonta il costo per l'energia
Il rapporto 2025 dell'Osservatorio Commercio Energia (Ocen) evidenzia che il costo per l'energia - sia luce che gas - supera i 2000 euro al mese per i ristoranti e i negozi di alimentari. Rispetto ai prezzi che c'erano prima dello scoppio della pandemia, la bolletta elettrica per le aziende impegnate nel settore terziario è cresciuta di quasi il 30%, mentre quella del gas ha avuto un incremento superiore al 70%.Alcuni dati eclatanti
Nel report di Confcommercio viene evidenziato come nell'ultimo spicchio del 2025 alberghi di medie dimensioni sono arrivati a pagare oltre 9.000 euro al mese di energia, mentre i negozi di grandi dimensioni circa 6.000 euro. Il conto per gli alberghi di piccole dimensioni è arrivato a superare i 5mila euro, mentre i ristoranti superano di poco i 2000 euro. Per bar e negozi non alimentari la spesa oscilla tra gli 850 e i €1000. Per le piccole e medie imprese, affitto e costi per l'energia si "mangiano" quasi tutto il profitto. Nel complesso tra il 2019 e il 2025 l'energia elettrica in Italia è aumentata del 122%.
Un macigno sulla nostra competitività
Sono costi importanti, che agiscono da freno soprattutto alla competitività di queste imprese. Il confronto con gli altri paesi europei è infatti impietoso, se pensiamo che il prezzo medio dell'energia elettrica in Italia all'ingrosso è superiore di quasi l'80% rispetto alla Francia e alla Spagna, mentre siamo al 27% in più rispetto alla Germania.
Cosa spinge in alto la bolletta
Il motivo per cui il prezzo da pagare per luce e gas continua ad essere altissimo non è soltanto l'elevato costo per l'energia, ma anche l'incidenza degli oneri generali di sistema, che pesano quasi per il 20% sul totale delle bollette. Questi oneri erano stati tagliati drasticamente durante la crisi energetica degli scorsi anni, ma negli ultimi tempi sono tornati ad esercitare un peso importante sul costo complessivo per l'energia.
