La vicenda relativa alla stangata inflitta alla Apple da parte della UE diventa lo spunto per il Sole 24 Ore, per esaminare la situazione relativa alla tassazione delle imprese in Europa. Se da un lato è brutto vedere che ci sono dei furbetti, dall'altro è anche vero che vantiamo un dato sconfortante: il tax-rate italiano è quello più alto di tutti.
La pesantezza del fisco italiano
Il prelievo fiscale sulle società ammonta infatti al 64,8%, poco più di quello di Francia (36,6%) e Belgio (58,4%). Sono invece ben 16 i punti percentuali in più rispetto alla Germania e 14 sulla Spagna. Clamoroso: il doppio rispetto al Regno Unito. tutti paesi che sono big dell'economia pur non tartassando le proprie imprese.
Prelievo fiscale disomogeneo in Europa
La vicenda Apple riporta così alla ribalta il problema della eccessiva disomogeneità in Europa del prelievo tributario sulle aziende.
Apple, così come Fiat e Starbucks, dovranno rimborsare molti soldi (anche se la stangata al colosso di Cupertino è inavvicinabile) per i vantaggi fiscali ottenuti rispettivamente da Irlanda, Lussemburgo e Olanda. Il corporate tax rate applicato alle società nell’Unione europea non ha nulla di omogeneo, sottolinea finanza-infograficando.
Questo spinge le multinazionali di insediarsi fisicamente nei paesi che assicurano migliori condizioni fiscali, ma consente loro anche di implementare modelli organizzativi, produttivi e di transfer price per spostare all’interno del gruppo ricavi e costi in modo da limitare al massimo le imposte da versare.
Il vantaggio fiscale
Perché dovrei pagare il 64,8% in Italia, quando posso pagare il 12,5% in Irlanda o il 10% in Bulgaria? Domande che la UE dovrebbe porsi. Perché non intervenire significa porre le condizioni per provocare effetti negativi sulla concorrenza all’interno dei confini comunitari. Senza considerare che adesso la vicenda di Apple scatena la guerra fiscale tra Governo USA e UE.
Però - sottolinea il Sole 24 Ore - la colpa è anche degli stati membri. considerano infatti la sovranità fiscale come un qualcosa di intangibile. E se non si cede qualcosa sotto questo aspetto, allora sarà impossibile riequilibrare il sistema.
Irlanda furbetta
Il caso Apple ha però evidenziato un ulteriore problema. Alcuni Paesi hanno scelto di esercitare la discrezionalità consentita dalle blande norme UE, concedendo alle multinazionali condizioni fiscali ancora più favorevoli rispetto a quelle praticate generalmente attraverso i cosiddetti ruling internazionali. Accordi fatti su misura per incentivare lo sbarco nel proprio paese, con notevoli effetti anche sull'economia. Apple ha finito per pagare tasse all’1% dei profitti, giunte poi addirittura allo 0,005 per cento. La UE sembra voler passare al contrattacco per combattere le strategie di arbitraggio tributario di cui le multinazionali hanno abusato in questi anni. Ma ce la farà?
La domanda internazionale ha frenato, ribasso delle materie prime, gli investimenti che sono fermi e in più diverse problematiche esterne da affrontare, come la piaga terrorismo o il sisma.
A spingere verso questo nuovo comportamento è anzitutto la deflazione, ovvero la riduzione del prezzo. Con un budget sostanzialmente invariato, l'inflazione negativa si è tradotta in un punto percentuale di reddito in più. E quindi in una capacità di spesa extra rispetto al passato.
Mediaset vuole liberarsi di Premium, che dal 2007 s'è dimostrata una zavorra più che un investimento. Non ha mai prodotto utili, e la scelta di giocarsi la
Il grosso problema che stanno affrontando le economie più mature, è quello del dumping. In sostanza: l'arrivo di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno. L'UE sotto questo punto di vista è finita sotto attacco da parte di aziende Serbe, Russe, Ucraine, Brasiliane e Iraniane.
WhatsApp è stata acquisita da Facebook nel 2014 per 19 miliardi e, per i primi due anni, Zuckerberg si è focalizzato sulla crescita dell’utenza, lasciando da parte i profitti. Con il raggiungimento di un miliardo di persone che utilizzano la piattaforma di messaggistica, parte la seconda fase: l’invito alle imprese al business sulla chat.
Il rallentamento è da ricondurre - sempre secondo Inps - alle minori agevolazioni sui contratti a tempo indeterminato. Nel 2015 infatti il forte incremento delle assunzioni di questo tipo fu spinto dall'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.
Rispetto ai semplici conti corrente, che ormai offrono rendimenti nulli o anche sotto zero, il conto di deposito offre dei vantaggi. La cosa peraltro è destinata a diventare più evidente se succederà anche in Italia - come accade già all'estero - che si arrivi a un 
Stiamo vivendo uno scenario complicato, dove nessuno ha il coraggio di fare la prima mossa. Le Banche Centrali attendono e guardano i mercati. A loro volta i mercati guardano le banche centrali in cerca di ispirazioni.
Uno dei consigli ricorrenti da parte degli analisti è quello di tenere d'occhio il mercato asiatico. Specie il mercato azionario di Shenzhen, aperto agli investitori stranieri. La data effettiva del lancio, ancora non confermata, potrebbe verificarsi già nel corso di questo anno.
Il principale colpevole di qeusto scenario è la Brexit. Infatti il valore dello YEN giapponese è andato crescendo sempre di più da quel 23 giugno, giorno in cui gli inglesi hanno detto stop all'Europa. Fare la spesa in Yen quindi costa molto di più, ed anche per questo la
Numeri da record. Dovuti per lo più alla instabilità geo-politica che c'è un po’ ovunque sul bacino mediterraneo, tranne che in Italia. Il nostro Paese è visto come una destinazione sicura, insieme con la Spagna.
Da qualche tempo è in atto un 
Secondo il dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo si è ancorato ai livelli di giugno (0,2%) mentre su base annua i prezzi sono saliti dello 0,8%. Positivi sono stati i dati dell'attività edilizia a luglio, visto che secondo il dipartimento del Commercio, l'indice dei nuovi cantieri è aumentato del 2,1% a 1,2 milioni, dopo il +5,1% del mese precedente.
Lo studio commissionato dal noto quotidiano economico ha avuto come oggetto un paniere di 20 prodotti, ed è stato condotto su città sparse lungo tutto lo stivale. In special modo l'obiettivo era capire dove la spesa costa di più per le famiglie italiane.



La moneta unica vive un momento decisamente migliore rispetto alla sterlina, che paga ancora l'effetto Brexit. Per questo motivo oggi punteremo su un nuovo rialzo dell'Euro. Va detto tuttavia che il 
E' tornata così la fiducia in Europa. Dal fronte macro intanto è giunto il buon dato sulla produzione industriale in Germania, barometro all'andamento dell'economia del Vecchio Continente.
In generale comunque è tutto il contesto macro ad essere complicato, visto che la Brexit resta ancora qualcosa senza effetti ben definibili. Nessuno sa dire con certezza quali saranno le conseguenze nel medio lungo termine dell'addio inglese alla UE. Per questo