martedì 6 ottobre 2026

Bilancio delle Big Tech sotto i riflettori, ottobre caldo per Wall Street

Le prossime settimane saranno veramente calde per gli investitori del mercato azionario americano. Durante ottobre infatti saranno pubblicati i resoconti trimestrali delle società quotate a Wall Street, e il bilancio delle Big Tech potrebbe indirizzare notevolmente il percorso del mercato USA nel prossimo futuro.

Cosa aspettarsi dal bilancio delle Big Tech

big techI colossi della tecnologia come Alphabet, Amazon e Microsoft daranno un'indicazione importante su come procede il business e potrebbero anche offrire delle indicazioni su quello che succederà nel 2027.
Nel bilancio delle Big Tech ci sono investimenti per centinaia di miliardi di dollari, soprattutto nell'infrastruttura dedicata all'intelligenza artificiale (cosa che limenta la domnada e quindi il prezzo del rame, vicino a record storici). Il mercato vuole capire quale sarà il livello della spesa nel prossimo anno e se la crescita dei costi sarà accompagnata da una maggiore crescita dei ricavi.

Una questione di equilibrio

Se questa settimana i mercati finanziari penseranno soprattutto ai verbali FED e BCE, dalal prossima l'aspetto più importante non sarà la lettura del bilancio delle Big Tech nelle sue cifre fondamentali, ma soprattutto capire se l'espansione degli investimenti sarà accompagnata da una crescita dei ricavi e del redditività. Il problema delle grandi aziende tecnologiche è proprio questo, ossia muoversi su un sottile equilibrio tra grandi investimenti e sufficienti ritorni economici.

Le conseguenze sono enormi

La lettura del bilancio delle Big Tech Non servirà soltanto a indirizzare l'andamento delle singole società ma avrà un effetto importante lungo tutta la filiera. Una maggiore spesa per Data Center e sistemi di intelligenza artificiale coinvolge anzitutto i produttori di chip a semiconduttori. Ciò vuol dire che ne risentiranno i conti di Nvidia, Taiwan Semiconductor Manufactoring e Broadcom. In sostanza l'intero comparto tecnologico (che ha creato molti nuovi ricchi e ne creerà ancora, visto che una ricerca sostiene che nel 2031 avranno un patrimonio miliardario quasi 4.000 persone) risentirà dei bilanci delle Big Tech come Alphabet, Amazon e Microsoft.
Inoltre il peso di queste società sull'indice S&P500 rende rilevanti le loro trimestrali per l'intero mercato e può condizionarne l'umore. 
Dopo un settembre chiuso con un rialzo contenuto, gli investitori sperano che il mese di ottobre possa portare delle buone notizie.

martedì 29 settembre 2026

Mercato valutaio, euro sotto pressione e scivola sui minimi di 18 mesi

È da un po' di tempo che la valuta unica europea sta attraversando una fase di debolezza. Rispetto al dollaro statunitense sul mercato delle valute l'euro è scivolato attorno ai livelli più bassi degli ultimi 16 mesi. Non è un dato di poco conto perché - come vedremo - questo ha conseguenze rilevanti per il nostro portafogli.

Perché l'euroscivola sul mercato

euroAnzitutto partiamo dal dato nudo e crudo. Il cambio tra euro e dollaro è sceso negli ultimi giorni sotto quota 1,134 come non si vedeva da maggio 2025. Allo stesso tempo, il biglietto verde americano continua a rafforzarsi visto che l'index è salito quasi a quota 101,5 (dati ricavati dai broker opzioni binarie Italia).

Il motivo di questo andamento dell'Euro/Dollaro risiede principalmente in ciò che sta accadendo nel Golfo, dove il conflitto USA-Iran ha portato alla chiusura dello stretto di Hormuz e al crollo dei rifornimenti di petrolio. Il prezzo del barile è schizzato oltre i 100 dollari e i costi dell'energia hanno cominciato a volare, alimentando il rischio di una forte fiammata inflazionistica.

Valute e rendimenti obbligazionari

Dal momento che per contrastare l'inflazione le banche centrali devono alzare i tassi di interesse, il rendimento dei titoli di Stato ha cominciato a crescere. Quello dei Treasuries americani ha raggiunto livelli che non si vedevano dalla crisi del 2007-2009. L'incremento dei rendimenti di titoli di Stato americani spinge quindi gli investitori all'acquisto e quindi aumenta la domanda di dollari. Il biglietto verde cresce mentre l'euro si spegne (peraltro ci sono vendite su oro e argento per i timori di inflazione e le strette monetarie).  

Il fattore petrolio

C'è un aspetto che va considerato in questo scenario, ossia l'aumento del prezzo del petrolio. L'Europa è un'importatrice netta di greggio, il cui prezzo è denominato in dollari. Ciò significa che la svalutazione dell'Euro sul mercato delle valute aggrava ulteriormente la crescita del prezzo del petrolio rendendo molto più costose le importazioni. 
Il cambio sfavorevole quindi è una forma di pressione aggiuntiva. Sono maggiormente esposte le imprese che importano energia, materie prime o componenti pagati in dollari e vendono principalmente sul mercato europeo (quindi incassano euro).

Per le famiglie invece c'è poco da fare, un cambio sfavorevole l'aumento dei prezzi dell'energia e l'inflazione incidono senza dubbio sulle scelte domestiche. E non è una cosa recente, perché già a marzo parlavamo di inflazione in crescita con la guerra nel Golfo e rincari pesanti per le famiglie. Nulla è cambiato, e la pressione aumenta.

giovedì 24 settembre 2026

Economia italiana, cosa cambia con la nuova bocciatura UE

Uno scostamento minimo, eppure determinante per lasciare ancora l'Italia sotto la scure della procedura di infrazione dell'Unione Europea a causa dei conti ancora imperfetti della sua economia.

L'obiettivo mancato dalla nostra economia

economiaLa verifica sui conti pubblici del nostro paese ha mancato l'obiettivo di pochissimo. Il rapporto Deficit-PIL avrebbe dovuto scendere almeno alla soglia del 3%, e invece siamo scesi al 3,1%. Il disavanzo di bilancio dell'Italia rimane quindi eccessivo secondo l'Unione Europea, e quindi resta la procedura di infrazione nei nostri confronti. La conseguenza per l'economia italiana è quantificabile in circa 2 miliardi di euro, che magari non modificherà in modo sostanziale la prossima finanziaria, ma comunque si farà sentire.

Le voci decisive sullo sforamento

Il mancato raggiungimento dell'obiettivo di questi dati macroeconomici e indicatori si deve soprattutto ai 700 milioni di investimenti realizzati da RFI e ANAS e quasi un miliardo riconducibile ai partenariati tra pubblico e privato. Sul fronte dei crediti di imposta fittizi connessi al Superbonus, le verifiche hanno portato a contabilizzare 3,2 miliardi senza però arrivare all'intero ammontare che aveva appesantito i conti lo scorso anno.

Le spese su difesa ed energia

Va precisato che l'Italia potrebbe giocarsi ancora la carta del compromesso per quanto riguarda le spese su difese ed energia, come del resto ha fatto anche il Belgio, che si trova anch'esso sotto procedura di inflazione.

Il rapporto difficile tra Italia ed Europa

La permanenza dell'Italia nella procedura di infrazione agita nuovamente il dibattito sul rapporto tra Italia ed Europa. C'è chi auspica l'uscita dell'Italia dalla moneta unica. Il partito di Vannacci, in grande ascesa, ha tra le sue fila Antonio Maria Rinaldi, grande teorico del Italexit. È un tema ricorrente, e nel 2016 il Nobel Stiglitz pronosticò che l'Italia sarebbe stato il prossimo paese a uscire dalla Eurozona.

Quello che sembra evidente è che in 30 anni di euro l'Italia non ha avuto vantaggi ne' trattamenti di particolare favore, anzi spesso si è scontrata con la UE. Va però aggiunto che il bilancio di un decennio di Brexit per l'economia britannica è negativo. Magari all'Italia non sarebbe andata meglio.