Sarà un'altra settimana molto intensa per gli investitori, che dovranno tenere sotto controllo tanto l'evoluzione degli aspetti geopolitici quanto i dati macro in arrivo soprattutto dagli Stati Uniti. Senza dimenticare la riunione della Banca Centrale Europea che si pronuncerà sui tassi di interesse.
Gli appuntamenti negli USA per gli investitori
I fari del mercato saranno puntati soprattutto sugli Stati Uniti, dove la settimana sarà più breve perché lunedì è giorno di festività del Labor Day. Tuttavia c'è un appuntamento fondamentale per gli investitori con i dati riguardanti l'inflazione di agosto, che dovrebbero fornire un ultimo importante tassello per immaginare cosa farà la Federal Reserve il prossimo 16 settembre.
I dati recenti e anche l'approccio hawkish mostrato da Kevin Warsh al Simposio di Jackson Hole inducono comunque gli investitori a pensare che ci sarà una stretta monetaria. Proprio questa convinzione del mercato ha spinto di recente il Dollar Index oltre quota 99, dopo essere rimbalzato da un pattern doppio minimo nelle sessioni precedenti.
Altri dati interessanti riguarderanno la fiducia dei consumatori dell'università del Michigan e le vendite di case esistenti.
Sempre negli USA gli investitori analizzeranno i risultati trimestrali di molte società importanti come Oracle, GameStop e Adobe.
Il conflitto nel Golfo
Il mercato continuerà a monitorare anche l'andamento del conflitto in Medio Oriente, in particolare il traffico di petroliere attraverso il Golfo Persico, perché da esso dipende l'andamento delle quotazioni del petrolio e la prospettiva dell'inflazione globale. Ad ogni modo sisa da tempo che il ritorno alla normalità del commercio internazionale potrebbe richiedere dei mesi.
Gli appuntamenti in calendario in Europa
Nel vecchio continente l'evento più importante della settimana è senza dubbio il meeting di politica monetaria della BCE. Gli investitori ritengono che i policy makers europei aumenteranno il costo del denaro di 25 punti base, così come hanno fatto a giugno. Tutto questo per via di un contesto di inflazione crescente.
Intanto nel Regno Unito ci sarà una settimana carica di dati macroeconomici, tra i quali spiccano quelli sulla produzione industriale e sul prodotto interno lordo, nonché quelli sul commercio estero. Ad un decennio da Brexit il bilancio per l'economia britannica è comunque negativo.
Nel vecchio continente c'è anche la decisione della Banca Centrale di Turchia, quella della Polonia e della Russia.
Il resto del mondo
Il calendario economico in Cina prevede i dati sul commercio e inflazione, mentre in Giappone conosceremo la revisione del PIL del secondo trimestre dell'anno. In Australia gli investitori guarderanno soprattutto ai report sulla fiducia dei consumatori e delle imprese.
Nei prossimi giorni i dati economici più attesi negli Stati Uniti sono quelli relativi al mercato del lavoro. I Non Farm Payrolls verranno pubblicati venerdì e si prevede che l'economia a stelle e strisce abbia creato 45 mila posti di lavoro nel mese di agosto, dopo l'inattesa marcia indietro di luglio. Ci si attende una leggera salita del tasso di disoccupazione e dei salari orari medi.
Questo scenario emerge da alcuni indicatori europei relativi all'anno 2025. La vita trascorsa al lavoro in Europa mediamente è di 37,5 anni. La situazione èmolto diversa nel nostro Paese, dove la vita lavorativa arriva a 33 anni. Solo la Romania ne ha una più bassa. La nostra distanza rispetto al resto d'Europa quindi è molto ampia.