giovedì 14 maggio 2026

Aziende, scatto di Lufthansa su ITA: arriverà al 90%

Il grande gruppo tedesco del trasporto aereo Deutsche Lufthansa ha annunciato la mossa su ITA Airways che determinerà un cambio nel panorama del trasporto aereo a livello continentale. Il matrimonio tra le due aziende diventerà ancora più solido perché i tedeschi porteranno al 90% la loro partecipazione nel vettore italiano.

Il rapporto tra le due aziende

Deutsche Lufthansa è già proprietaria di una partecipazione al 41%, frutto di una lunghissima trattativa tra le due aziende avvenuta dopo il salvataggio di ITA Airways. Nell'ambito di quella operazione la compagnia tedesca (il cui titolo è quotato sul Xetra Borsa di Germania) aveva la possibilità di esercitare un'opzione per ulteriormente il proprio peso nel vettore italiano. Una scelta che è stata adesso annunciata. Questa operazione ha un valore stimato di circa 325 milioni di euro.

Serve un via libera europeo

Per completare questo ulteriore matrimonio tra le due aziende è necessario ottenere comunque il via libera dalle autorità regolatorie competenti. Spiccano la Commissione Europea ma anche il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Secondo il crono-programma di Deutsche Lufthansa, l'operazione dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del prossimo anno.

Lufthansa sempre più leader

Grazie all'acquisizione di ITA Airways, il gruppo tedesco Lufthansa rafforza ulteriormente la propria leadership a livello europeo sul mercato dei voli. L'espansione della partecipazione rappresenta un passo strategico per affrontare le sfide future e migliorare il livello di servizi per i clienti di tutto il mondo.

La reazione del mercato

L'annuncio di questa nuova operazione che riguarda le due aziende non ha inciso granché sul titolo Lufthansa. Il titolo è in trend ascendente dalla fine di aprile, ma ha vissuto una breve correzione pur rimanendo attorno alla soglia degli 8 euro. Molti hanno approfittato della volatilità a breve per negoziare opzioni binarie 60 secondi su questo asset. 
Intanto però il colosso tedesco incassa la conferma del rating BBB- da parte di S&P Global Ratings, con un Outlook stabile.

lunedì 11 maggio 2026

Debito, le famiglie italiane spiccano in positivo in Europa

C'è un dato confortante che il Centro Studi di Unimpresa ha messo in evidenza riguardo alle famiglie italiane: hanno un livello di debito che è decisamente inferiore rispetto alla media Europea.

I numeri sulle famiglie e il debito

Dall'analisi emerge che nel 2025 il debito finanziario complessivo delle famiglie italiane era circa al 56% rispetto al reddito disponibile. Un numero nettamente inferiore rispetto all'83% che è stato registrato nell'intera area dell'euro.

Un fenomeno strutturale e non congiunturale

Bisogna aggiungere che questo enorme divario non è assolutamente congiunturale o temporaneo, bensì è strutturale. Infatti si è mantenuto pressoché costante negli ultimi 15 anni. Infatti nel 2010, ossia quando stavamo uscendo dalla grave crisi finanziaria del 2007-2009, il debito delle famiglie italiane era al 56% rispetto al reddito disponibile mentre in Europa la percentuale era del 99%.
Questo andamento statistico evidenzia quindi che le famiglie italiane hanno un orientamento strutturalmente più prudente rispetto al ricorso al debito.

Il trend italiano

Nel corso del tempo il dato sul debito delle famiglie italiane ha manifestato un andamento calante. Nel 2021 venne raggiunto il picco del rapporto debito/reddito al 64%, ma da allora c'è stata una discesa rapida: ben 8 punti percentuali in soli quattro anni. La contrazione ha riguardato tutte le componenti: mutui, credito al consumo e anche gli altri prestiti.

Un terreno favorevole alla riduzione del debito

Questo andamento sempre più prudente da parte delle famiglie italiane si spiega anche con una congiuntura Nazionale che è stata favorevole. Negli ultimi anni il Paese ha vissuto una stabilità politica e una crescita dei redditi, oltre che un incremento dell'occupazione e la riduzione della precarietà lavorativa. Tutto ciò inciso positivamente sui bilanci familiari, rendendo il ricorso al debito meno necessario. Quando il lavoro è più stabile e il reddito e più sicuro, l'indebitamento cala.

martedì 5 maggio 2026

Tassi di interesse, tutto secondo le aspettative in Australia

La riunione di politica monetaria della banca centrale australiana si è conclusa senza alcuna sorpresa riguardo ai tassi di interesse. La Reserve Bank ha infatti deciso di alzare il costo del denaro di 25 punti base, portandolo al 4,35%. Riguardo alle mosse future l'istituto ha invece lasciato aperta la porta ad ogni possibilità.

La decisione della RBA sui tassi di interesse

La scelta di effettuare una nuova stretta monetaria, la terza consecutiva, è stata presa con il voto favorevole di 8 membri e 1 solo contrario. Quest'ultimo avrebbe voluto lasciare i tassi di interesse al 4,10%. Con il rialzo deciso oggi, il costo del denaro in Australia torna ai livelli del picco dell'inflazione post-pandemica.

La dichiarazione di accompagnamento

Riguardo alla posizione attuale della Reserve Bank of Australia sui tassi di interesse, l'istituto sottolinea che l'inflazione è aumentata in modo sostanziale a causa di pressioni di capacità, prezzi più alti di materie prime e carburante e anche per il conflitto in Medio Oriente.
Riguardo l'outlook sui dati macro-economici più importanti, le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate. Ciò spiega la posizione più aggressiva dell'istituto rispetto a quella mostrata a marzo. Tuttavia le successive mosse sui tassi di interesse saranno comunque guidate dai dati in arrivo di volta in volta.

Le conseguenze della guerra nel Golfo ridurranno di mezzo punto percentuale la crescita economica nel corso di quest'anno rispetto alle previsioni precedenti al conflitto.

La reazione del mercato

Nonostante la posizione più aggressiva mostrata dalla riserva Bank of Australia, al momento i mercati vedono ancora soltanto un altro aumento nei prossimi mesi, probabilmente a settembre.
Sul mercato valutario l'approccio più hawkish della RBA non ha portato grande beneficio al dollaro australiano, che scambia al ribasso rispetto a quello americano. Il cambio AUDUSD resta in area 0,71. Sulla strategia forex intraday trading incide il fatto che l'aumento della tensione Medio Oriente e del prezzo del petrolio influiscono negativamente sull'appetito al rischio dei mercati, aumentando la domanda di beni rifugio.