martedì 5 maggio 2026

Tassi di interesse, tutto secondo le aspettative in Australia

La riunione di politica monetaria della banca centrale australiana si è conclusa senza alcuna sorpresa riguardo ai tassi di interesse. La Reserve Bank ha infatti deciso di alzare il costo del denaro di 25 punti base, portandolo al 4,35%. Riguardo alle mosse future l'istituto ha invece lasciato aperta la porta ad ogni possibilità.

La decisione della RBA sui tassi di interesse

La scelta di effettuare una nuova stretta monetaria, la terza consecutiva, è stata presa con il voto favorevole di 8 membri e 1 solo contrario. Quest'ultimo avrebbe voluto lasciare i tassi di interesse al 4,10%. Con il rialzo deciso oggi, il costo del denaro in Australia torna ai livelli del picco dell'inflazione post-pandemica.

La dichiarazione di accompagnamento

Riguardo alla posizione attuale della Reserve Bank of Australia sui tassi di interesse, l'istituto sottolinea che l'inflazione è aumentata in modo sostanziale a causa di pressioni di capacità, prezzi più alti di materie prime e carburante e anche per il conflitto in Medio Oriente.
Riguardo l'outlook sui dati macro-economici più importanti, le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate. Ciò spiega la posizione più aggressiva dell'istituto rispetto a quella mostrata a marzo. Tuttavia le successive mosse sui tassi di interesse saranno comunque guidate dai dati in arrivo di volta in volta.

Le conseguenze della guerra nel Golfo ridurranno di mezzo punto percentuale la crescita economica nel corso di quest'anno rispetto alle previsioni precedenti al conflitto.

La reazione del mercato

Nonostante la posizione più aggressiva mostrata dalla riserva Bank of Australia, al momento i mercati vedono ancora soltanto un altro aumento nei prossimi mesi, probabilmente a settembre.
Sul mercato valutario l'approccio più hawkish della RBA non ha portato grande beneficio al dollaro australiano, che scambia al ribasso rispetto a quello americano. Il cambio AUDUSD resta in area 0,71. Sulla strategia forex intraday trading incide il fatto che l'aumento della tensione Medio Oriente e del prezzo del petrolio influiscono negativamente sull'appetito al rischio dei mercati, aumentando la domanda di beni rifugio.

giovedì 30 aprile 2026

Patrimonio miliardario, nel 2031 lo avranno quasi 4.000 persone

Il club dei super-ricchi del mondo si allarga. Il numero di persone con un patrimonio miliardario è destinato infatti a crescere nei prossimi 5 anni, avvicinandosi a quota 4mila. Lo dice un'analisi riportata dal quotidiano The Guardian. A guidare questo plotone è Elon Mask, papà di Tesla, che ha un patrimonio netto di poco inferiore agli 800 miliardi di dollari.

La crescita dei soggetti con un super patrimonio

Secondo questa analisi, attualmente il numero dei Paperoni al mondo è di poco superiore ai 3100, ma si va espandendo in modo molto rapido. Così velocemente che nei prossimi anni questo numero dovrebbe arrivare a superare quota 3. 900 entro il 2031.Nella classifica della ricchezza, l'Italia è sesta al mondo.

La progressione di questa classe di fortunati si vede anche nella categoria dei multi-milionari, ovvero i soggetti che hanno un patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari. Se nel 2021 erano poco più di 162 mila oggi sono diventati 710 mila, in sostanza sono triplicati nel giro di cinque anni.

L'incidenza della tecnologia e del petrolio

La crescita dei soggetti con patrimonio enorme si lega soprattutto a due fattori. Da una parte il boom dell'intelligenza artificiale, che ha potenziato i profitti del mondo della tecnologia. Tutto questo ha alimentato la capacità di fare grandi fortune in tempi molto rapidi.

Il secondo fattore è il petrolio, che ha gonfiato il patrimonio soprattutto di molti sauditi, dove non a caso il numero di miliardari crescerà più rapidamente rispetto al resto del pianeta. Infatti è previsto il raddoppio dai 23 Paperoni del 2026 a circa 65 nel 2031.

Il divario tra ricchi e poveri

La crescita del numero di individui con un patrimonio da sogno si accompagna purtroppo anche la crescita del divario tra individui facoltosi e poveri. Secondo la ricerca infatti lo 0,001% della popolazione mondiale controlla una ricchezza tre volte superiore a quella dell'intera meta più povera dell'umanità.

martedì 28 aprile 2026

Bilancio delle compagnie aeree sotto pressione a causa dello shock mediorientale

La stagione delle trimestrali è appena cominciata e uno dei settori che sarà messo sotto i riflettori è quello dei trasporti. Infatti il bilancio delle compagnie aeree risentirà della tensione in Medio Oriente e questi numeri ci diranno (almeno in parte) quanto.

I problemi che incideranno sul bilancio

Tradizionalmente il primo trimestre dell'anno è sempre complicato per il bilancio delle compagnie aeree, perché nel periodo post natalizio i viaggi diminuiscono. Ma stavolta il problema principale che è l'intera economia mondiale sta risentendo della guerra in Iran.

Se nella prima fase del conflitto il disagio maggiore è stato quello di riorganizzare le rotte di viaggio per evitare i passaggi nelle aree coinvolte dal conflitto, in seguito le cose sono andate anche peggio.  

L'aumento del prezzo del cherosene, che è praticamente raddoppiato dall'inizio della guerra, ha creato problemi operativi gravissimi. All'inizio si sperava che questi rincari fossero soltanto temporanei, ma poi le cose si sono dilungate creando disagi sempre più forti. La carenza di carburante infatti è un macigno per le compagnie aeree, che temono ripercussioni sulla stagione estiva, fondamentale per il loro bilancio.

Le aziende e il timore di un pessimo bilancio

Il vettore franco-olandese Air France-KLM sarà il primo player di questo settore a mostrare il proprio bilancio trimestrale, giovedì prossimo. L'aumento del cherosene ha spinto il vettore ad aumentare di €50 il prezzo dei biglietti, e inoltre si sono state alcune cancellazioni di voli. 

La tedesca Lufthansa ha annunciato la chiusura della divisione City Line e ridotto l'utilizzo di alcuni velivoli meno efficienti (ossia che consumavano più carburante). La scandinava SAS ha invece cancellato più di mille voli a causa dell'aumento del carburante. Su tutti questi titoli, i trader saranno attenti all'eventuale comparsa di candela inverted hammer trading. 

I veri effetti si vedranno in seguito

Anche se gli effetti del conflitto in Medio Oriente cominceranno a vedersi già da questa trimestrali, l'impatto reale dipenderà tutto dalla sua durata. Nell'attesa di capire se questo scenario andrà avanti ancora a lungo oppure no, il bilancio del primo trimestre sarà l'occasione per fare un punto della situazione, anche se non incorporerà pienamente l'effetto dell'impennata dei prezzi del carburante.