lunedì 12 ottobre 2026

Mercati finanziari, occhi sul Medio Oriente e sulle trimestrali di Wall Street

Anche questa settimana sotto i riflettori dei mercati finanziari ci saranno soprattutto i segnali che giungeranno dal fronte Mediorientale e le loro conseguenze sull'inflazione energetica che sta mantenendo I rendimenti obbligazionari globali vicino ai massimi pluriennali. Ma nel menu settimanale spiccano anche le trimestrali a Wall Street.

Appuntamenti negli USA per i mercati finanziari

mercati finanziariNegli Stati Uniti ci sono una serie di dati macroeconomici di un certo interesse per i mercati finanziari. Ci riferiamo all'indice dei prezzi al consumo e quelli alla produzione, così come le vendite al dettaglio e la produzione industriale. Dati che si intrecciano con i negoziati in Medio Oriente (dove il commercio per Hormuz ha spinto i compensi dei comandanti delle petroliere). 
Ma sono soprattutto le trimestrali di Wall Street a catalizzare l'interesse degli investitori. Saranno le grandi banche come Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Wells Fargo ad aprire le danze con i loro bilanci.

Il calendario economico del vecchio continente

Dall'Europa non ci si aspettano tanti spunti di rilievo sotto il profilo macro. Gli investitori si concentreranno soprattutto sui dati definitivi riguardanti l'inflazione della eurozona, che dovrebbero confermare un'accelerazione al 3,8% nel mese di settembre. Intanto l'euro si continua a indebolire rispetto al Dollaro statunitense: il cambio EUR/USD sul mercato valutario è sotto pressione e scivola sui minimi di 18 mesi. 

La Cina e il resto del mondo

Per quanto riguarda il resto del mondo, l'attenzione maggiore dei mercati finanziari si rivolgerà alla Cina, dove verrà pubblicato il report riguardante la bilancia commerciale, che ci farà comprendere gli effetti delle persistenti misure protezionistiche adottate dai principali partner. Sempre da Pechino giungerà il dato sull'inflazione annua.
Il report sui prezzi è in focus anche in Giappone e India. Alcuni dati sul lavoro invece verranno pubblicati in Australia, dove i mercati finanziari aspettano anche di conoscere il contenuto dei verbali dell'ultimo meeting di politica monetaria della RBA, durante il quale la Banca Centrale ha alzato i tassi di 25 punti base - ed ha fatto scattare qualche ordine limite buy sell - portandoli al 4,6%.

martedì 6 ottobre 2026

Bilancio delle Big Tech sotto i riflettori, ottobre caldo per Wall Street

Le prossime settimane saranno veramente calde per gli investitori del mercato azionario americano. Durante ottobre infatti saranno pubblicati i resoconti trimestrali delle società quotate a Wall Street, e il bilancio delle Big Tech potrebbe indirizzare notevolmente il percorso del mercato USA nel prossimo futuro.

Cosa aspettarsi dal bilancio delle Big Tech

big techI colossi della tecnologia come Alphabet, Amazon e Microsoft daranno un'indicazione importante su come procede il business e potrebbero anche offrire delle indicazioni su quello che succederà nel 2027.
Nel bilancio delle Big Tech ci sono investimenti per centinaia di miliardi di dollari, soprattutto nell'infrastruttura dedicata all'intelligenza artificiale (cosa che limenta la domnada e quindi il prezzo del rame, vicino a record storici). Il mercato vuole capire quale sarà il livello della spesa nel prossimo anno e se la crescita dei costi sarà accompagnata da una maggiore crescita dei ricavi.

Una questione di equilibrio

Se questa settimana i mercati finanziari penseranno soprattutto ai verbali FED e BCE, dalal prossima l'aspetto più importante non sarà la lettura del bilancio delle Big Tech nelle sue cifre fondamentali, ma soprattutto capire se l'espansione degli investimenti sarà accompagnata da una crescita dei ricavi e del redditività. Il problema delle grandi aziende tecnologiche è proprio questo, ossia muoversi su un sottile equilibrio tra grandi investimenti e sufficienti ritorni economici.

Le conseguenze sono enormi

La lettura del bilancio delle Big Tech Non servirà soltanto a indirizzare l'andamento delle singole società ma avrà un effetto importante lungo tutta la filiera. Una maggiore spesa per Data Center e sistemi di intelligenza artificiale coinvolge anzitutto i produttori di chip a semiconduttori. Ciò vuol dire che ne risentiranno i conti di Nvidia, Taiwan Semiconductor Manufactoring e Broadcom. In sostanza l'intero comparto tecnologico (che ha creato molti nuovi ricchi e ne creerà ancora, visto che una ricerca sostiene che nel 2031 avranno un patrimonio miliardario quasi 4.000 persone) risentirà dei bilanci delle Big Tech come Alphabet, Amazon e Microsoft.
Inoltre il peso di queste società sull'indice S&P500 rende rilevanti le loro trimestrali per l'intero mercato e può condizionarne l'umore. 
Dopo un settembre chiuso con un rialzo contenuto, gli investitori sperano che il mese di ottobre possa portare delle buone notizie.

martedì 29 settembre 2026

Mercato valutaio, euro sotto pressione e scivola sui minimi di 18 mesi

È da un po' di tempo che la valuta unica europea sta attraversando una fase di debolezza. Rispetto al dollaro statunitense sul mercato delle valute l'euro è scivolato attorno ai livelli più bassi degli ultimi 16 mesi. Non è un dato di poco conto perché - come vedremo - questo ha conseguenze rilevanti per il nostro portafogli.

Perché l'euroscivola sul mercato

euroAnzitutto partiamo dal dato nudo e crudo. Il cambio tra euro e dollaro è sceso negli ultimi giorni sotto quota 1,134 come non si vedeva da maggio 2025. Allo stesso tempo, il biglietto verde americano continua a rafforzarsi visto che l'index è salito quasi a quota 101,5 (dati ricavati dai broker opzioni binarie Italia).

Il motivo di questo andamento dell'Euro/Dollaro risiede principalmente in ciò che sta accadendo nel Golfo, dove il conflitto USA-Iran ha portato alla chiusura dello stretto di Hormuz e al crollo dei rifornimenti di petrolio. Il prezzo del barile è schizzato oltre i 100 dollari e i costi dell'energia hanno cominciato a volare, alimentando il rischio di una forte fiammata inflazionistica.

Valute e rendimenti obbligazionari

Dal momento che per contrastare l'inflazione le banche centrali devono alzare i tassi di interesse, il rendimento dei titoli di Stato ha cominciato a crescere. Quello dei Treasuries americani ha raggiunto livelli che non si vedevano dalla crisi del 2007-2009. L'incremento dei rendimenti di titoli di Stato americani spinge quindi gli investitori all'acquisto e quindi aumenta la domanda di dollari. Il biglietto verde cresce mentre l'euro si spegne (peraltro ci sono vendite su oro e argento per i timori di inflazione e le strette monetarie).  

Il fattore petrolio

C'è un aspetto che va considerato in questo scenario, ossia l'aumento del prezzo del petrolio. L'Europa è un'importatrice netta di greggio, il cui prezzo è denominato in dollari. Ciò significa che la svalutazione dell'Euro sul mercato delle valute aggrava ulteriormente la crescita del prezzo del petrolio rendendo molto più costose le importazioni. 
Il cambio sfavorevole quindi è una forma di pressione aggiuntiva. Sono maggiormente esposte le imprese che importano energia, materie prime o componenti pagati in dollari e vendono principalmente sul mercato europeo (quindi incassano euro).

Per le famiglie invece c'è poco da fare, un cambio sfavorevole l'aumento dei prezzi dell'energia e l'inflazione incidono senza dubbio sulle scelte domestiche. E non è una cosa recente, perché già a marzo parlavamo di inflazione in crescita con la guerra nel Golfo e rincari pesanti per le famiglie. Nulla è cambiato, e la pressione aumenta.