martedì 15 settembre 2026

Lavoro , il 70% degli italiani lo cambierebbe volentieri

Il rapporto degli italiani con la propria occupazione non è dei migliori. Si capisce da un'indagine condotta da Censuwide per Indeed, dalla quale emerge che ben sette su dieci cambierebbero volentieri il proprio lavoro. Nella maggior parte dei casi però diversi fattori finiscono per lasciare questo desiderio puramente come tale.

Chi vorrebbe cambiare lavoro

lavoroIl desiderio di cambiare il proprio posto di lavoro è manifestato dal 69% degli intervistati. Addirittura il 26% di chi ha già un posto (tempo pieno o part time non fa differenza) afferma che il cambiamento della propria preoccupazione è un pensiero costante.

Ci sono diverse sfaccettature all'interno di questa grande fetta di lavoratori che desidera un cambiamento. Un terzo sogna una carriera in costante evoluzione, mentre circa una persona su 7 vorrebbe cambiare completamente il settore, almeno una volta nella vita. Una persona su dieci invece cambierebbe settore più volte nell'arco della propria vita lavorativa. Il 40% degli intervistati ha in mente un percorso professionale ideale che vorrebbe si concretizzasse. Va anche sottolineato che il 28% dei lavoratori intervistati a manifestato una grossa preoccupazione riguardo il proprio futuro lavorativo a lungo termine.

Cambiare, ma per andare dove?

Se il desiderio di cambiamento è estremamente diffuso, ci sono alcuni settori lavorativi che sono preferiti rispetto ad altri in caso di cambiamento. Il posto di lavoro più ambito è quello nella pubblica amministrazione, visto che lo vorrebbe un terzo degli intervistati. Il 26% desidera un posto nel settore vendite e il 23% nell’informatica, seguono logistica e settore manifatturiero.

A proposito di lavoro, sai che in Italia lo svolgiamo 5 anni in meno rispetto al resto d'Europa?

Cosa frena il cambiamento

Per molti lavoratori il desiderio di cambiamento è destinato a rimanere tale, perché un tentativo concreto di cambiare il proprio posto di lavoro neppure lo farà mai.
Il motivo non è unico, ma ce ne sono diversi che agiscono insieme. Il freno maggiore è la propria età, seguita dalla prospettiva di ricominciare tutto da capo. Questi due aspetti sono indicati da un terzo dei lavoratori. Circa un quinto ha invece paura di fallire nel nuovo lavoro, mentre un quarto sente il peso dell'incertezza finanziaria che deriverebbe dal cambiamento (specia i giovani neolaureati che hanno retribuzioni già basse).

Le responsabilità familiari sono il fattore frenante per un lavoratore su cinque, anche perché nella maggior parte dei casi vive senza lavoro, anche soltanto per un paio di mesi, metterebbe seriamente a rischio la tenuta finanziaria del proprio nucleo familiare. Del resto siamo in un Paese dove quasi metà reddito se ne va per le spese obbligate a causa dei costi sempre più alti.  

sabato 5 settembre 2026

Investitori, al centro della scena ci sono BCE e inflazione USA

Sarà un'altra settimana molto intensa per gli investitori, che dovranno tenere sotto controllo tanto l'evoluzione degli aspetti geopolitici quanto i dati macro in arrivo soprattutto dagli Stati Uniti. Senza dimenticare la riunione della Banca Centrale Europea che si pronuncerà sui tassi di interesse.

Gli appuntamenti negli USA per gli investitori

mercatiI fari del mercato saranno puntati soprattutto sugli Stati Uniti, dove la settimana sarà più breve perché lunedì è giorno di festività del Labor Day. Tuttavia c'è un appuntamento fondamentale per gli investitori con i dati riguardanti l'inflazione di agosto, che dovrebbero fornire un ultimo importante tassello per immaginare cosa farà la Federal Reserve il prossimo 16 settembre.
I dati recenti e anche l'approccio hawkish mostrato da Kevin Warsh al Simposio di Jackson Hole inducono comunque gli investitori a pensare che ci sarà una stretta monetaria. Proprio questa convinzione del mercato ha spinto di recente il Dollar Index oltre quota 99, dopo essere rimbalzato da un pattern doppio minimo nelle sessioni precedenti.

Altri dati interessanti riguarderanno la fiducia dei consumatori dell'università del Michigan e le vendite di case esistenti.
Sempre negli USA gli investitori analizzeranno i risultati trimestrali di molte società importanti come Oracle, GameStop e Adobe.

Il conflitto nel Golfo

Il mercato continuerà a monitorare anche l'andamento del conflitto in Medio Oriente, in particolare il traffico di petroliere attraverso il Golfo Persico, perché da esso dipende l'andamento delle quotazioni del petrolio e la prospettiva dell'inflazione globale. Ad ogni modo sisa da tempo che il ritorno alla normalità del commercio internazionale potrebbe richiedere dei mesi.

Gli appuntamenti in calendario in Europa

Nel vecchio continente l'evento più importante della settimana è senza dubbio il meeting di politica monetaria della BCE. Gli investitori ritengono che i policy makers europei aumenteranno il costo del denaro di 25 punti base, così come hanno fatto a giugno. Tutto questo per via di un contesto di inflazione crescente.
Intanto nel Regno Unito ci sarà una settimana carica di dati macroeconomici, tra i quali spiccano quelli sulla produzione industriale e sul prodotto interno lordo, nonché quelli sul commercio estero. Ad un decennio da Brexit il bilancio per l'economia britannica è comunque negativo.
Nel vecchio continente c'è anche la decisione della Banca Centrale di Turchia, quella della Polonia e della Russia.

Il resto del mondo

Il calendario economico in Cina prevede i dati sul commercio e inflazione, mentre in Giappone conosceremo la revisione del PIL del secondo trimestre dell'anno. In Australia gli investitori guarderanno soprattutto ai report sulla fiducia dei consumatori e delle imprese.

domenica 30 agosto 2026

Tassi di interesse, in attesa della FED i prossimi meeting saranno di BoC e RBNZ

Sarà una settimana molto intensa sul fronte dei dati macroeconomici, soprattutto dopo le parole di Kevin Warsh che ha acceso le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel mese di settembre.

Gli scenari USA sui tassi di interesse

fed kevin warshNei prossimi giorni i dati economici più attesi negli Stati Uniti sono quelli relativi al mercato del lavoro. I Non Farm Payrolls verranno pubblicati venerdì e si prevede che l'economia a stelle e strisce abbia creato 45 mila posti di lavoro nel mese di agosto, dopo l'inattesa marcia indietro di luglio. Ci si attende una leggera salita del tasso di disoccupazione e dei salari orari medi.

Questi indicatori saranno importanti per valutare ulteriormente la probabilità che la Federal Reserve (cos'è e come funziona la banca centrale USA ) alzerà i tassi di interesse nella prossima riunione di politica monetaria.
L'aumento della probabilità di una stretta ha permesso al dollaro USD di rimbalzare con forza prima del weekend e riavvicinarsi nuovamente alla soglia di 100.

Le timestrali in arrivo

Sempre negli Stati Uniti gli investitori terranno sotto controllo le novità in arrivo da Wall Street riguardo ad alcune trimestrali. Spiccano quelle di Broadcom, Dell, Palo Alto networks, che intanto ha disegnato sul grafico un uncino di Ross 123 high low.

Gli appuntamenti in Europa

Nel vecchio continente gli investitori aspettano soprattutto il dato sull'inflazione nella Eurozona, che sarà più importante per le mosse BCE sui tassi di interesse. Sul fronte della crescita verranno pubblicati nuovi report sugli indici PMI manifatturiero in alcuni paesi del blocco.

Il resto del mondo

Settimana di politica monetaria in Canada, mentre con gli USA il clima è sempre più teso sul fronte del commercio internazionale. La Bank of Canada è chiamata a decidere sui tassi di interesse, che probabilmente lascerà invariati al 2,25%. Sono in calendario anche alcuni dati macro nel paese.
I report PMI sul settore manufatturiero dei servizi saranno l'appuntamento più per la Cina, mentre in Giappone c'è una lunga scia di report economici in calendario. In Australia verrà pubblicato il report sul PIL mentre la Reserve Bank of New Zealand dovrebbe aumentare i tassi di interesse per 25 punti base portandoli a 2, 75%.