mercoledì 20 maggio 2026

Imprese, il passaggio generazionale è una sfida ancora complicata

La maggior parte delle aziende che operano in Italia ha come vertice individui molto in là con gli anni. Ciò significa che nel prossimo futuro tantissime imprese saranno interessate dal passaggio generazionale. Ciò dovrebbe preoccuparci parecchio, dal momento che questo step continua a rivelarsi estremamente complicato.

Il passaggio di consegne nelle imprese

Secondo un'indagine condotta dal CNA, nei prossimi anni circa un milione di imprese affronterà una trasmissione di generazione in generazione. 

Sebbene l'80% degli intervistati over 40 (il campione totale di 2000 imprenditori ascoltati) dichiara di aver già affrontato il tema del passaggio generazionale della propria attività, meno della metà ha avviato delle azioni concrete a tal fine. Ciò vuol dire che la maggioranza non è ancora pronta ad una sfida del genere.

Percentuali di successo

I dati hanno evidenziato che il passaggio generazionale delle imprese ha più probabilità di successo se viene svolto nell'ambito familiare. Ad ogni modo nessuno si aspetti delle enormi percentuali di successo, visto che siamo al 63,7%. Significa che anche in ambito familiare una impresa su tre non riesce a sopravvivere al passaggio generazionale.

Lo scenario peggiora ulteriormente nel caso in cui la trasmissione avvenga a favore dei dipendenti o a terzi. In questi casi è difficile trovare acquirenti oppure risorse finanziarie, oppure semplicemente non sono soddisfacenti i termini dell'accordo.

Uno scenario che deve far riflettere

Il problema della trasmissione aziendale ci deve far riflettere, perché quando la trasmissione non è efficace si compromette la continuità di una parte sostanziosa dell'intero tessuto produttivo nazionale, che è costituito in larga parte da piccole e medie aziende che hanno trainato l'economia di questo Paese.

Fattori di criticità

Uno dei problemi seri nel passaggio di un'impresa è quello della trasmissione di competenze. Ciò vale soprattutto per le imprese artigiane. In questo caso, oltre al rischio che l'impresa non prosegua l'attività, c'è anche il pericolo di perdita di conoscenze che costituiscono un patrimonio unico per il nostro paese.
Sul processo di trasmissione di un'impresa ci sono anche dei fattori esterni che gravano. Il primo fra tutti è la burocrazia eccessiva, ma un freno è rappresentato anche dalla pressione fiscale, dal costo del lavoro elevato e dalla carenza di personale qualificato. Sono tutte minacce alla continuità aziendale.

giovedì 14 maggio 2026

Aziende, scatto di Lufthansa su ITA: arriverà al 90%

Il grande gruppo tedesco del trasporto aereo Deutsche Lufthansa ha annunciato la mossa su ITA Airways che determinerà un cambio nel panorama del trasporto aereo a livello continentale. Il matrimonio tra le due aziende diventerà ancora più solido perché i tedeschi porteranno al 90% la loro partecipazione nel vettore italiano.

Il rapporto tra le due aziende

Deutsche Lufthansa è già proprietaria di una partecipazione al 41%, frutto di una lunghissima trattativa tra le due aziende avvenuta dopo il salvataggio di ITA Airways. Nell'ambito di quella operazione la compagnia tedesca (il cui titolo è quotato sul Xetra Borsa di Germania) aveva la possibilità di esercitare un'opzione per ulteriormente il proprio peso nel vettore italiano. Una scelta che è stata adesso annunciata. Questa operazione ha un valore stimato di circa 325 milioni di euro.

Serve un via libera europeo

Per completare questo ulteriore matrimonio tra le due aziende è necessario ottenere comunque il via libera dalle autorità regolatorie competenti. Spiccano la Commissione Europea ma anche il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Secondo il crono-programma di Deutsche Lufthansa, l'operazione dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del prossimo anno.

Lufthansa sempre più leader

Grazie all'acquisizione di ITA Airways, il gruppo tedesco Lufthansa rafforza ulteriormente la propria leadership a livello europeo sul mercato dei voli. L'espansione della partecipazione rappresenta un passo strategico per affrontare le sfide future e migliorare il livello di servizi per i clienti di tutto il mondo.

La reazione del mercato

L'annuncio di questa nuova operazione che riguarda le due aziende non ha inciso granché sul titolo Lufthansa. Il titolo è in trend ascendente dalla fine di aprile, ma ha vissuto una breve correzione pur rimanendo attorno alla soglia degli 8 euro. Molti hanno approfittato della volatilità a breve per negoziare opzioni binarie 60 secondi su questo asset. 
Intanto però il colosso tedesco incassa la conferma del rating BBB- da parte di S&P Global Ratings, con un Outlook stabile.

lunedì 11 maggio 2026

Debito, le famiglie italiane spiccano in positivo in Europa

C'è un dato confortante che il Centro Studi di Unimpresa ha messo in evidenza riguardo alle famiglie italiane: hanno un livello di debito che è decisamente inferiore rispetto alla media Europea.

I numeri sulle famiglie e il debito

Dall'analisi emerge che nel 2025 il debito finanziario complessivo delle famiglie italiane era circa al 56% rispetto al reddito disponibile. Un numero nettamente inferiore rispetto all'83% che è stato registrato nell'intera area dell'euro.

Un fenomeno strutturale e non congiunturale

Bisogna aggiungere che questo enorme divario non è assolutamente congiunturale o temporaneo, bensì è strutturale. Infatti si è mantenuto pressoché costante negli ultimi 15 anni. Infatti nel 2010, ossia quando stavamo uscendo dalla grave crisi finanziaria del 2007-2009, il debito delle famiglie italiane era al 56% rispetto al reddito disponibile mentre in Europa la percentuale era del 99%.
Questo andamento statistico evidenzia quindi che le famiglie italiane hanno un orientamento strutturalmente più prudente rispetto al ricorso al debito.

Il trend italiano

Nel corso del tempo il dato sul debito delle famiglie italiane ha manifestato un andamento calante. Nel 2021 venne raggiunto il picco del rapporto debito/reddito al 64%, ma da allora c'è stata una discesa rapida: ben 8 punti percentuali in soli quattro anni. La contrazione ha riguardato tutte le componenti: mutui, credito al consumo e anche gli altri prestiti.

Un terreno favorevole alla riduzione del debito

Questo andamento sempre più prudente da parte delle famiglie italiane si spiega anche con una congiuntura Nazionale che è stata favorevole. Negli ultimi anni il Paese ha vissuto una stabilità politica e una crescita dei redditi, oltre che un incremento dell'occupazione e la riduzione della precarietà lavorativa. Tutto ciò inciso positivamente sui bilanci familiari, rendendo il ricorso al debito meno necessario. Quando il lavoro è più stabile e il reddito e più sicuro, l'indebitamento cala.