lunedì 20 aprile 2026

Mercati finanziari, sarà un'altra settimana vissuta col fiato sospeso

Ci aspetta un'altra settimana all'insegna dell'incertezza sui mercati finanziari globali. A dominare la scena sarà ancora una volta il Medio Oriente, dove gli ultimi sviluppi non sono stati positivi ed hanno riacceso i timori riguardo al futuro dell'economia.

Il Medio Oriente resta il driver principale dei mercati finanziari

L'ottimismo che aveva caratterizzato la settimana scorsa è stato nuovamente messo in discussione dagli ultimi eventi, che hanno riacceso i timori di una pace che resta ancora lontana. Nel frattempo la certezza è che il traffico nello Stretto di Hormuz è nuovamente congelato, e ciò spinge subito in alto i prezzi del petrolio. 

Il Brent si è riavvicinato a 95 dollari, il WTI è tornato a intravedere la soglia dei 90 dollari (si consiglia di analizzare questo asset con la strategia Heikin Ashi intraday).
Ciò che è certo è che qualsiasi cosa accadrà sul fronte mediorientale continuerà ancora ad influenzare l'andamento dei mercati nei prossimi giorni.

Il calendario macro

Intanto gli investitori avranno anche una serie di dati macroeconomici da tenere sotto controllo.
Negli Stati Uniti verranno pubblicati il report sulle vendite al dettaglio di marzo e gli indici PMI preliminari di aprile. Sarà ascoltata con attenzione anche la testimonianza al Congresso di Kevin Warsh, candidato alla presidenza della Fed.

Europa e resto del mondo

Nel vecchio continente l'attenzione si focalizzerà soprattutto sugli indici PMI preliminari della Eurozona. I mercati finanziari si aspettano un andamento più debole sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi. È atteso un peggioramento anche dell'indice ZEW in Germania. Nel Regno Unito sarà una settimana molto intensa con diversi dati chiave in uscita, tra i quali spiccano inflazione e lavoro. Sempre in Europa sono attese le decisioni sui tassi di interesse in Turchia e Russia.

La settimana in Cina si caratterizza per la decisione della Banca Popolare Cinese sui tassi di interesse a 1 e 5 anni. Secondo gli esperti dei mercati finanziari l'istituto manterrà comunque tutto invariato. In Giappone l'attenzione sarà sui dati commerciali di marzo.

La stagione delle trimestrali

Mentre i futures sul mercato azionario statunitense sono diminuiti di quasi l'1%, evidenziando che il sentiment si deteriora, i fari del mercato rimarranno accesi ancora su Wall Street. Nei prossimi giorni continuerà infatti la pubblicazione dei risultati aziendali trimestrali da parte di alcune delle aziende famose nel mondo. Grande interesse per i conti di Tesla, Intel, GE Aerospace, American Express.

mercoledì 15 aprile 2026

Commercio internazionale, il ritorno alla normalità potrebbe richiedere dei mesi

Ancora non si vede la parola fine al conflitto in Medio Oriente. Ma anche se dovesse concretizzarsi in tempi brevi questo auspicabile epilogo, per il commercio internazionale le conseguenze della lunga chiusura dello Stretto di Hormuz dureranno ancora parecchio tempo.

Un fardello per il commercio internazionale

La chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale ha portato delle conseguenze pesantissime e chiaramente visibili per il commercio internazionale. Del resto un quinto del petrolio e GNL mondiale passa di là. 

Non stupisce allora che, dopo l'inizio del conflitto, il prezzo del petrolio sia schizzato più volte oltre 100 dollari, con brusche cadute quando si è sperato in un cessate il fuoco e feroci risalite con il ritorno al pessimismo. E ciò è avvenuto nonostante l'OPEC+ abbia deciso di alzare le quote produttive.

Tempi lunghi per la normalizzazione

Al di là di quello che accadrà nel breve periodo, gli esperti del settore marittimo ritengono che per ripristinare il traffico navale lungo lo stretto di Hormuz servirà molto tempo, e quindi gli effetti sul commercio internazionale saranno ancora duraturi. 

In primo luogo perché la fiducia nel transito in sicurezza richiederà molto tempo per essere ripristinata. Molti armatori non saranno disponibili a utilizzare questa via di transito ancora per un bel po' di tempo. Troppo rischioso.

Del resto anche lo scorso anno le azioni terroristiche degli Houthi nello Yemen provocano brusche interruzioni del Mar Rosso, e a distanza di 3 mesi dagli accordi raggiunti con i ribelli ancora il traffico in quell'area non è stato del tutto ripristinato.

Petroliere parcheggiate in attesa di notizie

Nel frattempo che si aspettano notizie confortanti, una marea di petroliere attende al largo del Golfo in attesa di autorizzazione al transito. Stabilire quante ce ne siano è impossibile, perché molte hanno disattivato i transponder per evitare le minacce provenienti dall'Iran. Ad ogni modo sono sicuramente più di 400 tra petroliere e navi metaniere.

giovedì 9 aprile 2026

Banca Unicredit riceve un altro "no" dalla Germania

Arriva un altro parere negativo da parte di Commerzbank nei confronti di Unicredit. Il progetto di integrazione con la banca italiana continua a non piacere ai tedeschi, che ribadiscono che l'unica soluzione è quella Stand Alone. Il consiglio di amministrazione di Commerzbank, continua a non vedere le basi per una fusione.

L'OPS italiana e la reazione dell'altra banca

La battaglia tra i due istituti è in corso ormai da diverso tempo, e si costantemente di nuovi capitoli. E i segnali in tempo reale continuano a non essere incoraggianti. Di recente Unicredit ha promosso un'offerta pubblica di scambio, chiedendo l'autorizzazione per spingersi oltre il 30% della banca tedesca senza però acquisirne il controllo.

Dall'altra parte c'è però la ferma resistenza di Commerzbank, che ha rigettato ancora una volta la proposta della banca italiana. E lo ha fatto ancora tra le polemiche. Alle accuse di Unicredit di aver alzato una specie di muro al dialogo, l'istituto tedesco risponde dicendo l'esatto opposto e sottolineando di aver avuto "diversi incontri" con i rappresentanti della banca italiana, ma che i comportamenti di Unicredit rendono difficile la costruzione di un rapporto ispirato dalla reciproca fiducia che sarebbe la base necessaria per una transazione di successo.

Il secco NO di Commerzbank

Secondo Commerzbank le operazioni proposte da Unicredit non hanno dimostrato un potenziale di creazione di valore sufficiente. L'istituto tedesco inoltre ritiene che parte del potenziale illustrato dall'istituto guidato da Orcel potrebbe essere realizzato in autonomia, restando indipendente. Insomma, non ci sarebbe alcun beneficio per Commerzbank, che sotto la guida di Bettina Orlopp ha registrato una crescita dei ricavi del +5,4%, un utile per azione di 2,39 euro e un prezzo obiettivo degli analisti a 37,75 euro, al di sopra della quotazione attuale nell'indice GER40 DAX.

Unicredit e l'aumento di capitale

Mentre la partita tra i due istituti continua, Unicredit si prepara ad affrontare l'assemblea per l'aumento di capitale all'inizio di maggio. Un aumento che servirà proprio a finanziare l'acquisizione di azioni Commerzbank (l'isituto ha accumulato nel corso degli ultimi mesi una quota di circa il 28% in Commerzbank, diventando il primo azionista della banca tedesca). L'operazione porterà l'emissione di azioni ordinarie per un massimo di 470 milioni.