Le prossime settimane saranno veramente calde per gli investitori del mercato azionario americano. Durante ottobre infatti saranno pubblicati i resoconti trimestrali delle società quotate a Wall Street, e il bilancio delle Big Tech potrebbe indirizzare notevolmente il percorso del mercato USA nel prossimo futuro.
Cosa aspettarsi dal bilancio delle Big Tech
I colossi della tecnologia come Alphabet, Amazon e Microsoft daranno un'indicazione importante su come procede il business e potrebbero anche offrire delle indicazioni su quello che succederà nel 2027.
Nel bilancio delle Big Tech ci sono investimenti per centinaia di miliardi di dollari, soprattutto nell'infrastruttura dedicata all'intelligenza artificiale (cosa che limenta la domnada e quindi il prezzo del rame, vicino a record storici). Il mercato vuole capire quale sarà il livello della spesa nel prossimo anno e se la crescita dei costi sarà accompagnata da una maggiore crescita dei ricavi.
Una questione di equilibrio
Se questa settimana i mercati finanziari penseranno soprattutto ai verbali FED e BCE, dalal prossima l'aspetto più importante non sarà la lettura del bilancio delle Big Tech nelle sue cifre fondamentali, ma soprattutto capire se l'espansione degli investimenti sarà accompagnata da una crescita dei ricavi e del redditività. Il problema delle grandi aziende tecnologiche è proprio questo, ossia muoversi su un sottile equilibrio tra grandi investimenti e sufficienti ritorni economici.
Le conseguenze sono enormi
La lettura del bilancio delle Big Tech Non servirà soltanto a indirizzare l'andamento delle singole società ma avrà un effetto importante lungo tutta la filiera. Una maggiore spesa per Data Center e sistemi di intelligenza artificiale coinvolge anzitutto i produttori di chip a semiconduttori. Ciò vuol dire che ne risentiranno i conti di Nvidia, Taiwan Semiconductor Manufactoring e Broadcom. In sostanza l'intero comparto tecnologico (che ha creato molti nuovi ricchi e ne creerà ancora, visto che una ricerca sostiene che nel 2031 avranno un patrimonio miliardario quasi 4.000 persone) risentirà dei bilanci delle Big Tech come Alphabet, Amazon e Microsoft.
Inoltre il peso di queste società sull'indice S&P500 rende rilevanti le loro trimestrali per l'intero mercato e può condizionarne l'umore.
Dopo un settembre chiuso con un rialzo contenuto, gli investitori sperano che il mese di ottobre possa portare delle buone notizie.
Anzitutto partiamo dal dato nudo e crudo. Il cambio tra euro e dollaro è sceso negli ultimi giorni sotto quota 1,134 come non si vedeva da maggio 2025. Allo stesso tempo, il biglietto verde americano continua a rafforzarsi visto che l'index è salito quasi a quota 101,5 (dati ricavati dai
La verifica sui conti pubblici del nostro paese ha mancato l'obiettivo di pochissimo. Il rapporto Deficit-PIL avrebbe dovuto scendere almeno alla soglia del 3%, e invece siamo scesi al 3,1%. Il disavanzo di bilancio dell'Italia rimane quindi eccessivo secondo l'Unione Europea, e quindi resta la procedura di infrazione nei nostri confronti. La conseguenza per l'economia italiana è quantificabile in circa 2 miliardi di euro, che magari non modificherà in modo sostanziale la prossima finanziaria, ma comunque si farà sentire.
Il desiderio di cambiare il proprio posto di lavoro è manifestato dal 69% degli intervistati. Addirittura il 26% di chi ha già un posto (tempo pieno o part time non fa differenza) afferma che il cambiamento della propria preoccupazione è un pensiero costante.
I fari del mercato saranno puntati soprattutto sugli Stati Uniti, dove la settimana sarà più breve perché lunedì è giorno di festività del Labor Day. Tuttavia c'è un appuntamento fondamentale per gli investitori con i dati riguardanti l'inflazione di agosto, che dovrebbero fornire un ultimo importante tassello per immaginare cosa farà la Federal Reserve il prossimo 16 settembre.
Nei prossimi giorni i dati economici più attesi negli Stati Uniti sono quelli relativi al mercato del lavoro. I Non Farm Payrolls verranno pubblicati venerdì e si prevede che l'economia a stelle e strisce abbia creato 45 mila posti di lavoro nel mese di agosto, dopo l'inattesa marcia indietro di luglio. Ci si attende una leggera salita del tasso di disoccupazione e dei salari orari medi.
L'aumento delle quote produttive voluto dall'OPEC sarà di 188.000 barili al giorno, un livello simile a quello dei mesi scorsi.

















