Le Banche trascinano verso l'alto i listini europei nel primo giorno della settimana. Lo STOXX 600 guadagna intorno alle 11,30 lo 0,2%. Secondo gli operatori questo avviene anche grazie al rally dei mercati americani dopo i forti dati sull'occupazione.
E' tornata così la fiducia in Europa. Dal fronte macro intanto è giunto il buon dato sulla produzione industriale in Germania, barometro all'andamento dell'economia del Vecchio Continente.
lunedì 8 agosto 2016
mercoledì 3 agosto 2016
Le banche trascinano giù i listini. L'USD in difficoltà dopo i dati marco flop
Volano schiaffi nei confronti delle banche. Hanno vissuto un'altra giornata nera sui mercati finanziari, trascinandosi giù tutte le borse. Gli esami dei principali istituti del continente hanno fatto saltare fuori alcuni casi critici come Mps, e più in generale 7 istituti sui 51 “sistemici” d’Europa, tra cui Unicredit e Barclays, hanno registrato un livello di capitale Tier 1 inferiore al 7,5%.
In generale comunque è tutto il contesto macro ad essere complicato, visto che la Brexit resta ancora qualcosa senza effetti ben definibili. Nessuno sa dire con certezza quali saranno le conseguenze nel medio lungo termine dell'addio inglese alla UE. Questo si traduce in incertezza sui mercati finanziari.
Nei cambi, intanto il cross Euro Dollaro oggi è arrivato ai massimi di giornata a 1,1226.domenica 31 luglio 2016
La Bank of Japan resta a guardare mentre lo Yen scivola giù
La Bank of Japan è all'angolo e non sa come muoversi. Il governo di Tokyo ha varato un piano di investimenti pubblici da quasi 250 miliardi di euro, invocando il sostegno della alla banca centrale per far uscire il paese dalla deflazione. La risposta del governatore Haruhiko Kuroda però è stata attendista, anche se non ha escluso nuove misure concordate
con il governo di Tokyo.
Intanto l’istituto ha annunciato che aumenterà gli acquisti di exchange-traded funds da 3,3 a 6 mila miliardi di yen, decisione che arriva in un momento delicato per l’economia giapponese. Gli indicatori dell’export arretrano a causa dell’apprezzamento dello yen sul dollaro mentre i consumi non si muovono e l’inflazione è scivolata in territorio negativo. La banca centrale ha però resistito alle pressioni del governo rinviando nuovi interventi a settembre.
Intanto l’istituto ha annunciato che aumenterà gli acquisti di exchange-traded funds da 3,3 a 6 mila miliardi di yen, decisione che arriva in un momento delicato per l’economia giapponese. Gli indicatori dell’export arretrano a causa dell’apprezzamento dello yen sul dollaro mentre i consumi non si muovono e l’inflazione è scivolata in territorio negativo. La banca centrale ha però resistito alle pressioni del governo rinviando nuovi interventi a settembre.
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