giovedì 24 settembre 2026

Economia italiana, cosa cambia con la nuova bocciatura UE

Uno scostamento minimo, eppure determinante per lasciare ancora l'Italia sotto la scure della procedura di infrazione dell'Unione Europea a causa dei conti ancora imperfetti della sua economia.

L'obiettivo mancato dalla nostra economia

economiaLa verifica sui conti pubblici del nostro paese ha mancato l'obiettivo di pochissimo. Il rapporto Deficit-PIL avrebbe dovuto scendere almeno alla soglia del 3%, e invece siamo scesi al 3,1%. Il disavanzo di bilancio dell'Italia rimane quindi eccessivo secondo l'Unione Europea, e quindi resta la procedura di infrazione nei nostri confronti. La conseguenza per l'economia italiana è quantificabile in circa 2 miliardi di euro, che magari non modificherà in modo sostanziale la prossima finanziaria, ma comunque si farà sentire.

Le voci decisive sullo sforamento

Il mancato raggiungimento dell'obiettivo di questi dati macroeconomici e indicatori si deve soprattutto ai 700 milioni di investimenti realizzati da RFI e ANAS e quasi un miliardo riconducibile ai partenariati tra pubblico e privato. Sul fronte dei crediti di imposta fittizi connessi al Superbonus, le verifiche hanno portato a contabilizzare 3,2 miliardi senza però arrivare all'intero ammontare che aveva appesantito i conti lo scorso anno.

Le spese su difesa ed energia

Va precisato che l'Italia potrebbe giocarsi ancora la carta del compromesso per quanto riguarda le spese su difese ed energia, come del resto ha fatto anche il Belgio, che si trova anch'esso sotto procedura di inflazione.

Il rapporto difficile tra Italia ed Europa

La permanenza dell'Italia nella procedura di infrazione agita nuovamente il dibattito sul rapporto tra Italia ed Europa. C'è chi auspica l'uscita dell'Italia dalla moneta unica. Il partito di Vannacci, in grande ascesa, ha tra le sue fila Antonio Maria Rinaldi, grande teorico del Italexit. È un tema ricorrente, e nel 2016 il Nobel Stiglitz pronosticò che l'Italia sarebbe stato il prossimo paese a uscire dalla Eurozona.

Quello che sembra evidente è che in 30 anni di euro l'Italia non ha avuto vantaggi ne' trattamenti di particolare favore, anzi spesso si è scontrata con la UE. Va però aggiunto che il bilancio di un decennio di Brexit per l'economia britannica è negativo. Magari all'Italia non sarebbe andata meglio.