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martedì 2 aprile 2019

RBA australiana ferma sui tassi. Il dollaro perde quota nel Forex

La Reserve Bank of Australia ha rispettato le previsioni degli economisti, scegliendo di non ritoccare i tassi di interesse e la sua governance (a differenza di altri grandi istituti centrali come Federal Reserve, BCE e BoJ).

Il meeting della Reserve Bank of Australia

Alla fine del meeting di politica monetaria, il costo del denaro è stato confermato all'1,50% per la ventinovesima riunione di fila. Si tratta del livello minimo storico che venne raggiunto con un taglio di 25 punti base nell'agosto 2016. La RBA ha confermato di ritenere questo tasso di interesse coerente con la crescita sostenibile dell'economia dell'Australia e con il mantenimento dell'inflazione verso il target del 2%. Inoltre ha confermato pure l'intenzione di lasciarli all'1,50% per "un prolungato periodo di tempo".

Riguardo ai fattori esteri, la RBA ha inoltre confermato di vedere la crescita mondiale "rallentata", e inoltre "i rischi al ribasso sono aumentati".

Cosa si aspettavano i mercati

I mercati si aspettavano una decisione cauta da parte della RBA, ma erano e sono più propensi a vedere un futuro movimento accomodante. Infatti le altre grandi banche centrali - FED, BCE e BoJ - si stanno muovendo proprio su questo sentiero, e se la RBA non vuole rischiare eccessivi apprezzamenti dell'Aussie Dollar, allora potrebbe essere costretta a una mossa espansiva sul costo del denaro. Per questo motivo i futures hanno leggermente allargato le probabilità di un taglio entro il 2019.

Suggerimento: prima di fare investimenti online, studiate molti strumenti. Qui è spiegato l'indicatore on balance volume OBV.

La reazione del dollaro australiano

Sul fronte valutario, il dollaro australiano continua a muoversi in un range risretto da alcune settimane. Se guardiamo uno dei migliori broker forex autorizzati Consob, vediamo che il cambio AUD-USD si è indebolito dopo la decisione della RBA, scendendo verso quota 0,707, una zona di supporto già testata al ribasso diverse volte nelle ultime settimane.

Nelle prossime settimane gli investitori guarderanno con attenzione alle mosse del governo Morrison. Sono in rampa di lancio infatti forti incentivi per l'economia, perché alle prossime elezioni di maggio il Premier non è messo bene nei sondaggi. Se queste misure dovessero effettivamente stimolare la crescita, allora si ridurrebbe la necessità di manovre espansive della RBA.

mercoledì 21 marzo 2018

FED, oggi è il giorno del primo rialzo dei tassi del 2018

Per i mercati internazionali, oggi è il giorno più atteso. Tra poche ore la parola passerà al FOMC, ovvero l'organo di politica monetaria della FED, cui spetterà il compito di annunciare il rialzo del costo del denaro. Verso le 19.00 ora italiana il braccio operativo della Federal Reserve dovrebbe ritoccare i tassi di 25 punti base rispetto al livello attuale pari all'1,25-1,5%. Nulla di sorprendente per i mercati, che già stanno prezzando questo avvenimento da un bel po' di tempo. La probabile stretta sarebbe la prima del 2018 e la sesta dal dicembre 2015.

Quanta attesa per la FED

Molti analisti della miglior piattaforma di trading online gratuita hanno però sottolineato che l'attenzione concreta è rivolta alle prime previsioni economiche che la FED diffonderà riguardo al nuovo anno. Si tratta di dati su PIL, PCE price index e tasso di disoccupazione. Le successive arriveranno invece a giugno, settembre e dicembre. Da queste prime previsioni gli investitori cercheranno di desumere un quadro più completo circa le tempistiche con cui la FED alzerà i tassi nei prossimi mesi. Il dubbio riguarda essenzialmente se saranno 3 oppure 4.

C'è poi molta attesa per il discorso del Chairman, Jerom Powell, nella conferenza stampa che seguirà l'annuncio. Nel suo primo discorso pubblico tenuto a fine febbraio, Powell disse al Congresso USA che le sue previsioni dell'andamento dell'economia USA erano migliori rispetto a quelle di dicembre, ampliando così la probabilità di quattro aumenti dei tassi nel 2018. Questo innescò un sell-off dell'azionario e spinse al rialzo il dollaro. Se prendiamo una lista broker forex regolamentati Consob e vediamo i grafici, possiamo verificarlo senza difficoltà.

Infine c'è un'altra questione molto importante che interessa ai mercati, e riguarda l'inflazione. Si vuole cioè capire se sono fondate le vico circolate a inizio anno riguardo l'ipotesi che la Fed avrebbe potuto modificare il proprio target relativo ai prezzi al consumo dal 2% alla forchetta che va dall’1,5% al 2,5%.