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giovedì 5 settembre 2024

Valute digitali, settembre è iniziato con il piede sbagliato

Per com'è iniziato, il mese di settembre si candida ancora una volta ad essere avaro di soddisfazioni per i possessori di valute digitali. Il bilancio di questi primi giorni di negoziazione infatti è negativo, come tradizionalmente succede durante questo mese.

Il panorama attuale delle valute digitali

Se consideriamo questi primi giorni del mese, le prime 20 valute digitali per capitalizzazione di mercato sono quasi tutte in rosso. A cominciare da Bitcoin, che non riesce a risollevarsi oltre la soglia dei 60mila dollari.

Va detto però che la fiacchezza è cominciata già da un paio di settimane, durante le quali gli indicatori di trend following facevano intendere che le cose non stavano viaggiando bene. L'ultima di agosto infatti è stata decisamente negativa, con Bitcoin che perse il 10%.

I driver del mercato

Il fattore scatenante della recente caduta è la marcia indietro degli ETF spot su Bitcoin. Nell'ultima settimana di agosto si sono infatti registrati deflussi per quasi 300 milioni di dollari, evidenziando un netto calo del sentiment del mercato.

Ma anche altri fattori ribassisti hanno penalizzato le valute digitali. Ad esempio il deposito di una grande quantità di BTC su Binance da parte di una "balena", e anche lo scivolone del colosso tecnologico Nvidia a Wall Street.
E poi ci sono le incertezze legate alla politica monetaria degli USA. I tagli ai tassi di interesse sono un fattore positivo perle valute digitali (e gli asset rischiosi in genere), ma l'incertezza riguardo i tempi e l'entità dei tagli (a causa di dati macro molto ondivaghi) crea nervosismo sul mercato.

Il prezzo

Ecco perché Bitcoin continua a viaggiare a ritmo lento, scivolando sotto i 60mila dollari. Nel momento in cui scriviamo il prezzo è addirittura sotto la soglia dei 57mila dollari e si intravede un doppio minimo trading analisi tecnica.
Non che alle altre valute digitali stia andando meglio. Ethereum, ad esempio, ha perso un quinto del valore ad agosto, precipitando a 2400 dollari.

martedì 16 maggio 2023

Inflazione al galoppo, l'Argentina corre ai ripari alzando i tassi

La situazione economica dell'Argentina continua ad essere molto complicata. Una spia d'allarme evidente in tal senso viene fornita dall'inflazione, che questa settimana ha registrato un balzo contro ogni previsione al 108,8%, il livello più alto dal 1991.

La lotta contro l'inflazione

La corsa dei prezzi è una minaccia costante di collasso finanziario per l'economia del Paese sudamericano.

Per questo motivo il ministro dell'economia Sergio Massa ha annunciato una serie di misure, a cominciare da un aumento del tasso di interesse. Anzi, per essere precisi bisognerebbe parlare di ulteriore aumento, visto che appena due settimane fa il costo del denaro era stato portato dall'81% al 91%. Adesso arriverà al 97%, spingendo così l'Argentina al secondo posto in classifica per i tasti di interesse più alti al mondo. Peggio c'è soltanto lo Zimbabwe (150%), mentre al terzo posto c'è il Venezuela (57,57%). Inoltre gli indicatori di trend following dicono che aumenterà ancora. 

Tassi di interesse e Peso argentino

Oltre a contrastare l'inflazione galoppante, la stretta vigorosa di politica monetaria serve anche a sostenere la valuta Nazionale. Il peso Argentino ormai è in declino verticale, ed anche se il suo valore ufficiale rispetto al Dollaro è di 230.6400, dieci volte di più rispetto al 2018. In questi casi non c'è trailing step che tenga.

La mossa è anche in funzione delle elezioni di ottobre, in vista delle quali si vuole evitare una forte valutazione della valuta nazionale. L'obiettivo è quello di arrivare all'appuntamento elettorale con la nave ancora a galla, lasciando questo gravissimo problema come scomoda eredità a Chi prenderà in mano il timone del paese.

Lo spettro della crisi

L'Argentina si sta avviando lungo un pericoloso crinale, rischiando di sprofondare in una crisi feroce come quella del 1989. Per questo motivo il governo sta intervenendo anche sul mercato dei cambi, sta cercando di anticipare i prestiti concordati con il Fondo Monetario Internazionale e inoltre il commercio internazionale con la Cina (secondo partner dopo il Brasile) verrà regolato sempre di più in Yuan anziché in dollari.

sabato 20 ottobre 2018

Euro-dollaro, settimana in lieve ribasso a causa dell'Italia

La settimana dell'euro-dollaro non ha regalato un grande movimento. La coppia di valute più scambiata nel Forex infatti ha chiuso la settimana di contrattazioni a quota 1,1514, con un calo dello 0,39% rispetto alla settimana scorsa. Dopo una prima parte decisamente propizia al biglietto verde nella parte finale della settimana l’euro si è mosso in lieve rialzo, malgrado i toni hawkish emersi dalle minute della FED. La spinta è arrivata dai dati sulla bilancia commerciale, che sono stati migliori delle previsioni.

L'andamento dell'euro-dollaro

L'evento che più di tutti ha catalizzato l'interesse dei trader è stato senza dubbio la tensione tra UE e Italia riguardo alla manovra economica. L'Eurozona si è mossa compatta nel criticare la manovra italiana. Questo ha spinto il cambio euro-dollaro verso 1,1433 dollari il il 19 ottobre. Quindi davvero a un soffio dal minimo dei due mesi a 1,1432 (9 ottobre). Chi conosce quali sono indicatori di trend following, potrà notare che molti di essi evidenziano un probabile proseguimento dell'andamento ribassista di questa coppia. A livello complessivo dobbiamo poi tenere conto che l'euro attraversa un momento di sofferenza, e questo potrebbe peggiorare se la crisi tra Roma e Bruxelles dovesse andare avanti. Peraltro il dollaro ora sta facendo in modo che i rendimenti siano interessanti.

Consiglio: prima di fare operazioni online, scegliete qual è il miglior sito forex trading per le vostre esigenze.

Dal punto di vista tecnico, è molto interessante monitorare soprattutto due livelli. Si tratta dei limiti superiore e inferiore del range nel quale la coppia si muove da mesi. Ossia 1,12772 e 1,17667. Nel medio termine la rottura di uno di questi due livelli potrebbe dare una certa direzionalità alla coppia. Sempre dal punto di vista tecnico, è interessante notare come venerdì i prezzi sono rimbalzati su due livelli molto importanti: l'angolo di 45 gradi e la cima di un arco di Gann.