La questione dei tassi di interesse è centrale nei discorsi della BCE. Il basso costo del denaro dovrebbe favorire liquidità e prestiti. Finora però gli effetti non sono stati quelli sperati.
La BCE si spacca sui tassi EuroZona
Secondo Peter Praet, capo economista della Banca centrale europea, «I tassi resteranno bassi per un periodo di tempo prolungato, finché non si giungerà all'inflazione del 2%». Una posizione diversa da quella della FED, dove non si sbilancia la Yellen («Tempi non definiti»).
Inoltre egli sostiene che la BCE si attende degli interventi importanti dalla politica, poiché un miglioramento sostanziale delle prospettive del sistema bancario richiede anche “sforzi al di fuori degli strumenti a disposizione della politica monetaria".Tradotto: non può fare tutto la BCE.
Il dito puntato contro le banche europee
Il membro del board della BCE, pur riconoscendo i progressi delle banche riguardo il miglioramento delle loro capacità di resistenza, ha sottolineato che il basso costo del denaro non è l'unico fattore che ne ha ridotto la redditività. «Ce ne sono altri - dice Praet - legati ai problemi strutturali ereditati». Ecco perché sollecita quegli interventi di cui parlavamo prima.
Tra questi ci sono un rapido e rigido completamento dell'unione bancaria e ulteriori modifiche strutturali che impattino sui costi e modelli di business, «che funzionino anche nel nuovo contesto regolamentare e macroeconomico». Va detto che queste critiche arrivano mentre le banche europee non vivono un periodo tranquillo. E' freschissima peraltro la notizia che nella partita della crisi delle banche è entrata anche la Merkel.
Il tema dei tassi di interesse divide il board BCE
Va però detto, che un po' come successo nella FED, anche all'interno della BCE la questione dei tassi ha creato una spaccatura. Secondo Yves Mersch, componente del Comitato esecutivo della BCE, «i tassi di interesse possono restare molto bassi solo sul breve termine, altrimenti potrebbero portare degli effetti negativi. Più a lungo restano bassi, maggiori saranno gli effetti collaterali negativi».
Intanto l'Euro, dopo aver toccato il minimo nei confronti del dollaro a 11,113 lo scorso 21 settembre, ha recuperato terreno e passa di mano a quota 112,11 mentre i segnali forex gratis in tempo reale continuano a vedere una certa debolezza nella valuta unica.