mercoledì 11 giugno 2025

Imprese, in Italia una crescita del 16% in questo millennio

L'Italia è stata sempre una nazione a forte vocazione imprenditoriale, e adesso ci sono alcuni numeri che confermano questa rinnovata tendenza. Durante questo millennio infatti in Italia il numero di imprese è cresciuto del 16%.

Alcuni dati sulle imprese

Questi dati sono il frutto di una ricerca condotta da Verum Partners, un gruppo che offre consulenze e servizi alle PMI e alle startup. 

In questi ultimi 25 anni si è passati da circa 3,7 milioni di imprenditori che c'erano nel 2001 ai quasi cinque milioni di quest'anno. La media è di 21 imprenditori ogni mille lavoratori, in crescita rispetto ai 19 di inizio secolo. Questo numero colloca così l'Italia in cima all'Europa per tasso di imprenditorialità.

Voglia di fare nonostante gli ostacoli

La vocazione a fare impresa da parte dei cittadini italiani purtroppo si scontra quotidianamente con grandi difficoltà, che si manifestano già in fase embrionale, per via dei permessi e delle autorizzazioni che sono richieste alle imprese per riuscire a sorgere.

Il nostro ecosistema fatica a sostenere lo spirito imprenditoriale del Paese, lo dimostra il fatto che l'Italia è soltanto al 58esimo posto mondiale nella classifica "Doing Business", che misura la facilità di avviare una propria attività. Siamo tra i peggiori al mondo.

Essere imprenditore comporta sacrifici

Fare impresa in Italia comporta enormi sacrifici, anzitutto in termini di tempo. La ricerca evidenzia infatti che la media di ore di lavoro dell'imprenditore italiano è di 41 a settimana, ossia circa 5 ore in più rispetto a quella dei suoi lavoratori. Inoltre moltissimi imprenditori non riescono a concedersi più di una settimana all'anno di vacanza (ma non rinunciano quasi mai al pranzo, che viene visto come un'occasione per sviluppare contatti di affari).

Indietro nelle imprese innovative

Un dato che non fa piacere riguarda le startup innovative. Siamo decisamente indietro rispetto ai principali paesi europei. Da noi ce ne sono 234 ogni milione di abitanti, mentre la Gran Bretagna arriva a 406 e la Germania 386. Per non parlare poi dell'Estonia, dove addirittura il numero arriva a 865.

giovedì 5 giugno 2025

Tasso di interesse, nessun cambiamento dalla Bank of Canada

Non sono giunte sorprese dalla riunione di politica monetaria della Bank of Canada. Il comitato dell'istituto nordamericano ha deciso infatti di lasciare invariato il livello del tasso di interesse al 2,75%, così come si aspettavano i mercati finanziari.

Perché confermare il tasso di interesse

La decisione di non modificare il livello del tasso di interesse nasce dal clima di grande incertezza, tanto sul fronte nazionale che su quello internazionale. 

Se da un lato è vero che l'inflazione ha continuato a mostrare segnali di discesa, tanto che quella complessiva è giunta al di sotto dell'obiettivo del 2%, è altrettanto vero che l'inflazione core - ossia quella depurata degli elementi più volatili - rimane ancora molto elevata, suggerendo così di non procedere ad ulteriori tagli al tasso di interesse.

Il problema dei dazi

Ma c'è un altro fattore che più di tutti preoccupa le autorità monetarie canadesi: la battaglia tariffaria con i vicini di casa statunitensi. La scelta a sorpresa di Trump di raddoppiare le tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio ha creato uno shock sui mercati, con il Canada che sarebbe uno dei paesi più colpiti. Tuttavia, i negoziati da Ottawa e Washington hanno ridato un poco di ottimismo e mitigato i timori riguardo i possibili effetti di questa ulteriore mossa di Trump.

NB. Le notizie sui dazi hanno creato molta volatilità sul mercato valutario, generando un terreno fertile per chi adotta strategie forex scalping 1-5 minuti.

L'economia regge

Nel frattempo alcuni dati macroeconomici hanno confermato la resilienza dell'economia canadese. Il PIL del primo trimestre e le vendite al dettaglio hanno rincuorato i mercati. Nel frattempo l'aumento dei prezzi del petrolio, uno dei prodotti maggiormente esportati dal Canada, ha ulteriormente rafforzato le entrate finanziarie del paese.

Il dollaro avanza

In questo scenario complessivo continua a marciare forte il dollaro canadese, che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi otto mesi rispetto al collega americano. Il cambio USDCAD è sceso infatti sotto 1,37, come non accadeva dalla fine del 2024. Inoltre sta formando un diamante Diamond pattern. Negli ultimi cinque mesi la valuta canadese si è apprezzata quasi del 6%, rispetto a quella a stelle e strisce.

martedì 3 giugno 2025

Commercio online, continua il trend crescente in Italia

Continuano ad essere imponenti i numeri del commercio online in Italia, come dimostra il fatto che il valore degli acquisti online è salito a 40,1 miliardi di euro nel corso di questi primi mesi del 2025. Ciò segna una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

La corsa del commercio online

Secondo una recente indagine dell'osservatorio E-commerce B2C Netcomm, questa tendenza rimane costantemente in rialzo, anche se rispetto al ritmo osservato negli anni scorsi la crescita del commercio online risulta più tenue. 

Accanto a un aumento in termini numerici si accompagna anche un cambiamento di strategia. Il commercio online oggi non è più soltanto un canale di vendita, ma è diventato anche uno strumento con cui i brand realizzano connessioni sempre più strette con i consumatori, ai quali vengono offerte esperienze sempre più personalizzate e interattive.

L'andamento per settore

L'aumento degli affari tramite internet ha coinvolto tutti i settori in maniera trasversale. Tuttavia ciò è avvenuto in maniera non omogenea, perché in alcuni ambiti la crescita è stata più forte che in altri. 

Sotto questo aspetto brilla soprattutto il settore Food&Grocery, dove l'incremento del commercio online è stato del 7%, con un valore di 4,9 miliardi di euro. In tale settore spicca soprattutto il segmento Food Delivery, dove l'aumento rispetto ai primi mesi del 2025 è stato dell'8%, e oggi vale il 46% del commercio online alimentare. Il segmento dell'enogastronomia si distingue invece per il suo forte impatto sull'export, dove c'è stata una crescita del 3% rispetto all'anno precedente.

Gli altri settori che brillano nell'e-commerce

Un altro settore che si è particolarmente distinto nell'ultimo anno è quello Beauty and Pharma, che ha realizzato una crescita del 7%, raggiungendo 3,1 miliardi di euro di affari. Forte progresso anche per il settore dell'arredamento e Homeleving, con una crescita del 6% a quota 4,7 miliardi di euro. 

Risultati ragguardevoli nel commercio online vanno sottolineati anche per il settore dell'abbigliamento, in crescita del 5% rispetto al 2024, nell’informatica ed elettronica di consumo e anche nel settore auto e ricambi.