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giovedì 11 dicembre 2025

Tasso di interesse, terzo taglio consecutivo della Fed

Come era ampiamente atteso, la Federal Reserve ha chiuso il 2025 con un taglio del tasso di interesse. I membri del comitato di politica monetaria hanno effettuato una riduzione per 25 punti base, portando l'intervallo dei fondi federali tra il 3,5% e il 3,75%.

Board spaccato sul tasso di interesse 

Anche nella riunione di politica monetaria che ha deciso il terzo taglio consecutivo del tasso di interesse, dopo il primo taglio di settembre e quello successivo di ottobre, la Federal Reserve ha mostrato una forte spaccatura tra i suoi membri

Mentre 6 hanno votato a favore del taglio di 25 punti base, 2 erano propensi a non toccare il tasso di interesse, mentre il membro di nomina Trumpiana avrebbe voluto una sforbiciata di 50 punti base.

Le prospettive future 

Le incertezze sul tasso di interesse riguardano adesso il 2026. I membri del comitato di politica monetaria ritengono ancora, come nell'ultima riunione, che ci sarà una sforbiciata di 25 punti base nel corso del 2026. I mercati però ritengono che i ritocchi saranno più di uno.
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato in conferenza stampa che la Fed è nella condizione di attendere prima di effettuare ulteriori tagli.

Outlook su crescita e inflazione 

Riguardo alle previsioni macroeconomiche, la banca centrale statunitense ha rivisto al rialzo le prospettive per il PIL a stelle e strisce. Nel 2026 potrebbe crescere del 2,3%, molto di più dell'1,8%, previsto in precedenza. L'inflazione invece dovrebbe essere migliore di quanto temuto in passato, attestandosi al 2,4%, contro il 2,6% stimato in precedenza. Il tasso di disoccupazione, infine, resterebbe sui livelli attuali, al 4,4%.

La reazione del mercato

Dopo la riunione di politica monetaria della banca centrale, l'andamento del dollaro si è leggermente indebolito. L'indice del biglietto verde, che misura la forza della valuta americana rispetto a un paniere di altre valute principali, è sceso sotto la soglia di 99. Il Demarker indicator prospetta una crescita del biglietto verde. Ciò che è importante sottolineare dal punto di vista tecnico è che si sta concretizzando l'incrocio tra le due medie mobili principali, quella a 50 e quella a 200 periodi. Solitamente ciò preannuncia novità sul mercato.

giovedì 5 giugno 2025

Tasso di interesse, nessun cambiamento dalla Bank of Canada

Non sono giunte sorprese dalla riunione di politica monetaria della Bank of Canada. Il comitato dell'istituto nordamericano ha deciso infatti di lasciare invariato il livello del tasso di interesse al 2,75%, così come si aspettavano i mercati finanziari.

Perché confermare il tasso di interesse

La decisione di non modificare il livello del tasso di interesse nasce dal clima di grande incertezza, tanto sul fronte nazionale che su quello internazionale. 

Se da un lato è vero che l'inflazione ha continuato a mostrare segnali di discesa, tanto che quella complessiva è giunta al di sotto dell'obiettivo del 2%, è altrettanto vero che l'inflazione core - ossia quella depurata degli elementi più volatili - rimane ancora molto elevata, suggerendo così di non procedere ad ulteriori tagli al tasso di interesse.

Il problema dei dazi

Ma c'è un altro fattore che più di tutti preoccupa le autorità monetarie canadesi: la battaglia tariffaria con i vicini di casa statunitensi. La scelta a sorpresa di Trump di raddoppiare le tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio ha creato uno shock sui mercati, con il Canada che sarebbe uno dei paesi più colpiti. Tuttavia, i negoziati da Ottawa e Washington hanno ridato un poco di ottimismo e mitigato i timori riguardo i possibili effetti di questa ulteriore mossa di Trump.

NB. Le notizie sui dazi hanno creato molta volatilità sul mercato valutario, generando un terreno fertile per chi adotta strategie forex scalping 1-5 minuti.

L'economia regge

Nel frattempo alcuni dati macroeconomici hanno confermato la resilienza dell'economia canadese. Il PIL del primo trimestre e le vendite al dettaglio hanno rincuorato i mercati. Nel frattempo l'aumento dei prezzi del petrolio, uno dei prodotti maggiormente esportati dal Canada, ha ulteriormente rafforzato le entrate finanziarie del paese.

Il dollaro avanza

In questo scenario complessivo continua a marciare forte il dollaro canadese, che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi otto mesi rispetto al collega americano. Il cambio USDCAD è sceso infatti sotto 1,37, come non accadeva dalla fine del 2024. Inoltre sta formando un diamante Diamond pattern. Negli ultimi cinque mesi la valuta canadese si è apprezzata quasi del 6%, rispetto a quella a stelle e strisce.

giovedì 1 agosto 2024

Tasso di interesse, il Copom del Brasile estende la pausa

Come aveva già fatto in occasione del meeting di giugno, anche stavolta la Banca Centrale del Brasile ha mantenuto il tasso di interesse Selic al 10,50%. Si tratta di una decisione ampiamente attesa dal mercato, e presa all'unanimità dai membri del Copom, il board di politica monetaria dell'istituto brasiliano.

La BCB e il tasso di interesse

La scelta di lasciare invariato il tasso di interesse nasce dal contesto esterno incerto riguardo alla politica monetaria statunitense e alle dinamiche dell’inflazione globale. Gli ultimi indicatori economici del Brasile hanno dimostrato un dinamismo maggiore del previsto. 

A tal proposito, l'indice S&P Global Brazil Manufacturing PMI è salito a 54,0 nel luglio 2024, rispetto al 52,5 di giugno, segnalando un forte inizio della seconda metà dell’anno e segnando il settimo mese consecutivo di crescita.

Prospettive su crescita e inflazione

Riguardo all'inflazione, le attuali aspettative per il 2024 e il 2025 sono rispettivamente di circa il 4,1% e il 4,0%, mentre le proiezioni di Copom per l'inizio del 2026 si attestano al 3,4% se il tasso Selic rimane invariato.
Tuttavia, secondo il Copom ci sono ancora rischi al rialzo legati soprattutto all'andamento nei settore dei servizi, insieme a potenziali rischi al ribasso derivanti da un rallentamento economico globale.

Annotazione: se siete interessati a fare investimenti sugli asset del Brasile, chiedetevi prima come faccio a sapere se un broker è affidabile.

Il mercato

Sul mercato valutario intento il Real brasiliano si sta nuovamente indebolendo rispetto al dollaro, per via delle preoccupazioni sulla disciplina fiscale del governo Lula, che antepone la crescita all'equilibrio del bilancio. Il cambio USDBRL è salito sui massimi di circa un mese, e si sta avvicinando a quota 5,67, livello più basso degli ultimi due anni (registrato il 2 luglio). Non stupisce che i migliori segnali forex gratis puntino contro la valuta brasiliana.

Nell'ultimo anno la valuta brasiliana ha perso oltre il 15% rispetto al biglietto verde americano. L'aspetto positivo è che la debolezza valutaria ha portato al più forte aumento dei nuovi ordini di esportazione da dicembre 2021.
Intanto il rendimento dei titoli di stato brasiliani a 10 anni è a circa il 12%.

mercoledì 10 luglio 2024

Tassi di interesse, altra conferma da parte della Banca Centrale neozelandese

Non sono giunte sorprese dalla Nuova Zelanda, dove la Banca Centrale - al termine del meeting di politica monetaria di luglio - ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Questa decisione, come vedremo, ha penalizzato il dollaro neozelandese sul mercato valutario.

La decisione sui tassi di interesse

La riunione di politica monetaria della Reserve Bank of New Zealand si è conclusa con la conferma del tasso di interesse al 5,5%. Si tratta dell'ottava riunione consecutiva in cui il costo del denaro viene lasciato invariato.

Secondo i responsabili di politica monetaria della banca centrale, grazie alla politica dei tassi elevati sono state allentate le pressioni inflazionistiche, al punto che l'ultimo report ha segnato che l'indice dei prezzi e consumo è sceso a 4%, livello più basso di quasi tre anni. Si tratta comunque di un valore decisamente superiore a quello che è l'intervallo obiettivo fissato dalla Banca Centrale, compreso tra l'uno e il 3%.

Aggiustamento graduale

Per questo motivo, anche se i policy maker ritengono che l'inflazione tornerà nell'intervallo nella seconda metà dell'anno (lo confermano gli indicatori di momentum), fino ad allora la politica monetaria continuerà ad essere restrittiva, ma tale livello verrà progressivamente abbassato con rallentarsi delle pressioni inflazionistiche.

Cala il dollaro NZD

Il mercato ha reagito all'esito di questa riunione penalizzando il dollaro neozelandese, che sta risentendo anche delle ultime dichiarazioni del presidente della Fed Jerome Powell, che ha mostrato prudenza riguardo all'ipotesi di tagliare i tassi sui fondi federali.

Il cambio NZDUSD è infatti sceso a 0,608, andando a toccare la media mobile a 200 periodi, che descrive la tendenza di lungo periodo. La candela è l'opposto di una candela doji trading. Va evidenziato che di recente sul grafico si è concretizzata la "croce d'oro", ossia la salita della media mobile a 50 periodi oltre quella a 200 periodi. Generalmente questa interpretato come un messaggio rialzista dal mercato.

Attesa per i dati sull'inflazione

Nel frattempo il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni della Nuova Zelanda è sceso sotto il 4,6%, scivolando sul livello minimo delle ultime due settimane. L'attenzione degli investitori si concentra adesso sul report relativo all'inflazione in Nuova Zelanda, che verrà rilasciato la prossima settimana, e che potrebbe dare ulteriore indicazioni sulle prossime mosse della Reserve Bank.

mercoledì 8 novembre 2023

Tasso di interesse variabile, l'aumento delle rate fa scappare gli italiani

Sembra ormai essere giunto al termine il lungo ciclo di aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, che si è reso necessario per combattere l'inflazione.
Tuttavia i ripetuti ritocchi al costo del denaro hanno spinto quest'ultimo a livelli record, innescando così la fuga dai mutui a tasso variabile.

Troppo alto il tasso di interesse

A certificare questa situazione sono gli ultimi dati forniti da Abi - l'associazione bancaria italiana - in base ai report della Banca Centrale Europea. Emerge infatti che nel 2023 in Italia c'è stata una impennata delle rinegoziazioni dei mutui, ossia quelle operazioni grazie alle quali i finanziamenti vengono allungati, oppure si passa dal tasso variabile al tasso fisso, oppure viene fatta la revisione del tasso stesso.

L'intenzione dei mutuatari è quella di abbattere i costi delle singole rate dei mutui variabili, che erano arrivate a livelli insostenibili.

I numeri

Da gennaio a settembre di quest'anno, l'ammontare dei mutui rinegoziati è stato di 17,4 miliardi euro, ossia più del triplo rispetto ai 5,1 miliardi nei primi 9 mesi del 2022. Secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia, le consistenze di mutui a tasso fisso sono così cresciute al 63% del totale.

Se vogliamo fare una comparazione rispetto al quadro internazionale, nei primi 9 mesi del 2023 a fronte di un valore per l'Italia del 34,4%, l'incidenza delle rinegoziazioni sul totale delle nuove erogazioni nell'area dell'euro è del 24,4%.

Nuove pratiche

In virtù di questo scenario, l'ABI ha esortato le banche associate ad adottare una serie di misure che vadano a favore delle famiglie che hanno contratto in passato un mutuo a tasso variabile. Adesso infatti si trovano schiacciate da rate che sono lievitate anche del 66% da inizio 2022 (chi aveva una rata da 456 euro al mese l'ha vista salire a quasi 800 euro), a causa dell’aumento continuo dei tassi d’interesse decisi da Francoforte.

venerdì 15 novembre 2019

Costo del denaro, la Banxico taglia ancora ma non si dà fretta

La scorsa notte, la banca centrale del Messico (Banxico) ha ancora una volta effettuato una correzione al costo del denaro. L'istituto infatti ha abbassato il tasso di interesse di riferimento al 7,50%. Si tratta del terzo ritocco espansivo effettuato nel corso del 2019.

La scelta della Banxico sul costo del denaro

La decisione di tagliare il costo del denaro è stata unanime, e tuttavia va precisato due dei 5 membri del Comitato avrebbero voluto un taglio ancora più sostanzioso, di 50 punti base.
La banca centrale della seconda economia dell'America Latina ha segnalato i rischi di crescita, e per questo probabilmente sarà ancora accomodante in futuro. Del resto la decisione del board guidato dal governatore Alejandro Díaz de León era prevista dai mercati. Infatti la Banxico si trova nelle condizioni tipiche per adottare un ciclo di espansione monetaria: inflazione in calo (il target ideale è sul 3%), crescita debole e valuta nazionale stabile. Ecco perché l'unico dubbio degli analisti non era tanto sulla realizzazione di tagli al costo del denaro, ma sulla velocità con cui saranno poste in essere.

La decisione della Banxico ha dato slancio al peso messicano, che dopo aver raggiunto i minimi mensili contro il dollaro USD, è rimbalzato leggermente verso quota 19.25 dando anche vita a una figura flag analisi tecnica.

Suggerimento: qualora vogliate fare investimenti sulle valute, dovrete anzitutto scegliere la piattaforma forex migliore italiana sicura, per evitare brutte sorprese.

Prossime mosse della Banxico

Il rendimento del peso messicano nelle prossime settimane potrebbe essere un fattore critico alla base della decisione della Banxico, se accelerare i tagli dei tassi o rimanere alla velocità attuale. Va invece notato un interessante cambiamento nell'ultimo paragrafo della dichiarazione della Banxico, che riduce l'importanza delle decisioni della FED rispetto alle decisioni sulla propria politica monetaria. Questo fa ritenere che anche se la banca centrale americana dovesse prendersi una lunga pausa del ciclo accomodante, la banca messicana invece continuerà per la propria strada.

mercoledì 25 settembre 2019

Costo del denaro, la banca della Nuova Zelanda non cambia rotta

Come era ampiamente previsto dai mercati, la banca centrale della Nuova Zelanda - la RBNZ - ha deciso di mantenere immutato il costo del denaro all'1%, ovvero il livello minimo storico toccato lo scorso agosto, quando venne effettuato un taglio di 50 punti base (a maggior c'era stato un altro taglio, ma di 25 punti base).

La scelta della RBNZ sul costo del denaro

L'organo di politica monetaria della RBNZ, ovvero il Monetary Policy Committee, non ha visto nei recenti dati economici alcun motivo per modificare la rotta della propria azione, neì cambiare le prospettive di politica monetaria. Secondo l'istituto, il costo del denaro globale a lungo termine resta vicino ai livelli storicamente bassi. Inoltre ha evidenziato che i tassi di interesse della Nuova Zelanda potrebbero rimanere a questo basso livello ancora a lungo. Malgrado questo, non ha affatto escluso la possibilità che in futuro possa esserci spazio per ulteriori stimoli fiscali e monetari, al fine di supportare l'economia in frenata.

Tenuto conto anche dell'intensificazione delle tensioni riguardo al commercio globale, secondo gli analisti c'è una possibilità del 66% che la RBNZ abbassi il costo del denaro di 25 punti base nel mese di novembre.

Appunti: qui parliamo del dollaro neozelandese, qui invece trovate trattato l'argomento cambio euro try previsioni.

La reazione degli investitori

La mossa della RBNZ, apparentemente meno accomodante di prima, ha inizialmente spinto il dollaro neozelandese sul mercato valutario, con un accumulation distribution forex che segnalava rialzi in vista. Il cambio NZDUSD infatti è salito fino a un nuovo massimo settimanale di 0,6350, ma in seguito ha avuto un forte rimbalzo fino a scendere in territorio negativo. Gli esperti infatti non vedono abbastanza prove di un'economia più forte, come apparentemente fa intendere la RBNZ.

Inoltre ci si è messa anche la forza dell'USD a completare il quarto. Infatti la valuta americana, dopo essere finita sotto pressione sulle notizie di un possibile impeachment contro il presidente Trump, ha invece ripreso vigore nella giornata odierna.

martedì 3 settembre 2019

Tasso di interesse, la RBA australiana resta ferma al minimo storico

La banca centrale d'Australia continua a mantenere un atteggiamento attendista di fronte agli eventi, dopo aver tagliato per due volte il tasso di interesse a giugno e luglio (in entrambi i casi di 25 unti base). Nel corso del meeting di settembre la RBA ha infatti mantenuto il costo del denaro al livello minimo storico dell'1%.

La RBA e il tasso di interesse

Il comitato di politica monetaria della banca centrale australiana ha affermato che continuerà a monitorare gli sviluppi della situazione economica, compresi quelli relativi al mercato del lavoro, e che se sarà necessario provvederà ad allentare ulteriormente la politica monetaria. Il fine ultimo è sempre quello di supportare la crescita sostenibile dell'economia e il raggiungimento del target di inflazione che si trova nella fascia 2-3%. Secondo quanto ribadito dal governatore Philip Lowe, il costo del denaro rimarrà comunque molto basso per un lungo periodo di tempo.

Nella sostanza non è quindi cambiato nulla nella posizione della RBA. La banca centrale si tiene aperta la porta per ulteriori taglio del tasso di interesse, ma non ha alcun fretta. Anche perché se è vero che nella prima metà dell'anno l'economia australiana ha rallentato il passo, la RBA continua ad essere fiduciosa in una ripresa. In questo senso sarà quindi importante vedere che dato sul PIL verrà reso noto domani.

Annotazione: prima di addentrarvi nel mondo del mercato dei cambi, occorre capire bene il valore pip forex che cos'è, perché si tratta di un concetto basilare.

La valuta australiana

Sul mercato dei cambi intanto, il dollaro australiano continua a risentire delle preoccupazioni per le questioni commerciali. Il commercio è infatti un fattore cruciale per l'economia australiana, e il nuovo round di tariffe tra Stati Uniti e Cina di certo non aiuta. Il cambio Aud-Usd, dopo aver toccato il minimo di un mese a 0,6688 nel corso della notte (con formazione di three white soldiers pattern), è risalito verso quota 6,7230. La valuta australiana invece continua a vivere un momento positivo nei confronti dell'euro, e si aggira sui massimi da inizio agosto.

martedì 18 giugno 2019

Tasso di interesse, si va verso un nuovo taglio in Australia

La RBA australiana potrebbe presto ritoccare di nuovo il tasso di interesse. Questo emerge dai verbali dell'ultimo meeting di politica monetaria della banca centrale australiana. Il meeting è stato tenuto a inizio giugno, e in quel caso dopo tre anni di attesa, venne tagliato il costo del denaro fino all'1,25%, minimo storico.

Cosa accade al tasso di interesse in Australia

L'Australia quindi sembra avviarsi a un nuovo ritocco, giustificato dai policy maker con la necessità di riportare l'inflazione nel target range del 2-3%. La Reserve Bank of Australia (RBA) spiega che le prospettive ottimistiche circa l'andamento dell'economia, sono anche frutto della previsione di un movimento del tasso di interesse in risposta al percorso implicito dai prezzi di mercato. Ragion per cui, se questi ultimi si muovono al ribasso allora sarà necessaria una riduzione dei tassi prima della fine dell'anno.

L'ipotesi Quantitative Easing

Ma non ci parla solo del delicato tema del tasso di interesse nei verbali della RBA. L'ipotesi che sta prendendo consistenza infatti, è quella di un intervento di acquisto titoli, ovvero un programma di allentamento quantitativo (Quantitative Easing) come fatto da Stati Uniti, Regno Unito ed Europa negli ultimi anni.

Consigli operativi: qui viene illustrata la strategia bande di Bollinger e stocastico, che può essere utile nelle sessioni di trading.

Dollaro australiano in discesa

Dopo la lettura dei verbali della RBA, i mercati hanno penalizzato il dollaro australiano. L'ipotesi di un taglio del tasso di interesse, ma ancora di più del QE infatti danneggerebbe il dollaro australiano, molto sensibile ai flussi di capitale che a loro volta seguono i rendimenti. Sulle migliori piattaforme trading online autorizzati si vede che la coppia AUDUSD è scivolata ad un minimo di 5 mesi e mazzo a quota 0,6833.

Adesso i mercati sono concentrati sul meeting della Federal Reserve, in tema di politica monetaria. Il dollaro australiano infatti potrebbe respirare una boccata di ossigeno, anche nel caso in cui la RBA dovesse tagliare il tasso di interesse, se la Federal Reserve dovesse farlo a sua volta prima che l'anno finisca.

giovedì 16 maggio 2019

Banche centrali, la Polonia non tocca la sua politica monetaria

Tra le banche centrali che in questa settimana sono chiamate a decidere la propria politica monetaria, c'è quella delle Polonia. Mercoledì si è riunito il comitato dell'istituto centrale di Varsavia, che ha deciso di non toccare il costo del denaro.

La decisione della banca centrale polacca

Il Consiglio ha lasciato il tasso di interesse fermo all'1,50%, livello minimo storico che venne raggiunto nel marzo del 2015, quando la Narodowy Bank Polski operò un taglio di 50 punti base. Mentre molte banche centrali sono perplesse sul futuro della propria economia, quella polacca invece è ottimista nella sua dichiarazione di accompagnamento. Secondo la Narodowy Bank Polski la situazione economica in Polonia è buona, malgrado gli ultimi dati sul PIL abbiano evidenziato un calo e che ci si attende una nuova discesa in futuro (causata dalla componente investimenti).

Inflazione

Circa l'inflazione, l'aumento avvenuto durante gli ultimi mesi (l'ultima lettura è al 2,2%), ha avvicinato il valore verso il punto mediano della fascia obiettivo 1,5-3,5%. Ad alimentare questa crescita sono stati soprattutto i prezzi dei carburanti e dei prodotti alimentari. Nonostante questo, secondo la NBP l'inflazione rimane moderata.

Per tutti questi motivi la banca centrale polacca ritiene che l'attuale livello dei tassi di interesse sia congruo con il mantenimento dell'economia sulla via della crescita sostenibile e consenta di mantenere l'equilibrio macroeconomico. Il governatore Glapiński ha inoltre affermato che il livello del tasso di interesse non verrà modificato nei prossimi mesi.

Consiglio: si devono sempre studiare le configurazioni di candele giapponesi. Qui si parla del three white soldiers pattern.

Le ripercussioni sullo Zloty

Sul fronte valutario, la decisione della banca centrale di Polonia non ha influito granché sullo Zloty, anche perché non ha sorpreso gli investitori. Come sui vede sui siti forex trading gratis, la coppia EUR-PLN, attualmente appena sopra il livello di supporto di circa 4,3000 potrebbe avere difficoltà a superarlo al ribasso. Stesso discorso per il cross USD-PLN, che è attualmente intorno a 3.8400. Al momento il vero dirver delle valute è la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, che determina la maggiore o minore avversione al rischio degli investitori.

venerdì 26 aprile 2019

Banca di Russia, si prospetta un futuro taglio dei tassi

Non ha regalato nessuna novità il meeting di politica monetaria della Banca di Russia. L'istituto moscovita ha infatti deciso di lasciare invariato il costo del denaro al 7,75%, livello al quale si trova dal dicembre scorso quando venne alzato di 25 punti base.

Il meeting della Banca di Russia

La Banca di Russia ha effettuato due mosse restrittive nel giro di pochi mesi, a settembre e dicembre 2018, al fine di contenere il rialzo dell'inflazione. Sono stati i primi ritocchi effettuati dopo ben 4 anni. Effettivamente il contenimento dell'inflazione c'è stato, perché ci si aspettava un rialzo fino al 5,4%, e invece l'ultima rilevazione ha evidenziato una crescita inferiore, al 5,3%. Il picco potrebbe quindi essere stato già raggiunto, anche se la Banca di Russia ci va cauta.

Infatti occorre ancora che si manifestino completamente gli effetti degli aumenti dell'IVA, e per questo bisognerà attendere il secondo semestre. Ad ogni modo c'è ottimismo, visto che la banca centrale ritiene i rischi pro-inflazione diminuiti, e che l'indice dei prezzi al consumo annuale tornerà al 4% nella prima metà del 2020.

Suggerimento: prima di adottare strategie scalping Forex 1 5 minuti occorre aver maturato una certa esperienza di investimenti in internet.

Possibile taglio dei tassi

La frenata dell'inflazione potrebbe così aprire ad uno scenario accomodante di politica monetaria. La Banca di Russia ha infatti ventilato la possibilità che ci sia un taglio dei tassi, magari già in occasione del prossimo meeting del 14 giugno. Ovviamente ciò accadrebbe solo se la situazione economica dovesse svilupparsi in linea con le previsioni di base.

Se ci chiediamo quali sono le migliori piattaforme di trading online e analizziamo i dati, possiamo vedere che la possibilità di un taglio al costo del denaro ha frenato il Rublo sui mercati valutari. Il cross USD-RUB ha ampliato i guadagni dell'ultima settimana, giunti oltre il punto percentuale. Il bilancio annuo però è a favore della valuta russa, che ha guadagnato oltre il 6% contro il iglietto verde.

sabato 10 novembre 2018

Tassi di interesse, la RBNZ cambierà qualcosa?

Nella notte tra giovedì e venerdì la Reserve Bank of New Zealand ha lasciato invariati i tassi di interesse ai minimi dell'1,75%, livello che si mantiene invariato da circa due anni (a novembre 2016 ci fu un taglio di 25 punti base). La decisione è stata prevista dagli economisti. Tuttavia, il tono sembra essere più ottimista.

Cosa cambia per i tassi di interesse

Anche se nelle dichiarazioni di accompagnamento l'istituto centrale di Wellington ha ribadito di voler lasciare il costo del denaro su questi livelli per tutto il prossimo anno, qualcosa sembra muoversi. Dalle dichiarazioni della RBA è infatti scomparsa l'indicazione riguardo la prossima mossa sui tassi di interesse ("potrebbe essere verso l'alto o verso il basso"), il che potrebbe far pensare ad un orientamento più aggressivo. A sostenere questa possibilità sono peraltro i dati macro e le prospettive economiche future.

La crescita più rapida di quest'anno e di quella successiva, così come il continuo miglioramento del mercato del lavoro, hanno permesso alla RBNZ di alzare le previsioni di inflazione. Il governatore Orr ha segnalato che le forti perdite per il Dollaro neozelandese quest'anno, daranno sostegno all'economia rendendo le esportazioni più competitive. Inoltre il mercato del lavoro ha raggiunto il suo "massimo livello sostenibile". Cosa positiva per le prospettive dei tassi d'interesse, che si sono scurite nel 2018 grazie alla debolezza dei prezzi al consumo e all'incertezza sull'economia.
Suggerimento: se vi interessa fare trading, scegliete bene il vostro operatore da un elenco broker autorizzati Consob.

Tassi di interesse e mercati

Ricordiamo che dopo aver a lungo tenuto in conto l'ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi di interesse, dopo i dati macro molto positivi qualche settimana fa sui mercati era avanzata l'ipotesi opposta, ovvero di una mossa restrittiva già a metà 2019. I dati economici migliori hanno quindi spinto gli speculatori ad abbandonare alcune delle loro scommesse contro la valuta Kiwi.

Dall'inizio di novembre infatti il dollaro neozelandese ha marciato spedito contro il dollaro USA (ma anche contro l'euro), con un Adx indicatore trading forex che ora invia segnali rialzisti. La coppia Nzd-Usd ha guadagnato più del 5% nell'ultimo mese ed è arrivata a 0.673, dopo aver toccato i massimi da inizio agosto. Solo nel finale di settimana c'è stato un lieve calo, probabilmente innescato dal rallentamento dell'inflazione dei produttori in Cina, il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Va però ricordato che dall'inizio dell'anno il cross Nzd-Usd è però in calo del 4,25%.