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martedì 3 giugno 2025

Commercio online, continua il trend crescente in Italia

Continuano ad essere imponenti i numeri del commercio online in Italia, come dimostra il fatto che il valore degli acquisti online è salito a 40,1 miliardi di euro nel corso di questi primi mesi del 2025. Ciò segna una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

La corsa del commercio online

Secondo una recente indagine dell'osservatorio E-commerce B2C Netcomm, questa tendenza rimane costantemente in rialzo, anche se rispetto al ritmo osservato negli anni scorsi la crescita del commercio online risulta più tenue. 

Accanto a un aumento in termini numerici si accompagna anche un cambiamento di strategia. Il commercio online oggi non è più soltanto un canale di vendita, ma è diventato anche uno strumento con cui i brand realizzano connessioni sempre più strette con i consumatori, ai quali vengono offerte esperienze sempre più personalizzate e interattive.

L'andamento per settore

L'aumento degli affari tramite internet ha coinvolto tutti i settori in maniera trasversale. Tuttavia ciò è avvenuto in maniera non omogenea, perché in alcuni ambiti la crescita è stata più forte che in altri. 

Sotto questo aspetto brilla soprattutto il settore Food&Grocery, dove l'incremento del commercio online è stato del 7%, con un valore di 4,9 miliardi di euro. In tale settore spicca soprattutto il segmento Food Delivery, dove l'aumento rispetto ai primi mesi del 2025 è stato dell'8%, e oggi vale il 46% del commercio online alimentare. Il segmento dell'enogastronomia si distingue invece per il suo forte impatto sull'export, dove c'è stata una crescita del 3% rispetto all'anno precedente.

Gli altri settori che brillano nell'e-commerce

Un altro settore che si è particolarmente distinto nell'ultimo anno è quello Beauty and Pharma, che ha realizzato una crescita del 7%, raggiungendo 3,1 miliardi di euro di affari. Forte progresso anche per il settore dell'arredamento e Homeleving, con una crescita del 6% a quota 4,7 miliardi di euro. 

Risultati ragguardevoli nel commercio online vanno sottolineati anche per il settore dell'abbigliamento, in crescita del 5% rispetto al 2024, nell’informatica ed elettronica di consumo e anche nel settore auto e ricambi.

mercoledì 31 gennaio 2024

Esportazioni, la crisi nel Mar Rosso presenta un conto salato all'Italia

La tensione sul fronte medio orientale sta avendo delle ripercussioni sull'intero mondo del commercio, e di conseguenza anche sulle esportazioni italiane. Il conto è salatissimo perché, secondo i calcoli fatti da Confartigianato, ogni giorno di crisi ci costa circa 95 milioni di euro.

I danni alle nostre esportazioni

Da novembre del 2023 la guerra tra Israele e Hamas, che ha coinvolto poi altri attori sulla scena internazionale, ha creato un danno alle nostre esportazioni per quasi 9 miliardi di euro, dovuto al calo di traffico di navi mercantili che realizzano l'interscambio commerciale dell’Italia con Asia, Oceania, paesi del Golfo Persico e del Sud-est dell’Africa.

Gran parte delle navi infatti ha dovuto evitare le rotte principali, perché rischiavano l'aggressione da parte dei ribelli Houthi, e questo ha provocato gravi ritardi o mancate consegne di materie prime, con forti ripercussioni sulle esportazioni. Secondo alcuni calcoli, a dicembre il volume dei container spediti attraverso il Mar Rosso si è ridotto del 66% rispetto alla media 2017 e 2019.

Le regioni Italiane più colpite

Anche se il problema ha colpito in maniera trasversale tutto lo stivale, ci sono alcune regioni che hanno subito un danno maggiore alle proprie esportazioni.

Il costo più alto lo ha dovuto patire la Lombardia, che ha il valore più alto di prodotti trasportati via mare tramite il Mar Rosso, quasi 13 miliardi di euro. L'Emilia Romagna supera di poco i 9 miliardi, il Veneto 5 miliardi, cifra alla quale si avvicina anche la Toscana. Seguono Piemonte con 4,2 miliardi e Friuli-Venezia Giulia con 2 miliardi.

Un problema che si aggiunge ai problemi

Bisogna sottolineare che le imprese già si trovano in una situazione difficile, a causa della stretta monetaria in corso e alla riattivazione delle regole europee di bilancio. Le più esposte sono soprattutto le micro e piccole imprese italiane, le cui esportazioni manifatturiere verso i paesi extra UE sono il doppio di quelle tedesche, e sono pari al quasi al 33% del totale europeo per un valore di circa 11 miliardi.

giovedì 4 gennaio 2024

Commercio, scatta in tutta Italia o quasi l'ora dei saldi invernali

Ha cominciato la Valle d'Aosta, ma venerdì toccherà praticamente a tutto il resto dell'Italia: stiamo parlando dei saldi invernali, un appuntamento sempre molto importante per il mondo del commercio e per i consumatori.

Il primo evento clou dell'anno per il commercio

Secondo un sondaggio condotto da Ipsos per conto di Confesercenti, ben 4 consumatori su 10 hanno già pianificato di sfruttare il periodo dei saldi per fare uno o più acquisti. 

Un altro 56% invece si è dichiarato disponibile a procedere ad un acquisto nel caso in cui i negozi del commercio al dettaglio gli presenteranno un'offerta interessante. Si tratta di una percentuale in crescita rispetto agli anni scorsi, a conferma che c'è una maggiore attenzione rispetto ai propri consumi, a causa dell'onda lunga dell'inflazione che fa sentire il suo peso nelle tasche.

Tutto ciò significa che l'acquisto in saldi è meno impulsivo che in passato ed è invece più ragionato.

La spesa media e le preferenze di acquisto

Per sfruttare le vendite di fine stagione invernali, il budget medio previsto da chi intende acquistare è di 267 euro. Tuttavia un terzo degli intervistati ha in previsione una spesa che non supererà i 150 euro. 

In base alle intenzioni degli intervistati emerge che i capi più cercati saranno le calzature, seguite da maglioni e felpe. Tutte e tre superano il 50%. La classifica dei desideri degli italiani per i saldi invernali 2024 prosegue con l'intimo (34%), gonne e/o pantaloni (33%), magliette, canottiere e top (29%), camicie e camicette (27%).
Ancora una volta i negozi del commercio fisico saranno privilegiati rispetto agli acquisti on-line: 83% contro 51%.

Gli effetti del clima

Va detto che quest'anno il mondo del commercio si trova a dover fare i conti anche con il clima. Le temperature eccezionalmente miti che sono state registrate nei mesi di ottobre novembre e dicembre hanno praticamente ridotto della metà le vendite di capi invernali. In alcuni casi questi prodotti giungeranno sugli scaffali a prezzo di saldo senza essere mai stati messi a prezzo pieno.

martedì 25 luglio 2023

Acquisti in calo il caldo colpisce anche il commercio

L'ondata di caldo che sta attraversando la penisola non fa solo a boccheggiare le persone, ma colpisce anche il mondo del commercio, che lamenta un calo degli acquisti.
Questo è l'allarme lanciato da Confesercenti, che oggi ha anche avuto un incontro al Ministero del Lavoro per affrontare questa situazione.

Temperature e acquisti

Le alte temperature di questo periodo, ben oltre le medie stagionali, in generale scoraggiano le attività all'aperto e di conseguenza colpisce la propensione al consumo delle famiglie.

Per questo gli acquisti si stanno riducendo, tanto che una stima di Confesercenti parla di circa 3,4 miliardi di spesa che sono a rischio. Infatti una settimana di caldo oltre la norma arriva a determinare una contrazione dello 0,2% dei consumi mensili, che quindi potrebbero subire una riduzione di 3,4 miliardi rispetto all’andamento riscontrato nella prima metà del mese.

Mercati e mercatini i più colpiti

Questa situazione si rivela particolarmente pesante soprattutto per il commercio che si svolge nelle aree pubbliche, come quello dei mercati e nei mercatini. Infatti l'ondata di calore ha cambiato le fasce orarie in cui chi deve fare acquisti esce di casa: cittadini e turisti rinunciano allo shopping nelle ore più calde del giorno, concentrandolo nel tardo pomeriggio, in particolare dalle 18.00 in poi. Evitano invece le ore dalla mattina al primo pomeriggio, che sono le più calde del giorno.

Il punto è che nella maggior parte dei casi mercati e mercatini si svolgono proprio la mattina, questo spiega perché lamentano un calo degli acquisti fino al 30% rispetto a luglio dello scorso anno.

Altri settori colpiti

Lo scenario è complesso anche in altri ambiti. La ristorazione patisce un calo della richiesta dei consumi ai tavoli all'aperto. Il danno è doppio, perché questo incremento di coloro che decidono di consumare i pasti all'interno, costringere locali a intensificare l'utilizzo dei climatizzatori, provocando un aumento dei consumi elettrici.

Va aggiunto che per difendersi dalle alte temperature, le famiglie stanno intensificando l’utilizzo di condizionatori o altri strumenti similari. Ma questo comporta una spesa più alta per l'elettricità, che li spingerà in seguito a ridurre altre spese. Insomma gli effetti sul commercio potrebbero avvertirsi anche dopo la fine del gran caldo.

martedì 28 settembre 2021

Commercio internazionale, ad agosto cala l'export. Continuano a crescere le importazioni

L'andamento del commercio internazionale segna per l'Italia delle note in chiaroscuro. La stima del nostro saldo commerciale di agosto è pari a +1.583 milioni, in calo rispetto ad agosto 2020 (+3.581). Il calo si spiega soprattutto per via della frenata delle esportazioni, che però su base annua continuano ad essere molto forti.

Il quadro del commercio internazionale italiano

La fotografia della situazione la fornisce Istat. Nel mese di agosto (andamento congiunturale su base mensile) il commercio internazionale con i paesi extra UE27 ha evidenziato un  incremento delle importazioni (+6,5%) e un contemporano passo indietro dell'export (-5,0%).

A incidere sull'andamento delle esportazioni sono soprattutto i saldi negativi per i beni strumentali (-19,8%) e quelli dell'energia (-17,6%), mentre un forte saldo positivo si registra per i beni intermedi (+10,8%). Le importazioni sono invece cresciute ad agosto in ogni raggruppamento, tranne che l'energia (-4,9%).

L'andamento congiunturale su base trimestrale (ossia confrontando giugno-agosto 2021 con il periodo marzo-maggio 2021) vede una crescita sia dell'export (+3,1%) che delle importazioni (+6,7%).

L'andamento tendenziale

Cambia completamente lo scenario se si guarda all'andamento tendenziale del commercio internazionale, ossia agosto 2021 contro agosto 2020.
In questo caso infatti i saldi sono molto elevati, sia per l’export (+15,7%) ma soprattutto per le importazioni (+39,9%). Va segnalato in questo senso il balzo enorme dell'energia (+88,5%), seguito dai beni di consumo durevoli (+50,7%) e beni intermedi (+50,0%).

Connesso a questo dato, si spiega anche perché il saldo rispetto ai partner commerciali veda l'aumento dell'import dalla Russia al 107,0%. Infatti la Russia è il principale fornitore di gas. Crescono anche India (+87,3%), Turchia (+51,0%), Cina (+42,5%) e paesi OPEC (+37,4%).

lunedì 10 maggio 2021

Commercio online, fatturato in calo per colpa del turismo. Ma per il resto è boom

Il 2020 è l'anno in cui il commercio su internet ha vissuto un'accelerazione formidabile. E' chiaro che a incidere è stata la pandemia, che ha portato alla diffusione dell’online tra la popolazione. A dicembre 2020 internet ha raggiunto il 74,7% di utenza: 3,2 milioni di nuovi utenti, in crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente.
Per le aziende questo significa una crescita del potenziale bacino per le vendite online.

I numeri del commercio online

Non stupisce quindi che ci sia stato un incremento del 50% di aziende che si dedicano al commercio online. Oltre 2 milioni di persone hanno acquistato online per la prima volta lo scorso anno. Tutte queste persone non torneranno più indietro.
Anche se il commercio online già navigava con il vento in poppa prima della pandemia, senza dubbio la crisi sanitaria e i lockdown hanno dato una spinta ulteriore a questa crescita.
Eppure non tutti i segmenti ne hanno beneficiato, e questo ha portato ad alcuni risultati sorprendenti.

Fatturato in lieve calo, ecco perché

A fare una fotografia del settore ci ha pensato il report E-commerce Italia 2021, presentato durante un evento in streaming al quale hanno partecipato oltre 1.500 persone tra imprenditori, manager e professionisti. Questo report si basa sull'analisi del commercio online del 2020, che in Italia ha raggiunto un fatturato di 48 miliardi di euro.
Si potrebbe pensare ad un aumento rispetto al 2019, vista la pandemia. E invece il fatturato è sceso del 1% rispetto al 2019.

Tracollo del turismo

Ma perché questo dato così diverso dalle aspettative? La spiegazione si racchiude in due parole: turismo, spettacolo.
In questi due segmenti di mercato, che erano trainanti dell'e-commerce prima della pandemia, il fatturato ha avuto un calo nel primo caso del 58%, nel secondo del 9% (forse può interessare: crisi tursimo da Covid, serviranno ani per riprendersi).
Il calo di questi settori ha finito per bilanciare gli aumenti registrati nel settore Tempo Libero, che rappresenta il 48% del fatturato. Sono cresciuti tantissimo il gioco online, l’hobbistica, lo sport e i Centri Commerciali (+36%). Ma anche Assicurazioni (+6%), Alimentare (+63%), Elettronica (+12%), Moda (+12%).

venerdì 15 maggio 2020

Commercio con l'estero, l'ISTAT fotografa una situazione difficile

Le misure di lockdown decise dai governi per combattere l'epidemia di coronavirus, hanno provocato a marzo una forte contrazione del commercio con l'estero. Sia l'Italia che i nostri partner hanno infatti chiuso le frontiere, provocando un forte calo delle vendite.

I dati sul commercio con l'estero

E' quanto emerge dal quadro sul commercio con l'estero fornito da ISTAT. L'Ufficio di statistica stima una forte riduzione congiunturale durante il mese di marzo, pari a -16,8%, sia delle esportazioni sia delle importazioni. Questo riguarda soprattutto l'export di macchinari, autoveicoli e articoli in pelle. Al tempo stesso il calo di acquisti di autoveicoli, metalli, petrolio e gas naturale hanno innescato un calo dell'import.

Contrazione mensile a marzo

Per quanto riguarda il commercio con l'estero in uscita (export), la forte contrazione mensile si è avvertita sia verso i mercati extra UE (-18,5%) sia verso l'area UE (-15,2%). Anche per le importazioni i dati di marzo sono pesanti. Diminuiscono drasticamente (-18,1%) da entrambi i mercati, in misura più marcata da quelli extra UE (-21,7%) rispetto all'area UE (-15,5%).

Ti può interessare anche: BCE, previsioni shock sul futuro dell'economia della Eurozona.

Trimestre e variazione annua

Nel primo trimestre 2020, rispetto al precedente, si rileva una diminuzione del 4,1% per le esportazioni e del 5,1% per le importazioni. Se invece consideriamo la variazione annua, l'export è sceso del 13,5%. Così come è accaduto negli altri ambiti, anche in questo caso la diminuzione si è registrata in entrambe le componenti: vendite verso l'area extra UE (-14,7%) e verso l'area UE (-12,2%).

Calo geografico del nostro export

A livello geografico, i paesi rispetto ai quali il commercio estero in uscita si è ridotto di più su base annua sono Francia (-18,3%), Regno Unito (-24,3%), Spagna (-19,8%), Svizzera (-18,9%), Germania (-7,2%) e paesi OPEC (-24,3%). Secondo le previsioni di ISTAT, il saldo commerciale dovrebbe crescere a marzo di 1.106 milioni di euro (da +4,5 milioni a +5,6). Il bilancio al netto dei prodotti energetici è invece maggiore: +7,6 milioni.

martedì 13 agosto 2019

Negozi fisici e digital marketing: una risorsa che non tutti sanno sfruttare

Si parla spesso di negozi fisici e del web come se fossero nemici. In realtà però, a molti negozianti classici sfugge il fatto che il web può essere una risorsa anche per trainare le loro vendite.

La strategia digitale dei negozi fisici

Ma in che modo i negozi fisici possono utilizzare il web per attirare clienti nei loro negozi? Per riuscirci occorre una strategia organica, fatta cioè di diverse componenti che sono tutte importanti. Anzitutto bisogna creare una sinergia tra il proprio marketing digitale e il proprio marketing fisico. In sostanza i due mondi non devono viaggiare su binari paralleli, ma comunicare tra loro. Un esempio sono gli adesivi o i flyer che vengono distribuiti a chi entra nel negozio fisico.

Quando si utilizzano i social, l'errore più comune è pensare che essi debbano essere una seconda vetrina del negozio fisico. Una sorta di freddo espositore. Non c'è nulla di più sbagliato. La comunicazione passa per i racconti, la presentazioni, le storie quotidiane non necessariamente riconducibili all'attività di vendita, ma ad esempio relative al quartiere dove ci si trova.

Pubblicità mirata e newsletter

Il luogo in cui c'è il negozio fisico è altresì importante per la pubblicità mirata. Ad esempio con le pubblicità sponsorizzate geolocalizzate, che permettono di andare a intercettare un pubblico in target. La vicinanza gioca un ruolo cruciale nel portare un utente del web a presentarsi fisicamente nei negozi fisici. Un altro modo per invogliare il clinete a presentarsi nello store fisico, è proporgli in modo esclusivo sconti o regali grazie a campagne di digital marketing. Questa dinamica può incrementare notevolmente l’attenzione nei confronti del punto vendita.

Altri fattori importanti per i negozi fisici sono le newsletter per raccontarsi, per raccontare ai propri clienti l’attività, le esperienze, le novità e la crescita dello store. Ma conta anche ricordare l’estetica del punto vendita, perché i clienti cercano uno spazio commerciale che sia di bella presenza, ordinato e pulito.

sabato 29 giugno 2019

Scontrino digitale al via dal 1 luglio. Ecco le novità per commercianti e clienti

Da lunedì prossimo, 1 luglio, il vecchio scontrino fiscale andrà in pensione dopo 36 anni di "servizio". La ricevuta cartacea verrà infatti sostituita da una scontrino digitale. Dal punto di vista del consumatore finale non cambia nulla, per i commercianti invece cambia eccome.

Come funziona la scontrino digitale

Lo scontrino digitale apre infatti un canale diretto con l'Agenzia delle entrate, alla quale verranno trasferiti i dati di tutte le transazioni effettuate. Una specie di Grande Fratello che controllerà ogni operazione che viene fatta, e la mette a registro. In teoria questo strumento dovrebbe dare una forte spallata al fenomeno della evasione fiscale, rappresentando un passo in avanti nella trasparenza delle transazioni e nella semplificazione già avviata con la fattura digitale. Presso l'Agenzia delle Entrate giungerà un flusso enorme di dati, potenzialmente utili per scovare eventuali evasori.

La spesa a carico dei commercianti

I commercianti dovranno subire anche un onere economico per questa novità. Infatti dovranno sostituire o aggiornare i registratori di cassa, e ciò comporterà una spesa tra 800 e 1000 euro. In cambio verrà loro concesso un credito d’imposta del 50%, entro la soglia massima di 250 euro (50 euro nel caso di ammodernamento di una vecchia macchina).

Non tutti i commercianti però saranno interessati dalla novità dello scontrino digitale. Riguarderà per il momento circa 200mila esercenti con un giro d'affari superiore ai 400mila euro. Entro fine anno però tutti (2 milioni di attività) dovranno adeguarsi alla grossa novità. Saranno escluse alcune categorie: giornalai, tabaccai, venditori di prodotti agricoli e di servizi di telecomunicazione, aziende di trasporto pubblico (in cui titolo di viaggio e scontrino coincidono).

Cliente e scontrino digitale

Come detto, il cliente finale non cambierà nulla delle proprie abitudini. Il vecchio scontrino verrà sostituito dal nuovo in formato cartaceo e digitale, che potrà essere ricevuto eventualmente anche via mail, e potrà essere utilizzato a fini di garanzie e detrazioni. Inoltre, con il nuovo documento elettronico, i clienti inizieranno a familiarizzare con una ricevuta che diventerà un tassello fondamentale della lotteria dei corrispettivi che partirà all’ inizio del prossimo anno.

sabato 2 febbraio 2019

Export, occasione per l'Italia grazie all'accordo JEFTA

Con l'inizio di febbraio, è entrata in vigore la più grande area di libero scambio al mondo, quella tra UE e Giappone. Si chiama "accordo Jefta" (Japan-Ue Free Trade Agreement), e potrebbe aprire scenari molto interessanti per l'export italiano.

L'accordo Jefta e l'export

export jeftaQuesta partnership commerciale ha fatto sparire i dazi che il Giappone applicava sul 97% delle merci che vengono dall’Unione europea. Al tempo stesso il Vecchio Continente cancella il 99% delle tariffe che finora applicava ai beni in arrivo dal paese del Sol Levante.

La riduzione dei dazi avverrà in modo progressivo, e avrà una portata imponente. Bisogna considerare infatti che attualmente l'Unione Europea esporta oltre 58 miliardi di euro in beni e 28 miliardi in servizi. Sarà in special modo l'export a beneficiare di questa intesa, visto un mercato di circa 127 milioni di consumatori giapponesi. Quei consumatori che prima venivano "serviti" dal TTP, da cui Trump si è sfilato.

Le occasioni per l'Italia

Per l'Italia ci sono indiscutibili opportunità, visto che esporta per 6,6 miliardi e importa per 4,2 miliardi (dati 2017), con un surplus di 2,4 miliardi. Saranno eliminati i dazi sui formaggi (finora di circa il 30%), sulle esportazioni di vini (di circa il 15%) e sulle carni di maiale trasformate, mentre ridotti quasi a zero sulle carni fresche. Potrà ottenere dei benefici soprattutto il Food & Wine italiano, il cui export verso l'oriente sta attraversando una fase di stanca dopo il boom (fatturato di 715 milioni di euro) dello scorso anno. Va evidenziato che il Giappone oggi è al decimo posto dei nostri sbocchi alimentari, inoltre è il primo importatore al mondo di formaggi .Occhio però alle conseguenze negative: ovvero la presumibile invasione di prodotti giapponesi che "clonano" quelli genuini italiani.

Ma ad essere coinvolto sarà in special modo il settore tessile e l’abbigliamento. L’Italia è il secondo esportatore europeo verso il Sol Levante, dietro alla Germania, e il Giappone è il sesto partner commerciale dell’Italia al di fuori dell’Unione europea. Il nostro export nel Paese vale 6,6 miliardi l’anno con un surplus di 2,4 miliardi. In tutto sono 14.921 le compagnie italiane che vendono i loro prodotti in Giappone, di cui l’83% sono PMI, e queste esportazioni aiutano a sostenere 88.806 posti di lavoro.

martedì 7 agosto 2018

Sanzioni commerciali all'Iran in vigore da oggi. Che danno per l'Italia

Scattano oggi nuove sanzioni commerciali a carico dell'Iran. Si tratta di misure "secondarie", nel senso che non vanno a colpire il paese mediorientale, bensì i soggetti non americani che intrattengono relazioni economiche e commerciali con esso. Chi non fermerà subito i commerci con Teheran, incapperà in durissime ritorsioni che dalle multe potrebbero arrivare fino al blocco del commercio con il mercato statunitense.

Le sanzioni commerciali volute da Trump

Il presidente americano Trump le aveva preannunciate il giorno dell'uscita unilaterale degli Stati Uniti dall'Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), ovvero l'accordo sul nucleare iraniano raggiunto nel luglio 2015 ed entrato in vigore nel gennaio 2016. 

Questa nuova ondata di sanzioni commerciali vuole colpire l'acquisto di dollari americani da parte del governo di Teheran, il commercio in oro o metalli preziosi, la vendita diretta o indiretta, la fornitura e il trasferimento verso o dall'Iran di grafite, metalli grezzi o semilavorati quali alluminio, acciaio, carbone e software per l'integrazione dei processi industriali.

Un danno per l'Italia

Tra i paesi che risentiranno maggiormente di questa ondata di sanzioni commerciali c'è l'Italia, che nel 2017 è divenuto primo partner commerciale dell'Iran tra i paesi dell'Unione europea. Il volume di scambi tra i due paesi è arrivato a quota 5 miliardi di euro. Al secondo e terzo posto ci sono Francia e Germania con 3,8 e 3,3 miliardi. Probabile che tra breve diverse imprese italiane dovranno rinunciare a molti commerci e business ripresi di recente.

A Teheran è chiaro che serpeggia il malcontento. Di questo stato di tensione ha fatto le spese il riyal, la valuta locale, che è crollata del 50% nei confronti del dollaro rispetto a pochi mesi fa. L'inflazione continua a salire, fornendo un assist importante al mercato nero prospera e alla corruzione. Chi è più fortunato e ricco, cerca di comprare ora perché è l'unico bene immune alla svalutazione in tempi di crisi. Non è un caso che tra maggio e giugno le richieste di metallo prezioso siano salite ai record di quattro anni.

E all'orizzonte c'è il secondo round, che sarà molto più critico perché andrà a colpire le esportazioni di greggio e le transazioni con la Banca centrale iraniana. Appuntamento il 4 novembre.

giovedì 26 luglio 2018

Commercio e dazi, raggiunta la tregua tra UE e USA

La tanto sperata tregua tra UE e Trump sulla questione dazi è finalmente arrivata. Tra le due sponde dell'Atlantico è stato ricucito in parte lo strappo sul commercio, raggiungendo un accordo per regolare i reciproci rapporti. Il presidente UE ha ottenuto una apertura (specie sui temutissimi dazi sulle auto), Trump dal canto “incassa” dall’Unione europea una serie di garanzie. Bruxelles infatti si impegna a ridurre i dazi industriali (in particolare sull’auto) e ad aumentare l’import su alcuni prodotti agricoli e lavorare sull’export di gas naturale.

La soddisfazione dopo l'accordo sul commercio

Che sia il preludio a una vera pace circa il commercio però è tutto da vedere. Di sicuro è stato fatto un primo passo per disinnescare un po' di tensioni commerciali con gli Usa. «Oggi è un grande giorno, abbiamo lanciato una nuova fase nei rapporti tra Usa ed Europa, una fase di stretta amicizia, di forti relazioni commerciali nella quale vinceremo entrambi, una fase di più intensa collaborazione per la sicurezza globale, la prosperità e la lotta congiunta al terrorismo», ha detto Trump dopo l'incontro. Dal canto suo anche Juncker è uscito dal summit molto soddisfatto, visti anche i fallimenti precedenti di Angela Merkel ed Emmanuel Macron.

Il futuro fa sicuramente meno paura, ma restano aperti molti fronti caldi. Anzitutto bisogna vedere se Trump sarà disposto a sospendere misure già imposte sui metalli e se sia interessato davvero a una tregua, tenuto conto che a novembre ci saranno le elezioni congressuali di metà mandato, e potrebbe giovargli il suo volto da uomo duro che non si piega ai compromessi. Ricordiamoci che tra gli elettori repubblicani il 73% approva tuttora la politica commerciale aggressiva della Casa Bianca. Dall'altra parte però si sono mondo aziendale e il Congresso USA, che sono più propensi ad ammorbidire i toni dello scontro con la UE.

Dove ci porterà questa nuova fase delle relazioni tra USA e UE non si sa, ma è sicuramente positivo che per il momento Washington e Bruxelles abbiano ripreso a dialogare.

martedì 22 agosto 2017

Commercio, svolta nei supermercati Svizzeri: si vendono insetti

Da ieri 21 agosto 2017 c'è un paese nella UE che ha cominciato a commerciare insetti nei supermercati. Si tratta della Svizzera, dove la Coop ha cominciato a commerciare un prodotto che nell'Asia (specie quella Orientale) viene consumato da sempre. La vendita è cominciata in via sperimentale solo in alcuni supermercati (sette), e comunque non sono stati immessi nel circuito insetti veri e propri, bensì polpette e hamburger che tra gli ingredienti li includono. Per la precisione sono a base di larve della farina, ma presto ci si potrebbe allargare a grilli e cavallette, gli altri due insetti sdoganati la scorsa primavera dalla legge alimentare elvetica. Presto inoltre si procederà anche alla vendita diretta di insetti integri, da rielaborare in ricette personali. Cinquanta grammi di larve a 15,90 franchi, 20 grammi di grilli a 17,90. Coming soon.

Le norme UE sugli insetti in commercio

La Svizzera ha potuto deliberare in modo autonomo di dare il via libera a questo commercio perché non si tratta di un Paese membro Ue. Da noi invece teoricamente si dovrebbe aspettare l'entrata in vigore delle direttive comunitarie dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Quando accadrà nel 2018, non è detto comunque che automaticamente in Italia saranno sugli scaffali dei supermercati.

Ma cosa dice il regolamento europeo? I "novel food" non possono essere messi sul mercato se non è stato utilizzato in misura significativa per il consumo umano nella Comunità prima del 15 maggio 1997. Questo regolamento però verrà superato da uno che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018, il 22/83, che lo attualizza e consente appunto anche la vendita di insetti. Tuttavia occorrerà anche un altro passaggio: servirà un parere dell'Efsa, che può dare subito l'ok oppure può interessare tutti i paesi membri chiedendo osservazioni o obiezioni motivate. Solo dopo questi passaggi ci sarà una decisione di autorizzazione oppure di diniego.

sabato 26 novembre 2016

Commercio online, Amazon fa il record di vendite col Black friday: 1,1 milioni di prodotti

Il Black Fraday è stata una manna per il commercio online, e in special modo ha fatto registrare il botto di Amazon.it. Lo testimoniano dei numeri record raggiunti ieri in occasione del giorno più atteso per gli acquisti online. Il portale italiano di Amazon ha infatti macinato vendite su vendite, e alla fine gli ordini immessi nel sistema sono stati complessivamente 1,1 milioni. Vale a dire che ogni secondo venivano venduti circa 12.

I numeri del Black Friday di Amazon, boom del commercio online

A rendere noti i numeri è stata la stessa compagnia attraverso una nota ufficiale. Il momento in cui c'è stato il picco di transazioni è arrivato intorno alle 14.

Poche ore dopo invece, circa alle 19, il Black Friday 2016 aveva già preso il titolo di giornata con il maggior numero di vendite di sempre di Amazon.it. E' stato infatti stabilito un nuovo primato che ritocca quello precedente, fatto registrare lo scorso 12 luglio, quando furono ordinati circa 750 mila prodotti (il 30% in meno di ieri).
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"I clienti ci hanno dimostrato ancora una volta quanto ci siano legati - afferma il Country Manager di Amazon Italia e Spagna, François Nuyts - e quando apprezzino le offerte del giorno del Black Friday e la possibilità di usufruire di grandi risparmi per i loro acquisti di Natale. Centinaia di aziende del Marketplace hanno partecipato a questa giornata di offerte raggiungendo vendite record, con ordini più che raddoppiati rispetto al Black Friday dello scorso anno".

Riguardo invece ai prodotti più venduti nel corso del Black Friday di ieri, a stabilire il primato è stata una memoria Usb per il computer, il videogioco del calcio Fifa 17 per PS4, la stessa PlayStation4, la collezione completa di Harry Potter e uno spazzolino elettrico.