Ha viaggiato più forte delle aspettative l'inflazione nel Regno Unito. Lo dice l'ultimo report diffuso dall'ufficio nazionale di statistica questa mattina. Questo scenario alimenta la convinzione che la Bank of England alzerà i tassi di interesse in occasione del meeting di novembre.
I numeri britannici sull'inflazione
Il tasso di inflazione annuale del Regno Unito è passato dal 3,1% di agosto al 3,5% di settembre su base annua. Il dato è superiore alle aspettative del 3,4% ed è anche il più alto da 11 mesi. La crescita dell'inflazione è alimentata in special modo dalla corsa del prezzo dei carburanti. La benzina nel Regno Unito ha toccato il livello più alto d'agosto 2022. L'inflazione su base mensile è aumentata dello 0,4%, in frenata rispetto allo 0,5% di agosto.
I dati sull'inflazione di base
Per quanto riguarda i dati core, ossia depurati delle componenti più volatili, l'inflazione segna 2,8% nel mese di settembre, in accelerazione rispetto al 2,6% di agosto. Si tratta del livello più alto dal mese di marzo, nonché un dato superiore alle aspettative di mercato che erano del 2,7%. L'inflazione core su base mensile è cresciuta dello 0,2%, in una leggera frenata rispetto ad agosto. E' evidente che a maggiom scorso faceva bene chi non voleva sbilanciarsi quando l'inflazione era più debole nel Regno Unito.
La pressione sulla Bank of England
Le implicazioni di questi numeri sono abbastanza evidenti. Di fronte ad una corsa dei prezzi che non accenna a fermarsi, la Bank of England è sempre più sotto pressione. Finora l'istituto centrale in britannico è stato l'unico a non aver ancora avviato un ciclo di inasprimento monetario, ma il mercato adesso sconta un inasprimento di 25 punti base a novembre. Riguardo ai tassi di interesse, la Bank of England era diventata più dovish a inizio anno, ma adesso le cose sono cambiate.
La reazione del mercato
Proprio per questo motivo si sta assistendo ad un rafforzamento della Sterlina rispetto al Dollaro sul mercato valutario. Il cambio GBPUSD è salito infatti verso 1,34, il livello più alto da un mese. Sotto il profilo tecnico il cambio tra le due valute ha superato di recente la media mobile a 200 periodi e sta testando adesso quella di lungo periodo. Va detto che a febbraio il cambio era oltre 1,38, ma gli esperti del mercato valutario pronosticavano tempi duri per la sterlina.
Intanto il rendimento dei titoli di Stato britannici a 10 anni si è mantenuto intorno al 5,4%, vicino ai massimi pluriennali.