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giovedì 5 febbraio 2026

Tassi di interesse, la Bank of England conferma tutto ma diventa più dovish

La riunione di politica monetaria della Bank of England si è conclusa senza sorprese sostanziali. L'istituto britannico infatti ha deciso di confermare i tassi di interesse al 3,75%. Tuttavia l'esito della votazione evidenzia una forte spaccatura all'interno del board di politica monetaria, e la forte prospettiva che ci avviciniamo a dei tagli ai tassi di interesse nelle prossime riunioni.

La scelta sui tassi di interesse

La decisione di lasciare invariato il costo del denaro è stata presa con il voto favorevole di 5 membri, mentre 4 membri si sono espressi a favore di un taglio immediato per 25 punti base. Emerge quindi una forte tendenza all'interno dell'istituto a tagliare i tassi di interesse nel corso di quest'anno.

Ciò che preoccupa i membri della comitato di politica monetaria è la crescita debole dell'economia britannica, nonché la crescente capacità inutilizzata del mercato del lavoro. Al contrario, l'inflazione fa un po' meno paura perché se è vero che rimane ancora al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Bank of England (fonte dati Pocket Option Italia), dovrebbe tornare a quel livello a partire da aprile. Inoltre i rischi dell'inflazione persistente sembrano essere diminuiti.

La reazione del mercato

L'approccio più accomodante adottato dalla Bank of England riguardo ai tassi di interesse ha finito per spingere al ribasso la sterlina sul mercato valutario. Il cambio con il dollaro è sceso infatti verso 1,355, allontanandosi ulteriormente dal massimo di quattro anni toccato pochi giorni fa. Tuttavia va segnalato il recente incrocio delle medie mobili che ha inviato un messaggio rialzista al mercato.

La valuta britannica ha chiuso il mese di gennaio con un forte guadagno rispetto al Dollaro, pari a circa il 2%, ma in questo momento è sotto pressione anche per fattori politici. Emergono infatti dei dubbi sulla durata della leadership del premier Starmer in seguito alla nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti: si è scoperto che quest'ultimo ha avuto forti legami con Jeffrey Epstein.
Intanto sul mercato azionario l'indice FTSE100 rimbalza all'indietro, dopo aver aggiunto il nuovo massimo storico mercoledì.

lunedì 12 gennaio 2026

Mercati sull'allerta, questa settimana comincia la stagione degli utili a Wall Street

Dopo un avvio a rilento nei primi giorni dell'anno, ora si comincia a fare sul serio. Per i mercati finanziari la settimana che comincia è quella dell'avvio della stagione degli utili. Si comincia con i conti delle maggiori banche statunitensi. Nel panorama ci sono però anche importanti dati macroeconomici su entrambe le sponde dell'oceano.

Appuntamenti negli USA per i mercati

Il calendario degli appuntamenti negli Stati Uniti ha il suo fulcro nell'avvio della stagione degli utili del quarto trimestre. Ad alzare il velo sui conti saranno alcune delle maggiori banche del paese tra cui JP Morgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley. In corrispondenza del rilascio, molti trader sfrutteranno tecniche di scalping 5 minuti per guadagnare sulle oscillazioni di prezzo.

Ma saranno giorni importanti anche sul fronte dei dati macroeconomici. Spicca in particolare l'indice dei prezzi al consumo di dicembre. I mercati ritengono che l'inflazione rimarrà stabile al 2,7% su base annua, lo stesso livello al quale dovrebbe salire l'inflazione core. Indicazioni importanti arriveranno anche dalle vendite al dettaglio e dalla produzione industriale.

Gli eventi in Europa

Nel vecchio continente il focus dell'attenzione dei mercati sarà rivolta al Regno Unito, dove verranno pubblicati i dati mensili sul prodotto interno lordo assieme a quelli su produzione manifatturiera e bilancia commerciale. L'economia britannica è reduce da due mesi consecutivi di contrazione e si prevede una terza battuta di arresto, cosa che potrebbe incidere sulle future scelte della Bank of England che a dicembre ha tagliato i tassi per stimolare la crescita.

Nell'Area Euro verranno pubblicati i dati sulla produzione industriale. Sempre in Europa ha appuntamento con il meeting di politica monetaria della banca centrale di Polonia, che dovrebbe mantenere il tasso di interesse al 4%, dopo sei tagli lo scorso anno.

Il resto del mondo

Nella zona dell'Asia Pacifico sono attesi importanti indici macroeconomici dalla Cina. I mercati guarderanno soprattutto quelli relativi al commercio internazionale. In Giappone i dati più rilevanti riguardano il saldo delle partite correnti e l'inflazione alla produzione.
Si riunisce in meeting invece la banca centrale della Corea del Sud, che dovrebbe mantenere invariato il tasso di interesse a 2,5%.

lunedì 3 novembre 2025

Investitori, tanti appuntamenti tra banche centrali e dati macro

Anche questa settimana le riunioni delle banche centrali catalizzeranno buona parte dell'attenzione degli investitori. Dopo Fed e BCE tocca infatti a Regno Unito, Australia ed altre ancora. Ma il calendario presenta anche numerosi appuntamento macro, senza dimenticare dei risultati trimestrali di molte aziende importanti a Wall Street.

Gli USA e gli investitori

Negli Stati Uniti continua la chiusura del governo (shutdown) e ciò probabilmente ritarderà la pubblicazione di una serie di importanti report macro. Tuttavia, gli investitori riceveranno diversi aggiornamenti privati sul mercato del lavoro e sull'attività economica, come l'ADP Employment Report, gli indici PMI ISM e l'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan. 

Gli operatori ascolteranno anche gli interventi di diversi funzionari della Fed e l'annuncio trimestrale del Tesoro sui rimborsi.

Tutto questo avviene mentre l'indice del dollaro continua ad essere molto vicino alla soglia dei 100, oscillando ai massimi di tre mesi.
Nel frattempo, sono attesi i risultati di Palantir, AMD, Berkshire Hathaway, McDonald's, Qualcomm e ConocoPhillips, tra le altre grandi aziende.

Gli eventi clou nel Vecchio Continente

Gli appuntamenti chiave in Europa sono soprattutto nel Regno Unito, dove si riunirà la Banca d'Inghilterra. Gli investitori prevedono che l'istituto manterrà invariato il suo tasso di riferimento. Tuttavia le aspettative per un futuro taglio si stanno rafforzando, visti i segnali di rallentamento della crescita economica e il calo dell'inflazione

Nell'Eurozona attenzione rivolta alle indagini PMI. Nel vecchio continente ci sono in calendario anche i meeting in Svezia, Polonia e Norvegia. Si prevede che la banca centrale di Svezia, dopo il taglio a sorpresa di settembre, lascerà tutto fermo così come la Banca Nazionale polacca. Anche la Norges Bank annuncerà la sua ultima decisione di politica monetaria.

Gli appuntamenti nel resto del mondo

Nel resto del mondo ci sarà da guardare alla Reserve Bank of Australia, che dovrebbe mantenere il suo tasso al 3,6% nonostante le persistenti pressioni inflazionistiche. Riunioni monetarie anche in Brasile e Messico, altri appuntamenti che potrebbero spingere molti investitori ad adottare una strategia scalping 1 5 minuto.
In Cina l'attenzione sarà rivolta ai dati commerciali e all'indice PMI manifatturiero di RatingDog.

lunedì 13 dicembre 2021

Tassi di interesse, la Bank of England non è più vicina alla stretta

La questione tassi di interesse è di forte attualità per tutte le banche centrali. Dopo aver dovuto stimolare a lungo l'economia colpita dal Covid, gli istituti centrali devono programmare tempi e modi del ritiro degli stimoli.

La Boe ed i tassi di interesse

Tra le grandi banche centrali che sembrano sul punto di varare la stretta sui tassi di interesse c'è la Bank of England, che si riunirà in meeting nei prossimi giorni

A dire il vero, dalla banca centrale britannica ci si aspettava la stretta già la volta scorsa. Ed erano state proprio le dichiarazioni del suo governatore, alla vigilia dell'ultimo meeting, ad incrementare questa convinzione. E invece con grande sorpresa la stretta non ci fu, i tassi di interesse furono mantenuto al minimo.
I verbali di quella riunione evidenziarono un voto di 7-2 a favore del mantenimento del costo del denaro vicino allo zero.

Cambio di sentiment

Da allora in avanti diversi membri del board prima si sono fatti più hawkish, poi dopo l'avvento della variante Omicron alcune voci aggressive sono divenute più miti

In particolare quella di Saunders, che ha detto che una posizione "wait and see" potrebbe essere utile "per avere più prove sui suoi possibili effetti di Omicron sulla salute pubblica e quindi sull’economia”. Dal momento che si tratta di uno dei due membri del Monetary Policy Committee che voleva l'aumento dei tassi a novembre, il fatto che sia divenuto più prudente è molto indicativo.
Secondo Reuters, i mercati stimano una probabilità del 33% di un aumento dei tassi di interesse.

Approfondimento suggerito: una delle figure più interessanti da conoscere è il pennant trading analisi tecnica.

Sterlina riflesso della situazione

A confermare questa convinzione è l'andamento della sterlina sul mercato valutario. Il cross GbpUsd è vicino a 1,32, perché si ritiene che la Banca d'Inghilterra sceglierà la via della cautela, nonostante la crescente pressione inflazionistica. Anche gli analisti della piattaforma opzioni binarie sono scettici riguardo ad una imminente stretta.

Stretta nel 2022

In questo avanti e indietro di umore, il governatore Bailey ha affermato che "sarà necessario aumentare i tassi di interesse per riportare l’inflazione in modo sostenibile verso l’obiettivo. E saremo pronti a fare tutto ciò”.

Già, l'inflazione. Entro la primavera prossima dovrebbe oltrepassare tranquillamente il 5%, ossia due volte e mezzo l’obiettivo di del 2% fissato dalla Banca d’Inghilterra. È probabile che tutto questo costringerà ad un rialzo dei tassi di interesse, ma forse non a dicembre. L’ipotesi più plausibile è che ciò avvenga all’inizio del 2022.

giovedì 30 settembre 2021

Sterlina britannica in difficoltà. La Bank of England è davanti a un bivio

L'economia britannica è cresciuta del 23,6% su base annua nel secondo trimestre del 2021, al di sopra delle stime iniziali di un aumento del 22,2%. Una boccata di ossigeno per la sterlina britannica, che ha vissuto diverse sedute molto pesanti.

Il GBP è infatti scivolato notevolmente rispetto alle principali valute internazionali, a cominciare ovviamente dal dollaro. La cosa assai paradossale, è che tutto questo succede mentre la Bank of England si avvia a un rialzo dei tassi di interesse. Cosa che, normalmente, dovrebbe sostenere una valuta.

Cosa sta succedendo alla sterlina britannica

Anzitutto i dati. Le vendite sulla sterlina britannica hanno spinto il cambio GBP/USD da 1,37 a 1,34, aggirandosi intorno al suo livello più debole da dicembre 2020.
Nello stesso tempo, il cambio EUR/GBP è salito a 0,865. Analoghe dinamiche discendenti si sno viste contro lo Yen giapponese (JPY) Franco svizzero e altre valute.

La valuta britannica ha assunto un carattere di forte volatilità, che normalmente contraddistingue più le "esotiche pairs" che non le coppie "major". A tal punto che pure l'oscillatore stocastico lento s'è mosso parecchio.

Consiglio operativo: un concetto che bisogna conoscere perché torna utile tante volte è quello di candela Marubozu rialzista e ribassista.

I motivi delle difficoltà

Alla base di questo scivolamento della sterlina britannica c'è una brusca frenata dell’economia inglese, che prima della boccata di ossigeno odierna, si stava indebolendo di giorno in giorno (l'attuale livello del PIL resta comunque il 3,3% al di sotto del livello pre-pandemia).
Nonostante le riaperture post-Covid avvenute con largo anticipo, l'economia sta stentando. Il clima di fiducia è in peggioramento, i settori manifatturiero e servizi non decollano e c'è una grave carenza di energia che ha costretto le fabbriche a razionalizzarne il consumo. Con inevitabili conseguenze economiche a cascata.

La posizione scomoda della Bank of England

Questo scenario ha reso assai complicato il compito della Bank of England, che sotto la spinta di forti pressioni inflazionistiche (in agosto al 3,2% a/a) la spingono a intervenire il prima possibile. Forse nella prima metà del 2022. Il problema è che un rialzo dei tassi con un’economia in forte difficoltà, potrebbe peggiorare i delicati equilibri finanziari. Lo ha sottolineato lo stesso governatore Bailey.

giovedì 7 maggio 2020

Bank of England, nessuna sorpresa dal meeting di politica monetaria di maggio

Giornata di meeting di politica monetaria per la Bank of England. Il comitato si è riunito ad un orario insolito (le 8 del mattino) e alla fine ha deciso di non modificare l'impianto accomodante della propria azione. Nessuna modifica infatti è avvenuta ne' per quanto riguarda il costo del denaro, ne' per il piano di acquisto titoli.

Le decisioni della Bank of England

La Bank of England (BoE) ha deciso all'unanimità di lasciare il tasso di interesse allo 0,10%. Qualche divergenza di vedute tra i 9 membri del comitato di politica monetaria, c'è stata invece riguardo al piano di Quantitative Easing da 645 miliardi di sterline. E' stato confermato, ma un paio di membri avrebbero voluto aumentare gli acquisti di ulteriori 100 miliardi di sterline. Ricordiamo che la BoE è intervenuta in modo massiccio a marzo, tagliando due volte il costo del denaro, e aumentando il proprio QE.

Benché l'attuale azione sia ritenuto adeguata, l'istituto guidato dal governatore Bailey ha ribadito che potrebbe effettuare ulteriori interventi, qualora sarà necessario. Ricordiamo che il Regno Unito ha superato l'Italia per registrare il più alto tasso di mortalità in Europa (oltre 30.000 morti).

Le conseguenze del Covid

Bisogna dire che la situazione economica britannica è stata duramente colpita dall'emergenza Covid. La Bank of England si aspetta un crollo del PIL del 14%, soprattutto per via di una flessione del 25% nel secondo trimestre. Solo con il progressivo allentamento delle misure di distanziamento sociale, si potrà assistere a una ripresa robusta. Inoltre l’inflazione (il cui target è al 2%) scenderà probabilmente sotto l’1% nei prossimi mesi, a causa della domanda molto debole. Infine, la disoccupazione potrebbe salire dell'8% nel 2020, del 7% nel 2021 e del 4% nel 2022.

Nota: ci sono molti strumenti utili per l'analisi tecnica dei mercati. Però bisogna sapere bene come funzionano. Qui viene illustrato l'oscillatore stocastico trading cos'è.

Sterlina in lieve ripresa

La decisione della Bank of England di non ritoccare la propria politica monetaria ha sostenuto la ripresa della sterlina. Chi adotta strategia forex 30 minuti trading sta infatti premiando la valuta del Regno Unito, che comunque viene da alcuni giorni di debolezza rispetto a Euro (EurGbp settimanale +0,30%) e dollaro (GbpUsd settimanale -1,62%).

lunedì 3 luglio 2017

Strette monetarie più vicine, i mercati cominciano a tenerne conto

L'ombra delle banche centrali aleggia sui mercati. Sono le prossime mosse dei massimi istituti bancari a orientare o frenare le azioni degli investitori. I mercati azionari stanno attraversando una fase d'incertezza, che è dovuta proprio alla prospettiva più o meno certa che si sta avvicinando una serie di strette monetarie.

BoE e BCE verso due strette monetarie

La prima a muoversi in questo senso è stata la Fed, che ha avviato il percorso della normalizzazione sul finire del 2016. Adesso tocca soprattutto a Gran Bretagna ed Eurozona. Sembra invece difficile assistere presto ad una svolta restrittiva in Giappone.
La più vicina è la Bank of England. Forse già sarebbe cominciato se non ci fosse stata la Brexit in mezzo, con tutto il carico di incognite che si porta dietro. Ma il fatto che nell'ultimo meeting di politica monetaria 3 su 8 abbiano votato per cambiare rotta è un grosso segnale. E la crescita della sterlina - molto sensibile alla politica monetaria della BoE - lo testimonia (se volete fare trading su valute leggete prima le migliori broker Forex recensioni).

Poi c'è la Banca Centrale Europea. Ultimamente hanno fatto rumore alcune parole di Mario Draghi sulle tendenze alla reflazione e la forza della ripresa europea. I mercati hanno interpretato questo slancio ottimistico come una stretta sempre più vicina. Ed anche se la Bce ha chiarito che non si trattava di alcun segnale particolare, nel corso dei giorni successivi l'euro ha messo il turbo sui mercati valutari. La valuta unica si è portata ai massimi da un anno sopra 1,14 dollari, con l'oscillatore stocastico trading schizzato in area di ipercomprato.

Dati macro in uscita

In questa settimana ci sono diversi spunti macro interessanti. L'attenzione si concentra sul Pmi manifatturiero e sulla disoccupazione nell'Eurozona. Ma sarà molto importante conoscere il contenuto dei verbali della riunione della Bce dell'8 giugno a Tallinn. Riunione in cui il direttivo dell'istituto centrale ha lasciato invariati i tassi d'interesse e ha confermato durata ed entità del Quantitative Easing.