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giovedì 2 marzo 2017

Forex, dollaro spinto al rialzo dal discorso di Trump. Ma durerà?


Il discorso di Donald Trump al congresso ha dato una bella spinta al dollaro, e anche riportato maggiore fiducia negli operatori di mercato. Il biglietto verde si è rafforzato in modo diffuso a seguito dell'intervento del tycoon, soprattutto per via di un tono molto più distensivo e.... presidenziale.

L'effetto Trump nel Forex

Nel corso della seduta asiatica, il Dollar Index è salito di circa lo 0,60%, testando quota 101,73 e facendo la gioia di chi sa fare fare scalping opzioni binarie. Va detto che malgrado questa impennata, comunque non è riuscito a violare la resistenza costituita dal massimo del 15 febbraio.
Anche i future sui listini statunitensi sono saliti, sull’S&P dello 0,33% e sul Nasdaq dello 0,31%. 

Il discorso di Trump ha galvanizzato anche i mercati azionari, che sono andati al rialzo. Le borse regionali asiatiche si sono mosse in territorio positivo, e l'indice Nikkei ha fatto un dell’1,44%. L’Hang Seng (Hong Kong) è avanzato dello 0,21%, mentre nella Cina continentale l’indice composito di Shanghai è salito dello 0,16% secondo i dati del broker Avatrade consob.

Complessivamente quindi Trump ha ottenuto una bella vittoria. Malgrado il mercato abbia avuto una forte reazione, rimane comunque l'impressione che ci sia ancora un po' di scetticismo da parte degli operatori riguardo l’attuazione delle promesse del governo Trump.

Finora infatti tutto è chiacchiere. Il presidente ha parlato di tagli alle tasse, ma non ha specificato nulla di concreto. Ha ribadito il suo impegno a spendere in infrastrutture, ma dove prenderà i soldi non si sa. Gli investitori che oggi sembrano soddisfatti, domani potrebbero già cambiare idea.

lunedì 31 ottobre 2016

Eurozona: inflazione in crescita secondo le attese. Ma l'euro non prende vigore

I prezzi registrano un'accelerazione a ottobre, facendo così felice la BCE che finora ha difeso strenuamente la propria politica monetaria, fatta soprattutto di atteggiamenti accomodati, tassi di interesse bassi e Quantitative Easing. I primi dati macro della settimana sono tutto sommato positivi per l'Eurozona, anche se non entusiasmanti.

I dati su inflazione e PIL nell'Eurozona


L'inflazione ha dato un segnale di ripresa, coerentemente a quelle che erano le aspettative degli analisti. Secondo le rilevazioni dell'Ufficio statistico europeo (Eurostat), la stima flash per ottobre riporta un tasso di inflazione in aumento dello 0,5% su base tendenziale, quando il mese scorso lo stesso dato registrava un +0,4%.
L'inflazione "core" (depurata cioè di energia, cibo e tabacchi, rimane stabile allo 0,8% come a settembre ed in linea con il consensus.

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Altri due dati macro sono stati resi noti questi mattina, e riguardano entrambi il PIL dell'Eurozona. Anche in questo caso le rilevazioni sono state perfettamente in linea con le aspettative, e anche uguali ai valori registrati nel periodo precedente. Nel terzo trimestre il PIL è salito del 1,6% su base annuale, mentre se l'orizzonte si sposta su base trimestrale l'incremento è stato dello 0,3%.

Nel Forex l'euro non riesce però a prendere vigore nei confronti delle altre major. In base ai dati della piattaforma di trading AvaTrade (recensione, bonus e opinioni sono qui) vediamo che questa mattina la valuta unica ha viaggiato sotto i massimi registrati dal 20/10 contro il dollaro, toccati venerdì sera a 1,0991. La coppia valutaria Eur/Usd viaggia al momento a quota 1,0950 circa, mentre hanno segno negativo anche i cross Eur-Gbp (-0,17%) e Eur-Jpy (-0,19%).

Consiglio: quando si opera nel Forex, bisogna fare attenzione a rivolgersi ai broker autorizzati Consob, o comunque verificare che tipo di regolamentazione o autorizzazioni hanno gli operatori. 
Nelle settimane scorse, il governatore Mario Draghi ha continuato a sostenere la politica monetaria che la BCE sta portando avanti da tempo, annunciando che il programma di quantitative easing andrà avanti, se necessario, anche dopo la scadenza di marzo 2017.

martedì 25 ottobre 2016

Franco svizzero, breve tregua all'euro. Ma la pressione ribassista rimane

Ha concesso una tregua oggi, l'apprezzamento del franco svizzero. Nelle ultime settimane la valuta elvetica si è rafforzata in modo deciso nei riguardi dell'Euro (solo nell'ultima -0,42% per il cross Eur-Chf). Ieri ha parlato il presidente della BNS, Thomas Jordan, che a Berna ha sostanzialmente ribadito la necessità di tassi d’interesse negativi, anche se ha tenuto a rimarcare che non possono essere una via percorribile a lungo termine, dati i loro effetti collaterali soprattutto sulle banche e sugli investitori.

La politica monetaria elvetica e il franco svizzero 

Tuttavia, al momento Jordan è sicuro che «i costi associati ai tassi d’interesse negativi sono inferiori al costo derivante dal detenere liquidità».
La BNS quindi continuerà nella sua politica ultra-espansiva. Però malgrado questo le pressioni al ribasso sull’EUR/CHF continuano. Anche se in realtà, in questo caso sono più che altro per "colpa" dell'euro, che al momento è congelato dall'atteggiamento attendista della BCE.

E' plausibile che la BNS continuerà a intervenire sul forex per provare a spegnere il CHF, e a dirlo sono i dati storici. Ogni volta che la coppia si è avvicinata a quota 1,08 (dati delle piattaforma AvaTrader per forex), esattamente come sta succedendo, è scattato un intervento della Banca Svizzera.
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Il numero uno dell'istituto centrale elvetico ha anche accennato al fatto che la BNS non intende limitare o abolire il denaro contante, così come non esclude di ricorrere a strumenti monetari come il denaro a pioggia (“helicopter money”). Ma è un'ipotesi che al momento sembra molto lontana dalla realtà, visto che il bilancio della BNS è pari al 110% del PIL, quindi gli spazi per fare altre manovre di tipo espansionistico ci sono.

Intanto, la BCE oggi ha comunicato i cambi di riferimento per la giornata del 25 ottobre 2016, e il cross euro/franco svizzero è posto a 1,0848.