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giovedì 31 maggio 2018

Sterlina in lieve ripresa, ma giugno potrebbe essere molto volatile

La sterlina continua ad avanzare in modo timido nei confronti del dollaro, contro il quale ha perso circa il 3% nell'ultimo mese. Il Cable ha riconquistato quota 1,3300 dopo aver stampato i nuovi minimi annuali martedì scorso. Contro l'euro invece la situazione è sostanzialmente stabile da circa un mesetto (Eur-Gbp -0,11%).

I driver della sterlina

Il rimbalzo nei mercati azionari e il moderato ritorno di una propensione al rischio ha dato un po' di ossigeno alla sterlina. Tuttavia senza un impulso da parte della Bank of England, i tori sono molto meno inclini a ipotizzare che le cose continueranno a migliorare nel Regno Unito e che interessi i tassi saranno spostati più in alto nonostante le crescenti pressioni inflazionistiche. Chi conosce le dinamiche del trading online (recensioni dei broker e opinioni qui) sa bene quanto questo sia importante.

Ci sono ancora molti più dubbi che sicurezze riguardo l'esito dei negoziati Brexit, e questo è un fondamentale ribassista che non può essere ignorato. Il problema del confine irlandese continua infatti ad essere un problema significativo nello sviluppo dei colloqui con Bruxelles.

Le prospettive a breve

La volatilità della sterlina GBP potrebbe aumentare all'inizio di giugno, dato che il Parlamento sarà chiamato a votare sulla Brexit dopo le modifiche volute dai Lord. La sterlina potrebbe quindi essere vulnerabile nel breve termine. Anche se la valuta britannica ha avuto un piccolo sussulto, i modelli di prezzo suggeriscono piuttosto che si tratti di una temporanea correzione prima di un altro calo. Il sentiment maggiormente diffuso da parte degli analisti della migliore piattaforma forex italiana quindi rimane ribassista sulle prospettive GBP.

L'attenzione continuerà ad essere orientata in buona parte anche sulla Bank of England, sebbene la probabilità di un aumento del tasso sia diminuita notevolmente nell'ultimo mese, dopo che nel periodo precedente sembrava cosa molto probabile.

venerdì 25 maggio 2018

Yen in recupero grazie al risk-off sui mercati internazionali

La scarsa propensione al rischio che si respira sui mercati globali ha dato una spinta allo yen giapponese. La valuta nipponica infatti è tradizionalmente considerata un rifugio sicuri dagli investitori. Si comprende quindi perché stia beneficiando del fatto che i principali indici azionari mondiali sono in modalità risk-off. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha scritto una lettera a Kim Jong On giovedì, affermando che stava cancellando il vertice in programma il 12 giugno a Singapore. Inoltre, le recenti notizie del 25% di tariffe sui veicoli importati negli Stati Uniti. A questo si aggiunge l'incertezza riguardo all'esito dei colloqui in corso tra Cina e Stati Uniti.

L'andamento dello Yen

Tutto questo spiega perché lo yen sia tra le valute più performanti degli ultimi giorni, nonché tra le valute più gettonate da chi fa copy trading (qui trovi una guida come funziona etoro copy trading). La valuta giapponese ha guadagnato l'1,35% contro il dollaro nel corso dell'ultima settimana. Meglio ancora ha fatto contro l'euro: +4%. Peraltro la coppia EUR / JPY viaggia ancora nell'area dei minimi recenti del 2018 in prossimità di 127,50.


Nella giornata di oggi la rivitalizzazione della domanda del dollaro USA, unita al dato debole del CPI core di Tokyo ha fornito un impulso per riportare la coppia Usd-Jpy a un alto livello intraday di 109,74 durante la sessione asiatica, ma poi la coppia ha fatto marcia indietro e attualmente è stabile a 109.27. Lo Yen invece continua a guadagnare terreno contro l'euro, per circa mezzo punto percentuale.

Per chi adotta tecniche di trading forex intraday è interessante osservare come sul grafico a 4 ore, l'USD/JPY è scambiato al di sotto delle medie mobili semplici da 50 e 100 punti (SMA) ma superiore alla SMA a 200 periodi sul grafico a 4 ore. La tendenza principale rimane rialzista, ma non si escludono ulteriori ribassi settimana prossima.

mercoledì 27 dicembre 2017

Euro-Dollaro, si cerca la spinta per andare oltre 1,19


La coppia valutaria euro-dollaro ha ripreso a marcia spedita, dopo che nei giorni scorsi c'era stata una fase di consolidamento vicino a 1.1860. Sulla valuta unica si stanno concentrando i compratori, e adesso siamo vicini a quota 1,19. I tori quindi sono di nuovo tornati prepotenti sui mercati finanziari, e potrebbero piazzare un nuovo grosso slancio nei prossimi giorni.

I driver della coppia Euro-Dollaro

L'ultima passaggio di questa lunga e altalenante corsa è principalmente attribuibile alla vendita di dollari USA in modo diffuso, che è avvenuta in questi giorni. Il motivo è che i mercati restano cauti sulle prospettive di rialzo dei tassi della Fed l'anno prossimo. Bisogna poi capire bene uale potrà essere l'impatto sui conti della manovra fiscale di Trump. I trader dei migliori broker forex italiani autorizzati sono quindi pronti a entrare in azione.

Sul lato dell'euro, alla valuta univa sta arrivando il sostegno dalla sostanziale revisione al rialzo delle stime di crescita dell'Eurozona, così come risulta dalle comunicazione della BCE fatte nel suo incontro all'inizio di questo mese. Il finale di anno non riserva grandi dati macro, per cui chi no è esperto potrà concentrarsi a capire il trading forex come funziona.

Livelli tecnici

Dal punto di vista tecnico, ci sono livelli interessanti da monitorare. Al rialzo, la resistenza arriva a 1.1900 con un taglio che apre la porta per un ulteriore rialzo verso il livello 1.1950. Più in alto, la resistenza si trova al livello di 1,2000 dove una pausa esporrà il livello di 1,2050.
Al contrario, il supporto si trova al livello 1.1800 dove una violazione punterà al livello 1.1750. Una rottura di qui punterà al livello 1.1700. Qui sotto si aprirà la porta per più debolezza verso la 1.1650. Tutto sommato, EURUSD affronta un'ulteriore debolezza al ribasso.

domenica 10 dicembre 2017

Eurozona, oltre i dati macro c'è la fiducia ritrovata di imprese e famiglie

Sono discrete le prospettive per l'Eurozona nell'immediato futuro. Gli ultimi dati macro economici che sono stati resi noti confermano una tendenza assolutamente positiva. Come è positivo il clima che si respira tra le imprese e le famiglie, che sono sempre più fiduciose di essere uscite fuori dalla grande crisi iniziata qualche anno fa. Secondo le ultime rilevazioni, l'indice di fiducia delle imprese e delle famiglie ha raggiunto il livello più alto da un decennio a questa parte. E il vento positivo si può notare anche solo guardando l'andamento dell'euro. Basta decidere quale piattaforma trading scegliere e poi aprire un grafico che coinvolga l'euro come valuta: si vedrà una crescita impetuosa negli ultimi mesi.

I dati incoraggianti dell'Eurozona

Riguardo i dati macro dell'Eurozona, sono stati molto positivi i dati relativi al PIL del terzo trimestre. La stima per la crescita 2017 dell’area euro si attesta tra il +2,2% e il +2,3%. A fungere da traino sono Germania (+2,6%) e Spagna (+3,1%) , ma non hanno deluso le aspettative ne' Francia (+1,7%) ne' Italia (+1,6%). Riguardo alle prospettive future c'è un cauto ottimismo. La crescita nel 2018 infatti potrebbe essere tra il +1,9% e il + 2,0%, mentre l'anno seguente il PIL potrebbe aumentare ancora del +1,7%. L'area dell’euro quindi rimane economicamente vivace.

Ci sono tre settori che danno il senso di questo rinnovato ottimismo. Quello immobiliare, uno dei più duramente colpiti durante la grande crisi. Quello degli investimenti industriali e quello del mercato del lavoro. Inoltre la spesa dei consumatori sta crescendo ormai al ritmo precedente alla crisi. In questo contesto, la BCE ha annunciato che ridurrà il ritmo del suo programma di acquisto di asset, anche se per un bel po' non vedremo l'aumento dei tassi.

Dal punto di vista valutario, la settimana appena conclusa ha visto durante la prima parte la reazione del Dollaro (chi fa forex trading studi bene quali sono i broker con spread più bassi forex). In chiusura di settimana, però, l’Euro ha mostrato nuovamente in muscoli non riuscendo a recuperare tutte le perdite, ma andando a recuperare l’importantissimo supporto in area 1.1851.

sabato 2 dicembre 2017

Bitcoin sempre più da record: superati gli 11mila dollari


Dopo che Bitcoin è riuscito a raggiungere e superare quota 10mila dollari, l'attività degli speculatori sta raggiungendo altri nuovi picchi estremi. C'è chi vede un futuro irrefrenabile, tanto da ipotizzare quota 100mila dollari, mentre altri (come Jamie Dimon di JP Morgan) continua a bollare il Bitcoin come una frode. Di sicuro c'è una forte preoccupazione riguardo alla possibilità che possa scoppiare una bolla finanziaria.

Chi pensava di averle viste tutte sull'ottovolante della Borsa, mai si sarebbe immaginato di assistere a un fenomeno come Bitcoin. che nel frattempo ha ricevuto un importante riconoscimento. La Cme (Chicago Mercantile Exchange) e la Chicago Board Options Exchange, due listini di Borsa privati, hanno deciso di introdurre la circolazione dei Bitcoin. "Abbiamo avuto discussione rigorose" con le piattaforme di scambio per migliorare i contratti e per "assicurare standard appropriati di supervisione su questi contratto" afferma la Cftc. Una cosa che di fatto rappresenta una tacita approvazione del settore delle criptovalute nel suo insieme.

Altri record per Bitcoin

Quel che è certo è che la criptovaluta più famosa e scambiata al mondo riserva molte insidie. Quando si fa trading su Bitcoin si sa come si comincia ma non si sa come fa a finire. Con rialzi e ribassi da capogiro. Ad esempio, il giorno dopo il record di novembre c'è stato un crollo del 20%. Tutto in sole 24 ore, mandando in crisi quelli che fanno trading con la piattaforma migliore opzioni binarie. Del resto, appena un anno fa, il Bitcoin veniva scambiato a 800 dollari.

Oggi sabato, la criptovaluta più nota al mondo viaggia su 11130 dollari, macinando altri record. Dal punto di vista tecnico,  seguendo la strategia Parabolic sar forex evidenziamo una tendenza ancora fortemente rialzista. Del resto il prepotente rally degli ultimi mesi, in scia al balzo della domanda e all’imminente arrivo di futures ed ETF sulla criptovaluta, ha portato a quotazioni più che decuplicate rispetto ai livelli di inizio anno.

domenica 19 novembre 2017

Euro, migliorano le condizioni per la stretta monetaria


Ci sono diversi fattori che stanno ponendo le basi per la futura stretta monetaria nell'Eurozona. La crescita economica avanza a buon ritmo, l'inflazione dovrebbe crescere in modo più deciso nei prossimi mesi e avvicinarsi al target 2% fissato dalla BCE, e poi c'è la diminuzione della disoccupazione. Nell'ultimo meeting l'istituto centrale europeo ha deciso di ridurre il quantitative easing da 60 miliardi di euro al mese fino a 30 miliardi. Si comincerà a gennaio e si andrà avanti almeno fino a settembre 2018. Poi si vedrà.

Nel frattempo continuano a giungere segnali positivi sul fronte economico del Vecchio Continente. Gli indici PMI hanno accelerato mentre il Rapporto Autunnale di Previsione Economica dice che l'economia crescerà del 2,2% nel 2017 e del 2,1% nel 2018. Potrebbe essere un 2017 al ritmo di crescita maggiore avuto negli ultimi dieci anni. Inoltre la diminuzione della disoccupazione ha spinto la ripresa e i consumi privati.

L'economia UE e l'euro


Chi sta beneficiando di questi dati è l'euro, come abbiamo visto su Markets (qui puoi vedere un approfondimento sul tema markets.com recensione). Venerdì la coppia EUR/USD ha rotto sopra il livello degli 1,18$, anche se in seguito ha ritracciato. Dal punto di vista tecnico c'è un segnale importante: a quota 1,17 è stata rotta la neckline della figura di testa e spalle sul grafico giornaliero, e subito dopo si è verificata una inversione di rotta con la rottura al di sopra di tale livello. Questo è un segnale di decisa forza da parte della valuta unica.

Consiglio: dedicate sempre il giusto tempo alla valutazione di quale broker forex scegliere, perché anche l'operatore che si utilizza sul mercato determina il successo o meno di un trader.  

Se dovesse confermarsi questa tendenza, allora il mercato potrebbe muoversi verso quote più elevate come 1,20$ e magari anche oltre verso 1,21$. Tuttavia molto dipenderà dalla riforma fiscale americana e dalla prossima mossa della FED attesa per dicembre.

lunedì 6 novembre 2017

Trading, la settimana passata e quella che comincia



Dopo aver vissuto alcuni giorni ad altissima intensità, soprattutto per via di una discreta mole di importanti dati marco, i mercati possono abbassare il ritmo. Così nel trading market la volatilità cala e rientra nella norma, al pari dei volumi. Sullo sfondo resta comunque un moderato ottimismo, soltanto attenuato dalle previsioni sui fattori di rischio. Insomma prudenza sì, ma davvero ridotta al minimo.

Appuntamenti marco per il trading


Sul valutario gli occhi sono puntati sulle decisioni in merito ai tassi da parte di Australia e Nuova Zelanda. Le banche centrali decideranno rispettivamente il 7 e il 9, per cui occhio ai migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis in uscita nei prossimi giorni su Aud e Nzd. Il momento per questi due paesi non è positivo, visto che gli ultimi dati sono stati sotto le aspettative.

In Europa invece rimane sempre aperta la questione Catalogna, che per adesso resta fonte di bassissima preoccupazione per i mercati. Nell'ambito trading la questione è stata derubricata a fatto essenzialmente interno alla Spagna. Anche perché così la sta considerando la UE. Chi traffica con l'EUR insomma ha dedicato più tempo a cercare broker con spread bassi forex piuttosto che a occuparsi della questione spagnola.

Usa e Gran Bretagna


Più interesse riguardo alle vicende USA. La nomina di Powell quale futuro presidente FED, la presentazione della riforma fiscale (non senza polemiche), i dati sul lavoro e gli echi del Russian-Gate sono fattori che hanno inciso nei giorni scorsi sull'USD, e che potrebbero incidere ancora nei prossimi giorni, tenuto conto che ci avviciniamo al momento in cui la Fed dovrebbe alzare per la terza volta nell'anno i tassi.

Occhio intanto alla Gran Bretagna, dove la BoE ha appena stroncato gli entusiasmi del mercato, ricevendo in cambio una forte penalizzazione della sterlina. Resta l'incertezza sul fronte Brexit, visto che le trattative che vanno a rilento.

venerdì 27 ottobre 2017

Effetti finanziari delle politiche espansive: in Giappone un milione di milairdi di Yen in fuga

Sono sempre più i dati macro a guidare le scelte dei mercati. Inflazione su tutti. Se Europa e USA non riescono in alcun modo a centrare il loro target di inflazione (fissato al 2%), sta messo molto peggio il Giappone, che questa mattina ha accolto tiepidamente l'ennesimo dato flop sui prezzi al consumo. L'istituto statistico nazionale infatti ha evidenziato che l'inflazione è allo 0,7%, anni luce lontano dal 2% come obiettivo. Questo potrebbe pesare sulle prossime scelte della Bank of Japan, che da tempo sta portando avanti una politica ultra espansiva (chi sa che cos'è il fx trading ormai sa di cosa si parla).

Gli effetti di questa politica si fanno sentire sullo Yen, che nel frattempo ha perso il 3% contro il dollaro da inizio anno, mentre secondo i dati eToro contro l'euro addirittura ha perso il 10% (qui trovi una guida su come funziona eToro).

L'ultra-espansivismo e gli effetti finanziari

Ma pochi però comprendo quanto possa essere grande l'effetto distorsivo che queste manovre monetarie possono avere sull'economia. Già perché questo fiume di liquidi che inonda i mercati da quale parte andrà pure investito. E allora tutti si arrovellano a cercare dei rendimenti recenti.


Proprio dal Giappone arriva un esempio evidente. Qui sono cresciuti a dismisura gli attivi stranieri detenuti dagli investitori privati e istituzionali. Al punto tale che per la prima volta è stata superata la cifra record di un milione di miliardi di yen. Solo nell'ultimo quinquennio questo importo è salito di circa il 50%. Quindi una quota sempre maggiore di giapponesi sposta i suoi capitali dai mercati nazionali a quelli oltre oceano. Il dato diventa ancora più eclatante se pensiamo che questa cifra è più del doppio dell'intero Pil giapponese. E non è che stiamo parlando di un'economia poco evoluta. Parliamo della terza economia al mondo dopo Stati Uniti e Cina.

Ma dove finiscono tutti questi soldi in fuga dal Giappone? La metà finisce in titoli azionari. A inizio estate gli investitori del Giappone avevano in portafoglio circa 453 mila miliardi di yen in titoli stranieri. Per lo più si tratta di azioni di aziende americane, mentre il 30% circa è ubicata in Europa.

venerdì 13 ottobre 2017

Bitcoin oltre il muro dei 5000 dollari. Marcia da record

Dopo che nella prima metà di settembre c'era stata una bella frenata, il Bitcoin è ripartito di slancio. La criptovaluta più famosa al mondo sta viaggiando a suon di record, ed ha superato quota 5300 dollari, in base ai dati diffusi da CoinDesk. A sorprendere è la forte ascesa della moneta virtuale, che non si ferma più. Chiaramente questo non suscita l'interesse soltanto dei fornitori di migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis, ma anche degli specialisti.

Dalla primavera scorsa il Bitcoin ha messo assieme un guadagno choc. Basti pensare che le quotazioni della valuta digitale più nota al mondo sono pressoché quintuplicate nel 2017. Per la precisione ha messo a segno un progresso del 427% da inizio anno.

Perché piace così tanto Bitcoin


Il motivo per cui il Bitcoin è stato protagonista di questa impetuosa ascesa è duplice. Da una parte c'è un aspetto tecnico, che ha a che vedere con la maggior sicurezza e affidabilità del software che ne gestisce la trattazione. Al tempo stesso però c'è anche un chiaro intento speculativo da parte dei trader. E' evidente che essendo questa criptovaluta sganciata da qualsiasi problematica di carattere economico o geopolitico, tende ad assumere le caratteristiche di un "bene rifugio".

Non stupisce allora che i migliori broker forex italiani uno dopo l'altro abbiano cominciato a includere Bitcoin nelle loro piattaforme di trading. Anche se va sempre rimarcato che è estremamente difficile fare previsioni sull’andamento di questi asset, che dovrebbero essere negoziati soltanto da chi ha già maturato una certa esperienza di trading online.

giovedì 5 ottobre 2017

Mercati ancora tiepidi riguardo alla questione della Catalogna

Il popolo dei trader sembra minimizzare la questione relativa alla indipendenza Catalana, anche se a ben guardare il rischio che possa avere una forte ripercussioni sui mercati c'è. Al momento gli investitori sono propensi a prevedere un esito meno invasivo della questione, che viene per lo più vista come una faccenda interna alla Spagna. Tuttavia, mentre si è impegnati a imparare la propria interfaccia di trading, a cercare i broker spread più bassi forex o valutare le proprie strategie, un occhio bisogna comunque darlo alla Catalogna.

Le ripercussioni sui mercati


La Commissione Europea ha preso già posizione contro la mossa Catalana, annunciando che se davvero si arrivasse alla indipendenza, la regione iberica verrebbe subito esclusa dall’UE. Chiaramente questo significa vivere una situazione di incertezza interna, che però ripercuote i suoi effetti anche all'esterno. La lealtà della Catalogna verso l’UE si sta esaurendo, mentre già da tempo questo è successo con Madrid. In sostanza, la Ue ha peccato in diplomazia.

Nel frattempo il governo regionale catalano ha annunciato altre manifestazioni, e la frange più radicale ha chiesto un’immediata dichiarazione unilaterale d’indipendenza, che potrebbe esserci nei prossimi giorni (con una possibile attivazione dell’Articolo 155).

Sul Forex negli ultimi giorni la moneta unica è rimasta stabile poco sotto quota 1,18 nei confronti del dollaro. Secondo i dati Markets (vedi qui markets.com recensione) c'è stato un calo lieve, anche perché l'euro trova benefici dalle ultime indicazioni giunte dagli indici PMI. Tuttavia saranno importanti i prossimi dati macro (come i NFP americani) e l'eventuale acuirsi delle tensioni spagnole per capire dove si sta avviano questo cross nel Forex.

sabato 23 settembre 2017

Moody's colpisce il Regno Unito: abbassato il rating

Il weekend per il Regno Unito si apre con una doccia fredda dal punto di vista finanziario. L’agenzia di rating Moody’s - pur migliorando l'outlook della Gran bretagna a "stabile" - ha infatti deciso di tagliare il suo rating sull'affidabilità creditizia, portandolo al livello Aa2, ovvero il terzo livello più alto nella scala di valutazione.

La sterlina ha reagito male sui mercati. I migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis hanno subito puntato sul ribasso del pound. La divisa di Sua Maestà è poi scesa a 1,3495 dollari, salvo poi risalire verso quota 1,35 USD.

Consiglio: se volete negoziare valute, imparate bene cos'è la leva finanziaria forex trading, visto che è il meccanismo alla base di tutto.

Le motivazioni del taglio di Moody's


E' la prima volta che il rating viene ritoccato, dopo le elezioni che si sono tenute a inizio estate. Da quella consultazione elettorale, la May era uscita male con un Governo indebolito e la necessità di rivedere la sua linea su politiche economiche e Brexit. Le motivazioni ufficiali del taglio da parte di Moody’s sono riconducibili a due fattori. Anzitutto l’indebolimento delle finanze britanniche, in secondo luogo l'erosione della forza economica come conseguenza dell’addio alla UE.

Nel frattempo, proprio la premier britannica ieri ha tenuto un discorso a Firenze. La May ha parlato della necessità di trovare un accordo su Brexit, pronosticando un periodo di transizione di circa due anni. Ha poi parlato agli italiani: “Voglio reiterare a tutti gli italiani e ai cittadini Ue che vivono nel regno Unito che vogliamo che restiate, siete preziosi per noi e vi ringraziamo per il vostro contributo”.

lunedì 18 settembre 2017

Mercati impassibili di fronte al nuovo test coreano

Malgrado l'ennesima provocazione nucelare della Corea, i mercati sono rimasti sostanzialmente impassibili sul finire della settimana scorsa. La notizia di un nuovo lancio di un missile di Pyongyang sul Giappone ha scosso soltanto i mercati asiatici nella notte di venerdì, tanto da spingerli verso un calo. Ma poco dopo gli investitori si sono tranquillizzati e le quotazioni hanno ripreso la marcia. Addirittura il Nikkei di Tokyo ha sovraperformato, mentre i mercati sudcoreani sono rimasti impassibili. L'unica eccezione è rappresentata dai mercati australiani, sui quali però la pressione è giunta da altri fronti.

La reazione dei mercati

Come mai i mercati non hanno reagito al lancio del missile nordcoreano nello spazio aereo giapponese? Sono altri i fronti caldi. Ad esempio la forza della sterlina sull’USD, dopo l'intervento della Bank of England che è parsa molto più hawkosh che in passato. La prospettiva che la banca sarà costretta ad alzare i tassi ha acceso gli speculatori. Il rialzo della sterlina (si può vedere su un qualsiasi miglior conto trading online forex) ha raggiunto i livelli che non si vedevano dal voto di Brexit del giugno 2016, e questo ha spinto il FTSE ai minimi di aprile.

Inoltre i mercati europei hanno risentito anche della forza dell’euro, che sta minacciando il programma di normalizzazione che la BCE avrebbe voluto portare avanti nei prossimi mesi. Anche in questo caso ci si può aiutare con un qualsiasi miglior sito per opzioni binarie per vedere l'andamento della quotazione della moneta unica contro dollaro e yen.

Anche negli Usa è stato sostanzialmente ignorato il test missilistico nordcoreano. I tre principali indici Usa sono volati a nuovi massimi record, trainati dai settori tecnologici e delle telecomunicazioni, anche se guadagni sono stati evidenziati nella maggior parte dei settori dello S&P. Tutto questo peraltro, malgrado i dati economici siano stati deludenti (vendite al dettaglio in calate inaspettatamente per la seconda volta negli ultimi tre mesi, produzione industriale in discesa, fiducia dei consumatori calata leggermente ad agosto).

giovedì 14 settembre 2017

Dollaro in ripresa, ma i trader aspettano il dato sull'inflazione

E' uno dei giorni più attesi della settimana da parte degli investitori. Oggi dagli USA giungeranno infatti i dati relativi alla inflazione al consumo, che daranno qualche indicazioni maggiore circa la possibilità che la FED alzi i tassi in futuro. Nel frattempo il dollaro marcia stabile nel Forex contro le altre principali valute. Il che è comprensibile, visto che nessuno vuole fare una mossa azzardata prima dei dati sul CPI.

La ripresina del dollaro

C'è quindi ancora un po' di tempo per decidere quale broker forex scegliere. L’indice del dollaro USA al momento viaggia verso quota 91,39. Ricordiamo che il Dollar Index misura l'andamento del greenback contro un paniere composto dalle altre valute principali del Forex. Nel corso di questa settimana il suo valore è rimbalzato dell’1,14%, segnando una ripresa rispetto al minimo di oltre due anni toccato la scorsa settimana.

La crescita è essenzialmente dovuta all'allentarsi delle tensioni sul fronte Corea del Nord, nonché al minore impatto dell’uragano Irma sull'economia. Una piccola spinta è giunta ieri anche dalla schiarita sul fronte politico interno. C'è un po' meno scetticismo riguardo la capcaità del governo Trump di far passare la riforma fiscale.

Il dato sull'inflazione

E' chiaro però che l'impatto maggiore l'avrà il dato sull'inflazione in uscita oggi. Fino a quel momento, meglio evitare esperimenti per capire se il Forex trading online automatico funziona. Del resto ieri i dati hanno evidenziato che malgrado la ripresa dei prezzi alla produzione, non ci sono grandi pressioni inflazionarie. Questo resta un possibile ostacolo per i piani della Fed circa l’aumento dei tassi di interesse.

La riunione della Fed è in calendario il prossimo 20 settembre. Un dato relativo all'inflazione minore delle attese porterebbe a un rally dell'euro/dollaro e vendite sul dollaro/yen. Tenuto conto che circa il cross Eur-Usd siamo in prossimità del livello psicologico importante posto a quota 1,20, l'azione del prezzo in un verso o nell'altro potrebbe davvero diventare molto importante.

domenica 10 settembre 2017

Investitori delusi dalla BCE. L'euro continua a marciare forte

La settimana che si è conclusa ha visto tutte le attenzioni puntate su Mario Draghi e il meeting della BCE. Tuttavia il numero uno della Eurotower ha fornito poche informazioni sul futuro del QE, tradendo così le aspettative degli investitori. La strategie è stata quella di prendere ancora tempo e non sbilanciarsi troppo. Come era previsto, la BCE ha deciso di non toccare il livello dei tassi d’interesse chiave, mantenendoli al livello minimo. Da parte dei trader c'era la speranza che Draghi presentasse un piano riguardo l'allentamento quantitativo, ma così non è stato. La discussione è stata rimandata alla fine dell’anno, ed anzi Draghi ha aggiunto che se sarà necessario il QE continuerà anche nel 2018.

Draghi non convince gli investitori

Nulla di nuovo quindi, e soprattutto non c'è stata alcuna reazione concreta a quello che è il problema principale della BCE, ovvero il forte apprezzamento dell’euro degli ultimi mesi. La valuta unica da inizio anno ha guadagnato quasi il 15% contro il dollaro e i migliori segnali gratis opzioni binarie continuano a puntare sul rialzo del cross Eur-Usd. Draghi ha solo affermato che la “volatilità dell’euro rappresenta una fonte d’incertezza", ma non ha detto nulla circa le mosse che intende fare. Gli investitori quindi non avranno certezze fino almeno alla prossima riunione di ottobre. Ma è plausibile che ogni risposta arriverà non prima di dicembre.

La reazione dell'euro durante la conferenza stampa è stata immediata. Dopo esserci chiesti quali sono i migliori broker opzioni binarie, apriamo le loro piattaforma e vedremo che l'EUR/USD si è impennato a 1,2059 e in seguito la sua salita è continuata fino a entrare nell'orbita 1,21. Il fatto che Draghi non sia sembrato troppo preoccupato per la forza dell’euro è stato interpretato come un segnale rialzista quindi.

Adesso gli investitori si stanno già concentrando sul prossimo evento chiave in calendario, ossia la riunione del FOMC - l'organo di politica monetaria della FED - in programma il 20 settembre. Al momento comunque non sembrano esserci le condizioni affinché la Fed possa continuare il suo programma di rialzo dei tassi, ma è comunque interessante sapere le novità riguardo la data d’inizio del programma di riduzione degli attivi di bilancio USA.

martedì 5 settembre 2017

Criptocurrency sotto pressione dopo il bando della Cina alle ICO

Tempi durissimi si prospettano per le criptocurrency. Secondo autorevoli indiscrezioni che giungono dalla Cina, l'istituto centrale cinese infatti si appresta a colpire duramente le raccolte fondi effettuare per finanziare i progetti sulle criptovalute. Le così dette ICO (Initial coin offering) avrebbero infatti violato le norme sulla raccolta fondi. In molti casi addirittura si è accertato che si tratterebbe di frodi belle e buone. Complessivamente, dall'indagine fatta dall'istituto cinese emerge che il 90% dei casi di ICO presenta delle violazioni, che verranno punite rigorosamente.

Le ripercussioni sul mercato delle criptocurrency

Inevitabilmente c'è stata una ripercussione sui mercati. Aprendo una qualsiasi piattaforma forex migliore per trading si vede chiaramente il grafico della coppia BTCUSD scivolare verso il basso. Dalla soglia dei 5000 si è passati in breve tempo sui 4300 dollari.

Ricordiamo che la Cina è uno dei mercati più proficui per coloro che fanno ICO sulle criptocurrency. Secondo la relazione del Comitato Tecnico Nazionale per la Sicurezza Finanziaria Nazionale della Cina, le raccolte effettuate nel territorio cinese hanno fruttato circa 2,6 miliardi di yuan, ovvero più di 300 milioni di euro. La scossa subita quindi è pienamente giustificabile. Nonostante il fatto che le autorità cinesi non abbiano emesso alcuna legge ufficiale, la ripercussione c'è già stata sul mercato. Va anche detto che molti dei progetti stanno cercando di dimostrare che operano legalmente, che effettivamente raccolgono fondi e lo fanno nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

Quello che accadrà adesso è molto incerto, e suggerisce di limitarsi a fare operazioni virtuali sulla migliore piattaforma forex demo trading, piuttosto che avventurarsi nel mercato reale. Gli investitori probabilmente proveranno a vendere o convertire i Bitcoin in altre valute, e questo finirà per esercitare una certa pressione sul prezzo. Discorso non diverso vale anche per Ethereum, già scivolato dalla soglia dei 400 dollari fino a 300.

venerdì 1 settembre 2017

BCE, prove di frenata all'euro. Ma i mercati non abboccano

A pochi giorni dal meeting della BCE, sono giunti dei rumors riguardo un possibile incontro tra banchieri dell'istituto centrale. Roba da far drizzare le antenne agli operatori di mercato. Roba che fa venire il dubbio che magari la cosa sia stata montata ad arte, in modo da vedere le reazioni delle piazze alla notizia. Del resto c'è un precedente importante: quando Draghi parlò a Sintra un mesetto fa, malgrado non disse nulla di esplicito i mercati interpretarono le sue parole nel modo che vollero. Risultato: l'euro schizzò verso l'alto.

Le mosse della BCE


Quel precedente ha fatto capire come si stia vivendo il momento sui mercati, e quanto sia importante calibrare bene le parole. Forse proprio per questo sono emerse le voci di ieri. Per capire fino a che punto i mercati sono sensibili a ciò che accade sul fronte europeo. Non c'è dubbio che molti banchieri abbiano drizzato le antenne ieri per vedere le reazioni anche ai dati sull'inflazione. Il punto è che l'istituto europeo deve fare i conti con una valuta che è troppo forte. Peggio ancora sembra inarrestabile. Ha varcato i confini di 1,20 contro il dollaro, e chi fa analisi tecnica sul Forex avrà notato il comportamento dello stocastico (miglior settaggio stocastico lento 20 5 5) verso l'ipercomprato.


Ieri dopo quei rumors si è visto sì un immediato indebolimento, che però è rientrato riportando il cambio col dollaro in area 1,19 a fine giornata. La coppia EUR/USD durante tutta la settimana ha navigato in acque agitate, per lo più a causa del biglietto verde (si veda il cross con il trading system Ichimoku strategia).

È chiaro che la BCE è tenuta sotto pressione da un euro forte, ma Draghi nei suoi discorsi ha evitato ogni riferimento a quest’aspetto. D’altro canto, è chiaro che il calo del dollaro è visto di buon occhio dalla Federal Reserve. I timori che la BCE possa fare qualcosa per indebolire l'euro sono durati poco, insomma. Nessun terremoto, nessun overshooting. Del resto molti già si aspettano un rallentamento del ritmo al cui avverrà la riduzione del piano di acquisti. E molti si aspettano che questo annuncio non avverrà subito, ma solo al meeting di ottobre.

lunedì 28 agosto 2017

Finanza, i mercati aspettano i dati macro dopo Jackson Hole

Quali reazioni avranno i mercati della finanza dopo Jackson Hole? Il simposio che ha avuto luogo nel Wyoming settimana scorsa, farà sentire i suoi effetti questa settimana. Di certo i riflettori saranno accesi sul dollaro, che immediatamente dopo l'intervento della Yellen ha avuto una brusca battuta di arresto, con i migliori segnali di trading gratis sicuri che puntano al ribasso del biglietto verde).

Oggi non dovrebbero esserci grossi scossoni, anche perché la Borsa di Londra è chiusa per festività e questo inciderà sulle Piazze europee, riducendo i volumi degli scambi (almeno finché non aprirà Wall Street).

Dati macro della settimana


L'eco di Jackson Hole si sentirà soprattutto al momento di leggere i dati macro in uscita questa settimana. I mercati della finanza aspettano infatti soprattutto di conoscere l'andamento dell'occupazione USA. Il report farà capire maggiormente come potrebbe muoversi la Federal Reserve in merito alla politica monetaria fino a fine anno. Altrettanto importante è pure la lettura rivista della crescita del secondo trimestre USA.

Soltanto in presenza di dati solidi, potrà tornare in voga la possibilità di un ulteriore rialzo del costo del denaro a dicembre. Se così fosse, allora anche il dollaro potrebbe beneficiarne sul mercato valutario. Il biglietto verde ha vissuto un'altra settimana nera contro l'euro, che ha superato quota 1,19 (si noti l'andamento dell'Indicatore frattali trading sul grafico Eur-Usd).

Intanto sul fronte Europeo, gli investitori aspettano di conoscere i dati flash sui prezzi al consumo. L'andamento dell'inflazione è infatti uno dei fattori che sta frenando la BCE sul terreno della normalizzazione dei tassi.
Nel frattempo si aspetta anche di conoscere il report sull’attività manifatturiera nel Regno Unito.Questo dovrebbe dare un quadro migliore sugli effetti che la Brexit sta avendo sull’economia.

giovedì 24 agosto 2017

Cambio Usd-Jpy in calo, ma occhio al simposio di Jackson Hole

L'effetto Trump si fa sentire sui mercati valutari, dove si vede una forte tendenza ribassista del dollaro americano contro lo yen giapponese. Una spinta dovuta soprattutto ai nuovi proclami del presidente USA, che è tornato a parlare di costruire un muro con il Messico, spingendosi fino a minacciare lo stesso Governo.

Questo ha spinto nuovamente gli investitori a puntare sugli asset rifugio (oro e yen in primis). Abbiamo visto il cambio USD/JPY viaggiare in ribasso (con formazione di forex gap lap trading), evidenziando un possibile test del supporto a 108,729 mentre la resistenza è in area 109,375. In sostanza è successo che questa coppia non è riuscita a superare la regione situata in area 110,00, che rappresenta anche una soglia importante dal punto di vista psicologico.

Dati macro, banche centrali e cambio Usd-Jpy


Una spinta allo yen giapponese è arrivata anche dai dati sul PMI manifatturiero. I risultati hanno battuto le attese del mercato e hanno così contribuito all’apprezzamento dello yen contro il dollaro. Oggi inoltre è stato evidenziato un miglioramento del "superindice". Il leading indicator relativo al mese di giugno è stato portato a 105,9 punti rispetto ai 106,3 punti della stima preliminare. Nello stesso periodo l'indice coincidente si è attestato a 117,1 punti, quindi in aumento rispetto ai 115,8 punti precedenti. L'indice differito è salito a 117,4 punti. Tutti dati a sostegno dello Yen.

Prima però di tuffarvi nel mercato dopo aver scelto quali sono i migliori broker di opzioni binarie, dovrete prestare attenzione a una cosa. Da oggi comincia il simposio di Jackson Hole, ovvero un summit tra i banchieri centrali che potrebbe far emergere delle novità in merito alle diverse politiche monetarie. Particolare attenzione sarà data alle parole di Janet Yellen. La numero uno della FED con una retorica più da falco potrebbe dare una spinta al dollaro, e quindi alla copppai Usd-Jpy.

domenica 20 agosto 2017

Inflazione USA troppo bassa, si allontana il rialzo dei tassi

L'appuntamento clou della settimana scorsa è stata senza dubbio la pubblicazione dei verbali del FOMC, ovvero l'organo di politica monetaria della Federal Reserve. Il documento ha dimostrato che l'istituto centrale americano vive più di dubbi che di certezze, e che c'è una spaccatura interna tra i membri riguardo le azioni da compiere. Questioni che hanno tenuto i trader con il fiato sospeso come è più di scoprire qual è il miglior sito forex trading. Ma alla fine si può dire che grosse novità non sono emerse.

Il problema dell'inflazione

Dalle parti della Federal Reserve si conferma alta la preoccupazione perché la dinamica dei prezzi non è ritenuta soddisfacente. Anche gli ultimi dati sull'inflazione hanno confermato che questa procede ad un ritmo ancora troppo basso per poter supportare i propri progetti monetari. Ed è proprio qui che sta il problema. La FED ammette che c'è un consenso diffuso e convinto sull'opportunità di avviare il processo di normalizzazione del bilancio entro breve termine. Ma è altrettanto diffuso il convincimento che la debolezza dell’inflazione è un ostacolo forte da tenere presente.

Il Comitato ha rivisto al ribasso le stime sull’indice dell'inflazione per la fine del 2017, per via del fatto che si è andata riducendo la componente core (ovvero i beni a minore volatilità). Questo ha agitato le acque in seno al Fomc, anche in presenza di dati migliori del previsto sul mercato del lavoro. Non bastano solo quelli, e finché non ci saranno dati in grado di confermare, o meno, la temporaneità dell’attuale basso livello dell’inflazione è meglio stare fermi. La lettura dei verbali quindi ha cambiato poco lo scenario del dollaro sul mercato valutario.

Gli effetti su Dollaro


Al momento sembra meglio evitare di negoziarlo, opure si può farlo sfruttando il bonus 25 euro trading offerto da alcuni broker. Ma altrimenti meglio strane alla larga perché la sensazione è che basti una scossa per farlo muovere in modo forte da una parte o dall'altra. Anche perché bisogna pure sottolineare le rinnovate preoccupazioni degli investitori sulla capacità dell'Amministrazione Trump portare avanti la sua agenda di politica economica.

mercoledì 16 agosto 2017

Bank of England, l'inflazione delude e la manovra restrittiva si allontana

Il giorno di Ferragosto è giunto il dato riguardante l'inflazione in Gran Bretagna. Secondo le rilevazioni dell'ufficio di statistica britannico, la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta invariata. La crescita dei prezzi infatti rimane stabile al 2.6%. Si tratta di un valore appena al di sotto delle stime (2,7%), così come sotto la stima è stato il dato dell'inflazione core (salita 2.4% contro una previsione del 2.5%).

Problemi per la Bank of England


Questi dati non sono certo positivi per la Bank of England, che difficilmente potrà cambiare qualcosa nella propria politica monetaria nel breve periodo. Il Governatore Mark Carney quindi potrebbe evitare nuove misure di stimolo ma anche manovre di tipo restrittivo. Infatti il tono hawkish emerso di recente da parte di alcuni membri della BoE non è più plausibile.

Dal punto di vista valutario, la coppia EUR/GBP dopo aver tentato una mossa in ribasso, ha finito per innescare un rally significativo. I migliori segnali forex in tempo reale sicuri hanno puntato tutti al rialzo. Pertanto, sembra che il mercato proseguirà la propria generale tendenza rialzista.

Anche rispetto al dollaro la sterlina britannica si è mossa in forte ribasso il giorno di Ferragosto, fino a scivolare al di sotto del livello degli 1,2950$. Se romperemo sotto il supporto di 1,2850$, le cose potrebbero farsi drammatiche per il pound. E al momento i migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis vanno tutti in questa direzione.

Volendo speculare sulle decisioni della Bank of England per i prossimi mesi, si deve necessariamente intrecciare il discorso con quello sulla Brexit. L'inflazione comunque in aumento e oltre il 2% potrebbe far pensare a un atteggiamento molto più hawkish. Ma è anche vero che l'indebolimento della sterlina ha fatto da volano proprio alla crescita dei prezzi. Se venisse eliminato anche questo, cosa succederebbe?