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venerdì 29 maggio 2026

Banca centrale del Giappone, cos'è e come funziona

Dopo la restaurazione Meiji (1868) che riconsegnò il potere sul Giappone all'imperatore dopo secoli di dominio degli shōgun, c'era la necessità gestire la nuova valuta unica che aveva sostituito quelle che erano state utilizzate nei diversi feudi (han). Per questo nel 1882 nacque la Banca centrale del Giappone. L'istituto è conosciuto anche con l’acronimo BOJ (Bank of Japan) e spesso chamata Nichigin.

Breve storia della Banca centrale del Giappone

L'istituto, che cominciò a operare nel mese di ottobre del 1882, ebbe una un capitale iniziale di 10 milioni di yen ed ha sede a Nihonbashi (Tokyo) vicino al famoso distretto Ginza, il cui nome significa "zecca d'argento". Tuttavia ha anche 32 sedi staccate. 

Nel corso del tempo è la Bank of Japan è stata riformata più volte, l’ultima nel 1997 e progressivamente il suo capitale è stato aumentato fino a 100 million di yen, di cui 55 milioni di yen sono di proprietà del governo nipponico.

Le due fasi della vita della BoJ

In una prima fase la Banca del Giappone si limitò solo a svolgere le proprie competenze nell'ambito del sistema bancario nazionale, mentre gli affari con l'estero erano riservati alla Yokohama Specie Bank. Questa separazione dei ruoli durò fino al 1942, quando vennero ricondotti tutti alla BoJ anche per tenere conto dell’entrata in guerra del Paese.
Un'altra riforma, varata nel 1997 (ed entrata in vigore l'anno seguente), portò a una maggiore autonomia e trasparenza dell'istituto rispetto al Governo.

Ruoli e compiti della Banca centrale del Giappone

La banca centrale del Giappone è un'entità aziendale indipendente dal governo giapponese, per garantire neutralità politica. Tuttavia il governatore della BoJ ha una notevole influenza sulla politica economica del governo.
La Banca era ed è parzialmente di proprietà privata e le azioni sono trattate fuori dai mercati regolamentati.

Il compito principale della banca centrale del Giappone è garantire la stabilità dei prezzi (principalmente tramite il movimento del tasso di interesse, così da mantenere l'inflazione attorno al target del 2%) e contribuire a un armonico sviluppo dell’economia nazionale. L'istituto ha il potere di emissione di valuta, che esercita dal 1885 (anche se ci vollero ben 20 anni prima che lo yen sostituisse tutte le monete emesse in precedenza dai singoli feudi).

Altre funzioni dell'istituto

Tra i compiti definiti nel suo statuto ci sono anche la fornitura di servizi e assicurare la stabilità del sistema finanziario. Inoltre la BoJ si svolge l'attività di Tesoro, sicurezza e operazioni correlate, le attività internazionali e la compilazione di dati, analisi economiche (ossia i dati macroeconomici più importanti) e attività di ricerca.

Come funziona la Bank of Japan

Ci sono tre livelli organizzativi che definiscono come funziona la Banca centrale del Giappone.

C'è un Policy Board, l’organo di governo e decisionale della banca, che determina le linee guida per il controllo della politica monetaria e di ogni altro mandato dato dalla legge. E' composto da diversi funzionari, tra i quali anche un Governatore e un vice governatore.
Poi ci sono i revisori dei conti, i direttori esecutivi e i consiglieri.

La Bank of Japan si articola poi in dipartimenti (15), filiali (32), uffici (21) che svolgono materialmente i compiti che sono affidati dalla legge alla banca. Tra gli uffici ci sono anche quelli di rappresentanza all’estero.

La BoJ e la valuta giapponese

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutare, quindi le sue mosse sono fondamentali per lo Yen. Peraltro la banca centrale del Giappone spesso è intervenuta direttamente nei mercati valutari, generalmente per abbassare il valore dello yen (così da agevolare l'export, ma senza eccedere).

Va ricordato che per i mercati lo Yen giapponese è un investimento rifugio, nel senso che in tempi di tensione gli investitori lo cercano per via della sua affidabilità e stabilità. Quando c'è un clima di risk-off è positivo per lo Yen. Le scelte di politica monetaria della BOJ hanno inoltre un grande impatto sull’indice Nikkei e su tutti i mercati asiatici.

giovedì 31 ottobre 2019

Tassi di interesse, la Bank of Japan cambia la forward guidance

Cambio di prospettiva per la Bank of Japan, che nel meeting di politica monetaria della scorsa notta ha deciso comunque di mantenere invariati sia i tassi che il QE.

La decisione della Bank of Japan

L'istituto centrale nipponico ha deciso, con 7 voti favorevoli e 2 contrari, di lasciare il tasso di interesse in territorio negativo a -0,10%, e di confermare il piano di acquisto titoli a un ritmo annuale di circa 80 trilioni di yen. Tuttavia, la forward guidance sui tassi è stata leggermente (ma sostanzialmente) modificata. La BoJ infatti ha chiaramente affermato che in futuro potrebbe abbassare ulteriormente i tassi (ricordiamo, già in territorio negativo), se ci sarà bisogno per arrivare al target di inflazione del 2%.

Nel commento a seguito dela decisione, il governatore della BoJ Kuroda ha evidenziato che i tempi della ripresa economica slitteranno di circa 6 mesi, mentre i progressi sul fronte commerciale USA-Cina, non sono ancora sufficienti per pensare che le tensioni siano ormai scemate. Per questo occorre prudenza.

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Conseguenze sui mercati

Il meeting della BoJ non ha avuto grosse coneguenze sull'andamento dello Yen, che si è apprezzato contro il dollaro soprattutto per via delle scelta della FED di tagliare il costo del denaro USA. La coppia USDJPY è scesa a 108,30, dopo essere rimbalzata sulla SMA200 (occhio ai triplo massimo e minimo trading).

Circa le previsioni economiche, la BoJ ha declassato l'inflazione e le reali previsioni di crescita. L'inflazione per il 2020 è stata rivista all'1,1%, quella per il 2021 all'1,5%. Riguardo alla crescita, si prevede che il PIL reale crescerà dello 0,7% nel 2020, in calo rispetto alla precedente proiezione dello 0,9%.

giovedì 20 dicembre 2018

Bank of Japan ancora immobile. Ma intanto lo Yen sale sui mercati

Ancora una volta la Bank of Japan non ha regalato alcuna sorpresa. L'istituto centrale nipponico ha infatti deciso di confermare i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo, e a zero sui titoli di Stato decennali. Questo livello del costo del denaro fu deciso con una mossa storica nel meeting del gennaio 2016.

La scelta della Bank of Japan

La decisione di politica monetaria della BoJ è giunta poche ore dopo la mossa della Federal Reserve americana, che ha deciso invece di procedere con il quarto ritocco dell'anno. All'interno del board dell'istituto centrale nipponico, ci sono stati 7 pareri favorevoli a mantenere lo status quo, mentre due membri hanno votato contro. La BoJ ha deciso inoltre di mantenere il piano di espansione monetaria, che prevede l'acquisto titoli per 80.000 miliardi di yen l'anno (627 miliardi di euro al cambio attuale).

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Riguardo le previsioni future sull'economia giapponese, la Bank of Japan ha ribadito la sua precedente valutazione secondo cui l'economia del Sol Levante dovrebbe continuare a espandersi moderatamente. "Al momento non c'è alcun cambiamento nel nostro modo di vedere l'economia giapponese", ha detto il governatore Haruhiko Kuroda. In particolare si prevede una crescita moderata delle esportazioni e un trend rialzista della domanda interna. Uno dei grossi problemi dell'economia giapponese rimane l'inflazione core, che è intorno all'1% e quindi molto lontana dal target del 2%. L'istituto ha anche posto l'accento su una serie di rischi esterni, tra cui proprio l'impatto dei crescenti tassi d'interesse Usa. Sulla crescita economica del paese pesano le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, che potrebbero indebolire le aziende che maggiormente esportano e avere ripercussioni anche sulle altre economie d'oltreoceano.

La reazione dello Yen

Sul mercato valutario intanto lo Yen marcia molto forte. La valuta nipponica guadagna terreno contro dollaro ed euro (con un indicatore Awesome Oscillator trading in fase rialzista), spinta dal terremoto sull’equity statunitense che ha innalzato il livello dell'avversione al rischio. Il calo dei rendimenti dei Treasury a 10 anni dopo gli annunci FOMC, ha riacceso le preoccupazioni sull'inversione della curva dei rendimenti . La coppia Usd-Jpy  è arrivata a toccare il livello più basso dalla fine di ottobre a 111,55.