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venerdì 29 maggio 2026

Banca centrale del Giappone, cos'è e come funziona

Dopo la restaurazione Meiji (1868) che riconsegnò il potere sul Giappone all'imperatore dopo secoli di dominio degli shōgun, c'era la necessità gestire la nuova valuta unica che aveva sostituito quelle che erano state utilizzate nei diversi feudi (han). Per questo nel 1882 nacque la Banca centrale del Giappone. L'istituto è conosciuto anche con l’acronimo BOJ (Bank of Japan) e spesso chamata Nichigin.

Breve storia della Banca centrale del Giappone

L'istituto, che cominciò a operare nel mese di ottobre del 1882, ebbe una un capitale iniziale di 10 milioni di yen ed ha sede a Nihonbashi (Tokyo) vicino al famoso distretto Ginza, il cui nome significa "zecca d'argento". Tuttavia ha anche 32 sedi staccate. 

Nel corso del tempo è la Bank of Japan è stata riformata più volte, l’ultima nel 1997 e progressivamente il suo capitale è stato aumentato fino a 100 million di yen, di cui 55 milioni di yen sono di proprietà del governo nipponico.

Le due fasi della vita della BoJ

In una prima fase la Banca del Giappone si limitò solo a svolgere le proprie competenze nell'ambito del sistema bancario nazionale, mentre gli affari con l'estero erano riservati alla Yokohama Specie Bank. Questa separazione dei ruoli durò fino al 1942, quando vennero ricondotti tutti alla BoJ anche per tenere conto dell’entrata in guerra del Paese.
Un'altra riforma, varata nel 1997 (ed entrata in vigore l'anno seguente), portò a una maggiore autonomia e trasparenza dell'istituto rispetto al Governo.

Ruoli e compiti della Banca centrale del Giappone

La banca centrale del Giappone è un'entità aziendale indipendente dal governo giapponese, per garantire neutralità politica. Tuttavia il governatore della BoJ ha una notevole influenza sulla politica economica del governo.
La Banca era ed è parzialmente di proprietà privata e le azioni sono trattate fuori dai mercati regolamentati.

Il compito principale della banca centrale del Giappone è garantire la stabilità dei prezzi (principalmente tramite il movimento del tasso di interesse, così da mantenere l'inflazione attorno al target del 2%) e contribuire a un armonico sviluppo dell’economia nazionale. L'istituto ha il potere di emissione di valuta, che esercita dal 1885 (anche se ci vollero ben 20 anni prima che lo yen sostituisse tutte le monete emesse in precedenza dai singoli feudi).

Altre funzioni dell'istituto

Tra i compiti definiti nel suo statuto ci sono anche la fornitura di servizi e assicurare la stabilità del sistema finanziario. Inoltre la BoJ si svolge l'attività di Tesoro, sicurezza e operazioni correlate, le attività internazionali e la compilazione di dati, analisi economiche (ossia i dati macroeconomici più importanti) e attività di ricerca.

Come funziona la Bank of Japan

Ci sono tre livelli organizzativi che definiscono come funziona la Banca centrale del Giappone.

C'è un Policy Board, l’organo di governo e decisionale della banca, che determina le linee guida per il controllo della politica monetaria e di ogni altro mandato dato dalla legge. E' composto da diversi funzionari, tra i quali anche un Governatore e un vice governatore.
Poi ci sono i revisori dei conti, i direttori esecutivi e i consiglieri.

La Bank of Japan si articola poi in dipartimenti (15), filiali (32), uffici (21) che svolgono materialmente i compiti che sono affidati dalla legge alla banca. Tra gli uffici ci sono anche quelli di rappresentanza all’estero.

La BoJ e la valuta giapponese

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutare, quindi le sue mosse sono fondamentali per lo Yen. Peraltro la banca centrale del Giappone spesso è intervenuta direttamente nei mercati valutari, generalmente per abbassare il valore dello yen (così da agevolare l'export, ma senza eccedere).

Va ricordato che per i mercati lo Yen giapponese è un investimento rifugio, nel senso che in tempi di tensione gli investitori lo cercano per via della sua affidabilità e stabilità. Quando c'è un clima di risk-off è positivo per lo Yen. Le scelte di politica monetaria della BOJ hanno inoltre un grande impatto sull’indice Nikkei e su tutti i mercati asiatici.

giovedì 5 novembre 2020

Mercati più propensi al rischio. USD in calo, Yen in alto. Vola anche la borsa giapponese

Dopo le turbolenze della giornata di ieri, innescate dall'andamento incerto delle presidenziali USA, oggi lo Yen giapponese è salito perché i mercati hanno preso le distanze dal biglietto verde, a poco a poco che lo scrutinio evidenziava un vantaggio sempre più chiaro di Biden nella corsa alla Casa Bianca. Tuttavia, si profila uno scenario con un Congresso americano diviso tra DEM e Repubblicani.

Il cambio USDJPY è così sceso a 104,2, in prossimità dei minimi di 8 mesi. Sui grafici inoltre si sta formando un pattern di continuazione del trend trading che incoraggia le scommesse sulla valuta nipponica.

Bank of Japan, dati macro e mercati

Nel frattempo il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha detto al parlamento che l'istituto centrale non ha intenzione di modificare i suoi acquisti di ETF o ridurre le sue partecipazioni.

Ma i mercati erano interessati anche ai dati macro. Il PMI dei servizi giapponesi della banca au Jibun si è attestato a 47,7 in ottobre, segnando la lettura più alta da gennaio. Cosa incoraggiante, i livelli di occupazione si sono stabilizzati dopo sette mesi consecutivi di perdita.
Allo stesso tempo l'indice PMI composito è salito ai massimi di 9 mesi, poiché il settore privato giapponese ha continuato a riprendersi gradualmente dal crollo di aprile.

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Azionario sui massimi di due anni

Sui mercati si respira un forte orientamento al rischio. Mentre il rendimento dei titoli di stato giapponesi a 10 anni è sceso a un minimo di 5 settimane dello 0,018%, l'azionario giapponese ha chiuso sui massimi di 2 anni. Il Nikkei 225 ha guadagnato 410,05 punti (+1,73%) raggiungendo 24105,28. Tra i singoli titoli, Suzuki Motor è salito del 4,89% dopo aver pubblicato una previsione di profitto superiore alle attese, mentre la società farmaceutica Eisai ha guadagnato il 17,91% dopo che la società e il suo partner Biogen Inc si sono avvicinati a ricevere il cenno del capo della FDA statunitense per il loro farmaco per l'Alzheimer.

giovedì 20 dicembre 2018

Bank of Japan ancora immobile. Ma intanto lo Yen sale sui mercati

Ancora una volta la Bank of Japan non ha regalato alcuna sorpresa. L'istituto centrale nipponico ha infatti deciso di confermare i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo, e a zero sui titoli di Stato decennali. Questo livello del costo del denaro fu deciso con una mossa storica nel meeting del gennaio 2016.

La scelta della Bank of Japan

La decisione di politica monetaria della BoJ è giunta poche ore dopo la mossa della Federal Reserve americana, che ha deciso invece di procedere con il quarto ritocco dell'anno. All'interno del board dell'istituto centrale nipponico, ci sono stati 7 pareri favorevoli a mantenere lo status quo, mentre due membri hanno votato contro. La BoJ ha deciso inoltre di mantenere il piano di espansione monetaria, che prevede l'acquisto titoli per 80.000 miliardi di yen l'anno (627 miliardi di euro al cambio attuale).

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Riguardo le previsioni future sull'economia giapponese, la Bank of Japan ha ribadito la sua precedente valutazione secondo cui l'economia del Sol Levante dovrebbe continuare a espandersi moderatamente. "Al momento non c'è alcun cambiamento nel nostro modo di vedere l'economia giapponese", ha detto il governatore Haruhiko Kuroda. In particolare si prevede una crescita moderata delle esportazioni e un trend rialzista della domanda interna. Uno dei grossi problemi dell'economia giapponese rimane l'inflazione core, che è intorno all'1% e quindi molto lontana dal target del 2%. L'istituto ha anche posto l'accento su una serie di rischi esterni, tra cui proprio l'impatto dei crescenti tassi d'interesse Usa. Sulla crescita economica del paese pesano le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, che potrebbero indebolire le aziende che maggiormente esportano e avere ripercussioni anche sulle altre economie d'oltreoceano.

La reazione dello Yen

Sul mercato valutario intanto lo Yen marcia molto forte. La valuta nipponica guadagna terreno contro dollaro ed euro (con un indicatore Awesome Oscillator trading in fase rialzista), spinta dal terremoto sull’equity statunitense che ha innalzato il livello dell'avversione al rischio. Il calo dei rendimenti dei Treasury a 10 anni dopo gli annunci FOMC, ha riacceso le preoccupazioni sull'inversione della curva dei rendimenti . La coppia Usd-Jpy  è arrivata a toccare il livello più basso dalla fine di ottobre a 111,55.

domenica 23 settembre 2018

Yen, settimana blanda e calo contro euro e dollaro

E' proseguita anche questa settimana la svalutazione dello Yen giapponese, che ha perso terreno sia contro l'euro che (sia pur di poco) contro il dollaro.

Dati macro del Giappone

L'evento clou degli ultimi giorni è stato il rilascio dei dati sull'inflazione nipponica. Si è trattato di un report sostanzialmente in linea con le aspettative. L’inflazione generale è andata oltre le previsioni degli analisti, visto che è salita all’1,3% annuo contro l’1,1% previsto. Il dato core però si è mosso poco, e comunque l'inflazione rimane ben lontana dell'obiettivo della Banca del Giappone, che è al 2%. Negli ultimi giorni peraltro sono stati resi noti altri due indicatori che sono rimasti in sordina.

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Tutto questo fa pensare che la Banca del Giappone non ha al momento ragioni per cambiare la sua politica. L'istituto centrale ha nel frattempo ridotto l'ammontare dei titoli di stato con scadenza superiore ai 25 anni che acquista nell'ambito delle sue misure di politica monetaria espansiva di 10 miliardi di yen, a 50 miliardi di yen. Nell'ultima sua operazione di Quantitative easing, la BoJ aveva effettuato acquisti per 60 miliardi di yen.

L'andamento dello Yen

A livello valutario, lo Yen in settimana ha perso oltre un punto percentuale contro l'euro. Basta aprire la classifica migliori piattaforme trading online autorizzati e prendere i dati per rendersene conto. La coppia Eur-Jpy ha toccato anche i massimi di 5 mesi ed è oltre quota 132 (Il cambio ha segnato il massimo annuale a 137,51 il 2  febbraio ed il minimo a 124,62  il 29 maggio). Il rapporto di cambio con il dollaro invece segna un deprezzamento meno forte. L’USD/JPY è salito dello 0,40% nel corso della settimana e viaggia sui 112.55, dopo aver sfiorato quota 113.

Riguardo ai prossimi giorni, la sensazione è che lo yen giapponese dipenderà molto da quello che acadrà sul fronte delle tensioni dello scontro commerciale tra USA e Cina, ma anche sulle novità che emergeranno dall'imminentne meeting della FED.

martedì 18 settembre 2018

Yen giapponese, settimana delicata con tre eventi importanti

Questa settimana si giocano delle partite molto importanti per lo Yen giapponese. La valuta nipponica si aggira verso quota 112 contro il dollaro, e questo test al rialzo potrebbe proseguire con successo nei prossimi giorni. Molto dipenderà dal tenore di alcuni appuntamenti chiave sotto il profilo macro.

Gli eventi clou per lo Yen giapponese

Anzitutto ci sarà l'incontro della Bank of Japan mercoledì, mentre prima del week end saranno pubblicati i dati sulla crescita dell'inflazione. Per concludere nel fine settimana si terranno i colloqui commerciali con gli Stati Uniti. Se questi appuntamenti non riusciranno a fornire degli spunti positivi per l'economia giapponese, allora la coppia USD / JPY non solo può aggiornare i massimi annuali, ma anche avvicinarsi alla linea superiore dell'indicatore Bollinger Bands sul grafico mensile (senza considerare l'andamento rialzista di alcune figure di continuazione trading).

Bisogna però sempre ricordare che i tori della coppia dollaro-yen giapponese spesso vengono all'improvviso da fattori esterni che ridanno impulso alla valuta giapponese. Ad esempio è sufficiente che compaiano voci sull'escalation del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, oppure sulla Brexit, o sulla crisi turca o sul NAFTA, per spingere nuovamente verso il basso il "Ninja". Per questo motivo non è affidabile fare previsioni su questa coppia basandosi unicamente sui fattori fondamentali, poiché lo sviluppo di molti altri eventi (anche impossibili da prevedere) può sempre incidere.

Consiglio: per fare investimenti sulle valute occorre anzitutto scegliere bene la trading Forex online piattaforma migliore perle proprie esigenze.

La Banca del Giappone

Tuttavia, nei prossimi giorni l'attenzione degli operatori sarà in gran parte focalizzata sugli eventi della "interni". Sebbene il mercato non si aspetti decisioni dalla Banca del Giappone, il tono della sua retorica può provocare una forte volatilità della coppia dollaro-yen giapponese. Il governatore Haruhiko Kuroda ha chiarito che un ulteriore allentamento della politica monetaria è una delle opzioni di lavoro della banca centrale.

Molto però dipenderà dalle ulteriori dinamiche della crescita economica e dell'inflazione. Il PIL del Giappone nel secondo trimestre è aumentato del 3%, e l'indicatore del terzo trimestre svolgerà un ruolo importante. Gli esperti nella maggioranza sono pessimisti, tenuto anche conto dell'impatto del tifone più potente degli ultimi 30 anni, delle gravi inondazioni e del terremoto a Osaka. Per gli stessi motivi, l'inflazione potrebbe anche rallentare.
Si tratta di fattori che bisogna tenere a mente per fare delle previsioni sull'andamento futuro della coppia dollaro-yen giapponese.

venerdì 25 maggio 2018

Yen in recupero grazie al risk-off sui mercati internazionali

La scarsa propensione al rischio che si respira sui mercati globali ha dato una spinta allo yen giapponese. La valuta nipponica infatti è tradizionalmente considerata un rifugio sicuri dagli investitori. Si comprende quindi perché stia beneficiando del fatto che i principali indici azionari mondiali sono in modalità risk-off. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha scritto una lettera a Kim Jong On giovedì, affermando che stava cancellando il vertice in programma il 12 giugno a Singapore. Inoltre, le recenti notizie del 25% di tariffe sui veicoli importati negli Stati Uniti. A questo si aggiunge l'incertezza riguardo all'esito dei colloqui in corso tra Cina e Stati Uniti.

L'andamento dello Yen

Tutto questo spiega perché lo yen sia tra le valute più performanti degli ultimi giorni, nonché tra le valute più gettonate da chi fa copy trading (qui trovi una guida come funziona etoro copy trading). La valuta giapponese ha guadagnato l'1,35% contro il dollaro nel corso dell'ultima settimana. Meglio ancora ha fatto contro l'euro: +4%. Peraltro la coppia EUR / JPY viaggia ancora nell'area dei minimi recenti del 2018 in prossimità di 127,50.


Nella giornata di oggi la rivitalizzazione della domanda del dollaro USA, unita al dato debole del CPI core di Tokyo ha fornito un impulso per riportare la coppia Usd-Jpy a un alto livello intraday di 109,74 durante la sessione asiatica, ma poi la coppia ha fatto marcia indietro e attualmente è stabile a 109.27. Lo Yen invece continua a guadagnare terreno contro l'euro, per circa mezzo punto percentuale.

Per chi adotta tecniche di trading forex intraday è interessante osservare come sul grafico a 4 ore, l'USD/JPY è scambiato al di sotto delle medie mobili semplici da 50 e 100 punti (SMA) ma superiore alla SMA a 200 periodi sul grafico a 4 ore. La tendenza principale rimane rialzista, ma non si escludono ulteriori ribassi settimana prossima.

venerdì 27 ottobre 2017

Effetti finanziari delle politiche espansive: in Giappone un milione di milairdi di Yen in fuga

Sono sempre più i dati macro a guidare le scelte dei mercati. Inflazione su tutti. Se Europa e USA non riescono in alcun modo a centrare il loro target di inflazione (fissato al 2%), sta messo molto peggio il Giappone, che questa mattina ha accolto tiepidamente l'ennesimo dato flop sui prezzi al consumo. L'istituto statistico nazionale infatti ha evidenziato che l'inflazione è allo 0,7%, anni luce lontano dal 2% come obiettivo. Questo potrebbe pesare sulle prossime scelte della Bank of Japan, che da tempo sta portando avanti una politica ultra espansiva (chi sa che cos'è il fx trading ormai sa di cosa si parla).

Gli effetti di questa politica si fanno sentire sullo Yen, che nel frattempo ha perso il 3% contro il dollaro da inizio anno, mentre secondo i dati eToro contro l'euro addirittura ha perso il 10% (qui trovi una guida su come funziona eToro).

L'ultra-espansivismo e gli effetti finanziari

Ma pochi però comprendo quanto possa essere grande l'effetto distorsivo che queste manovre monetarie possono avere sull'economia. Già perché questo fiume di liquidi che inonda i mercati da quale parte andrà pure investito. E allora tutti si arrovellano a cercare dei rendimenti recenti.


Proprio dal Giappone arriva un esempio evidente. Qui sono cresciuti a dismisura gli attivi stranieri detenuti dagli investitori privati e istituzionali. Al punto tale che per la prima volta è stata superata la cifra record di un milione di miliardi di yen. Solo nell'ultimo quinquennio questo importo è salito di circa il 50%. Quindi una quota sempre maggiore di giapponesi sposta i suoi capitali dai mercati nazionali a quelli oltre oceano. Il dato diventa ancora più eclatante se pensiamo che questa cifra è più del doppio dell'intero Pil giapponese. E non è che stiamo parlando di un'economia poco evoluta. Parliamo della terza economia al mondo dopo Stati Uniti e Cina.

Ma dove finiscono tutti questi soldi in fuga dal Giappone? La metà finisce in titoli azionari. A inizio estate gli investitori del Giappone avevano in portafoglio circa 453 mila miliardi di yen in titoli stranieri. Per lo più si tratta di azioni di aziende americane, mentre il 30% circa è ubicata in Europa.

venerdì 4 agosto 2017

Mercati valutari, l'euro sta per chiudere un'altra settimana d'oro

E' stata una giornata positiva per l'euro, quella appena vissuta sui mercati valutari (il forex). La coppia Eur-Usd è rimasta con decisione oltre la quota di 1,18 dollari, che porta il bilancio della settimana al +2%. L'euro quindi continua a mostrare una performance molto solida. Quest'ultima viene anche sostenuta dall'andamento dell'indicatore onde di elliott wave.

A trascinare ulteriormente la moneta unica ci hanno pensato alcuni dati macro recenti: PIL in accelerazione e manifattura ancora in espansione. L'unico problema resta l'inflazione ancora sotto il target. Proprio per questo l'ipotesi di una manovra restrittiva continua a essere poco concreta nel brevissimo periodo. Tuttavia secondo le analitiche valutazioni di broker Forex affidabili, l'euro potrebbe continuare a crescere ancora.

Dollaro e sterlina sui mercati valutari

Il dollaro invece continua a viaggiare con pochi acuti sui mercati valutari. Pesano i dati sulla crescita americana peggiore delle attese e le difficoltà politiche di Trump, oltre che un inasprimento delle tensioni geopolitiche con la Corea del Nord. Gli investitori aspettano di conoscere il dato sui Non Famr Payrolls, che saranno interpretati in chiave Fed, ovvero per capire se ci sarà oppure no il terzo rialzo dei tassi. Intanto il biglietto verde scende nei confronti dello yen. Il cross Usd-Jpy scambia a 110,49, e nel corso della settimana è sceso di oltre l'1%.


Sta messa peggio però la sterlina, che dopo aver tratto beneficio dai dati sul comparto manifatturiero, è poi scesa dopo la decisione di non toccare i tassi e soprattutto dopo le parole del governatore BOE, secondo il quale l'incertezza legata alla Brexit sta già pesando sull'economia del Regno Unito. Il cambio tra euro e sterlina è schizzato oltre l'importante livello psicologico di 0,90.

lunedì 3 aprile 2017

Economia Giapponese, l'indice Tankan migliora ma la BoJ non cambierà la propria politica

La settimana dei mercati finanziari si apre con alcuni dati interessanti che sono giunti sull'economia giapponese. L'indice Tankan nel quarto trimestre è cresciuto a un tasso destagionalizzato di 12. Meglio dei 10 registrati nel precedente quarto, ma peggio rispetto alle previsioni che parlavano di un valore pari a 14. Ricordiamo che l'indice Tankan - calcolato dalla Banca del Giappone - misura l'attività manifatturiera del Paese con un'analisi condotta su circa 4500 imprese. Quando è superiore allo zero, vuol dire che il clima che si respira nelle imprese è ottimista.

La situazione dell'economia giapponese

yen-giapponeLa crescita di questo indicatore si lega al fatto che uno yen più debole migliorerà le esportazioni del Giappone nel prossimo trimestre. Attualmente la valuta giapponese è scambiata a 111,31 contro il dollaro, e come si vede dal grafico nell'ultimo periodo è rimasto stabile dopo che si era apprezzato molto a inizio 2017 (nel grafico abbiamo utilizzato anche il demarker indicator).

Il cambio dello yen con il dollaro

Dal punto di vista tecnico lo scenario del cross Usd-Jpy ratifica la tendenza ribassista, anche se nel grafico a breve si evidenzia un allentamento della fase ribassista. La prima area di resistenza è vista a 111,947, mentre il supporto è a quota 110,722 (vedi qui come si calcolano supporti e resistenze).

La politica monetaria della BoJ

Ad ogni modo il dato probabilmente non influenza molto la politica verso la quale si sta indirizzando la Bank of Japan. L'istituto nipponico è infatti alle prese con il grosso problema dell'inflazione, che secondo le ultime rilevazioni è appena allo 0,3%, ovvero molto lontano da quel 2% che è l'obiettivo perseguito dalla BoJ. Ricordiamo che il governatore Kuroda di recente ha sottolineato come non ci sia fretta di alterare lo status quo della politica della Bank of Japan. Attualmente il costo del denaro è -0,10%, e la prossima riunione della BoJ è in programma a fine aprile.

sabato 25 febbraio 2017

Mercato, secondo Jp Morgan lo yen potrebbe apprezzarsi sul dollaro

Il futuro del rapporto tra yen giapponese e dollaro potrebbe cambiare direzione e procedere lungo una linea di rafforzamento della valuta nipponica rispetto al dollaro americano. Lo sostengono alcuni analisti di JP Morgan, secondo i quali il cross Usd-Jpy perderà quota, malgrado la forza del dollaro sia destinata a cresce a sua volta (per via del probabile aumento dei tassi da parte della FED). 

Anzi, proprio l'orientamento emerso dalla Federal Reserve (attraverso la lettura delle minute dei verbali Fomc) sostiene la teoria del possibile rafforzamento dello yen. Infatti è emerso in seno all'organo di politica monetaria statunitense che c'è qualche perplessità circa l'opportunità di alzare subito il costo del denaro. I verbali riportano un confronto tra i membri della Fed sulle politiche attese dalla Casa Bianca durante il loro ultimo incontro del 31 gennaio.

Nel complesso quindi non sembrano esserci le condizioni perché avvenga un ciclo aggressivo di normalizzazione nella prima metà di quest’anno. L'ipotesi più concreta è che questo ritocco dei tassi possa avvenire tra maggio e giugno.
Occhio quindi a dare ragione ai sistemi di trading automatico opzioni binarie, perché potrebbero indurvi in errore e quindi in perdite.

Le condizioni che spingono le yen sul mercato

Da qui l'invito di JPMorgan a puntare sullo yen. La valuta giapponese si è indebolita notevolmente dopo la vittoria a sorpresa di Donald Trump alle Elezioni USA. Il cross Usd-Jpy è passato in poco tempo da sotto quota 100 fino a 118.6 (raggiunto a novembre). Adesso secondo il broker Markets.com il cambio dollaro yen viaggia attorno quota 112 (veri qui markets.com opinioni).

C'è poi un altro fattore che potrebbe spingere lo yen al rialzo: l’inflazione. Anche quella giapponese è impostata al rialzo, e ben presto ciò potrebbe spingere la Bank of Japan a riconsiderare la sua politica e virare verso un atteggiamento restrittivo, aumentando a sua volta i tassi di interesse. Questo scenario dovrebbe trasformarsi in uno yen più forte.

Tutto questo senza considerare che, in un clima di grande incertezza soprattutto in Europa, lo yen potrebbe beneficiare del suo status da rifugio sicuro.

lunedì 20 febbraio 2017

Quotazione Yen in calo dopo i dati negativi sulla bilancia commerciale

I primi dati macro della settimana riguardano il Giappone, e non sono lusinghieri per l'economia nipponica. La scorsa notte il Ministero delle Finanze ha reso noto che la bilancia commerciale è tornata in passivo durante il mese di gennaio, facendo registrare un saldo negativo di 1.090 miliardi di yen.

Il dato è doppiamente negativo, perché oltre ad essere il primo segno rosso da cinque mesi a questa parte, si tratta anche di un dato decisamente inferiore alle previsioni degli analisti (-637 miliardi di yen). 
Riguardo le esportazioni, in Giappone c'è stato un aumento contenuto: 1,3% rispetto a un anno fa. Anche in questo caso il dato è inferiore rispetto a quanto ci si attendeva (4,7%). Sono invece salite le importazioni, che si attestano al +8,5%, che è un valore superiore rispetto alle aspettative degli analisti (4,7%). Va evidenziato che erano oltre due anni che le importazioni non facevano registrare un aumento. Inoltre questo dato è il più alto dall'aprile 2014.

Dati macro e riflessi sulla quotazione

Ma quale impatto hanno avuto questi dati sui mercati finanziari? Per adesso nessuno in modo evidente. L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in lievissimo rialzo (0,09%), mentre sul mercato delle valute la settimana è cominciata nel segno di un moderato ribasso per lo yen (visto su conto per opzioni binarie Bdswiss consob).

Come vediamo dal grafico, il cross Usd-Jpy sale infatti lievemente (0,28%) e rimane così al di là di quota 113, che era stata superata al ribasso settimana scorsa. Abbiamo utilizzato anche il ventagio di Gann, e si può notare come il prezzo abbia effettuato un paio di rimbalzi interessanti sulle linee che lo compongono (vedi qui come si traccia il ventaglio di Gann).

Possiamo inoltre notare come siamo distanti tanto dall'area di supporto più immediata (112,344), quanto dalla linea di innesco rialzista (resistenza a quota 113,82). 

Nei prossimi giorni, quando verranno resi noti i verbali del Fomc e si comprenderà qualcosa di più riguardo i tempi di rialzo dei tassi USA, probabilmente il cross dollaro-yen prenderà una direzioni più decisa in un senso o nell'altro.

giovedì 29 dicembre 2016

Mercati valutari: il cross Usd-Jpy aggrappato al rapporto Trump-Giappone

Dopo aver volato per diverse settimane, il dollaro si concede una pausa e ritraccia nel Forex market. Il biglietto verde oggi arretra sui mercati valutari nei confronti di tutte le altre monete, e se ieri il Dollar Index aveva sfiorato i massimi da 14 anni di 103,65 punti, oggi ferma la corsa e viaggia su valori più contenuti (102,81 punti). Questo però non mina affatto i dati notevoli messi assieme nel corso del 2016, durante il quale l'indice del dollaro ha guadagnato circa il 4,5%, con una marcata accelerazione subito dopo l'elezione presidenziale di Trump dello scorso 8 novembre.

Il rapporto dollaro-yen nei mercati valutari

E proprio Trump diventa uno dei fattori cruciali specialmente per uno dei cross più negoziati dagli investitori, ovvero quello tra USD e JPY. Nel corso degli ultimi mesi, il nuovo presidente USA ha più volte accusato proprio il Giappone (assieme ad altri paesi) di aver volontariamente svalutato la propria moneta per ottenere dei vantaggi competitivi.

Intanto, il cross Usd-Jpy dopo aver vissuto un anno isterico (crollo nella prima parte, ripresa vertiginosa negli ultimi mesi) ha oggi arrestato la corsa. In base ai dati della piattaforma XM sappiamo che il dollaro sta ritracciando. Dopo essere salito fino a 117,81 yen, oggi è andato in discesa perdendo anche lo 0,8% a 116,23 yen, per poi riguadagnare parzialmente terreno (vedi qui broker XM opinioni). A favorire il ritracciamento sono stati gli ultimi dati sulle vendite di case e una solida asta di titoli di Stato.

Come detto, però, è soprattutto l'evoluzione dei rapporti tra Trump e il Giappone a fare da ago della bilancia di questo cross del Forex. Gli investitori hanno bene a mente le promesse di stimoli fiscali da parte di Trump, nonché il già accennato fastidio del nuovo presidente per la politica di svalutazione volontaria da parte delle autorità monetarie giapponesi.

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martedì 27 dicembre 2016

Forex, secondo BNP la sterlina sarà la regina del mercato nel 2017

L'ultima analisi previsionale sul Forex fornita da BNP paribas si può sintetizzare così: il 2017 sarà l'anno della sterlina, mentre riserverà ancora molte delusioni per lo yen. Ma come giunge a queste conclusioni? Essenzialmente i fattori chiave sono due: la politica monetaria perseguita dalla Bank of Japan, mentre per quel che riguarda la sterlina inciderà la Brexit.

Perché lo Yen andrà in crisi nel Forex

Riguardo la valuta nipponica, secondo BNP sarà la valuta più debole tra le monete del gruppo G10 nel 2017. Le previsioni degli analisti BNP dicono che il cambio dollaro-yen che secondo 24option attualmente è a quota 117,4, salirà fino a raggiungere quota 128 (qui puoi trovare 24option opinioni). Inoltre BNP non si aspetta neppure un recupero dello yen sul dollaro nel corso dell'anno successivo. Invece il deprezzamento della valuta giapponese è destinato a continuare.

Secondo l'analisi di BNP, la Bank of Japan continuerà a lasciare lo yen vulnerabile sotto le pressioni reflazionistiche globali. L'aumento delle aspettative di inflazione a livello mondiale agirà da fattore ribassista sui rendimenti reali giapponesi contro i rendimenti reali nel mondo, svalutando lo yen.

Perché la sterlina  potrebbe brillare nel Forex

Un destino del tutto opposto è invece pronosticato per la sterlina (GBP). Secondo BNP si preannuncia un 2017 di sovraperformance. L’economia del Regno Unito dovrà fronteggiare dele sfide importanti nel prossimo anno, in virtù della Brexit. Tuttavia, secondo BNP gli attuali livelli della sterlina rappresentano già le conseguenze dello scenario peggiore per i flussi di capitale del Regno Unito. La cosa quindi è destinata a migliorare. Inoltre la sterlina è scambiata a livelli convenienti al momento rispetto il suo fair value a lungo termine. Non solo, i dati mostrano i mercati emergenti stare gradualmente aumentando le quantità di sterline.

mercoledì 12 ottobre 2016

Mercati asiatici freddi, pesa il possibile rialzo dei tassi FED

Dagli USA a Tokyo, l'effetto Federal Reserve fa sentire la sua presenza. La scorsa notte i mercati asiatici hanno raffreddato i loro entusiasmi dopo che le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della FED sono arrivate al 70%. E così, la prima a rintuzzare è stata la borsa di Tokyo, col Nikkei che ha chiuso in ribasso dell'1,09% a 16.840 punti.

Dollaro, yen e mercati

La forza del dollaro che prosegue, si è fatta sentire nei confronti di altre valute così come verso lo yen. Il cross USDJPY è salito a 104,26 dai 103,51 dell'apertura, come abbiamo visto dalla piattaforma IG markets (qui trovate recensione di IG markets, bonus e opinioni). Appena una settimana fa la coppia era scambiata poco sopra quota 100.

Per quanto riguarda la Bank of Japan, il governatore della banca centrale Haruhiko Kuroda ha fatto sapere che la BoJ continuerà ancora a comprare grosse quantità di bond. Vengono così smentite le voci che parlavano di una presunta riduzione dello shopping di JGB.
Secondo una comunicazione emersa oggi, la quantità di bond pubblici detenuti dalla BoJ ha superato per la prima volta i 400mila miliardi di yen (quasi 3.900 miliardi di dollari che al cambio euro dollaro di oggi sono circa 3540 miliardi di euro).

Dal punto di vista macro, in Giappone sono calati gli ordini “core” di macchinari, che è un importante indicatore degli investimenti di capitale delle imprese. Nel mese di agosto c'è infatti stata una  contrazione del 2,2% rispetto a luglio, in inversione di tendenza rispetto ai dati positivi di luglio rispetto a giugno, e giugno rispetto a maggio.