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venerdì 17 giugno 2022

Mercato dell'energia, importanti novità da Enel ed Erg

Continuano i movimenti da parte dei gruppi energetici italiani, che sono coinvolti in una fase estremamente critica per il mercato a seguito del conflitto scoppiato in Ucraina.
Le ultime operazioni importanti in ordine di tempo sono quelle di Enel ed Erg.

Le manovre di Enel ed Erg sul mercato

Il gruppo guidato da Starace ha ceduto la propria partecipazione in Enel Russia per circa 137 milioni di euro. L'operazione riguarda il 56,43% del capitale sociale, ossia l'intera quota societaria posseduta da Enel. 

Gli acquirenti sono due: un accordo è stato siglato con PJSC Lukoil e uno con il Closed Combined Mutual Investment Fund “Gazprombank-Frezia”.
Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il terzo trimestre di quest’anno.

Questa operazione di fatto conclude la cessione degli asset per la generazione di energia in Russia. Le prime azioni sul mercato erano state fatte nel 2019, con la cessione di asset alimentati a carbone.
Le conseguenze di questa operazione sul bilancio di Enel dovrebbero essere positive per quasi mezzo miliardo di euro, per quanto riguarda l'indebitamento finanziario netto. Invece l'impatto sull'utile netto del gruppo subirà un effetto negativo di circa 1,3 miliardi di euro.

Erg vende agli australiani

L'altro gruppo energetico italiano che si è mosso negli ultimi giorni è Erg. La famiglia Garrone ha infatti ceduto al fondo australiano IFM Investors il 35% della partecipazione in una nuova Holding, che a sua volta sarà proprietaria al 62,5% di Erg stessa. Lo scopo è dare un’impronta vasta internazionale che va ben oltre l’Europa.

Per chiudere questa operazione, gli australiani pagheranno un miliardo di euro. Un ulteriore mezzo miliardo andrà versato per la crescita di Erg, così come annunciato negli obiettivi strategici lo scorso mese di marzo.
Una volta conclusa questa operazione, San Quirico, holding della famiglia Garrone-Mondini, manterrà quindi il controllo Erg.

sabato 8 ottobre 2016

Enel e Sorgenia finiscono nel mirino dell'Antitrust

I fari dell'Antitrust si sono accesi su Enel e Sorgenia. L'autorità garante per la concorrenza e il mercato, ha deciso di aprire due procedimenti istruttori nei confronti di queste compagnie, che secondo quanto riferisce una nota, avrebbero violato la normativa sulla concorrenza. L’avvio dei procedimenti è stato notificato giovedì 6 ottobre nel corso di alcune ispezioni effettuate dall’Autorità in collaborazione con il Nucleo Tutela dei Mercati della Guardia di Finanza.

I fatti contestati a Enel e Sorgenia

I fatti si riferiscono alla vendita a Terna di servizi di accensione dei propri impianti pugliesi (Brindisi). Servizi che erano diventati necessari per garantire la tensione della rete elettrica locale, ma che secondo l'Antitrust sono stati ceduti a prezzi troppo elevati.  Questo ovviamente in danno dei consumatori, che alla fine sono quelli che pagano le bollette.

In sostanza, Enel e Sorgenia avrebbero abusato della loro posizione dominante cambiando le loro strategie tariffarie in quella zona. In virtù di queste condizioni, si sarebbe determinato l'azzeramento dei programmi di produzione dei rispettivi impianti. In pratica, in quella zona sono quindi risultati «spenti».

Per evitare ciò, Terna è stata costretta a prendere una decisione drastica per garantire l'esercizio in sicurezza della rete elettrica locale. E' infatti stato obbligato a chiedere a Enel e Sorgenia, l'avviamento di alcune unità produttive sul mercato dei servizi di dispacciamento. Queste due società si sono quindi trovate nella condizione di fornitore indispensabile in talune fasce orarie del periodo in questione, e proprio sui questa posizione avrebbero fatto leva per imporre a Terna prezzi eccessivi.

L'Antitrust riporta anche i dati che l'hanno spinta a una scelta del genere. Per gli stessi servizi, l'anno precedente Terna aveva pagato una somma minore, perché l'aumento di quest'anno è stato di ben 320 milioni di euro. Una variazione di prezzo ingiustificabile. La replica di Enel e di Sorgenia è stata che la loro opera è legittima e pienamente conforme alla normativa di riferimento in materia di concorrenza e alle prescrizioni regolatorie vigenti e in piena conformità delle prescrizioni regolatorie.

mercoledì 7 settembre 2016

Goldman Sachs spinge Enel: «Titolo da comprare»

Un report pubblicato nel corso della mattinata dalla banca d'affari americana Goldman Sachs ha rivisto le raccomandazioni sui principali stocks europei legati all’energia. Tra questi spicca Enel, anche perché uno dei pochi che si è salvato da un giudizio peggiorativo. Secondo GS, invece le prospettive di Enel sono ottime.

Enel schizza in alto in borsa

Il colosso finanziario statunitense ha portato la valutazione sul titolo da "neutral" a "buy". Immediata la reazione degli investitoriEnel ringrazia Goldman Sachs e corre in Borsa, dove balza dell'1,94%.
Le azioni sono state aggiunte nella "Conviction list" di Goldman Sachs. Il nuovo target price per il titolo energetico è salito a 5,30 euro, ovvero molto sopra la precedente indicazione. Quest'ultima era appena 3,80 euro.

Cosa ha spinto Goldman Sachs a raccomandare Enel

Il gruppo di Francesco Starace è stato identificato come "top pick" dal broker newyorkese.
Secondo Goldman Sachs la società potrebbe beneficiare del passaggio verso un'economia a basse emissioni, processo che sta coinvolgendo l'intera industria delle utility europea. L'adeguamento delle infrastrutture e un forte controllo dei costi, dovrebbero spingere il comparto energetico verso una via di uscita da una difficoltà che dura da 8 anni. Secondo gli analisti, l'utile per azione Enel è destinato a salire di circa il 4% fino al 2021, mentre in un'ottica più ottimista, il tasso potrebbe essere anche di un +7% al 2025 (usate l'indicatore ADX come funziona).

Anche UBS promuove Enel

Va detto che non è stata la sola promozione avuta da Enel, visto che anche gli esperti di UBS, in un loro report sulle prospettive di crescita delle utility companies europee, avevano premiato Enel. Secondo UBS - ci racconta finanza-infograficando - la spinta arriva dalle condizioni favorevoli prodotte dai bassi tassi d’interesse. Questi infatti consentono alle società europee del settore energia di emettere obbligazioni a un costo sotto il 2%, ovvero meno dell’attuale costo medio del debito al 4%.