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mercoledì 19 aprile 2023

Investitori, giornata di acquisti sui listini Europei. Milano segna +0,69%

Giornata positiva per le borse di Eurolandia, dove gli investitori fanno soprattutto acquisti. L'umore positivo è influenzato dai dati giunti dalla Cina, dove l'economia ha ripreso a marciare (il Pil nel primo trimestre del 2023 ha registrato un rialzo del 4,5%), e dalle trimestrali delle grandi banche USA (Goldman Sachs e BoA).
Di conto, dalla Germania arriva invece il dato negativo dell'indice Zew, sceso ad aprile a 4,1 punti dai 13 di marzo.

La giornata degli investitori

Ad orientare le mosse degli investitori sono stati soprattutto i risultati delle grandi banche americane. Goldman Sachs esprime numeri in chiaroscuro (l'utile trimestrale cala del 18% ma è meglio delle attese), mentre Bank of America ha sorpreso in positivo. Tutto questo scaccia i recenti timori sulla tenuta del settore.

Non stupisce quindi che sono le banche a spingere i listini di Eurolandia. Piazza Affari avanza dello 0,69%, con l'indice Ftse Mib che in chiusura segna 27.891 punti.
Nel resto d'Europa viaggia bene il DAX di Francoforte, che sale di mezzo punto percentuale. Avanzano piano anche Parigi, Madrid e Londra, mentre Amsterdam segna +0,6%.

I numeri di Milano

Come detto, le grandi protagoniste del giorno sono state le banche, assai richieste dagli investitori.
Bper Banca (+3,2%) è il miglior titolo del giorno, seguito da Mps (+2,55%) e Unicredit (+2,46%). Positive anche Banco Bpm (+1,7%) e Banca Generali (+2,27%), mentre più timida è stata , Intesa (+1,5%).

Tra le altre blue chip in evidenza c’è Amplifon, +2,04%, grazie alle indicazioni della concorrente danese Demant.
In basso al listino ci sono invece soprattutto Utility e petroliferi. Gli investitori hanno concentrato le vendite soprattutto su Leonardo, -1,83%, che si può negoziare anche su alcuni broker opzioni binarie Italia.

Gli altri mercati

Sul mercato valutario, rimbalza il cambio Euro-Dollaro, che si riporta nei pressi di quota 1,10, ritornando sopra la media mobile trading di breve periodo. Gli investitori vedono ancora una probabilità dell'87% che la Fed aumenti il tasso sui fondi federali di 25 punti base il mese prossimo.
Lieve rialzo per l'oro, che avanza a 2.009,1 dollari l'oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) mostra un timido guadagno e segna un +0,81%.

mercoledì 20 giugno 2018

Euro-dollaro, la ripresa dura poco. Ancora sotto 1.16

La pressione al ribasso sulla coppia euro-dollaro continua a sentirsi. Dopo aver tentato inutilmente il recupero a inizio ottava, l'euro torna a stentare. Sono diversi i fattori che stanno incidendo negativamente sulla moneta unica, rendendo incerto il mercato e disorientando i rialzisti dell'euro.

La situazione dell'euro-dollaro

Come detto, l'euro-dollaro ha illuso tutti a inizio settimana, con un recupero nelle prime due sedute che l'aveva portato oltre l'area 1,16. Anche la media mobile trading sembrava lasciar intravedere qualche ulteriore spunto rialzista, che invece è stato disatteso. La moneta unica ha ripreso a indietreggiare rispetto al biglietto verde, finendo nuovamente sotto il livello 1.16. Siamo quindi in presenza di un nuovo tentativo di assalto alla importante soglia psicologica di 1.15? Forse. Di sicuro oltre questo livello ci sarebbe il rischio di una forte deriva ribassista.

Molti trader stanno già scandagliando il mercato alla ricerca del broker con spread più basso forex, proprio in vista di un ingresso forte sul mercato se ciò dovesse succedere.

I fattori che zavorrano l'euro

La pesantezza dell'euro dipende da diversi elementi. Prima tra tutte è la differente impostazione di politica monetaria tra le due sponde dell'Atlantico. La FED ha appena effettuato il secondo ritocco dei tassi, mentre la BCE ha rinviato questo tipo di discorsi all'estate 2019. Il mercato prevedeva invece una prima stretta monetaria nel secondo trimestre del prossimo anno. A questo vanno aggiunti anche i timori relativi all'incertezza politica del Governo Merkel in Germania, nonché le gravi preoccupazioni per l'escalation della guerra dei dazi tra Cina e Usa.

Ecco perché gli analisti di diversi istituti famosi (come Bank of America-Merrill Lynch), ritengono che sia il caso avere una view ribassista sull'euro, consigliando di vendere la moneta unica sui rialzi. Stessa posizione di quelli di Commerzbank. Non manca però chi considera l'attuale trend rialzista del biglietto verde un evento transitorio. Chi avrà ragione?