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lunedì 30 marzo 2020

Bank of China, mossa a sorpresa: taglia i reverse repo di 20 punti base

La People’s Bank of China ha tagliato a sorpresa i tassi reverse repo a 7 giorni di 20 punti base, portandoli al minimo storico di 2,20%. Si tratta del taglio più significativo dal 2015 (solitamente i tagli sono di 5pb o al massimo 10 pb).

L'istituto centrale ha inoltre iniettato 50 miliardi di yuan (7 miliardi di dollari) nel sistema bancario cinese, interrompendo una striscia di 29 giorni senza interventi in tale direzione. All'inizio di questo mese, la banca centrale aveva ridotto il coefficiente di riserva per le banche qualificate con effetto dal 16 marzo, liberando 550 miliardi di CNY nel sistema finanziario.

La Bank of China e la crisi finanziaria

Lo mossa di oggi della Bank of China è stata giustificata con lo scopo di mantenere una liquidità “ragionevole e adeguata”. Quello che sembra è che la Cina voglia scongiurare il rischio (ancora lontano) di una crisi finanziaria, perché anche se il mercato interbancario cinese è sempre stato piuttosto isolato dal sistema finanziario globale, tuttavia rimane impossibile isolarlo completamente dalla volatilità che c'è attualmente sul mercato finanziario globale. A causa del blocco delle attività in molte città cinesi, sta aumentando la quota di crediti al consumo "scaduti". Così, per evitare una crisi finanziaria, la PBoC è quindi intervenuta tagliando preventivamente il tasso, e potrebbe farlo ancora in futuro.

Le conseguenze sui mercati

Direttamente, il taglio dei tassi da parte della Bank of China dovrebbe avere un impatto limitato sul tasso di cambio USD / CNY, che è tornato oltre la soglia psicologica di 7,00 come si vede sui migliori siti Forex trading gratis. Ma le preoccupazioni sottostanti che guidano il taglio (cioè la crisi finanziaria), potrebbero far salire il dollaro a causa della fuga verso la sicurezza, e quindi lo yuan più debole. Intanto sui mercati azionari, Shanghai perde lo 0,89% e Shenzhen l'1,79%.

Consiglio: quando si vuole fare un investimento sulle valute, non è necessario andare a cercare i broker con trading con bonus senza deposito forex.

Ricordiamo che appena venerdì scorso la Bank of China aveva detto che l'impatto dell'epidemia sull'economia cinese è "controllabile", ribadendo che l'economia cinese rimane resiliente.

lunedì 18 febbraio 2019

Aziende da urlo, ecco i 4 colossi che sono cresciuti di oltre il 200% in tre anni

La crescita avuta dai mercati globali negli ultimi anni è stata degna di nota. Se questo discorso è valido in generale, ci sono realtà che hanno fatto peggio di altre, e aziende che invece sono andate decisamente oltre la performance media.

Le aziende che galoppano in Borsa

Nel corso dell'ultimo triennio sono soprattutto 4 aziende famose ad aver reso felici di investitori. Hanno infatti registrato una performance stellare, con una crescita del proprio valore superiore al 200%. Sui grafici di queste aziende, spesso si sono visti i pattern trading più utilizzati con segnale rialzista. Raramente invece hanno vissuto momenti fiacchi.

La prima azienda che si è distinta in questo triennio è stata Netflix (NFLX), il cui valore è salito del 295% (al 12 febbraio 2016). Se allarghiamo l'orizzonte temporale, il colosso dello streaming nell’ultimo decennio in Borsa ha avuto una crescita addirittura del 18.000%. Dietro a questo successo, c'è la capacità di anticipare i bisogni di mercati. Netflix ha saputo capire lo sviluppo futuro dei servizi in streaming (190 paesi in tutto il mondo supportati), riuscendo a superare le sfide subite da società importanti come Blockbuster e Walmart.

Le altre big

Chi ha puntato su Netlfix, sfruttando al contempo le piattaforme trading bonus senza deposito, ha fatto centro. Ma vale lo stesso discorso per chi ha puntato su Boeing, che nell'ultimo triennio ha guadagnato il 271%.  Il colosso dell’aviazione ha ottenuto grandi profitti dalla joint venture con la società aerospaziale francese Safran SA. Ma il vero colpo grosso è stato il business nella Difesa, che ha registrato un vero e proprio boom con l’amministrazione Trump.

Non vanno dimenticati i casi di Amazon (+213%) e Adobe (+237%). Il gigante dell'e-commerce ha messo a segno una striscia di successi quasi sin dal proprio debutto. La società di servizi per documenti e creativi invece continua ad ampliare ed aggiornare il proprio assortimento di software multimediali.