Anche se l'operatore tradizionale è ancora ben presente e attivo sui mercati finanziari (ma magari non guarda più conto economico e stato patrimoniale), cresce sempre di più il peso della tecnologia.
Le posizioni aperte sul mercato sono sempre meno frutto di analisi, e sempre più figlie di algoritmi automatizzati. Quelli che "leggono" i dati e le correlazioni.
Secondo AiteGroup i robot-trader gestiscono addirittura il 66% delle negoziazioni mondiali sui listini azionari. E' grave? C'è chi dice no, visto che i bilanci si riflettono nei prezzi, e quindi usare solo questi ultimi equivale comunque a usare anche i primi. Ma in realtà questo è vero solo in parte. E soprattutto, anziché essere il fondamentale a guidare il mercato, avviene che è l'algoritmo a guidarlo.

E' tornata così la fiducia in Europa. Dal fronte macro intanto è giunto il buon dato sulla produzione industriale in Germania, barometro all'andamento dell'economia del Vecchio Continente.
In generale comunque è tutto il contesto macro ad essere complicato, visto che la Brexit resta ancora qualcosa senza effetti ben definibili. Nessuno sa dire con certezza quali saranno le conseguenze nel medio lungo termine dell'addio inglese alla UE. Per questo