giovedì 8 luglio 2021

FED, dalle minute nessuna svolta reale ma solo piccoli approcci più hawkish

Non c'è traccia dell'ormai famoso tapering nei verbali della FED. Era assurdo pensare il contrario, visto quanto impegno la banca centrale sta mettendo nel rassicurare i mercati. Tuttavia, la lettura delle minute dell'ultimo meeting di politica monetaria, evidenzia il cambio di prospettiva verso un approccio meno dovish.
Adesso i banchieri centrali americani segnalano che le condizioni per ridurre il ritmo degli acquisti di asset potrebbero essere soddisfatte "un po' prima" del previsto."

Cosa dicono le minute della FED

A frenare la FED è la constatazione che, sebbene ci siano stati forti progressi nella ripresa economica, ancora non sono stati raggiunti risultati così soddisfacenti da consentire una riduzione degli stimoli.
Questo vale soprattutto per il mercato del lavoro, dove i numeri della disoccupazione sono ancora molto diversi da quelli che c'erano prima dello scoppio della pandemia.

Nota operativa: se fate investimenti grazie alle news sulla FED, dovreste conoscere bene i migliori indicatori forex più affidabili.

Le fiammate dell'inflazione

Continua invece a non preoccupare l'inflazione, come ormai ben sanno quelli che fanno scalping Forex 1 5 minuti e che temevano il cambio di rotta della FED proprio per via dei prezzi.

Secondo i membri della FED, la dinamica dei prezzi dovrebbe attenuarsi man mano che l'effetto di fattori transitori si dissolverà.
Tuttavia, alcuni di essi sono perplessi sulle conseguenze che tali fiammate potranno avere sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi nel prossimo anno.
Inoltre alcuni partecipanti hanno evidenziato che un prolungato periodo di bassi tassi di interesse potrebbe avere conseguenze sui prezzi delle case e sulla stabilità finanziaria.

FED divisa sul futuro

Quello che in definitiva emerge è che la FED è molto combattuta. Da una parte ci sarebbe la volontà di cominciare a preparare l'economia a viaggiare sulle sue gambe. Dall'altra c'è il timore dei contraccolpi che ciò potrebbe provocare, specie in termini di creazione di occupazione.
In ogni caso, sempre dalla lettura dei verbali, emerge un certo consenso sulla possibilità che la riduzione degli acquisti da parte della banca centrale possa partire un po' prima di quanto anticipato.

martedì 6 luglio 2021

Entrate tributarie, cresce il gettito (169,6 miliardi) per lo Stato italiano

Crescono le entrate tributarie, che nei primi cinque mesi di quest'anno segnano +13,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Anche se bisogna sottolineare la difficoltà di interpretare questi dati, visto che il 2020 è stato caratterizzato dalle turbolenze legate alla pandemia.

La dinamica delle entrate tributarie

Ad ogni modo, nel periodo che va da gennaio a maggio 2021, lo Stato italiano ha ottenuto entrate tributarie erariali pari a 169.667 milioni di euro. In termini assoluti, si tratti di quasi 20mila milioni di euro in più rispetto allo scorso anno.
Oltre all'incidenza della pandemia, che sporca decisamente i dati del 2020, va anche aggiunto che lo scorso anno molti provvedimenti hanno sospeso o prorogato i versamenti di tributi erariali, che in definitiva sono poi andati a gonfiare il gettito relativo ai primi cinque mesi del 2021.

A maggio +37,9%

Durante il mese di maggio, le entrate tributarie sono state quasi 10mila milioni di euro, segnando +37,9% rispetto a un anno fa.
Il contributo maggiore lo hanno dato le imposte indirette, pari a 6.401 milioni di euro (+47,1%), mentre il gettito delle imposte dirette è stato di 3.449 milioni di euro (+27,8%).

Il 2021 delle imposte dirette e indirette

Se consideriamo invece l'intero periodo di cinque mesi di quest'anno, le imposte dirette ammontano a 90.772 milioni di euro, con un incremento di 6.674 milioni di euro (+7,9%).
A farla da padrone è il gettito IRPEF, ossia il reddito delle persone fisiche. Ha fruttato circa 80mila milioni di euro, con una crescita di 5.207 milioni di euro (+7,0%).
Va segnalato il balzo delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+3.050 milioni di euro, + 9,1%), grazie soprattutto alla proroga disposta dal “Decreto Ristori” a favore dei sostituti d’imposta.
In termini percentuali, si segnala il boom delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+337 milioni di euro, +57,3%).

Per quanto riguarda le entrate tributarie da imposte indirette, pari a 78.895 milioni di euro (+20,2%), il ruolo principale come sempre spetta all'IVA, che ha generato un gettito maggiore di 10.709 milioni di euro, +26,6%.
Va segnalata infine la crescita delle entrate relative ai “giochi”, che salgono a 4.453 milioni di euro (+615 milioni di euro, +16,0%).

giovedì 1 luglio 2021

Prezzi dello zinco in retromarcia dopo il rally. Prospettive cupe per il futuro

Nelle ultime settimane, molte commodities sono finite sotto i riflettori per via degli straordinari rialzi che in alcuni casi hanno caratterizzato le loro quotazioni.

Un esempio eclatante sono i prezzi dello zinco, che hanno vissuto - come altri metalli - dei mesi di grandissima crescita. Pochi analisti pronosticavano un simile andamento, ma molti adesso avvertono che qualcosa sta cambiando.

Come si muovono i prezzi dello zinco

Dopo aver raggiunto una quotazione di 3.100 dollari a tonnellata durante il mese di maggio, i prezzi dello zinco hanno iniziato a indebolirsi. Anche dal punto di vista tecnico, le candele heikin ashi grafico evidenziano un indebolimento.
Attualmente i prezzi dello zinco al London Metal Exchange (LME) sono appena sopra i 2.900 dollari.

C'è stato quindi un evidente raffreddamento da parte del mercato. Ma nonostante questo gli analisti ritengono che i prezzi siano ancora molto alti, dal momento che sul mercato esiste un deficit di domanda, che dovrebbe spingere le quotazioni verso al ribasso.

Suggerimento operativo: oltre alle commodities, una cosa interessante è investire negli ETF mercati emergenti, quali sono è spiegato qui.

Domanda e offerta di mercato

Secondo il report dell’International Lead and Zinc Study Group, durante i primi 4 mesi dell'anno il mercato dello zinco ha registrato un’eccedenza dell'offerta sulla domanda e offerta di appena 31.000 tonnellate. Se questo valore è stato decisamente inferiore all’eccedenza registrata lo scorso anno (256.000 tonnellate), è solo perché si sono sviluppati dei colli di bottiglia nella produzione di metalli raffinati in Cina. Questo ha rallentato notevolmente gli approviggionamenti. Ma prima o poi lo scenario presenterà il conto, e l'eccedenza di offerta si farà sentire.

Prossimo decennio con preoccupazione

 Questo discorso offusca le prospettive soprattutto nel medio/lungo termine. Infatti su un orizzonte temporale di un decennio, molti analisti ritengono che i prezzi dello zinco subiranno un drastico calo, dal momento che l'’offerta mineraria continuerà ad andare in aumento, mentre il rallentamento della produzione di acciaio in Cina spingerà al ribasso la domanda della zincatura.
La Cina diventa sempre più cruciale in questa analsiti. infatti se il Paese del Dragone è stato finora un grande importatore netto di metallo raffinato, dalla metà di questo decennio diventerà un esportatore.