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mercoledì 13 aprile 2022

Prezzo del palladio corre ancora: +28% da inizio anno

Nell'ultimo periodo i prezzi di molti metalli sono schizzati alle stelle e la situazione tra domanda è offerta si è fatta incandescente. Tra le quotazioni interessate da questo boom c'è anche il prezzo del palladio, salito di quasi il 30% dall'inizio dell'anno.

Cosa sta spingendo il prezzo del palladio

A dare uno slancio al prezzo del palladio è soprattutto il peso delle sanzioni adottate contro la Russia a seguito della invasione in Ucraina.
Va ricordato che la Russia produce circa il 40% di tutto il palladio disponibile sul mercato mondiale. Questo metallo è estremamente importante soprattutto nel mercato delle automobili, dal momento che viene utilizzato nei convertitori catalitici per ridurre le emissioni inquinanti.

Annotazione: molti trader stanno facendo una strategia scalping 1 5 minuto sul palladio, ma è molto rischiosa

Sanzioni ed equilibrio domanda-offerta

Le sanzioni contro la Russia hanno provocato uno squilibrio di mercato, riducendo l'offerta a fronte di una domanda che rimane sostenuta. E dove c'è pressione dal lato della domanda, inevitabilmente c'è pressione anche sui prezzi. Ed è proprio quello che sta accadendo al prezzo del Palladio.

Le ultime scosse al mercato

A dare l'ultima scossa al mercato, spingendo il prezzo del Palladio verso l'alto, è stata una decisione presa dalle borse di Londra e Chicago.
Il London Platinum & Palladium Market ha sospeso Krastsvetmet e lo stabilimento di metalli non ferrosi di Prioksky dagli elenchi delle aziende che possono consegnare merce nei magazzini di borsa. La stessa cosa ha fatto il Chicago Mercantile Exchange.
Ma alla lista potrebbe aggiungersi anche la borsa giapponese di Osaka, che sta pensando di adottare una misura simile per i marchi russi di platino e palladio.

Il boom del prezzo

Questi ultimi avvenimento hanno ridato slancio al prezzo del palladio, che è salito dell'8,7% in un solo giorno, come si può vedere sulle migliori piattaforme trading gratuite. Va poi ricordato che il mese scorso la quotazione di questo metallo ha toccato un nuovo record a 3.442,47 dollari per oncia.

giovedì 1 luglio 2021

Prezzi dello zinco in retromarcia dopo il rally. Prospettive cupe per il futuro

Nelle ultime settimane, molte commodities sono finite sotto i riflettori per via degli straordinari rialzi che in alcuni casi hanno caratterizzato le loro quotazioni.

Un esempio eclatante sono i prezzi dello zinco, che hanno vissuto - come altri metalli - dei mesi di grandissima crescita. Pochi analisti pronosticavano un simile andamento, ma molti adesso avvertono che qualcosa sta cambiando.

Come si muovono i prezzi dello zinco

Dopo aver raggiunto una quotazione di 3.100 dollari a tonnellata durante il mese di maggio, i prezzi dello zinco hanno iniziato a indebolirsi. Anche dal punto di vista tecnico, le candele heikin ashi grafico evidenziano un indebolimento.
Attualmente i prezzi dello zinco al London Metal Exchange (LME) sono appena sopra i 2.900 dollari.

C'è stato quindi un evidente raffreddamento da parte del mercato. Ma nonostante questo gli analisti ritengono che i prezzi siano ancora molto alti, dal momento che sul mercato esiste un deficit di domanda, che dovrebbe spingere le quotazioni verso al ribasso.

Suggerimento operativo: oltre alle commodities, una cosa interessante è investire negli ETF mercati emergenti, quali sono è spiegato qui.

Domanda e offerta di mercato

Secondo il report dell’International Lead and Zinc Study Group, durante i primi 4 mesi dell'anno il mercato dello zinco ha registrato un’eccedenza dell'offerta sulla domanda e offerta di appena 31.000 tonnellate. Se questo valore è stato decisamente inferiore all’eccedenza registrata lo scorso anno (256.000 tonnellate), è solo perché si sono sviluppati dei colli di bottiglia nella produzione di metalli raffinati in Cina. Questo ha rallentato notevolmente gli approviggionamenti. Ma prima o poi lo scenario presenterà il conto, e l'eccedenza di offerta si farà sentire.

Prossimo decennio con preoccupazione

 Questo discorso offusca le prospettive soprattutto nel medio/lungo termine. Infatti su un orizzonte temporale di un decennio, molti analisti ritengono che i prezzi dello zinco subiranno un drastico calo, dal momento che l'’offerta mineraria continuerà ad andare in aumento, mentre il rallentamento della produzione di acciaio in Cina spingerà al ribasso la domanda della zincatura.
La Cina diventa sempre più cruciale in questa analsiti. infatti se il Paese del Dragone è stato finora un grande importatore netto di metallo raffinato, dalla metà di questo decennio diventerà un esportatore.

lunedì 24 maggio 2021

Prezzi delle materie prime, anche lo stagno vola ed è sui massimi di 10 anni

Negli ultimi tempi, quasi tutti i prezzi delle materie prime sono andati al rialzo. Non fa eccezione lo stagno, le cui quotazioni sono salite in modo inesorabile nell’ultimo anno, e soprattutto nell'ultimo semestre. Non solo per questioni legate all'andamento della domanda e dell'offerta, ma anche per via dell'azione degli speculatori.

Lo stagno come gli altri prezzi delle materie prime

stagnoPartiamo dai dati, ricorrendo a quelli miglior broker di trading online sui prezzi delle materie prime. Settimana scorsa, lo stagno negoziabile sul London Metal Exchange (LME) ha toccato 30.650 dollari per tonnellata. Si tratta della quotazione più elevata mai raggiunta negli ultimi 10 anni.
Bisogna peraltro sottolineare che il prezzo cash è ancora più elevato, visto che si trova a circa 2.000 dollari in più.

Nota operativa: una delle cose più interessanti da conoscere quando si specula sui prezzi delle materie, è l'evening star pattern trading.

Dove viene utilizzato...

Ma cos'è che spinge la domanda di stagno?
Tutti conoscono cos'è, ma si limitano a identificarlo con il metallo utilizzato per le scatolette di alimenti, o per le saldature.
Nel primo caso la convinzione non è proprio corretta, visto che ormai da molti anni la banda stagnata è stata sostituita da resine. Per questo motivo, la domanda di stagno per rivestimenti di scatolette è praticamente irrisoria.

Ha invece pienamente ragione di ritiene che lo stagno sia elemento chiave per le saldature. Ed è proprio questo ambito di applicazione che ha spinto il prezzo. 
Infatti la fortissima crescita dell’industria elettronica e, in particolare, dei semiconduttori, ha fatto schizzare anche la domanda di stagno. E per questo motivo la sua quotazione si è mossa in forte rialzo, come accaduto a molti prezzi delle materie prime.
Tale settore assorbe circa la metà di tutto lo stagno consumato a livello globale. La domanda di questo metallo nel 2019 è stata di 359.000 tonnellate.

Offerta carente

Bisogna aggiungere poi che dal lato dell'offerta, la situazione è carente. Le scorte ormai sono bassissime. Appena 1.235 tonnellate nei magazzini LME.
Riguardo all'offerta, va rimarcato che in questo settore non operano multinazionali minerarie. La produzione infatti è prevalentemente realizzata da poche aziende, in buona parte anche nel settore minerario artigianale.
Tenuto conto di questo, il deficit di offerta potrebbe ancora crescere, e i prezzi salire.

mercoledì 7 aprile 2021

Commodities, il semisconosciuto iridio vale tre volte più dell'oro

Quando si parla di commodities, il pensiero va sempre ai soliti noti. Anzitutto oro e petrolio, poi argento, rame e diverse materie prime agricole come zucchero e caffé.
Ma ci sono molte materie prime meno note, anche perché non scambiate sui mercati ufficiali, che sono degne di attenzione. E' il caso dell'iridio.

L'iridio rispetto alle altre commodities

commoditiesNel vasto panorama della commodities, l'iridio fa parte della categoria dei metalli. Si tratta peraltro di un elemento molto raro e prezioso. Il suo costo per tonnellata infatti è circa di 6.000 dollari l’oncia, ossia più del triplo rispetto al costo dell’oro.
Ma c'è una cosa che risulta ancora più interessante, ossia il suo trend in forte ascesa. Da inizio anno infatti il prezzo dell'iridio non solo ha sovraperformato le altre commodities, ma è andato anche più forte del Bitcoin, la criptovaluta più famosa.

Aumento di prezzo sontuoso

Se consideriamo il valore da inizio anno, l'iridio è aumentato del 131%. Se riprendiamo come riferimento il Bitcoin, possiamo evidenziare che la valuta digitale è nel frattempo salita del 85%. E' quindi ben evidente quanto spedita sia stata la corsa dell'iridio.
E dire che non possono neppure esserci manovre speculative, visto che sono quasi del tutto assenti investitori e speculatori, visto che l'iridio non viene scambiato in borsa. A differenza delle altre commodities, non si può fare trading sulle opzioni vanilla con l'iridio, oppure negoziare CFD. Chi ci opera sono esclusivamente gli utenti industriali mentre i pochi grandi investitori che comprano iridio vanno direttamente dai produttori.

Nota bene: quando si negoziano commodities, occorre conoscere bene i concetti di trailing step definizione trailing stop.

L'utilizzo dell'iridio

A spingere il prezzo di questo metallo è il suo largo utilizzo per la produzione di schermi elettronici, unitamente al fatto che ci sono state interruzioni dell’offerta nel corso dell’ultimo anno (ricordiamo che l'iridio si ottiene come sottoprodotto dell’estrazione di platino e palladio). Inoltre in ottica futura, l’iridio potrebbe venir utilizzato nella produzione di idrogeno verde tramite l’elettrolisi dell’acqua.

martedì 8 agosto 2017

Valute connesse alle commodities in calo per colpa di Cina e petrolio

Le valute connesse alle commodities, come quelle di Australia, Nuova Zelanda e Canada, si stanno indebolendo sui mercati finanziari, a partire dalla sessione asiatica. Un effetto importante le hanno avute le notizie che giungevano dalla Cina, dove c'è stato il rilascio dei dati commerciali, con cifre di esportazione e di importazione che non corrispondono alle aspettative degli analisti. Il report dell'amministrazione generale delle Dogane ha evidenziato che l'esportazione cinese è aumentata a luglio mentre c'è stato un rallentamento della crescita delle esportazioni. L'avanzo commerciale cinese è quindi salito a 46,7 miliardi di dollari, oltre la quota prevista dagli analisti che era di 45 miliardi di dollari.

L'altro fattore importante per le valute connesse alle commodities è il petrolio. La quotazione del greggio scende sui mercati, toccando 49,30 dollari al barile. I futures del petrolio greggio sono scesi a seguito della notizia di una maggiore produzione nel più grande giacimento petrolifero della Libia, e soprattutto per l'attesa circa l'estio del summit in corso ad Abi Dhabi.

L'andamento delle valute connesse alle commodities


Sotto il profilo valutario, durante la sessione asiatica il dollaro australiano è sceso a 1,4922 contro l'euro, 0,7913 contro il dollaro Usa e 87,52 contro lo yen. E' interessante osservare quest'ultimo grafico con l'indicatore alligator coccodrillo trading. Se l'aussie allungherà il suo downtrend, probabilmente troverà un sostegno di circa 1,50 contro l'euro, 0,77 contro il dollaro e 86,00 contro lo yen.

Scende anche il dollaro NZ, che tocca un livello di 9 settimane a 1,6065 contro l'euro e quasi un mese e mezzo a 81,31 contro lo yen. Se il kiwi estenderà il suo trend di downtrend, probabilmente troverà sostegno intorno all'1,63 contro l'euro e 80,00 contro lo yen. Contro il dollaro Usa invece il suo calo è stato fino a livello 0,7351.  Interessante è osservare su questo cross l'oscillatore indicatore stocastico forex.


Cala anche il dollaro canadese, che arriva a 1.2672 contro il dollaro USA e 87.27 contro lo yen. Se il loonie estende il suo downtrend, probabilmente troverà sostegno intorno al 1,30 contro il dollaro e 86,00 contro lo yen. Infine contro l'euro, il dollaro canadese è sceso a 1.4966 dal valore di chiusura di ieri