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mercoledì 9 marzo 2022

Prezzo del gas, ecco la rispsota Europea alla crisi energetica

La crescita esponenziale del prezzo del gas ha spinto l'Unione Europea a varare un piano per liberarsi dal ricatto di Mosca sulle energie. Occorre quanto prima riuscire a fare a meno del gas russo, che rappresenta il 40% di tutto il prodotto che importiamo ogni anno.

Il piano UE contro il caro prezzo del gas

A tal fine la Commissione Europea ha presentato il piano RePowerEU, che dovrebbe riuscire a ridurre di due terzi la dipendenza dal gas russo. Tenuto conto di quanto sta correndo il prezzo del gas dopo l'invasione in Ucraina, il piano si rende assolutamente necessario soprattutto per ricostituire le scorte in vista del prossimo inverno.

Oltre alla Russia, i principali fornitori di gas dell'Unione Europea sono la Norvegia 23% e l'Algeria 12%. In misura minore ci riforniamo anche dagli Stati Uniti e dal Qatar.
Va pure aggiunto che la Russia e anche il principale fornitore di petrolio dell'Unione Europea, con il 27%.
Questi numeri fanno capire perfettamente il motivo per cui il prezzo del gas è volato dopo l'invasione russa in Ucraina, come si vede su qualsiasi piattaforma trading online gratis.

La strategia dell'Unione Europea

Ma cosa prevede il piano dell'Unione Europea?
La strategia della Commissione UE si fonda essenzialmente sulla diversificazione degli approvvigionamenti. Da una parte si punta ad incrementare le importazioni di gas naturale liquefatto da parte di altri fornitori, mentre dall'altra si rafforzerà l'impegno verso le energie rinnovabili.

Nota operativa: chi fa investimenti sulle commodities energetiche può sfruttare le Heikin Ashi metodo candele.

Lo stoccaggio

Sotto il primo. È necessario agire sulle capacità di stoccaggio, che se aumentate potrebbero mitigare rapidamente la crescita del prezzo del gas. L'obiettivo che si propone la commissione è di arrivare a un riempimento del 90% entro l'inizio del mese di ottobre di ogni anno. L'inverno farebbe così meno paura.

Le rinnovabili

Riguardo al secondo aspetto, ossia l'aumento delle rinnovabili, si guarda in particolar modo al biometano e all'idrogeno rinnovabile. Il piano della Ue vuole raggiungere i 35 miliardi di centimetri cubici di produzione di biometano entro il 2030. Il doppio degli attuali obiettivi. Altri 15 milioni di tonnellate di idrogeno potranno alleviare ulteriormente la nostra dipendenza dal gas russo entro il 2030.
Sempre riguardo alle rinnovabili, l'Unione Europea vuole che ognuno dei paesi membri identifichi dei progetti per accelerare la transizione energetica e la realizzazione di nuovi impianti.

No agli Eurobond

Infine riguardo agli eurobond è stato chiarito che non esiste alcun progetto riguardo al debito comune per rispondere alla crisi energetica e alla corsa del prezzo del gas e del petrolio.

giovedì 1 luglio 2021

Prezzi dello zinco in retromarcia dopo il rally. Prospettive cupe per il futuro

Nelle ultime settimane, molte commodities sono finite sotto i riflettori per via degli straordinari rialzi che in alcuni casi hanno caratterizzato le loro quotazioni.

Un esempio eclatante sono i prezzi dello zinco, che hanno vissuto - come altri metalli - dei mesi di grandissima crescita. Pochi analisti pronosticavano un simile andamento, ma molti adesso avvertono che qualcosa sta cambiando.

Come si muovono i prezzi dello zinco

Dopo aver raggiunto una quotazione di 3.100 dollari a tonnellata durante il mese di maggio, i prezzi dello zinco hanno iniziato a indebolirsi. Anche dal punto di vista tecnico, le candele heikin ashi grafico evidenziano un indebolimento.
Attualmente i prezzi dello zinco al London Metal Exchange (LME) sono appena sopra i 2.900 dollari.

C'è stato quindi un evidente raffreddamento da parte del mercato. Ma nonostante questo gli analisti ritengono che i prezzi siano ancora molto alti, dal momento che sul mercato esiste un deficit di domanda, che dovrebbe spingere le quotazioni verso al ribasso.

Suggerimento operativo: oltre alle commodities, una cosa interessante è investire negli ETF mercati emergenti, quali sono è spiegato qui.

Domanda e offerta di mercato

Secondo il report dell’International Lead and Zinc Study Group, durante i primi 4 mesi dell'anno il mercato dello zinco ha registrato un’eccedenza dell'offerta sulla domanda e offerta di appena 31.000 tonnellate. Se questo valore è stato decisamente inferiore all’eccedenza registrata lo scorso anno (256.000 tonnellate), è solo perché si sono sviluppati dei colli di bottiglia nella produzione di metalli raffinati in Cina. Questo ha rallentato notevolmente gli approviggionamenti. Ma prima o poi lo scenario presenterà il conto, e l'eccedenza di offerta si farà sentire.

Prossimo decennio con preoccupazione

 Questo discorso offusca le prospettive soprattutto nel medio/lungo termine. Infatti su un orizzonte temporale di un decennio, molti analisti ritengono che i prezzi dello zinco subiranno un drastico calo, dal momento che l'’offerta mineraria continuerà ad andare in aumento, mentre il rallentamento della produzione di acciaio in Cina spingerà al ribasso la domanda della zincatura.
La Cina diventa sempre più cruciale in questa analsiti. infatti se il Paese del Dragone è stato finora un grande importatore netto di metallo raffinato, dalla metà di questo decennio diventerà un esportatore.

mercoledì 21 aprile 2021

Banca Centrale Europea, grande attesa per il meeting di giovedì

Manca ormai poco a uno degli appuntamenti cruciali di questa settimana. Giovedì la Banca Centrale Europea si riunirà in meeting per decidere sulla politica monetaria. Si tratta di un market mover molto importante, capace di indirizzare i movimenti dell'euro per le prossime settimane.

La Banca Centrale Europea e il discorso di Lagarde

Il consiglio direttivo della Eurotower deciderà sul percorso dei tassi di interesse, ma è tanta soprattutto l'attesa di conoscere le parole della presidente Lagarde.
Gli analisti sono prevalentemente convinti che la Banca Centrale Europea ribadirà un messaggio di cautela, mantenendo un approccio ultra-accomodante alla propria visione economica. Questo perché la situazione economica non è ancora pienamente sul percorso della ripresa, e quindi non si può ancora virare la rotta.

Annotazione: il meeting della BCE è importante soprattutto per chi adotta tecniche di trading intraday.

Qualche falco all'orizzonte

La situazione comunque non è così lineare come sembra. La ripartenza economica in atto e anche la crescita dell'inflazione, hanno ridato fiato a chi - specialmente i paesi nordici - chiede un avvio del processo di tapering.
Ma la Lagarde sa bene che anche un solo accenno alla fine del PEPP prima della scadenza di marzo 2022, darebbe il via a un processo contrario a quello attuale. Un rischio che la Banca Centrale Europea non vuole correre. Anzi, la Lagarde vuole lasciare aperta la porta anche a una eventuale accelerazione dello stesso PEPP.

L'euro intanto cresce

Un piccolo assist alla Banca Centrale Europea è arrivato da oltreoceano, dove i rendimenti dei Treasury americani hanno rallentato negli ultimi tempi. Questo ha frenato le pressioni sui mercati del Vecchio Continente, ed ha anche dato slancio sull'euro, tornato a 1,20 contro il dollaro americano. Inoltre il grafico heikin ashi candlestick dà ulteriore corpo all'ottimismo attorno all'euro.

La valuta unica si aggira così sui massimi di un mese e mezzo, poiché l'ottimismo su una forte ripresa economica è stato sostenuto dai segnali di un'accelerazione del ritmo delle vaccinazioni nel Vecchio Continente. L'Unione europea si è assicurata lunedì altri 100 milioni di dosi di vaccino BioNTech / Pfizer COVID-19, portando il totale delle dosi da consegnare agli Stati membri a 600 milioni nel 2021.

lunedì 8 febbraio 2021

Business del lusso e moda, la crisi Covid è durata poco. Boom in Borsa

Malgrado la crisi economica innescata dalla pandemia, ci sono alcuni settori economici che continuano a marciare spediti. E' il caso del settore del lusso e della moda. Eppure anche loro hanno subito bei danni dal Covid. Ma nonostante i conti siano stati messi a dura prova, evidentemente il business del lusso e moda continua a funzionare bene.

Quanto corre il business del lusso e moda

Se la prima ondata si era fatta sentire sulle vendite, in seguito c'è stata una robusta ripresa. Per loro si è che è stata a forma di V.
L'inversione di tendenza nel business del lusso e moda si è vista soprattutto in Europa, come testimonia l'andamento dei titoli del comparto nelle varie Borse del vecchio continente. Questa marcia ha indotto molti analisti a pronosticare per il 2021 dei rialzi in doppia cifra, tanto per le vendite che per gli utili.

Il ruolo della Cina

Un ruolo fondamentale in questo scenario lo ha la Cina. Le aziende del lusso fanno affari d'oro proprio a Pechino e dintorni. Qui infatti si concretizza la grande maggioranza dei loro ricavi. E la ripresa dell'economia cinese ha aiutato moltissimo il business del lusso e moda.
Se nei primi mesi del 2020 il Dragone aveva accusato una frenata senza precedenti, poi ha innescato una ripresa molto robusta. La Cina è stato l’unico grande Paese a livello globale a mantenere una crescita positiva. Infatti il Prodotto Interno Lordo è salito del 2,3% in termini reali, grazie alla corsa degli ultimi due trimestri.  

Il volo in Borsa

La ripresa dell'importante mercato cinese per il business del lusso e moda ha avuto riflessi evidenti in Borsa. I guadagni in alcuni casi sono stati da capogiro. L'esempio più eclatante è Farfetch, azienda britannica che commercia online prodotti di moda, lusso e design di oltre 700 boutique e marchi di tutto il mondo. Da febbraio scorso a oggi il titolo, quotato sul NYSE, ha guadagnato il 459,4% del suo valore. Sul grafico Heikin Ashi candlestick soltanto barre verdi.

Non possono lamentarsi neppure gli investitori della Fossil, il colosso made in Usa che sul Nasdaq ha visto crescere le sue azioni del 138%. Anno positivo anche per Zalando, il colosso tedesco delle vendite online. Negli ultimi dodici mesi il titolo quotato a Francoforte (qui news su DAX e MDAX), ha registrato un rialzo del 118,5%.