giovedì 26 aprile 2018

Utili, Facebook vola malgrado gli scandali (il netto sfiora 5 miliardi)

Chi pensava che gli scandali avrebbero affossato Facebook dovrà seriamente ricredersi, almeno guardando il dato sugli utili. L'appuntamento con le trimestrali infatti regala subito una grossa sorpresa, le cifre dell’ultimo bilancio del re dei social network dicono che è volato oltre ogni attesa: fatturato e utili in crescita, alla faccia delle polemiche sulle violazioni della privacy e fake news. Il primo vero test sui conti dopo le accuse di ingerenze alle elezioni (soprattutto le presidenziali 2016 negli Stati Uniti) e lo scandalo Cambdrige Analytica è ampiamente superato.

I dati di bilancio e utili

I dati sono chiari. Nel primo trimestre del 2018 le azioni Facebook hanno prodotto utili da 1,69 dollari, contro gli 1,35 prestiti e gli 1,04 di un anno fa. L’utile netto è salito a 4,99 miliardi (da 3,06 miliardi, +63%). Il giro d’affari del colosso social è cresciuto di circa il 50%. A livello di utenza i numeri sono cresciuti senza sosta, arrivando all'astronomica cifra di 2,2 miliardi (+13% sul 2017).

L'unico dato che potrebbe far storcere il naso al management di Facebook riguarda la riduzione del tempo trascorso sulla piattaforma da parte degli utenti, diminuito di circa 50 milioni al giorno. Facebook ha convinto gli investitori che questo spiacevole effetto sia conseguenza del cambiamento nell’algoritmo che vuole arginare i video virali.

Adesso l'attenzione si sposta su un altro fattore. Le polemiche per lo scandalo di Cambridge Analytica sono culminate in due giorni di audizioni a metà aprile che hanno visto Zuckerberg interrogato per circa dieci ore dai senatori e dai rappresentanti della Commissione Commercio ed Energia. In quell'occasione il numero uno della società di Menlo Park parlò di "cambiamento del business". Il primo maggio si terrà l’annuale F8, la conferenza degli sviluppatori di Facebook, Instagram e WhatsApp. Gli investitori vogliono capire la strategia che Facebook adotterà in futuro. Nel frattempo però i vertici del colosso socila possono dormire sonni tranquilli, il gigante è ancora vivo e vegeto e produce utili a palate.

martedì 24 aprile 2018

Quotazione di Ripple verso 1 dollaro. Pesa l'interesse di Santander

E' tornato a vedere quota 1 dollaro, la quotazione di Ripple, una delle criptovalute più famose del mercato. Se dovesse raggiungere questo traguardo, si tratterebbe di un aspetto molto importante dal punto di vista psicologico, in quanto getterebbe in modo forse definitivo il periodo di crisi alle spalle. Come tutte le altre altcoin infatti, anche Ripple ha vissuto un periodo di grossa debolezza nel corso delle ultime settimane.

quotazione di RippleI dati resi noti dal CoinMarketCap dicono che ormai siamo vicini a quota 1 dollaro, con la quotazione di Ripple che sale di diversi punti percentuali. Tra le criptovalute a maggiore capitalizzazione, Ripple non è quella che fa registrare l'incremento maggiore (che spetta ad Ethereum e Bitcoin Cash), ma senza dubbio è quella che si avvicina ad una soglia psicologica rilevante più di altre.

Anche dal punto di vista tecnico la quota 1 dollaro è una importante resistenza. La presenza di un three black crows pattern conferma che qualcosa potrebbe muoversi a breve.

Santander e la quotazione di Ripple

C'è una cosa in particolare che pone Ripple al centro dell'attenzione. Di tutte le criptovalute più note, essa è senza dubbio l'unica che può vantare rapporti consolidati con alcune grandi banche tradizionali. Santander ad esempio, già a febbraio ha deciso di espandere l'utilizzo della tecnologia alla base di Ripple, xCurrent. Inoltre ha comunicato che OnePay FX userà proprio latecnologia blockchain per i trasferimenti internazionali di denaro. Anche se il nuovo servizio sarà disponibile solo per i clienti Santander, in futuro potrebbe essere allargato anche ad altri. Cosa non meno importante, i manager di Santander hanno precisato che il 50% dei pagamenti FX è già coperto e vanta un'affidabilità molto elevata con standard di sicurezza unici.

Ma Santander non è l'unica banca che sta promuovendo Ripple. Infatti anche SBI Holdings, Moneygram, Mercure FX e IDT Corporation stanno studiando con attenzione la tecnologia di XRP per implementarlo nei loro servizi. Per questi motivi sono in molti ad essere convinti che la quotazione di Ripple si riporterà presto su quota $1, e c'è chi ritiene che presto salirà vertiginosamente fino a sfondato la soglia dei 3 dollari. Per il momento noi ci limitiamo a monitorarlo con Dukascopy (qui si possono trovare le recensioni Dukascopy broker ECN, come funziona) ma ben presto se si presenterà l'occasione si può valutare l'ingresso a mercato.

venerdì 20 aprile 2018

Call center di Lizzano, sms choc ai dipendneti: "Non verrete pagati"

Ha inorridito sul piano umano, economico e giuridico quando è accaduto in un'azienda di Lizzano, in provincia di Taranto. Un call center. Uno di quelli ai quali le grandi aziende che fatturano miliardi affidano il compito di fare telemarketing. I dipendenti sono infatti stati informati che non avrebbero ricevuto lo stipendio mensile attraverso un messaggino sul cellulare. Un episodio gravissimo che pone di nuovo in rilievo come spesso questi luoghi diventano sempre più emblema di sfruttamento e inaffidabilità.

call centerIl call center in questione nei mesi scorsi era già finito al centro della bufera. Infatti era stato accusato di avere fatto lavorare i dipendenti senza pagarli.
Dopo l'intervento del sindacato, l'azienda aveva sottoscritto un accordo nel quale garantiva ai lavoratori il riconoscimento di quanto spettante. Ma la serenità è durata soltanto poco tempo, visto che a distanza di qualche mese ecco arrivare l'sms della vergogna. Ancora una volta l'azienda si è giustificata con la mancanza di liquidità per preannunciare che non avrebbe pagato i dipendenti per il lavoro svolto.

L'indagine sul call center

La Slc Cgil di Taranto ha annunciato che intraprenderà nuove azioni sul settore call center, per verificare se esistono altre realtà riconducibili, in via diretta oppure indiretta, alla stessa proprietà della struttura di Lizzano. Il sospetto è che il caso potrebbe non essere isolato. Secondo i sindacati sarà essenziale coinvolgere anche le aziende stesse - per lo più operatori telefonici - che fanno da committenti ai call center. Ma un ruolo dovranno averlo anche le istituzioni locali come il Comune di Lizzano, per portare a galla e sanzionare duramente quelli che si rendono colpevoli e complici dello sfruttamento dei lavoratori.

Va sottolineato come il settore dei call center continui a vivere un periodo difficilissimo. In molte realtà - specie meridionali - la crisi del settore rischia di far esplodere una bomba sociale, dal momento che coinvolge migliaia e migliaia di persone. Il mercato è fermo anche perché le aziende si sono logorate in una guerra di prezzi che è andata a scapito della qualità del servizio e degli investimenti in innovazione, ma sorpattutto a scapito dei lavoratori.