giovedì 14 dicembre 2017

Mercato aurifero in ripresa dopo la decisione della FED


Si muove leggermente in ripresa il mercato aurifero. Il prezzo spot del metallo giallo infatti sta provando a tornare verso quota 1.240 dollari l'oncia, dopo averla persa qualche giorno fa.  La quotazione del metallo giallo ha infatti infranto al ribasso quel canale collocato tra 1.260 e 1.300 dollari, che aveva dominato le ultime settimane. Questo ha inciso sul sentiment degli investitori che fanno fatica a ritornare verso quelle quote.

Driver del mercato aurifero 

Tuttavia sembra improbabile che si possa scendere ancora, perché se così dovesse accadere è assai probabile che i compratori fiuterebbero l'occasione tornando a farsi sentire. Intanto oggi il mercato aurifero segna un lieve rialzo, dopo la crescita di ieri sull'onda dell'attesa per l'aumento dei tassi deciso dalla Fed (si possono studiare le correlazioni forex strategia e tabella per capire questo legame).

L'anno prossimo la banca centrale americana ha previsto tre rialzi dei tassi, migliorando al tempo stesso le previsioni sull'occupazione. Le prospettive per l'inflazione sono invece rimaste stabili. Tuttavia tra due anni è previsto un ritocco dei tassi in meno: due anziché i tre previsti lo scorso settembre. Chi utilizza la miglior piattaforma di trading online, ha potuto constatare che la reazione dei trader a questa decisione ha penalizzato il dollaro anziché spingerlo.

Nel breve termine potrebbe quindi permanere una fase positiva sul mercato aurifero, e tuttavia dopo l'annuncio del Fomc alcuni fattori stanno impedendo una ripresa più forte. Anzitutto la buona ripresa dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA, che ha tolto un po' di pressione ribassista sul dollaro (e di conseguenza quella rialzista sull'oro). Si prega di notare che lo stocastico perde il suo slancio rialzista per avvicinarsi alle aree di ipercomprato, mentre l'EMA50 continua a spingere il prezzo verso il basso. Fattori che dovrebbero indurci a una certa prudenza prima di tuffarci nel mercato.
 

martedì 12 dicembre 2017

Banche, l'Italia taglia le commissioni su impulso della UE








Sarà più conveniente utilizzare il bancomat in Italia. Su impulso della UE infatti il nostro governo ha deciso di ridurre le commissioni interbancarie sulle transazioni elettroniche, come quelle effettuate tramite Bancomat e carte di credito. Il taglio scatterà da aprile 2018. Fino ad ora i dettami della Unione Europea erano stati sostanzialmente ignorati, ma adesso il decreto legge dà un taglio forte alle commissioni.

L'entità dei tagli per le banche


Si passa infatti da una media di 0,50% a un tetto di 0,20% per carte di debito e prepagate. La media precedente dello 0,70% per le carte di credito scende invece al 0,30%. Usare il bancomat sarà quindi più conveniente, ma ci sono ancora dei problemi da risolvere. Anzitutto, bisogna dare una risposta alle associazioni dei commercianti, secondo i quali non viene incoraggiato l'utilizzo degli stessi visto che non è previsto alcun beneficio alle imprese.

I dubbi



In secondo luogo, anche se il consumatore ha il diritto di pagare con Bancomat o carta, non è ancora chiaro cosa succede se l'esercente dovesse rifiutarsi di dare luogo alla transazione. L'ipotesi di introdurre delle sanzioni non piace affatto a Confcommercio, che la ritiene assolutamente penalizzante. Infatti le commissioni sono solo una parte della intera catena dei costi. Confcommercio inoltre sottolinea che è falso parlare che ci sia una mal disposizione da parte delle imprese riguardo ai POS, visto che in Italia ci sono più installazioni che in Francia e in Germania.

Quello che è certo è che con la nuova legge le banche non potranno più appellarsi agli alti costi sul mercato interbancario. Ma - sottolinea Confesercenti - la misura diventerà positiva solo se il beneficio si trasmetterà alle imprese e ai consumatori. Ad esempio, aumentando la concorrenza dovuta a prestatori non bancari di servizi, che dovrebbe mettere sotto pressione i prezzi creando quindi un vantaggio per i consumatori stessi.

domenica 10 dicembre 2017

Eurozona, oltre i dati macro c'è la fiducia ritrovata di imprese e famiglie

Sono discrete le prospettive per l'Eurozona nell'immediato futuro. Gli ultimi dati macro economici che sono stati resi noti confermano una tendenza assolutamente positiva. Come è positivo il clima che si respira tra le imprese e le famiglie, che sono sempre più fiduciose di essere uscite fuori dalla grande crisi iniziata qualche anno fa. Secondo le ultime rilevazioni, l'indice di fiducia delle imprese e delle famiglie ha raggiunto il livello più alto da un decennio a questa parte. E il vento positivo si può notare anche solo guardando l'andamento dell'euro. Basta decidere quale piattaforma trading scegliere e poi aprire un grafico che coinvolga l'euro come valuta: si vedrà una crescita impetuosa negli ultimi mesi.

I dati incoraggianti dell'Eurozona

Riguardo i dati macro dell'Eurozona, sono stati molto positivi i dati relativi al PIL del terzo trimestre. La stima per la crescita 2017 dell’area euro si attesta tra il +2,2% e il +2,3%. A fungere da traino sono Germania (+2,6%) e Spagna (+3,1%) , ma non hanno deluso le aspettative ne' Francia (+1,7%) ne' Italia (+1,6%). Riguardo alle prospettive future c'è un cauto ottimismo. La crescita nel 2018 infatti potrebbe essere tra il +1,9% e il + 2,0%, mentre l'anno seguente il PIL potrebbe aumentare ancora del +1,7%. L'area dell’euro quindi rimane economicamente vivace.

Ci sono tre settori che danno il senso di questo rinnovato ottimismo. Quello immobiliare, uno dei più duramente colpiti durante la grande crisi. Quello degli investimenti industriali e quello del mercato del lavoro. Inoltre la spesa dei consumatori sta crescendo ormai al ritmo precedente alla crisi. In questo contesto, la BCE ha annunciato che ridurrà il ritmo del suo programma di acquisto di asset, anche se per un bel po' non vedremo l'aumento dei tassi.

Dal punto di vista valutario, la settimana appena conclusa ha visto durante la prima parte la reazione del Dollaro (chi fa forex trading studi bene quali sono i broker con spread più bassi forex). In chiusura di settimana, però, l’Euro ha mostrato nuovamente in muscoli non riuscendo a recuperare tutte le perdite, ma andando a recuperare l’importantissimo supporto in area 1.1851.