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giovedì 22 maggio 2025

Prezzo delle azioni BYD al nuovo record storico

Grazie ad un guadagno di circa il 72% dall'inizio dell'anno, il prezzo delle azioni di BYD, azienda cinese leader mondiale dei veicoli elettrici, ha raggiunto un nuovo record storico alla borsa di Hong Kong.

La corsa del prezzo

Alla chiusura del listino azionario nella giornata di mercoledì, il prezzo delle azioni BYD ha raggiunto 460 HKD, un importo mai raggiunto prima d'ora. Al cambio attuale sono circa 58 dollari americani (per dati aggiornati si veda Pocket Option link Italia). 

La cosa particolare è che il prezzo delle azioni alla borsa di Hong Kong ha superato quello sul listino di Shenzhen. Normalmente il prezzo del titolo sul continente è sempre più alto rispetto a quello sull'isola, mentre stavolta è il 5% inferiore (al netto della conversione valutaria tra Hong Kong Dollar e yuan).

L'ultimo scatto

L'ultimo impulso deriva anche dal debutto di Amperex Technology (CATL), il più grande produttore cinese di batterie al mondo e la più grande IPO dell'anno sul mercato globale (alla Borsa di Hong Kong guadagno a del 10,19%), che ha stimolato l'intero settore.

Vendite ed export in volo

La corsa del titolo BYD deriva soprattutto dalla spinta delle vendite, che nel 2024 sono state ai livelli più alti di sempre. L'azienda si è confermata il maggior venditore al mondo di veicoli ibridi plug-in e di auto elettriche, soprattutto grazie alla forte integrazione verticale della sua linea di produzione, che gli ha consentito di tenere i prezzi bassi e guadagnare quote di mercato rispetto alla concorrenza. 

Nel corso dei primi quattro mesi di quest'anno, BYD ha visto crescere la quota delle sue esportazioni dal 23% al 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Analisti ancora fiduciosi

Va detto che, oltre a un quadro tecnico confortante (soprattutto se si utilizzano le Bollinger bands), le opinioni degli analisti vedono per il colosso cinese dei veicoli elettrici ulteriori rialzo in futuro

Gli esperti di Citigroup hanno fissato il target price a 727 HKD, confermando la raccomandazione di acquisto ai propri clienti. Questo perché BYD è meglio posizionato rispetto alla concorrenza sul fronte delle esportazioni, che sarà un passaggio sempre più necessario per i produttori cinesi dal momento che il mercato interno è praticamente saturo.

mercoledì 5 giugno 2024

Criptovalute, il futuro si gioca soprattutto sulla regolamentazione

La recente ripresa delle quotazioni delle criptovalute potrebbe scontrarsi con uno scenario avverso nei prossimi mesi. Questo è il punto di vista degli analisti di JP Morgan, che hanno espresso forti preoccupazioni soprattutto riguardo alla possibile approvazione da parte della Sec di nuovi ETF spot sulle criptovalute.

Cosa sta accadendo alle criptovalute

E evidente che questo nuovo tipo di asset, approvato sul Bitcoin pochi mesi fa, ha modificato gli scenari dell'intero settore delle criptovalute, perché li ha resi un asset più dignitoso dal punto di vista finanziario e meritevole del forte interesse degli investitori istituzionali.

Non è un caso che poco tempo dopo il prezzo del Bitcoin sia volato oltre i 70.000 dollari, raggiungendo un nuovo record storico e sfondando le Bollinger bands, mentre ha successivamente ritracciato quando sono cominciati a diminuire gli afflussi sui fondi speculativi quotati a Wall Street.

Il ruolo degli ETF

Diventa quindi molto importante il processo che potrebbe condurre all'approvazione di ulteriori ETF spot su altre valute digitali. Ed è proprio questo che rende scettici gli analisti di JP Morgan, secondo i quali l'authority americana dei mercati potrebbe decidere di non approvare ulteriori Etf, dopo averlo fatto su Bitcoin E dopo che lo farà, ormai è certo, anche su Ethereum.

Annotazione: anche sui broker opzioni binarie Italia è possibile negoziare le criptovalute.

Regolamentazione farraginosa

Il nodo della questione è la situazione che per molte criptovalute si è venuta a creare dal punto di vista regolamentare. La Sec infatti considera alcune di esse come dei veri e propri titoli azionari mentre altri sono non titoli. Questo genera una grande confusione, che rimarrà tale fin quando non verrà introdotta una legislazione chiarificatrice. Peraltro questo non solo faciliterebbe l'approvazione di ulteriori Etf spot, ma potrebbe incrementare la fiducia degli investitori verso le criptovalute.

Secondo JP Morgan quindi la partita relativa al futuro delle valute digitali si gioca soprattutto sul piano regolamentare. Fino a quando non ci sarà un quadro chiaro sulla identità istituzionale delle valute virtuali, difficilmente la Sec potrà fare mosse che spalancheranno la porta d'accesso a molti investitori istituzionali e retail, ossia quelli che al momento non si sentono pienamente a loro agio nel negoziare le criptovalute.

lunedì 27 maggio 2024

Tassi di interesse, resta aperta la possibilità di un doppio taglio BCE

Mancano ormai pochi giorni al primo taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea. Il 6 giugno infatti i funzionari della Eurotower abbasseranno il costo del denaro di 25 punti base. Quello che succederà dopo però è tutto da vedere, ma restano aperte tutte le ipotesi.

Le ultime novità sui tagli ai tassi di interesse

Nella giornata di lunedì è arrivata un'apertura importante da parte del governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, che è anche un membro del consiglio direttivo della Eurotower.

Nel corso di una intervista a Boersen Zeitung ha infatti affermato che è possibile un intervento sui tassi di interesse anche del mese di luglio. "A volte leggo che dovremmo tagliare i tassi di interesse soltanto una volta a trimestre - ha detto - ma dovremmo mantenere la nostra libertà per quanto riguarda i tempi e il ritmo. Chiedo quindi la massima opzionalità, e un agile gradualismo dopo il taglio di giugno".

NB. Se siete interessati al mercato delle valute, imparate anche gli strumenti tecnici di base, come le Bollinger bands.

Ogni scenario è possibile

Sia chiaro, tutto questo non vuol dire che a luglio sicuramente ci sarà un ulteriore intervento da parte della BCE sui tassi di interesse, ma il fatto stesso che all'interno del board ci siano delle visioni più accomodanti è un segnale importante

Lo ha compreso bene il mercato, come dimostra il fatto che le Borse europee nel pomeriggio di lunedì hanno aumentato i giri chiudendo tutte quante in territorio moderatamente positivo. Anche l'euro rispetto al dollaro ha guadagnato terreno, e si sta a poco a poco avvicinando alla soglia di 1,09 (ma i segnali forex gratis segnalano incertezza).

Tutto dipenderà dai dati... e dalla FED

È chiaro che la situazione rimane ancora in divenire, perché dopo la riunione di giugno arriveranno ulteriori report sull'inflazione e sulla crescita economica, che incideranno sicuramente sull'umore all'interno della BCE. Senza dimenticare che, al di là delle smentite, anche le mosse della Federal Reserve incideranno sul cronoprogramma della Banca Centrale Europea.

Al momento i mercati finanziari stanno scontando due o tre tagli al costo del denaro per 25 punti base nel corso di quest'anno. Per quanto riguarda la Federal reserve invece il primo taglio dei tassi è ancora visto come probabile nel mese di settembre. Ma come già detto lo scenario è tutto in divenire.

giovedì 28 marzo 2024

Recessione, adesso i timori del Regno Unito sono realtà

Era ormai dato per scontato che il Regno Unito sarebbe finito in recessione nell'ultimo trimestre del 2023. I dati che sono stati resi noti dall'ufficio di statistica giovedì hanno confermato questa convinzione.

Appunto il dato che certifica la recessione

Nell'ultimo trimestre del 2023, l'economia britannica si è contratta dello 0,3%. Dal momento che c'era stata una contrazione anche nel trimestre precedente, ufficialmente il paese è entrato in recessione tecnica. Inoltre su base annua la frenata dell'economia britannica è stata dello 0,2%.

Per il Regno Unito si tratta della prima recessione dalla metà del 2020, quando l'economia stava facendo i conti con il terribile impatto della pandemia da Covid-19.

I problemi dell'economia Britannica

Il colpo più duro alla crescita economica del Regno Unito l'ha inferto il commercio. Le esportazioni in particolar modo sono crollate del 7,6%, pesando in modo notevole sull'economia del Regno (mentre le importazioni sono diminuite dell’1,5%, segnando il quarto trimestre consecutivo di calo). Quest'ultima ha però patito anche l'elevata inflazione e i costi di finanziamento record.

Annotazione: sugli asset del Regno Unito si possono negoziare in alcuni casi anche le opzioni vanilla.

Nessuna implicazione per la Bank of England

Che il Regno Unito sarebbe andato in recessione era ormai dato per scontato, ragion per cui questa situazione non cambierà l'approccio della Bank of England in politica monetaria.
Settimana scorsa l'istituto ha lasciato i tassi di interesse invariati, ma due membri che in precedenza si erano comportati da "falco" hanno assunto un tono diverso. Tuttavia i commenti di alcuni membri del board fanno pensare che in seno alla Bank of England non ci sia l'intenzione di tagliare i tassi a breve termine.

Le conseguenze sulla sterlina

La recessione britannica non ha avuto grandi conseguenze sulla sterlina, che comunque continua a vivere un periodo fiacco rispetto al Dollaro. Il rapporto di cambio GBPUSD rimane verso quota 1,26, ossia sui livelli minimi da metà febbraio, e si avvicina alla fascia inferiore delle Bollinger bands.
Intanto il rendimento dei titoli di Stato britannici a 10 anni si riavvicina di nuovo al 4%, dopo aver toccato i livelli più bassi in quasi due settimane.