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lunedì 11 marzo 2019

Dollaro ancora solido grazie al clima di avversione al rischio

Anche in questo avvio di settimana, sui mercati finanziari la fa da padrona l'avversione al rischio. E in definitiva questo favorisce il dollaro, che continua ad essere in prossimità di un massimo di tre mesi.

Avversione al rischio e dollaro

Gli investitori sono preoccupati per l'andamento della crescita globale, e tengono d'occhio soprattutto gli imminenti sviluppi riguardo alla Brexit. Rimane infatti molta incertezza sulle modalità e i tempi di uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. L'indice del dollaro, che misura il biglietto verde contro un paniere di sei valute più scambiate forex, ha guadagnato 0,1% a 97,412. Giovedì scorso l'Index ha toccato il suo picco trimestrale a 97,710, e complessivamente quest'anno è cresciuto dell'1,3%.

La crescita del dollaro non è dovuta a forza propria (come dimostrano i dati sul lavoro di venerdì scorso), quanto alla debolezza altrui. Basta osservare i dati delle migliori piattaforme trading online autorizzati per rendersene conto. L'euro rimane sostanzialmente piatto a causa dei segnali accomodanti della Banca centrale europea (BCE). Ma oltre al downgrade delle prospettive di crescita per l'area dell'euro, ci sono stati pure i dati di esportazione e importazione cinesi più deboli del previsto ad alimentare la preoccupazione per l'economia globale. Questo sta spingendo verso il basso l'euro e altre valute.

Focus sulla Brexit

Mentre la maggior parte delle valute si sta mantenendo entro gamme di trading ben ristrette, l'eccezione potrebbe essere la sterlina, che è vittima del nervosismo rispetto alla Brexit. La valuta era già caduta per sette sessioni consecutive ed è stata sottoposta a nuova pressione in vista del voto parlamentare sull'accordo che la May ha siglato con la UE lo scorso inverno. Il leader britannico sta provando - finora senza successo - a ottenere modifiche dell'ultimo minuto al trattato di uscita dell'UE, quando mancano meno di tre settimane al divorzio dall'Unione Europea (29 marzo).