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giovedì 28 agosto 2025

Finanza, in Italia molti faticano a capire anche i concetti di base

La comprensione dei temi basilari dell'economia non è soltanto un fatto di scuola, ma un aspetto fondamentale per poter prendere delle decisioni efficaci nella propria vita. Per questo è allarmante che l'Italia sia molto indietro in quanto a conoscenza di finanza, come evidenzia un report stilato da OCSE/Infe (International Survey of Adult Financial Literacy, dicembre 2023).

Il report OCSE sulla conoscenza della finanza

Il nostro paese si colloca al 36esimo posto su 39 in quanto a conoscenza dei temi della finanza. 

Per giungere a questa classifica sono stati fatti dei sondaggi su alcuni concetti, e purtroppo soltanto il 16,6% degli italiani è riuscito a raggiungere un punteggio di 70 su 100, che è ritenuto quello minimo che occorre a gestire le proprie finanze in modo consapevole.

Problemi nella vita reale

Questo significa che più di 8 italiani su 10 non sanno gestire la propria situazione economica in modo davvero oculato. Cioè sa gestire i propri soldi, sa cosa fare dei propri risparmi e sa come proteggersi dai rischi di mercato.

Sono numeri impietosi, soprattutto se li mettiamo a confronto con quelli di altri paesi europei. La Germania è il paese guida la classifica, visto che lì oltre 7 persone su 10 raggiungono il punteggio minimo. Da noi, come detto, è poco più di 1 su 10. In Estonia e Finlandia sono quasi 5 su 10, in Spagna e Francia 4 su 10.

Comportamenti pratici scorretti

Tra le varie lacune che abbiamo in tema di finanza, una delle più serie riguarda proprio i comportamenti pratici. Ne facciamo correttamente solo 6 su 9, mentre gli altri 3 sono sbagliati. Anche in questo caso, la nostra posizione in classifica è nei bassifondi.

Tra i comportamenti scorretti che facciamo più spesso c'è quello di dimenticarci dei nostri conti. Soltanto poco più della metà degli italiani li controlla in modo costante. Gli altri lo fanno sporadicamente e questo aumenta il rischio di incappare in truffe finanziarie. Già il 10% circa degli italiani ne è stato vittima, e solo 1 su 10 di loro aveva le capacità di difendersi efficacemente.

lunedì 31 marzo 2025

Finanza, ecco gli appuntamenti più importanti della settimana

Nei prossimi giorni saranno due gli eventi che catalizzeranno l'attenzione del mondo della finanza. Il primo è l'entrata in vigore delle tariffe commerciali USA contro l'Europa, il secondo riguarda il dato sul mercato del lavoro americano (in uscita venerdì).

Stati Uniti al centro dell'interesse della finanza

Il focus dei mercati sarà soprattutto negli Stati Uniti, dove sta crescendo il timore per l'impatto che la battaglia tariffaria potrebbe avere sulla crescita economica. Trump continua ad andare avanti per la sua strada, che prevede un atteggiamento aggressivo in politica commerciale. Tali misure preoccupano anche il mondo della finanza, che vede il rischio recessione più concreto.

Dati macro

Sotto il profilo macroeconomico, la settimana offre l'appuntamento più importante proprio prima del weekend. Venerdì infatti verranno pubblicati i Non Farm Payrolls, che forniranno un aggiornamento sullo stato di salute del mercato del lavoro a stelle e strisce. Si prevede che l'economia americana abbia aggiunto 128.000 posti, in calo rispetto a febbraio, con una crescita dei salari stabile. 
Tutto ciò inciderà sull'andamento del dollaro. L'indice del biglietto verde si trova sotto quota 104, ma attraversa una fase difficile per le crescenti paure dell'impatto economico delle nuove tariffe commerciali. Peraltro si sta per concretizzare l'incrocio medie mobili 50 e 200.

Il quadro in Europa

Gli occhi della finanza saranno puntati anche sull'Europa, dove è prevista la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della BCE. La Eurotower ha ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, ma è difficile prevedere cosa farà in futuro. Questa settimana verrà rilasciato il dato sull'inflazione, che dovrebbe essere scesa al 2,2%, il dato più basso degli ultimi quattro mesi.

NB. Se vi interessa il mondo della finanza valutaria, dovrete imparare anzitutto i concetti di lotto minilotto trading.

Il resto del mondo

Mentre il panorama del Regno Unito è relativamente leggero, gli operatori della finanza guarderanno con interesse alla riunione della Reserve Bank of Australia, che comunque dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati (mentre a maggio dovrebbe fare un taglio di 25 punti base). 
In Cina sono previste le pubblicazioni riguardo al settore manifatturiero e quello dei servizi, mentre in Giappone è in uscita una sfilza di indicatori economici, che vanno dalla produzione industriale, le vendite al dettaglio passando anche per la spesa domestica.

giovedì 23 gennaio 2025

Finanza digitale, crescono le donne investitrici in Italia

Anche se l'investimento rimane una prerogativa fortemente maschile, il numero di donne italiane che decide di utilizzare il proprio denaro nei mercati della finanza digitale è in costante crescita.

Chi investe nella finanza digitale

L'identikit dell'investitore italiano è stato tracciato grazie ad una analisi condotta dall'osservatorio Finanza digitale di BG Saxo. Da essa emerge che il 57% degli investitori e di sesso maschile, con un'età compresa tra i 25 e 54 anni e 10 anni di esperienza (il 27,5% segue la Borsa da più di 10 anni, il 20% da oltre 6 anni e il 27,1% tra i 3-5 anni). Questo significa che il 42,7% sono donne, un numero notevole.

Ma se questo è il tratto tipico degli investitori italiani, ci sono tendenze interessanti da esaminare. Ad esempio, quasi il 31% di chi utilizza le piattaforme online è un under 35, e quasi il 9% è under 25, la dimostrazione che soprattutto gli strumenti digitali sono in grado di catturare un pubblico più giovane.

Come è stata condotta l'indagine

L'analisi effettuata dall'osservatorio si è basata su un campione di 2800 persone che risiedono al Nord Italia. La scelta del luogo non è casuale, visto che secondo la Consob è proprio in quest'area del paese che si concentra la maggior parte degli investitori nella finanza digitale.
Ai rispondenti sono state poste delle domande riguardo alle abitudini e motivazioni di investimento, agli strumenti che vengono utilizzati, ai tipi di mercati che vengono preferiti e con quali criteri scelgono il proprio broker.

I risultati

Più della metà degli intervistati preferisce azioni, obbligazioni, criptovalute. Quasi la metà invece sostiene che nel 2024 ha investito più di quanto ha fatto nell'anno precedente, e che probabilmente nel 2025 utilizzerà ancora più risorse nella finanza digitale. 

Anche se la motivazione principale dell'investimento resta chiaramente aumentare il proprio patrimonio (61%), essa viene seguita dalla volontà di proteggersi dall'inflazione (41,1%) o dal costruirsi un paracadute finanziario in caso di eventi imprevisti (36,5%). Tra le motivazioni c'è però anche l'intenzione di mettere da parte denaro per i propri figli (22%).

lunedì 11 marzo 2019

Dollaro ancora solido grazie al clima di avversione al rischio

Anche in questo avvio di settimana, sui mercati finanziari la fa da padrona l'avversione al rischio. E in definitiva questo favorisce il dollaro, che continua ad essere in prossimità di un massimo di tre mesi.

Avversione al rischio e dollaro

Gli investitori sono preoccupati per l'andamento della crescita globale, e tengono d'occhio soprattutto gli imminenti sviluppi riguardo alla Brexit. Rimane infatti molta incertezza sulle modalità e i tempi di uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. L'indice del dollaro, che misura il biglietto verde contro un paniere di sei valute più scambiate forex, ha guadagnato 0,1% a 97,412. Giovedì scorso l'Index ha toccato il suo picco trimestrale a 97,710, e complessivamente quest'anno è cresciuto dell'1,3%.

La crescita del dollaro non è dovuta a forza propria (come dimostrano i dati sul lavoro di venerdì scorso), quanto alla debolezza altrui. Basta osservare i dati delle migliori piattaforme trading online autorizzati per rendersene conto. L'euro rimane sostanzialmente piatto a causa dei segnali accomodanti della Banca centrale europea (BCE). Ma oltre al downgrade delle prospettive di crescita per l'area dell'euro, ci sono stati pure i dati di esportazione e importazione cinesi più deboli del previsto ad alimentare la preoccupazione per l'economia globale. Questo sta spingendo verso il basso l'euro e altre valute.

Focus sulla Brexit

Mentre la maggior parte delle valute si sta mantenendo entro gamme di trading ben ristrette, l'eccezione potrebbe essere la sterlina, che è vittima del nervosismo rispetto alla Brexit. La valuta era già caduta per sette sessioni consecutive ed è stata sottoposta a nuova pressione in vista del voto parlamentare sull'accordo che la May ha siglato con la UE lo scorso inverno. Il leader britannico sta provando - finora senza successo - a ottenere modifiche dell'ultimo minuto al trattato di uscita dell'UE, quando mancano meno di tre settimane al divorzio dall'Unione Europea (29 marzo).

martedì 23 ottobre 2018

Risparmio, il tasso lordo italiano cala. E non conosciamo neppure l'ABC della finanza

Gli italiani continuano a confermarsi un popolo di risparmiatori, ma il tasso di risparmio lordo rispetto al reddito disponibile sta progressivamente calando ed è inferiore alla media UE. A fine 2017 risultava pari al 9,7%, a fronte dell’11.8% della media dell’Eurozona. Si è sperato negli ultimi anni in un recupero, che però evidentemente non c'è stato. Lo dice la Consob, che sottolinea come l'educazione finanziaria degli italiani sia complessivamente ancora molto scarsa.

Cosa facciamo del nostro risparmio

Il Rapporto Consob sul risparmio evidenzia che un italiano su due non conosce nemmeno le nozioni fondamentali riguardo all'economia. E non parliamo di chissà quali concetti, ma anche della semplice nozione di inflazione, oppure di mutui, relazione rischio/rendimento, diversificazione.

E quando i concetti si fanno più complessi, come ad esempio la relazione prezzo/tassi di interesse delle obbligazioni e rischiosità delle azioni, la quota di coloro che rispondono correttamente scende al di sotto del 20%. Il guaio è che oltre ad essere un bel po' ignorati in tema finanziario, nel 30% dei casi ci sopravvalutiamo ritenendoci in grado di rispondere. E sbagliamo. Solo il 20% del campione inoltre desidera accrescere le proprie competenze finanziarie, e la maggioranza di questi sono donne.

Investimenti e rischi

Per quanto riguarda il grado di partecipazione all'attività finanziaria, circa una famiglia italiana su tre (per la precisione il 29%) ha in portafoglio almeno un prodotto o uno strumento finanziario. L'asset preferito sono i titoli di Stato (che sono l'asset più conosciuto dal 54% degli investitori) e i fondi comuni. E come si sceglie? In base alla fiducia o alle indicazioni della propria banca. Tre investitori su 4 non legge neppure il prospetto finanziario che segnala le criticità del prodotto nel quale si investe. Non stupisce quindi che solo 1 su 10 del campione esaminato da Consob sia stato in grado di ordinare correttamente alcune opzioni di investimento per livello di rischio. Quasi la metà poi non si preoccupa neppure di monitorare il proprio investimento, e un terzo non ha affatto un piano finanziario.

La cosa positiva riguardo alle famiglie italiane è la loro percentuale di indebitamento. In questo siamo tra i più virtuosi in Europa, visto che il rapporto debito-Pil è pari al 40% a fronte di poco meno del 60% per la media dell’area euro.

domenica 26 agosto 2018

Mercati finanziari, lo scenario rimane molto eterogeneo

Fino a qualche tempo fa credevamo che la crescita economica globale fosse abbastanza sincronizzata, mentre adesso ci si sta rendendo conto di un discreto disallineamento. Questo vale soprattutto per i mercati finanziari e in special modo l'andamento delle Borse. Gli Stati Uniti fanno festa, visto che dopo un decennio brillante lo S&P500 ha addirittura aggiornato il massimo storico. Inoltre il Nasdaq rimane l'unico indice che dallo scorso mese di gennaio è riuscito a piazzare un rialzo in doppia cifra, +14%. Molto differente è il discorso per alcuni paesi deboli dell'Europa, per il Giappone e per i paesi emergenti, dove arrivano segnali di difficoltà (e in alcuni casi in pieno crollo, come accade per Turchia e Venezuela).

Lo scenario futuro per i mercati finanziari

All'orizzonte però ci sono fattori che potrebbero essere insidiosi sui mercati finanziari, anche per gli USA. L’escalation di una guerra commerciale potrebbe incidere in modo negativo sulle quotazioni delle azioni Usa, in special modo per quelle aziende che hanno delocalizzato la produzione oltre i confini nazionali (peraltro in molti casi proprio in Cina e in altri Paesi asiatici).

Consiglio: se volete fare investimenti online, studiate bene quelli che sono i migliori broker CFD trading.

Va messo in conto anche il futuro approccio di politica monetaria delle banche centrali. Siamo infatti entrati nella fase finale degli stimoli monetari straordinari, ma di fronte a questi eventi recenti (guerra dei dazi, il possibile impeachment di Trump, l'impennata dello spread italiano) le autorità monetarie potrebbero continuare a fornire una guida assistita ai mercati finanziari. Lo stesso governatore della FED Powell nel recente simposio di Jackson Hole da una parte ha detto che il rialzo dei tassi andrà avanti, ma dall'altra ha lasciato in dubbio un eventuale quarto ritocco a dicembre. Questa prudenza della Fed ha immediatamente indebolito il dollaro, col cambio euro-usd passato da 1,14 a 1,16 (si veda in proposito l'andamento dell'indicatore alligator trading forex).

Vanno guardati con attenzione anche due aspetti. Il primo relativo ai report PMI, che hanno tracciato un rallentamento per i prossimi mesi. E non vale solo per l'Eurozona, ma anche per gli Stati Uniti. Inoltre i rendimenti obbligazionari sono rimasti stabili per le lunghe scadenze, il che è sintomo di una crescita che non mette pressione a vendere. Anche in questo caso, il discorso vale sia per gli Stati Uniti, sia per l’Europa.

martedì 1 maggio 2018

Spread Btp-Bund ai massimi da metà aprile dopo il no di Renzi al M5S

Le vicende politiche italiane danno una brutta spallata ai Btp. Lo spread infatti risale fino ai massimi di quasi due settimane, sulla scia dei timori che presto l'Italia possa tornare nuovamente al voto. L'unica consolazione è che i movimenti dell'ultimo lunedì di aprile sono stati resi più accentuati dal fatto che i volumi sono stati deboli, per via dell'approssimarsi delle festività del primo maggio. Al termine della tornata d’aste di fine aprile, le esigenze di rifinanziamento del Tesoro per il 2018 (tra 390 e 400 miliardi) risultano coperte per circa il 43%.

Il peso della politica sullo spread


Ad ogni modo, l'incubo politico aleggia eccome sui mercati. L’ex segretario del Pd Matteo Renzi ha smorzato le prospettive di una allenaza con il M5S per formare un nuovo Governo. La risposta del leader pentastellato Di Maio è stata chiara: non resta altro che andare a votare di nuovo, lanciando contemporaneamente un invito a Salvini di schierarsi assieme in vista delle nuove elezioni di giugno. A seguito delle dichiarazioni del leader M5S lo spread Btp/Bund è salito fino a 125 punti base. Come detto, ai massimi di due settimane.

In buona sostanza si è verificato lo scenario inverso rispetto a una settimana prima. L'ipotesi di dialogo tra Pd e M5s aveva infatti dato slancio ai Btp la settimana scorsa. Lo spread Btp/Bund era giunto fino a 111 pb, ovvero nuovo minimo da aprile del 2016. Stavolta invece il dialogo è andato incontro al fallimento e questo ha provocato vendite marcate.

L'andamento dello spread


Il rendimento sul Btp decennale è risalito fino a 1,82%, anche in questo caso ai massimi di metà aprile, mentre il ‘credit default swap’ a 5 anni sul debito italiano è salito al massimo da una settimana di 89 pb. Alla fine lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la giornata in lieve rialzo a 117 punti base dai 115 di ieri, con il rendimento del decennale italiano all'1,73%.

L'attenzione adesso si sposta anche sul fronte macro. Oltre alle questioni di politica interna, subito dopo la festività del primo maggio c'è in calendario il dato preliminare sul Pil italiano del terzo trimestre e i Pmi manifatturieri di aprile.

martedì 6 febbraio 2018

Mercati finanziari, ecco cosa ha detto il capo della BCE Draghi

L'attesa maggiore dei mercati finanziari era riservata ieri all'intervento di Mario Draghi davanti al Parlamento Europeo. Il numero uno della BCE ha confermato in sostanza quanto già dichiarato nelle scorse settimane, sia pure evidenziando fattori di grosso ottimismo per la zona Euro. L'economia infatti si espande "in modo robusto", mentre la crescita marcia spedita finanche "oltre le attese e sopra il potenziale". Al tempo stesso però, resta forte il problema dell'inflazione. La dinamica dei prezzi  si stia avvicinando all'obiettivo, non secondo la BCE non si può ancora dichiarare vittoria. Per questo i tassi resteranno all'attuale livello ancora a lungo, ben oltre la fine del Qe.

Le parole di Draghi e i mercati finanziari

draghi finanzaLa novità colta dai mercati finanziari è quindi nel tono ottimistico riguardo al futuro. La crescita marcia in modo robusto, con tassi più forti delle attese. Tuttavia non ci sono segnai di euforia pre-crisi, e al tempo stesso però non c'è spazio per compiacersi. Infatti anche se si è rafforzata la fiducia che l'inflazione convergerà verso l'obiettivo del 2%, al momento bisogna ancora attendere che ciò accada.

Peraltro Draghi ha sottolineato che ci sono nuovi venti contrari nati dalla recente volatilità nei tassi di cambio (l'euro troppo forte, si veda la major eur-usd con l'indicatore relative volatility index RVI). Situazione che richiede uno stretto monitoraggio.
Va anche evidenziato il messaggio di avvertimento di Draghi riguardo ai pericoli dei Bitcoin. Il numero uno della BCE ha sottolineato che si tratta di un asset molto rischioso, che la Bce sta comunque studiando. Ormai il fenomeno ha assunto una dimensione tale da non poter essere ignorato neppure della maggiori istituzioni finanziarie. Basta scegliere qual è il miglior sito per trading online, aprirlo e di sicuro ci troverete le criptovalute.

Un'ultima cosa riguarda la riforma fiscale USA. Nell'anticipazione del bollettino mensile, Francoforte infatti avverte che potrebbero esserci possibili effetti negativi della riforma voluta da Trump, perché rischia di innescare una guerra fiscale globale a chi offre condizioni migliori alle imprese, erodendo così le basi imponibili dei Paesi Ue.

mercoledì 31 gennaio 2018

Trasparenza finanziaria: Svizzera e USA flop, bene l'Italia

C'è un aspetto finanziario nel quale l'Italia riesce a mettersi alle spalle sia la Svizzera che la Germania e perfino gli Stati Uniti. Si tratta della trasparenza finanziaria, ovvero quanto le nostre aziende sono limpide dal punto di vista fiscale. Maglia nera proprio alla Svizzera, che in quanto a trasparenza è ultima al mondo. Secondo posto poco onorevole spetta agli USA. L'Italia invece si colloca al 41esimo posto (i più cristallini al mondo sono sono quelli di Montserrat).

La classifica generale dell'indice di opacità finanziaria è stata elaborata da "Tax justice network", un’organizzazione che esamina proprio questo genere di aspetti per tenere d'occhio i paradisi fiscali. Svizzera e Stati Uniti sono quindi stati bocciati, mentre l'Italia è stata promossa. Sul paese elvetico qualche dubbio c'è sempre stato, visto che parliamo della patria del segreto bancario. Così come non stupisce che al terzo posto ci siano le Isole Cayman. Nella Top10 c'è anche la Germania così come il Lussemburgo. Poi anche Emirati Arabi, Hong Kong, Singapore, Taiwan e Guernsey.

I calcoli per la trasparenza finanziaria

Per effettuare questi calcoli si è usato un approccio diverso dalle consuete blacklist, che sono basate prevalentemente sul parametro della scarsa collaborazione nello scambio di informazioni. In questo caso invece il dato finale è frutto della combinazione di due classifiche: la prima si basa esclusivamente sul grado di segretezza del paese analizzato, la seconda considera invece le dimensioni dei singoli centri finanziari in termini di servizi offerti ai non residenti (servizi offshore). Questo ultimo fattore spiega in parte perché Svizzera e Stati Uniti si trovano ai primi due posti (e la Germania al settimo), dal momento che si tratta di paesi che nella sola graduatoria della segretezza non sarebbero ai vertici (al primo posto ci sarebbe Vanuatu, nazione del Sud Pacifico, e al secondo Antigua & Barbuda).

Per l'Italia se la classifica finale è lusinghiera (41esimo posto), anche quelle parziali sono buone. Sul fronte della trasparenza siamo al posto 105 su 112. Un paese virtuosissimo. Tra le giurisdizioni meno segrete, invece ci piazziamo in ottava pozione (il paese più virtuoso sarebbe la Slovenia, tallonata dal Regno Unito e dal Belgio).

mercoledì 3 gennaio 2018

Aziende: Italcementi compra Cementir per 315 milioni di euro

Cambia lo scenario per il mercato dei materiali da costruzione. Nella giornata del 2 gennaio infatti, Italcementi ha completato il closing per acquisire Cementir sborsando 315 milioni e confermando con forza il suo ruolo di leader del settore. La compravendita ha per oggetto le attività nazionali del gruppo romano, mentre Bergamo rimarrà la sede centrale. Le attività acquisite sono 5 cementerie a ciclo completo e 2 centri di macinazione, oltre che un network di terminal e impianti di calcestruzzo attivi sul territorio nazionale. Italcementi va quindi ad ingrandirsi, visto che la struttura industriale fino a oggi era formata da 6 cementerie a ciclo completo, un impianto per prodotti speciali, 8 centri di macinazione del cemento, 113 impianti di calcestruzzo e 13 cave per inerti.

Come cambiano le due aziende

cementerieSi tratta di un passaggio importante, visto che dopo diversi anni Italcementi torna a crescere in Italia. L'operazione di acquisizione aveva già ricevuto il via libera da parte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che si era espressa favorevolmente lo scorso mese di novembre. Tuttavia, il Garante aveva posto solo alcune condizioni riguardanti la cessione di alcuni impianti. L'accordo tra le due società era stato annunciato il 19 settembre 2017 da Italcementi e Cementir Holding. Questa operazione rappresenta per Italcementi un'importante opportunità di crescita nel mercato italiano dei materiali per le costruzioni. Sia per composizione geografica che di qualità degli asset industriali, la combinazione che risulta dall'operazione è perfetta.

Adesso bisognerà integrare le due realtà che fino a oggi avevano vissuto separate. In un primo periodo verranno mantenuti inalterati denominazione sociale e i marchi delle società acquisiti. Verrà invece dato subito avvio al processo di integrazione degli asset e delle risorse all’interno della nuova realtà industriale. Il tutto verrà svolto con modalità idonee ad assicurare la continuità aziendale e il controllo da parte del nuovo management. Secondo alcune stime, l'operazione consentirà sinergie sui costi per almeno 25 milioni di euro entro il 2020.

lunedì 23 ottobre 2017

Mercati finanziari, fari accessi sul meeting BCE di giovedì

Sarà una settimana estremamente interessante per i mercati finanziari. A dominare la scena sarà senza dubbio la Banca Centrale Europea, dal momento che giovedì dal meeting dei Banchieri europei potrebbero uscire delle novità riguardo al tapering. Secondo molti analisti infatti la Eurotower dovrebbe annunciare la prossima riduzione del piano di acquisto titoli.

Due eventi clou per i mercati finanziari

Giovedì rischia quindi di diventare una giornata spartiacque per i mercati finanziari e per il cambio euro-dollaro (prima di fare trading su questa coppia studiate bene cos'è la leva finanziaria forex trading). La fine del quantitative easing infatti porrebbe l'istituto centrale europeo lungo la scia già tracciata dalla FED, ovvero la normalizzazione della politica monetaria.

Riguardo alle aspettative degli analisti, secondo un sondaggio condotto da Bloomberg la maggior parte si attende una discesa del quantitative easing fino ai 30-35 miliardi a partire da settembre 2018. A sostegno di questa ipotesi c'è il fatto che nessuna voce contraria si è sollevata dalla BCE nei giorni scorsi, quando è stata ventilata questa ipotesi. E il rialzo dei tassi? Secondo gli analisti il primo ritocco al costo del denaro potrebbe essere attuato all'inizio del 2019.

Ma questa settimana sarà interessante anche per la Banca Centrale Usa. La corsa alla poltrona più importante della FED si è aperta, e i candidati sono Taylor e Powell. Proprio questa settimana potrebbe arrivare la decisione definitiva sulla successione di Janet Yellen alla guida dell'istituto americano, il che rende probabile un avvio di settimana a ritmo blando per l'euro-dollaro, e osservando l'indicatore macd segnali operativi non ne dovrebbero giungere molti. . Ufficialmente anche la chairwoman potrebbe aspirare alla conferma, ma in una recente intervista a Fox il presidente Trump ha fatto chiaramente capire che i candidati rimasti con maggiore chance sono ben altri, ovvero il membro della Fed Jerome Powell e l'economista di Stanford John Taylor.

lunedì 18 settembre 2017

Mercati impassibili di fronte al nuovo test coreano

Malgrado l'ennesima provocazione nucelare della Corea, i mercati sono rimasti sostanzialmente impassibili sul finire della settimana scorsa. La notizia di un nuovo lancio di un missile di Pyongyang sul Giappone ha scosso soltanto i mercati asiatici nella notte di venerdì, tanto da spingerli verso un calo. Ma poco dopo gli investitori si sono tranquillizzati e le quotazioni hanno ripreso la marcia. Addirittura il Nikkei di Tokyo ha sovraperformato, mentre i mercati sudcoreani sono rimasti impassibili. L'unica eccezione è rappresentata dai mercati australiani, sui quali però la pressione è giunta da altri fronti.

La reazione dei mercati

Come mai i mercati non hanno reagito al lancio del missile nordcoreano nello spazio aereo giapponese? Sono altri i fronti caldi. Ad esempio la forza della sterlina sull’USD, dopo l'intervento della Bank of England che è parsa molto più hawkosh che in passato. La prospettiva che la banca sarà costretta ad alzare i tassi ha acceso gli speculatori. Il rialzo della sterlina (si può vedere su un qualsiasi miglior conto trading online forex) ha raggiunto i livelli che non si vedevano dal voto di Brexit del giugno 2016, e questo ha spinto il FTSE ai minimi di aprile.

Inoltre i mercati europei hanno risentito anche della forza dell’euro, che sta minacciando il programma di normalizzazione che la BCE avrebbe voluto portare avanti nei prossimi mesi. Anche in questo caso ci si può aiutare con un qualsiasi miglior sito per opzioni binarie per vedere l'andamento della quotazione della moneta unica contro dollaro e yen.

Anche negli Usa è stato sostanzialmente ignorato il test missilistico nordcoreano. I tre principali indici Usa sono volati a nuovi massimi record, trainati dai settori tecnologici e delle telecomunicazioni, anche se guadagni sono stati evidenziati nella maggior parte dei settori dello S&P. Tutto questo peraltro, malgrado i dati economici siano stati deludenti (vendite al dettaglio in calate inaspettatamente per la seconda volta negli ultimi tre mesi, produzione industriale in discesa, fiducia dei consumatori calata leggermente ad agosto).

lunedì 28 agosto 2017

Finanza, i mercati aspettano i dati macro dopo Jackson Hole

Quali reazioni avranno i mercati della finanza dopo Jackson Hole? Il simposio che ha avuto luogo nel Wyoming settimana scorsa, farà sentire i suoi effetti questa settimana. Di certo i riflettori saranno accesi sul dollaro, che immediatamente dopo l'intervento della Yellen ha avuto una brusca battuta di arresto, con i migliori segnali di trading gratis sicuri che puntano al ribasso del biglietto verde).

Oggi non dovrebbero esserci grossi scossoni, anche perché la Borsa di Londra è chiusa per festività e questo inciderà sulle Piazze europee, riducendo i volumi degli scambi (almeno finché non aprirà Wall Street).

Dati macro della settimana


L'eco di Jackson Hole si sentirà soprattutto al momento di leggere i dati macro in uscita questa settimana. I mercati della finanza aspettano infatti soprattutto di conoscere l'andamento dell'occupazione USA. Il report farà capire maggiormente come potrebbe muoversi la Federal Reserve in merito alla politica monetaria fino a fine anno. Altrettanto importante è pure la lettura rivista della crescita del secondo trimestre USA.

Soltanto in presenza di dati solidi, potrà tornare in voga la possibilità di un ulteriore rialzo del costo del denaro a dicembre. Se così fosse, allora anche il dollaro potrebbe beneficiarne sul mercato valutario. Il biglietto verde ha vissuto un'altra settimana nera contro l'euro, che ha superato quota 1,19 (si noti l'andamento dell'Indicatore frattali trading sul grafico Eur-Usd).

Intanto sul fronte Europeo, gli investitori aspettano di conoscere i dati flash sui prezzi al consumo. L'andamento dell'inflazione è infatti uno dei fattori che sta frenando la BCE sul terreno della normalizzazione dei tassi.
Nel frattempo si aspetta anche di conoscere il report sull’attività manifatturiera nel Regno Unito.Questo dovrebbe dare un quadro migliore sugli effetti che la Brexit sta avendo sull’economia.

venerdì 21 luglio 2017

ICO, è boom: raccolti 1,3 miliardi di dollari nel 2017. Ma quante truffe

Il fenomeno delle Initial Coin Offering (ICO) è sempre più diffuso. Si tratta di quelle forme di finanziamento per le strartup che propongono soluzioni basate sulla blockchain, specialmente criptovalute. In cambio di denaro fresco (o di altra criptovaluta, solitamente Bitcoin) offrono una percentuale della crittografia agli stessi finanziatori del progetto (che in questo modo oltre al capitale possono beneficiare anche dell'eventuale rivalutazione della criptovaluta).

Volendo fare un esempio, è come se un casino vendesse le fiches prima ancora di aprire, e queste fiches vengono scambiate sul mercato sulla base di un valore "previsto" (in base al numero di quelle emesse e al probabile volume di scambio).

Siamo davanti a una sorta di crowdfunding per le startup di cryptomonete, ma con una differenza sostanziale. Questo sistema chiaramente non è regolamentato, e di fatto è nato proprio per avviare startup aggirando il processo rigoroso e regolato di capitalizzazione richiesto dalle Ipo tradizionali (Initial public offering). Va da sé che si tratta di un processo ad alto rischio di investimento e di gestione.

La diffusione delle ICO

Un paio di giorni fa una di queste ICO è stata bloccata per via di un assalto hacker, che ha fruttato a questi ultimi ben 7 milioni di dollari investiti nella nuova valuta (Coindash). Tuttavia se consideriamo le ultime settimane, altre hanno raccolto più di 200 milioni di dollari tramite ICO. E se allarghiamo il discorso a tutto il 2017, allora sono stati raccolti 1,27 miliardi di dollari. In tutto lo scorso anno l'importo complessivo era stato di 222 milioni di dollari. Le due monete più utilizzate in queste operazioni, ovvero bitcoin ed ethereum, hanno a loro volta beneficiato di questo iperutilizzo crescendo di valore.

Chiaramente assieme al fenomeno in sé, cresce anche il rischio che aumentino truffe o bolle speculative. Questo perché i risultati eccezionali di Bitcoin ed Ethereum, capaci di moltiplicare il proprio valore in breve tempo (Ether è arrivato al 3000%), ha allettato molti investitori che confidano in profitti da favola. Di fronte a questo scenario, Non stupisce quindi che molte Ico siano sorte a scopo fraudolento e puntano a sfruttare l'eccitazione da cripto-sistema per aggirare gli sprovveduti.

domenica 25 giugno 2017

Cripotvalute, il flash crash di Ethereum pone tante riflessioni...

Abbiamo più volte sottolineato come le criptovalute non siano investimenti adatti per chi non ha nervi saldi e un cuore forte. La dimostrazione lampante è arrivata nei giorni scorsi. Per la precisione è successo mercoledì notte. Nel giro di pochi istanti il prezzo di un’unità di Ethereum - la criptovaluta più in voga dopo Bitcoin - è prima crollato da 317 dollari ad appena 10 centesimi, e poco dopo è schizzato verso l'alto riportandosi in linea ai livelli pre-crollo sui 340 dollari. Provate ad applicare il Market facilitation index (MFI) al grafico e vedrete cosa succede...

Il flash crash e le criptovalute

Cosa c'è dietro all'improvviso crollo di Ethereum? Cosa ha provocato questo tonfo istantaneo? La motivazione è di tipo tecnico. La piattaforma di trading GDAX ha ricevuto un ordine multi-milionario di vendita - qualcuno parla addirittura di 30 milioni di dollari - e questo ha fatto precipitare il valore di Ethereum, dal momento che di solito i volumi negoziati sono relativamente bassi di notte.

Tutto questo ha causato un crollo della quotazione fino a 224,48 dollari. A sua volta questo calo improvviso ha fatto scattare 800 “stop loss” degli investitori, per cui sono partite altre vendite. L'effetto domino ha spinto il valore di Ethereum al minimo di 10 centesimi, anche se il tutto è durato solo pochissimi secondi. Se qualcuno avesse comprato in quel preciso istante, dopo poco avrebbe avuto un guadagno del 326000%. Roba che i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili se li sognano.

Al di là del problema tecnico, quello che fa riflettere è la conferma di una elevata instabilità del mondo delle criptovalute. Queste ultime non possono più essere viste come un asset finanziario di Serie B, visto che parliamo di beni con capitalizzazione a 100 miliardi di dollari. Ma proprio per questo, se da una parte bisogna guardarle con assoluto rispetto, dall'altra bisogna anche porsi delle domande su come funzionano e quanti rischi portano con loro. Bisogna infatti sottolineare che proprio i guadagni delle criptovalute (Bitcoin è schizzata del 200% quest’anno, Etherum è passata da 8,40 a 340 dollari), stanno spingendo a negoziarle anche investitori meno avvezzi al rischio, il che è ancora più pericoloso.

domenica 30 aprile 2017

Investimento online: meglio da soli o affidarsi a un fondo gestito?

Uno degli aspetti più importanti quando si fa un investimento online è quello psicologico. Il che si traduce nel sapere quando entrare in un mercato ma anche quando uscire. Cosa complicata perché implica sia aspetti di carattere psicologico (non è facile tenere a freno ne' l'avidità ne' la voglia di rivincita quando si perde) e anche il fattore tempo. Saper gestire l'attività di trading significa infatti saper aspettare anche molto tempo prima di entrare sul mercato.

Il capitale affidato a terzi per l'investimento

In riferimento a questo ultimo aspetto, possiamo dire che proprio per questo sono nati i fondi comuni di investimento. Si tratta di istituti di intermediazione finanziaria che investono capitali raccolti dai risparmiatori. Ovviamente con il fine di creare valore sia ai gestori del fondo, sia ai risparmiatori che vi hanno investito.

Una forma particolare di fondo è quella creata da uno dei broker più innovativi che si trovano in giro, ovvero eToro. La peculiarità degli eToro copy funds sta nel fatto che gli asset su cui si investe sono le attività di altri traders online. In pratica il valore viene generato da altri utenti della piattaforma. Abbiamo volutamente semplificato il discorso, giusto per mettere in risalto la sua peculiarità.

Il capitale gestito in proprio


Quando però non si affida ad altri il proprio capitale ma lo si deve gestire in proprio, la cosa è molto più complessa. Si prenda ad esempio il caso degli investimenti binari, che già di base presentano un coefficiente di rischio molto elevato (tanto che sono la forma di investimento più simile alle scommesse vere e proprie). Saper fare gestione capitale e rischio opzioni binarie non è cosa da tutti, proprio per via della maggiore incidenza di fattori sui quali è difficile fare delle previsioni (almeno per le opzioni a breve scadenza).

Volevamo giusto darvi un paio di spunti di riflessione sul tema, per farvi capire quanto può essere vario l'impegno emotivo (e di competenze) necessario per fare investimenti online. Si può passare infatti da una gestione affidata in tutto a terzi, ad una da fare in proprio e con grossi rischi (ma anche potenziali guadagni).

lunedì 24 aprile 2017

Borse euforiche dopo le elezioni in Francia. Piazza Affari, il FTSE MIB +3,29%

L'effetto Francia soffia come un vento benefico sulle borse europee, che volano in apertura di settimana. Gli investitori fanno festa dopo aver appreso l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che ha premiato Emmanuel Macron e Marine Le Pen (si veda lo speciale elezioni).

E' stato scongiurato quindi il rischio ballottaggio tra due candidati antieuropeisti. Peraltro Macron sembra avere la strada spianata verso la vittoria. Gli altri candidati eliminati, infatti, sono dalla parte di Macron al secondo turno. Il rischio che possa avvenire una Frexit dopo la Brexit dunque è quasi scemato, e questo riduce anche il pericolo che qualche altro paese possa caldeggiare l'idea di divorzio dall'UE.

Fanno festa le Borse

E' chiaro allora perché si stia respirando un clima di euforia generale sui mercati finanziari. In Italia passa in secondo piano anche la bocciatura di Fitch, che venerdì scorso ha tagliato il rating del Paese. Prevalgono gli acquisti nella Borsa di Milano, al pari delle principali Borse Europee.

A Piazza Affari il FTSE MIB segna nelle prime ore del mattino un incremento del 3,29%. Avanza anche il FTSE Italia All-Share: +3,26%. Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, vanno segnalai i titoli del comparto bancario, con gli exploit di Unicredit (8,36%), Banco BPM (5,56%) e UBI Banca (+6,59%). Acquisti anche su Intesa Sanpaolo (5,73%). Tra gli indici di Eurolandia svetta Francoforte che segna un importante progresso del 2,40%, vola Londra, con una marcata risalita dell'1,78%. Brilla Parigi, con un forte incremento (+3,67%).

Bene anche l'euro nei mercati valutari. La moneta unica segna un guadagno dell'1,03% nei confronti del dollaro, dopo aver raggiunto nuovi massimi nel 2017. Male l'oro. Il bene rifugio per eccellenza infatti arretra a 1.271,7 dollari l'oncia.

sabato 22 aprile 2017

Finanza, ecco come è andata la settimana in Borsa e nel Forex

La settimana sui mercati finanziari si è conclusa senza sussulti, anche se di motivi ce ne sarebbero stati eccome. Il fatto è che nessuno s'è voluto sbilanciare visto il delicatissimo appuntamento con il voto francese di domenica. Ecco perché anche l'attacco terroristico che ha colpito nuovamente Parigi ha pesato poco sugli scambi di giornata.

Cosa è successo in finanza

mercatiIl fine settimana è stato anticipato dalla chiusura contrastata delle Borse europee: Milano proprio in chiusura aumenta i ribassi e perde lo 0,54%, poco meglio di Parigi che perde lo 0,37%. Londra stabile, solo Francoforte chiude in territorio positivo (+0,18%). Diverso discorso per i listini asiatici, che hanno chiuso in positivo: il Nikkei guadagna l'1,03% a 18.620,75 punti, mentre c'è stata la flessione dello yen sul valutario. Chiusura in calo per Wall Street: il Dow Jones ha perso lo 0,15%.

Valute forex

Proprio toccando il tema valutario, l'euro perde terreno sulla scia dei timori che gravano sulle elezioni francesi. La valuta unica scivola nuovamente sotto quota 1,07 sul dollaro, dopo il bell'exploit di giovedì (era avanzato ai massimi da tre settimane). Euro fiacco anche verso lo yen (-0,3% a 116,71).

I dati sull'economia

Per quanto riguarda i dati macro, la chiusura di settimana racconta che in Germania l'indice pmi servizi è sceso al 54,7 ad aprile, mentre il manifatturiero subisce un decremento al 58,2. In Francia invece il Pmi manifatturiero è balzato a 55,1 punti dai 53,3 punti della passata rilevazione. In Italia fa sorridere l'industria, che nel mese di febbraio fa registrare fatturato e ordinativi in crescita. In Gran Bretagna invece, calano le vendite al dettaglio (-1,8% congiunturale a marzo).

Le materie prime 

Riguardo le materie prime, cala ancora il prezzo del petrolio, che per la prima volta ad aprile è tornato sotto quota 50 dollari. Il Wti a New York infatti scivola a 49,70 dollari al barile, mentre la quotazione del Brent arriva a 52,02 dollari perdendo quasi il 2% rispetto alla chiusura di giovedì. Oro invariato a 1.284 dollari per oncia.

domenica 9 aprile 2017

Crisi: ecco il modello matematico che stima l'entità delle perdite e il rischio "contagio"

E' frutto di menti italiane il modello matematico che è stato ideato per misurare quanto sia grave una crisi, e anche le misure migliori per poterla fronteggiare. A idearlo infatti assieme ad un team di ricercatori della Commissione Europea sono stati dei docenti dell'università di Cagliari (Riccardo De Lisa e Stefano Zedda). Si tratta di un modello economico che simula una crisi finanziaria, e stima anche la possibile entità delle perdite che provocherà. Nono solo, identifica anche i migliori rimedi legislativi da adottare per ripartire.

Cos'è il modello Symbol per misurare la crisi

tradingQuesto modello si chiama SYMBOL, che sta per "Systemic Model of Banking Originated Losses". Il modello di calcolo – fanno sapere dall’Ateneo sardo – ha avuto delle applicazioni molto interessanti nel settore del risparmio. Quest'ultimo viene infatti regolato da direttive europee che hanno un effetto concreto sull’economia dei Paesi e sulla capacità di spesa dei cittadini, ed è costantemente tenuto sotto monitoraggio da parte dagli analisti europei.

I test della Commissione Europea

Il modello Symbol è stato già utilizzato dai ricercatori della Commissione Europea, al fine di valutare gli effetti della Direttiva europea sulla tutela dei depositi bancari, la così detta "European Deposit Insurance Scheme (EDIS)", che è stata approvata un anno e mezzo fa.

Cosa ci dice questo strumento

Il concetto di fondo del modello è valutare la tenuta del sistema tramite la misurazione degli effetti di una possibile crisi. Stima cioè la probabilità e l’entità delle perdite economiche del settore finanziario a seguito di uno shock. Sarebbe stato utile qualche anno fa, priam della crisi del 2007-2009Prevede quindi le dimensioni delle perdite e l'impatto degli eventuali default nel settore bancario, nonché il pericolo del "contagio" tra istituti di credito. Finora il modello SYMBOL è stato utilizzato una decina di volte per elaborare una Direttiva europea sui servizi bancari e finanziari. Un motivo di vanto e orgoglio per l'Italia e i due docenti sardi.

lunedì 6 febbraio 2017

Banche, le minacce ora si chiamano Facebook, Google, Amazon: offriranno anche servizi finanziari

I colossi del web, quelli che segnano la nostra vita di tutti i giorni come Facebook, Amazon, Google e Apple, stanno per entrare nel mondo della finanza. Faranno (o quasi) concorrenza alle banche. L'ipotesi è già in piedi da qualche tempo, ma adesso pare che stia diventando concreta.

La minaccia dei social per le banche

Facebook ad esempio ha da poco ottenuto in Irlanda una licenza per l'emissione di moneta elettronica e servizi di pagamenti. Così cominciò anche Paypal, che poi dopo 3 anni acquisì la licenza bancaria.
Si prenda anche il caso di Amazon, che da poco ha lanciato una carta di credito (in partnership con Jp Morgan) riservata ai i suoi clienti “prime.

Del resto questi colossi hanno vantaggi indiscutibili: risorse quasi illimitate, tecnologiche all'avanguardia, bacini di utenza fortemente fidelizzati e in più un profilo mostruosamente minuzioni di ogni loro potenziale cliente.
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A dare sostegno a queste iniziative c'è una ricerca effettuata da Accenture. Secondo le sue rilevazioni, addirittura un terzo dei quasi 33 mila interpellati sarebbe interessato a spostare il proprio conto bancario verso uno degli operatore come Facebook, Google o Amazon.

In Italia questa percentuale cresce fino al 42% e addirittura raggiunge il 51% tra i più giovani.

La conseguenza è chiara: un eventuale loro ingresso nei servizi bancari e assicurativi, sarebbe un colpo durissimo per gli istituti tradizionali, anche perché al momento la ricchezza è in mano prevalentemente alla fascia più anziana della popolazione, che è abituata ala "vecchia cara banca", ma tra qualche anno si trasferirà verso le nuove generazioni, più avvezze ad utilizzare il web e meno sensibili all'aspetto della relazione personale.