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lunedì 29 luglio 2019

Valute emergenti, dalla FED può arrivare un'altra spinta

Qualche investitore ha già cominciato a farlo, qualcun altro potrebbe farlo in questi primi giorni della settimana. Stiamo parlando degli investimenti nelle valute emergenti.
A spiegare la situazione sono stati gli analisti della CNBC, il famoso canale finanziario americano. Gli investitori potrebbero prendere posizione sulle valute emergenti, andando contro il dollaro USD. La motivazione è nell'ormai imminente taglio del costo del denaro da parte della FED. Cosa che dovrebbe avvenire nel meeting di due giorni di domani e mercoledì.

Spostamento dal dollaro alle valute emergenti

In un contesto del genere, per gli investitori si verrebbe a creare una forte convenienza a entrare long sulle valute emergenti. I migliori siti Forex gratis dovrebbero quindi vedere una crescita delle puntate su valute come Rublo, Real, Rand, ecc. Questo per via della parità scoperta dei tassi di interesse. Quel che succede in sostanza è che gli investimenti sul dollaro statunitense finiranno per produrre meno interessi, per via del taglio dei tassi FED funds, e questo spingerà ad un indebolimento del dollaro nei confronti delle valute dove invece i tassi di interesse sono mediamente più elevati. Si creerà quindi uno spostamento di capitali dal dollaro americano verso le valute dei mercati emergenti.

Quando si ha a che fare con le valute emergenti, bisogna però sempre prestare attenzione. Cadere in facili tentazioni è molto pericoloso. Gli analisti di CNBC evidenziano infatti come la situazione che si sta per creare, benché favorevole alle valute emrgenti, non innescherà un crollo del dollaro statunitense su base ampia, tenuto conto che anche altre banche centrali stanno virando verso una politica monetaria più accomodante.

Suggerimento tecnico: tra le figure che bisogna assolutamente conoscere ci sono i morning star evening star pattern.

Possibile carry trade

Potremmo essere vicini a una situazione di "carry trade", quelle cioè in cui si prende in prestito delle valute con tassi di interesse bassi, per acquistare asset denominati in una valuta con tassi di interesse più elevati. Questo al fine di guadagnare da investimenti valutari pagando meno interessi sull’importo preso in prestito.

domenica 16 dicembre 2018

Norges Bank, l'aumento dei tassi avverrà a ritmo più lento del previsto

La Norges Bank procederà con un restringimento della propria politica monetaria, ma a un ritmo più lento di quanto ipotizzato in precedenza. E la Corona ha perso quota sul mercato valutario.

Le scelte della Norges Bank

Questo è il succo della settimana per la valuta norvegese, caratterizzata dal meeting della banca centrale di Oslo. Con una decisione unanime la NB ha confermato - come era atteso - il tasso di politica chiave allo 0,75%, ma ha annunciato che il percorso restrittivo procederà a un ritmo leggermente più lento di quanto pianificato in precedenza, a causa delle preoccupazioni sulle prospettive dell'economia globale. La banca centrale ha dichiarato di voler aumentare i tassi a marzo del prossimo anno, dopo averlo fatto a settembre per la prima volta in 7 anni. Il percorso di normalizzazione dovrebbe procedere con 5 aumenti entro la fine del 2021: due nel 2019, uno nel 2020 e due nel 2021, secondo quanto dichiarato dal governatore Oeystein Olsen in conferenza stampa.

Consiglio: se ti piace il trading valutario, scegli sempre i migliori spread broker forex bassi.

I rischi secondo la Norges Bank

Secondo la Norges Bank, l'aumento del protezionismo e l'incertezza politica hanno indebolito le prospettive di crescita a livello internazionale (in special modo si guarda a Eurozona e Svezia, i principali partner commerciali per la Norvegia). "I persistenti conflitti commerciali e le turbolenze che circondano i processi politici in Europa potrebbero frenare la crescita tra i partner commerciali". Ha inoltre citato in particolare come una Brexit senza accordo possa aumentare le turbolenze sui mercati finanziari. Su consiglio di Norges Bank, il ministero delle finanze ha aumentato simultaneamente l'ammontare dei capitali che le banche devono tenere nei loro bilanci, aumentando il requisito di riserva anticiclica per proteggerle meglio da una potenziale recessione.

Circa l'inflazione, dopo il rallentamento di novembre ci sono stati nuovi segnali di rialzo recenti che hanno portato il livello ai massimi di quasi due anni (3,5%, come a gennaio 2017).
Sui siti trading forex gratis possiamo vedere che la Corona (che solo subito dopo la decisione della Norges Bank si è rafforzata) ha chiuso la settimana in territorio negativo sia contro il dollaro che contro l'euro. La valuta norvegese ha perso oltre un punto percentuale contro l'euro, tanto che la coppia Eur-Nok è salita a 9,7495, a pochi passi dal livello che a settmebre spinse la NB ad alzare i tassi. Perdite ancora maggiori sono state registrate contro il dollaro. Il cross Usd-Nok è infatti salito a 8,6274 (+1,71% settimanale).