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domenica 16 dicembre 2018

Norges Bank, l'aumento dei tassi avverrà a ritmo più lento del previsto

La Norges Bank procederà con un restringimento della propria politica monetaria, ma a un ritmo più lento di quanto ipotizzato in precedenza. E la Corona ha perso quota sul mercato valutario.

Le scelte della Norges Bank

Questo è il succo della settimana per la valuta norvegese, caratterizzata dal meeting della banca centrale di Oslo. Con una decisione unanime la NB ha confermato - come era atteso - il tasso di politica chiave allo 0,75%, ma ha annunciato che il percorso restrittivo procederà a un ritmo leggermente più lento di quanto pianificato in precedenza, a causa delle preoccupazioni sulle prospettive dell'economia globale. La banca centrale ha dichiarato di voler aumentare i tassi a marzo del prossimo anno, dopo averlo fatto a settembre per la prima volta in 7 anni. Il percorso di normalizzazione dovrebbe procedere con 5 aumenti entro la fine del 2021: due nel 2019, uno nel 2020 e due nel 2021, secondo quanto dichiarato dal governatore Oeystein Olsen in conferenza stampa.

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I rischi secondo la Norges Bank

Secondo la Norges Bank, l'aumento del protezionismo e l'incertezza politica hanno indebolito le prospettive di crescita a livello internazionale (in special modo si guarda a Eurozona e Svezia, i principali partner commerciali per la Norvegia). "I persistenti conflitti commerciali e le turbolenze che circondano i processi politici in Europa potrebbero frenare la crescita tra i partner commerciali". Ha inoltre citato in particolare come una Brexit senza accordo possa aumentare le turbolenze sui mercati finanziari. Su consiglio di Norges Bank, il ministero delle finanze ha aumentato simultaneamente l'ammontare dei capitali che le banche devono tenere nei loro bilanci, aumentando il requisito di riserva anticiclica per proteggerle meglio da una potenziale recessione.

Circa l'inflazione, dopo il rallentamento di novembre ci sono stati nuovi segnali di rialzo recenti che hanno portato il livello ai massimi di quasi due anni (3,5%, come a gennaio 2017).
Sui siti trading forex gratis possiamo vedere che la Corona (che solo subito dopo la decisione della Norges Bank si è rafforzata) ha chiuso la settimana in territorio negativo sia contro il dollaro che contro l'euro. La valuta norvegese ha perso oltre un punto percentuale contro l'euro, tanto che la coppia Eur-Nok è salita a 9,7495, a pochi passi dal livello che a settmebre spinse la NB ad alzare i tassi. Perdite ancora maggiori sono state registrate contro il dollaro. Il cross Usd-Nok è infatti salito a 8,6274 (+1,71% settimanale).

domenica 23 settembre 2018

Yen, settimana blanda e calo contro euro e dollaro

E' proseguita anche questa settimana la svalutazione dello Yen giapponese, che ha perso terreno sia contro l'euro che (sia pur di poco) contro il dollaro.

Dati macro del Giappone

L'evento clou degli ultimi giorni è stato il rilascio dei dati sull'inflazione nipponica. Si è trattato di un report sostanzialmente in linea con le aspettative. L’inflazione generale è andata oltre le previsioni degli analisti, visto che è salita all’1,3% annuo contro l’1,1% previsto. Il dato core però si è mosso poco, e comunque l'inflazione rimane ben lontana dell'obiettivo della Banca del Giappone, che è al 2%. Negli ultimi giorni peraltro sono stati resi noti altri due indicatori che sono rimasti in sordina.

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Tutto questo fa pensare che la Banca del Giappone non ha al momento ragioni per cambiare la sua politica. L'istituto centrale ha nel frattempo ridotto l'ammontare dei titoli di stato con scadenza superiore ai 25 anni che acquista nell'ambito delle sue misure di politica monetaria espansiva di 10 miliardi di yen, a 50 miliardi di yen. Nell'ultima sua operazione di Quantitative easing, la BoJ aveva effettuato acquisti per 60 miliardi di yen.

L'andamento dello Yen

A livello valutario, lo Yen in settimana ha perso oltre un punto percentuale contro l'euro. Basta aprire la classifica migliori piattaforme trading online autorizzati e prendere i dati per rendersene conto. La coppia Eur-Jpy ha toccato anche i massimi di 5 mesi ed è oltre quota 132 (Il cambio ha segnato il massimo annuale a 137,51 il 2  febbraio ed il minimo a 124,62  il 29 maggio). Il rapporto di cambio con il dollaro invece segna un deprezzamento meno forte. L’USD/JPY è salito dello 0,40% nel corso della settimana e viaggia sui 112.55, dopo aver sfiorato quota 113.

Riguardo ai prossimi giorni, la sensazione è che lo yen giapponese dipenderà molto da quello che acadrà sul fronte delle tensioni dello scontro commerciale tra USA e Cina, ma anche sulle novità che emergeranno dall'imminentne meeting della FED.