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venerdì 10 maggio 2019

Costo del denaro, la Norges Bank fissa la stretta a giugno

La banca centrale di Norvegia ha deciso nel meeting di giovedì, di lasciare invariato il costo del denaro. Tuttavia, ha già preannunciato che nel mese di giugno opererà una nuova stretta monetaria, dopo quella di 25 punti base fatta nel mese di marzo.

Norges Bank e costo del denaro

L'ultimo meeting di politica monetaria conferma quindi che la Norges Bank ha un approccio da "falco", pur mantenendo il costo del denaro all'1%. La dichiarazione resa dal governatore Oystein Olsen è stata abbastanza chiara. In base ad una valutazione di rischi e delle prospettive economiche norvegesi, c'è l'intenzione di procedere ad una nuova manovra restrittiva, salvo che non si verifichino degli shock improvvisi per l'economia.

Le proiezioni economiche della Norges Bank sono positive. Anzitutto continua a crescere la capacità produttiva, e il Pil viene visto in aumento annuo dell’1,7%. In secondo luogo l'inflazione sta viaggiando forte, è già oltre il target del 2% e l'ultimo report ha addirittura sorpreso gli analisti arrivando al +2,9%. Inoltre il tasso di disoccupazione è a livelli fisiologici. Resta però un fattore di incertezza legato alle prospettive economiche globali. Ricordiamo infatti che la Norvegia è fortemente legata al settore petrolifero, che a sua volta risente sia dei timori di una decelerazione globale, sia delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Consiglio: cercate di ampliare sempre le vostre strategie di trading. Qui trovate spiegata la strategia RSI e media mobile.

L'andamento della Corona

Proprio questi fattori di pericolo, spiegano perché nonostante la Norges Bank esprima una prospettiva molto più aggressiva rispetto alla Fed circa il costo del denaro, il cambio della Corona Norvegese contro euro e dollaro non decolla. Se dopo aver deciso qual è il miglior sito per trading online, andiamo ad aprire i grafici della Corona NOK, possiamo vedere cosa è successo. Dopo il meeting della Norges Bank, infatti, la Corona Norvegese ha avuto un sussulto ma dopo ha perso di nuovo quota. Il cross USD-NOK sta salendo dalla fine del mese di aprile, così come è accaduto per la coppia EUR-NOK.

venerdì 5 gennaio 2018

Mercato azionario, l’euro può frenare il Vecchio Continente

Esattamente come si era chiuso il 2017, l'anno nuovo comincia all'insegna di un euro che spinge forte e di un dollaro che fa fatica a tenere il passo. Insomma quello scenario che nessuno un annetto fa poteva immaginare, ha invece preso corpo e continua a essere ben chiaro. Ricordiamo che negli ultimi 12 mesi il biglietto verde ha perso oltre il 12 per cento rispetto alla divisa della Unione Europea. Ma come si ripercuote questo sul mercato azionario?

Chi utilizza delle piattaforme trading bonus senza deposito se ne preoccupa poco, visto che il suo rischio è limitato. Ma sbaglia perché la correlazione è molto forte. Il rapporto di forza tra euro e dollaro ha impattato fortemente sui listini europei. Solo nei primi 5 mesi del 2017 l’indice Eurostoxx è riuscito a guadagnare l’11,7% e lo Stoxx 600 il 9,5%, e questo a fronte di un moderato aumento dell'euro contro dollaro: appena il 3,2%. Nei successivi 7 mesi invece il biglietto verde ha perso molto più terreno contro l'euro (-9,3%) con un effetto frenante sulle borse europee: Eurostoxx -1,5% e Stoxx 600 -1,7%.

Possibili scenari sul mercato azionario

Questo cosa implica? Se la coppia euro dollaro dovesse oscillare poco, allora tanto l’Eurostoxx quanto lo Stoxx 600 potrebbero andare al rialzo. C'è chi stima anche del 10%. Ma data questa correlazione tra biglietto verde e borse europee, se l'euro dovesse andare oltre quota 1,25, allora i due indici azionari europei perderebbero probabilmente quota. C'è tempo comunque per dedicarsi a vedere qual è il miglior sito per trading online, prima di dover tirare le somme.

Nel frattempo ci si potrà dedicare anche all'esame dei risultati di bilancio del quarto trimestre 2017. Questo permetterà di verificare le implicazioni dell’apprezzamento dell’euro sui margini e sui profitti delle società europee. Da ciò dovrebbe venire fuori una prima importante indicazioni riguardo alle prospettive degli utili 2018 delle imprese europee. Ma non sarà affatto facile confermarsi sui livelli del quarto trimestre 2017 (+15,8%).