sabato 18 gennaio 2020
Borsa di Milano in rally. La settimana si chiude sui massimi di maggio 2018
martedì 14 maggio 2019
Azioni Apple, caduta pesante a Wall Street. Ecco perché...
I motivi del crollo delle azioni Apple
Ma cosa ha causato il tracollo delle azioni del colosso tech? Sono tre i fattori che hanno pesato sulle mosse degli investitori a Wall Street. Sicuramente sta incidendo la forte tensione che si respira sui mercati, a seguito della nuova escalation sul fronte della guerra commerciale USA-Cina. Questo ha spinto i mercati ad abbandonare le attività più rischiose, puntando sui rifugi sicuri. Inoltre la guerra dei dazi colpisce in modo ancor più diretto Apple, visto che i suoi prodotti diventano più cari in Cina, dove peraltro assemblea buona parte dei dispositivi.In secondo luogo le azioni Apple pagano i dati in deciso calo del mercato nordamericano degli smartphone. Da gennaio a marzo le consegne sono diminuite del 18% su base annua. Complessivamente la quota è scivolata fino a 36,4 milioni di unità, che è il dato peggiore da 5 anni a questa parte. Le consegne di iPhone sono inoltre diminuite del 19%, e solo in parte questo bilancio viene compensato dall'ottima performance dell'XR, con conta 4,5 milioni di pezzi venduti in tre mesi.
La class action e il rischio multa
Infine c'è un altro fattore molto importante, che ha pesato sull'andamento delle azioni di Apple. Il colosso di Cupertino infatti ha subito una sconfitta legale contro i consumatori che l’accusavano di approfittare della posizione dominante per gonfiare i prezzi sull’App Store. La Corte Suprema degli USA (con cinque voti a favore e quattro contro) ha infatti confermato la decisione del tribunale di primo grado, che aveva già dato l'ok ad una class action contro l'azienda produttrice dell’iPhone. Una decisione contro la quale Apple si era appellata. Ma ora che ha perso, rischia di subire una multa da centinaia di milioni di dollari.martedì 18 dicembre 2018
Wall Street si avvia a chiudere l'anno peggiore dal 2008
L'aria che tira a Wall Street
Alla fine di una giornata nerissima, il Nasdaq ha perso il 2,27%. Malissimo sia lo S&P 500 che perde il 2,08% che il Dow Jones in retromarcia del 2,11 per cento. Ma lo scivolone di questi giorni a Wall Street non è stato certo un fatto isolato e improvviso. Anzi, il crollo di Wall Street era nell'aria già da diverso tempo. Infatti è dal mese di settembre che la borsa americana ha vissuto una impennata di volatilità, dopo aver bucato tutti i record. E il bilancio complessivo di quest'anno è tale che il ribasso accumulato dagli indici di borsa potrebbe configurare il peggiore anno dai tempi della grande crisi finanziaria del 2007-09.Ma cosa ha determinato questa corsa alle vendite? Hanno coagito diversi fattori.
I motivi del calo
Anzitutto l'evidenza che la marcia spedita dell'economia a stelle e strisce s'è fermata. Lo dimostrano diversi indici (l'ultimo è stato l'Empire State manufacturing index), anche se le stime proiettano una crescita del 2,5% anche per l’anno a venire. Per questo molti investitori sono adesso in attesa della guidance di politica monetaria della Fed, che verrà resa nota mercoledì al termine della due giorni di meeting della Banca centrale Usa (che intanto dovrebbe aumentare i tassi). A tutto questi si sommino le negative notizie per quello che riguarda l'Obamacare (decretato incostituzionale, con conseguente crollo di tutti gli undici settori del comparto sanitario) e le solite dichiarazioni del presidente americano Trump, che hanno creato tensione con la FED.E poi c'è la curva dei rendimenti. Le ultime sei recessioni (dal 1978 al 2008) sono state anticipate da un’inversione della curva dei rendimenti tra la scadenza a 10 e quella 2 anni. In sostanza quando i tassi dei titoli a 2 anni hanno superato quelli a 10. Oggi come oggi la differenza è di appena 15 punti base, per cui siamo vicini.
mercoledì 5 settembre 2018
Wall Street, la corsa di Amazon taglia il traguardo dei 1000 miliardi
La corsa di Amazon a Wall Street
La società di commercio elettronico statunitense è riuscita nell'impresa in una sessione non brillante per i listini americani, arrivando a superare la quota dei 2.050,27 dollari per azione. La corsa spedita dei titoli Amazon a Wall Street è cominciata un anno fa, quando valevano meno della metà di quel che valgono adesso. Dall'ultimo "black Friday" ad oggi hanno guadagnato il 109%. Da gennaio invece la crescita è stata di circa il 75%, aggiungendo 435 miliardi di dollari di valore alla società.Questa performance assume ancora più rilievo se si pensa che a Wall Street, l'indice S&P500 nel frattempo è salito "solo" dell’8%. Niente male se si pensa che 24 anni fa, questa azienda nasceva all'interno di un garage di Seattle (come libreria online). Amazon oggi vanta vendite per 200 miliardi di dollari l'anno, con quasi 600mila dipendenti sparsi su tutto il globo. Il successo di questa azienda lo dimostra un dato: ogni americano che spende un dollaro facendo acquisti online, mezzo lo spende su Amazon.
Va detto che a Wall Street sono quasi tutti convinti che la corsa di Amazon non sembra destinata a fermarsi. Il colosso americano infatti si è introdotto nel settore della sanità a stelle e strisce, si sta affermando sulle raccolta pubblicitaria online, e allo stesso tempo alcune indiscrezioni riportano che ha avviato contatti con Hollywood per finanziare alcuni film in cambio dei diritti online.
venerdì 5 gennaio 2018
Mercato azionario, l’euro può frenare il Vecchio Continente
Chi utilizza delle piattaforme trading bonus senza deposito se ne preoccupa poco, visto che il suo rischio è limitato. Ma sbaglia perché la correlazione è molto forte. Il rapporto di forza tra euro e dollaro ha impattato fortemente sui listini europei. Solo nei primi 5 mesi del 2017 l’indice Eurostoxx è riuscito a guadagnare l’11,7% e lo Stoxx 600 il 9,5%, e questo a fronte di un moderato aumento dell'euro contro dollaro: appena il 3,2%. Nei successivi 7 mesi invece il biglietto verde ha perso molto più terreno contro l'euro (-9,3%) con un effetto frenante sulle borse europee: Eurostoxx -1,5% e Stoxx 600 -1,7%.
Possibili scenari sul mercato azionario
Questo cosa implica? Se la coppia euro dollaro dovesse oscillare poco, allora tanto l’Eurostoxx quanto lo Stoxx 600 potrebbero andare al rialzo. C'è chi stima anche del 10%. Ma data questa correlazione tra biglietto verde e borse europee, se l'euro dovesse andare oltre quota 1,25, allora i due indici azionari europei perderebbero probabilmente quota. C'è tempo comunque per dedicarsi a vedere qual è il miglior sito per trading online, prima di dover tirare le somme.Nel frattempo ci si potrà dedicare anche all'esame dei risultati di bilancio del quarto trimestre 2017. Questo permetterà di verificare le implicazioni dell’apprezzamento dell’euro sui margini e sui profitti delle società europee. Da ciò dovrebbe venire fuori una prima importante indicazioni riguardo alle prospettive degli utili 2018 delle imprese europee. Ma non sarà affatto facile confermarsi sui livelli del quarto trimestre 2017 (+15,8%).
lunedì 29 maggio 2017
Borse Europee fiacche. Anche Piazza Affari parte con il segno rosso
Comincia all'insegna della debolezza la settimana sulle principali Borse europee. L'indice Stoxx Europe 600 è piatto, mentre dei cali lievi si registrano a Francoforte (il Dax30 cede lo 0,1%) e a Parigi (il Cac40 perde lo 0,2%). La Borsa di Londra invece è chiusa per festività (e lo sarà anche Wall Street e pure quella in Cina).
Avvio fiacco per le Borse Europee
Anche Milano parte maluccio, con l'indice Ftse Mib che segna un -0,92% a 21.014 punti, mentre l'All Share segna un -0,86% a 23.268 punti. Tra i titoli, avvio di giornata negativo per Salvatore Ferragamo (flessione dell’1,15% a 24,94 euro) mentre partono forte Saipem (+0,54% a 3,75 euro) e Ferrari (+0,98% a 77,205 euro) dopo il successo delle vetture del Cavallino Rampante al Gran Premio di Montecarlo di Formula1.
Il mercato valutario
Sul fronte valutario, l'Euro non registra sensibili variazioni alle prime battute sui mercati internazionali. La moneta unica europea passa di mano a 1,1174 dollari e a 124,3 yen (dati broker opzioni binarie No ESMA). Sotto il profilo macro, oggi è in programma l'audizione trimestrale alla Commissione economica del Parlamento europeo da parte del presidente della Bce Draghi.
L'andamento delle materie prime
Per quanto riguarda il petrolio, la settimana comincia con l'oro nero ancora sotto i 50 dollari. Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di parlare ampiamente di quel che sta succedendo sul mercato del greggio (analizzandolo con la Cog Belkhayate strategia). I contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio perdono 16 centesimi e passano di mano a 49,64 dollari al barile. Il brent scende di 12 centesimi a 51,99 dollari. Al momento quindi l'estensione degli accordi sul contenimento della produzione non sembrano sortire grandi effetti. Il problema dell'eccesso cronico di produzione rimane quindi insoluto. Infine le quotazioni dell'oro robuste sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata mantiene le posizioni guadagnate alla fine della scorsa settimana e passa di mano a 1.266 dollari l'oncia.
lunedì 8 maggio 2017
Mercati finanziari piatti dopo la vittoria di Macron. Cala l'euro sul dollaro
A Piazza Affari regna la prudenza, con il FTSE MIB che registra una variazione negativa dello 0,33%. In controtendenza ci sono alcuni titoli del risparmio gestito come Azimut (+1,02%) e Banca Generali (+0,59%). Malissimo invece Moncler (-2,06%) che viene penalizzata da alcuni giudizi positivi degli analisti (non ci faremmo mai la tecnica martingala trading al contrario).
Spulciando tra gli indici di Eurolandia, vediamo che resta fermo Francoforte che passa di mano sulla parità. Poche variazioni anche per Londra, mentre perde terreno proprio Parigi (-0,40%).
Valute, spread e petrolio sui mercati finanziari
Per quanto riguarda il mercato valutario, l'euro comincia in calo la settimana contro il dollaro dopo aver superato quota 1,10 nel corso della notte. Adesso è risceso sotto questa importante soglia psicologica. Nei giorni scorsi chi aveva sfruttato le migliori tecniche opzioni binarie per puntare sul rialzo della valuta unica aveva accumulato grossi profitti, ed è probabile che i dati sul lavoro usciti venerdì dagli USA stiano facendo effetto.In forte calo lo spread, che raggiunge 179 punti base (-22 punti base), con il rendimento del BTP a 10 anni che si posiziona al 2,19%.
Infine rimbalza la quotazione del petrolio, dopo i forti cali messi a segno la settimana scorsa. Driver principale di questo piccolo sprint sono le forti aspettative che di qui a qualche settimana ci saranno ulteriori tagli alla produzione di greggio da parte dell'OPEC per contrastare l'eccesso di offerta.




