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mercoledì 23 febbraio 2022

Banca centrale della Nuova Zelanda alza i tassi e preannuncia strette più aggressive

La banca centrale della Nuova Zelanda accelera lungo il percorso di rialzo dei tassi di interesse. Nel meeting di febbraio la Reserve Bank of New Zealand ha infatti deciso di aumentare il costo del denaro di 25 punti base.
Si tratta della terza stretta monetaria consecutiva, che porta il tasso di interesse in Nuova Zelanda all'1%, ossia a livello che aveva prima dello scoppio della crisi pandemica.

La decisione della banca centrale

La decisione presa dai policy makers neozelandesi si giustifica con il surriscaldamento dell'economia, a causa della corsa dell'inflazione. Per questo motivo la banca centrale ha deciso che era necessaria una stretta più vigorosa sui tassi di interesse.

Peraltro la banca centrale ipotizza che il percorso di aumento del costo del denaro dovrà essere accelerato nei prossimi mesi. Infatti sono previsti aumenti del costo del denaro fino al 2,2% entro la fine del 2022. E inoltre entro la Primavera del 2023 i tassi di interesse dovrebbero essere portati a 2,57%.
Oltre a prevedere un ciclo di strette più aggressive, la Reserve Bank of New Zealand comincerà anche a ridurre gradualmente il proprio bilancio.

Annotazione: prima di negoziare la valuta neozelandese dovete chiedervi quale broker per fare trading online si adatta meglio al vostro stile di investimento.

La reazione del dollaro neozelandese

Il meeting della banca centrale ha spinto il dollaro neozelandese sul mercato valutario. La valuta guadagna terreno rispetto al dollaro americano, andando a toccare i massimi di un mese dopo aver superato la media mobile a 50 periodi (PS. Se siete interessati al trading sulle valute, cercate i broker forex con spread più bassi).

Chiaramente gli investitori guardano con molta attenzione a quello che succede in Ucraina, perché le tensioni geopolitiche potrebbero cambiare gli scenari. Notizie positive spingerebbero verso un maggiore appetito al rischio, cosa che darebbe lancio al dollaro neozelandese. In caso opposto si potrebbero deprimere i mercati e innescare un ondata di avversione al rischio, cosa che penalizzerebbe valuta la valuta neozelandese.

domenica 10 dicembre 2017

Eurozona, oltre i dati macro c'è la fiducia ritrovata di imprese e famiglie

Sono discrete le prospettive per l'Eurozona nell'immediato futuro. Gli ultimi dati macro economici che sono stati resi noti confermano una tendenza assolutamente positiva. Come è positivo il clima che si respira tra le imprese e le famiglie, che sono sempre più fiduciose di essere uscite fuori dalla grande crisi iniziata qualche anno fa. Secondo le ultime rilevazioni, l'indice di fiducia delle imprese e delle famiglie ha raggiunto il livello più alto da un decennio a questa parte. E il vento positivo si può notare anche solo guardando l'andamento dell'euro. Basta decidere quale piattaforma trading scegliere e poi aprire un grafico che coinvolga l'euro come valuta: si vedrà una crescita impetuosa negli ultimi mesi.

I dati incoraggianti dell'Eurozona

Riguardo i dati macro dell'Eurozona, sono stati molto positivi i dati relativi al PIL del terzo trimestre. La stima per la crescita 2017 dell’area euro si attesta tra il +2,2% e il +2,3%. A fungere da traino sono Germania (+2,6%) e Spagna (+3,1%) , ma non hanno deluso le aspettative ne' Francia (+1,7%) ne' Italia (+1,6%). Riguardo alle prospettive future c'è un cauto ottimismo. La crescita nel 2018 infatti potrebbe essere tra il +1,9% e il + 2,0%, mentre l'anno seguente il PIL potrebbe aumentare ancora del +1,7%. L'area dell’euro quindi rimane economicamente vivace.

Ci sono tre settori che danno il senso di questo rinnovato ottimismo. Quello immobiliare, uno dei più duramente colpiti durante la grande crisi. Quello degli investimenti industriali e quello del mercato del lavoro. Inoltre la spesa dei consumatori sta crescendo ormai al ritmo precedente alla crisi. In questo contesto, la BCE ha annunciato che ridurrà il ritmo del suo programma di acquisto di asset, anche se per un bel po' non vedremo l'aumento dei tassi.

Dal punto di vista valutario, la settimana appena conclusa ha visto durante la prima parte la reazione del Dollaro (chi fa forex trading studi bene quali sono i broker con spread più bassi forex). In chiusura di settimana, però, l’Euro ha mostrato nuovamente in muscoli non riuscendo a recuperare tutte le perdite, ma andando a recuperare l’importantissimo supporto in area 1.1851.