mercoledì 28 agosto 2019

Investimenti in valute digitali, c'è chi vede quota 100mila per Bitcoin

Gli investimenti in valute digitali continuano ad essere caratterizzati da forti oscillazioni di prezzo. E come il prezzo oscillano in modo forte anche le previsioni sul futuro andamento del settore.

Previsioni e investimenti in valute digitali

Una delle più recenti, e probabilmente delle più ottimistiche, riguarda la regina delle valute digitali, ovvero Bitcoin. A esprimerla è la Morgan Creek Digital Assets, società che opera nel segmento di mercato del management di asset digitali. Secondo i suoi analisti, il prezzo del BTC potrebbe arrivare addirittura sui 100mila dollari. Ovvero quasi dieci vole il prezzo attuale. Secondo gli analisti questa previsione potrebbe concretizzarsi nel 2021.

Ma detto che non è la prima volta che si sentono certe previsioni ultra-ottimistiche riguardo agli investimenti in valute digitali. Durante il boom del 2017 c'era pure chi si spingeva oltre. E purtroppo sappiamo com'è andata a finire. Basta vedere i dati dei migliori siti trading autorizzati Consob per vedere come ci fu un crollo improvviso nel giro di poche settimane. E allora perché stavolta dovrebbe andare diversamente?

Rally possibile?

Ci sarebbero una serie di elementi che in questo caso potrebbero sostenere il rally del Bitcoin. Chi sa come funziona trading Bitcoin Italia, avrà notato che il sentiment di mercato è molto più positivo rispetto a qualche mese fa. Ma soprattutto nel prossimo anno potrebbero esserci dei fattori in grado di imprimere una forte spinta al prezzo. Ci riferiamo all'operazione di halving che ci sarà tra pochi mesi. Essa determinerà un dimezzamento della ricompensa prevista per i miner rispetto a quelli che sono gli attuali livelli. L'halving potrebbe dare una forte spinta alla quotazione BTC.

Ma c'è ancora altro. Ad esempio la regolamentazione del comparto da parte di banche e finanza tradizionale, così come l'aumento dei volumi di trading e l'incremento della tensione internazionale.
Tutti questi fattori saranno davvero in grado di spingere la quotazione di BTC e in generale trainare gli investimenti in valute digitali? Forse, non resta che aspettare per saperlo.

martedì 20 agosto 2019

Affitti brevi, scatta la stretta da parte dell'Agenzia delle Entrate

Gli affitti brevi finiscono nel mirino del Fisco italiano, che mira così a smascherare coloro i quali non dichiarano i proventi derivanti dalla locazione a turisti "mordi e fuggi".

La guerra del fisco agli affitti non dichiarati

L'Agenzia delle entrate potrà avere infatti accesso alla banca dati tenuta dalla Polizia di Stato (Alloggiati Web), alla quale chi fitta un appartamento è tenuto a comunicare le generalità dell'ospite. Attualmente in questa banca dati sono registrati 200mila alloggi. Tramite questo nuovo strumento, il Fisco italiano potrà confrontare i dati delle dichiarazioni dei redditi con quelli presenti nella banca dati, evidenziando in tal modo le eventuali incongruenze.

Si tratta di una mossa piccola, rispetto al lavoro che c'è da fare per contrastare l'evasione da affitti. Basta solo pensare che la mole di annunci che si trovano su alcune piattaforme web per mettere in contatto locatario e cliente, è grande più di due volte rispetto alla banca dati della Polizia di Stato (circa 400 mila unità). Ma è comunque un passo importante, tenuto conto che le multe e le ammende che scattano per chi loca in "nero" può arrivare fino a 206 euro. L'unico adempimento da fare per evitare questa sanzione è dichiarare tutte le transazioni effettuate nell'arco di 12 mesi grazie a questa attività, pagando le relative imposte con il modello f24 (dato che alcuni portali per affitti non agiscono ancora come sostituto di imposta). In questo caso spetta al singolo operatore versare la quota del 21 per cento per la cedolare secca.

Le novità del decreto crescita

Con il Decreto Crescita (dl 34/2019, convertito con la legge 58/2019) è stata introdotta la creazione di una banca dati pubblica delle strutture ricettive e degli immobili presenti sul territorio nazionale destinati all’attività di locazione breve, inferiore ai 30 giorni, che saranno identificati da un codice alfanumerico. La banca dati nazionale devono però essere regolate con un decreto ministeriale che era atteso per fine luglio, ma è slittato.

venerdì 16 agosto 2019

Cambio rupia-dollaro, possibile un recupero nei prossimi 12 mesi

Finora il 2019 non è stato certo un buon anno per la Rupia. La valuta indiana ha perso parecchio terreno nel cambio contro il dollaro, ma c'è chi ipotizza un recupero nei prossimi 12 mesi.

Le prospettive del cambio Rupia Dollaro

Un gruppo di 40 analisti intervistato da Reuters, sostiene infatti che il cambio dollaro-rupia scenderà, anche grazie all'emissione di bond sovrani in valuta estera da parte del Governo indiano. Nello specifico, gli analisti ritengono che la valuta dell'India possa guadagnare quasi il 2% nella prospettiva a 12 mesi. Ipotesi interessante per chi adotta swing trading strategia forex. Su questa prospettiva però incombe principalmente il miglioramento delle relazioni USA-Cina sul fronte commerciale.

I dilemmi dell'economia indiana

Riavvolgiamo però il nastro. I recenti sviluppi manifestano tutta la debolezza a breve termine della rupia indiana. Nel paese è cresciuto il rischio politico, dopo che è stata revocata la condizione speciale del Kashmir, ovvero la regione himalayana contesa al vicino Pakistan. Questa decisione ha spinto al ribasso la rupia, portandola fino ai minimi da 5 mesi contro il dollaro americano (a quota 71 per USD). A rendere poi il clima attorno alla Rupia più pesante, ci ha pensato la già menzionata guerra commerciale tra USA e Cina. Tutte le valute dei mercati emergenti ne hanno risentito in modo pesante. Inclusa la Rupia, che è scesa dell'1,6% segnando il calo più grande dall'inizio di dicembre.

Consiglio: non gettatevi a capofitto nel mondo del trading online, senza aver prima individuato qual è il miglior broker forex gratis per le vostre necessità.

Bond in valuta estera

Tuttavia, come evidenziano gli analisti sentiti da Reuters, la recente decisione del governo di emettere debito sovrano in valuta estera, potrebbe dare un sostegno alla valuta nazionale. L'impatto soprattutto nel breve termine può essere positivo, mentre nel lungo periodo l'impatto potrebbe essere di segno opposto. Infatti a causa del forte deficit fiscale, l'India corre il rischio di appoggiarsi pesantemente alle emissioni di valuta forte come meccanismo di fuga.