lunedì 12 aprile 2021

Economia americana, le parole di Powell: "Ripresa forte ma il Covid è ancora una minaccia"

L'economia americana è a un punto di svolta. Lo sostiene il numero uno della FED, Jerome Powell, evidenziando gli sforzi fatti sia in termini di politica monetaria che di sostegno fiscale.

Powell e lo stato di salute dell'economia americana

In una intervista concessa alla CBS, il capo della banca centrale americana dice di aspettarsi un balzo del mercato del lavoro e della crescita economica, ma che rimane ancora una minaccia forte dovuta al virus. "Il rischio principale per l'economia americana è che la malattia si diffonda di nuovo".
Per questo motivo il capo della FED evidenzia come sarebbe rischioso procedere a una riapertura affrettata dell'economia, che potrebbe far di nuovo impennare i casi di Covid. "Ci sono davvero rischi là fuori. Se riapriremo troppo in fretta, la gente tornerà troppo in fretta alle vecchie abitudini e assisteremo a un altro picco di casi", ha spiegato.

Outlook migliorato

La svolta è vicina quindi, ma occorre non vanificare gli sforzi fatti finora, sperando che il ritmo delle vaccinazioni continui ad essere alto.
Powell evidenzia che l'economia americana ha cominciato a correre in modo veloce, così come sta crescendo più velocemente la creazione dei nuovi posti di lavoro. Per questo motivo può dire con certezza che "l'outlook è migliorato in modo significativo".

Forse può interessare: imprese italiane e crisi Covid.

L'impegno della FED

Da parte sua, la banca centrale continuerà a mantenere il sostegno all'economia americana, fino a quando la ripresa sarà in gran parte completa. Questo vuol dire tassi di interesse ancora bassi per diverso tempo, e un piano di acquisti di obbligazioni molto sostenuto.
Riguardo alla inflazione, la Federal Reserve è "d'accordo che superi in modo moderato la soglia del 2% per un po' di tempo, ma non vuole che il superamento sia significativo".

Il presidente della banca centrale ha poi aggiunto che "i prezzi di alcuni asset sono elevati in base agli standard storici, ma la Fed non può prevedere le bolle speculative. La Fed è più focalizzata sulla resilienza del sistema in caso di shock, e ritiene che il sistema finanziario abbia retto agli shock in modo significativo". Tuttavia ammette che esiste una possibilità molto bassa che la crisi finanziaria del 2008 si ripeta.

mercoledì 7 aprile 2021

Commodities, il semisconosciuto iridio vale tre volte più dell'oro

Quando si parla di commodities, il pensiero va sempre ai soliti noti. Anzitutto oro e petrolio, poi argento, rame e diverse materie prime agricole come zucchero e caffé.
Ma ci sono molte materie prime meno note, anche perché non scambiate sui mercati ufficiali, che sono degne di attenzione. E' il caso dell'iridio.

L'iridio rispetto alle altre commodities

commoditiesNel vasto panorama della commodities, l'iridio fa parte della categoria dei metalli. Si tratta peraltro di un elemento molto raro e prezioso. Il suo costo per tonnellata infatti è circa di 6.000 dollari l’oncia, ossia più del triplo rispetto al costo dell’oro.
Ma c'è una cosa che risulta ancora più interessante, ossia il suo trend in forte ascesa. Da inizio anno infatti il prezzo dell'iridio non solo ha sovraperformato le altre commodities, ma è andato anche più forte del Bitcoin, la criptovaluta più famosa.

Aumento di prezzo sontuoso

Se consideriamo il valore da inizio anno, l'iridio è aumentato del 131%. Se riprendiamo come riferimento il Bitcoin, possiamo evidenziare che la valuta digitale è nel frattempo salita del 85%. E' quindi ben evidente quanto spedita sia stata la corsa dell'iridio.
E dire che non possono neppure esserci manovre speculative, visto che sono quasi del tutto assenti investitori e speculatori, visto che l'iridio non viene scambiato in borsa. A differenza delle altre commodities, non si può fare trading sulle opzioni vanilla con l'iridio, oppure negoziare CFD. Chi ci opera sono esclusivamente gli utenti industriali mentre i pochi grandi investitori che comprano iridio vanno direttamente dai produttori.

Nota bene: quando si negoziano commodities, occorre conoscere bene i concetti di trailing step definizione trailing stop.

L'utilizzo dell'iridio

A spingere il prezzo di questo metallo è il suo largo utilizzo per la produzione di schermi elettronici, unitamente al fatto che ci sono state interruzioni dell’offerta nel corso dell’ultimo anno (ricordiamo che l'iridio si ottiene come sottoprodotto dell’estrazione di platino e palladio). Inoltre in ottica futura, l’iridio potrebbe venir utilizzato nella produzione di idrogeno verde tramite l’elettrolisi dell’acqua.

giovedì 1 aprile 2021

Industria del benessere: con il Covid sono andati in fumo 2,1 miliardi di euro di ricavi

L'industria del benessere ha subito una mazzata clamorosa a causa del Covid. Tutte le misure di lockdown hanno praticamente sempre incluso questo settore nelle mosse restrittive, finendo per renderlo il più bersagliato dall'emergenza.

Stroncata l'ascesa dell'industria del benessere

Un danno al quale si aggiunge una beffa, visto che prima della crisi il settore del wellness era in forte crescita. Secondo il Global Wellness Institute (GWI), il tasso medio di crescita per il periodo 2017-2022 avrebbe dovuto essere del 6,5%.
Secondo una analisi di Banca d’Italia, le famiglie hanno drasticamente ridotto (un po' per necessità, un po' per via dei lockdown) la spesa in servizi di cura della persona. Una famiglie su tre ha del tutto smesso di ricorrere a questa tipologia di servizi.

Numeri del settore

Va ricordato che in Italia l'industria del benessere produce tanta ricchezza e tanto lavoro. Nel settore dell’acconciatura ed estetica, infatti, esistono quasi 150mila imprese. Nel complesso ci lavorano 263 mila addetti. Per la stragrande maggioranza si tratta di imprese artigiane (86,5%), quindi anche meno in grado di fronteggiare tempeste così brusche. Secondo un sondaggio di Confartigianato, nel 2020 questo ha avuto una perdita di ricavi per 2.104 milioni di euro, pari al 33,6% in meno.

La piaga dell'abusivismo

A peggiorare il quadro c'è il fenomeno dell'abusivismo. Già prima della emergenza pandemica questo fenomeno era molto diffuso (ISTAT stimava un lavoro indipendente irregolare del 27,8%, con picchi soprattutto nel Mezzogiorno), e generava una concorrenza sleale oltre che und anno economico all'erario. Ma il fenomeno si è poi ampliato con i lockdown e la chiusura delle attività del benessere nelle aree a maggiore rischio. L'esercito di operatori abusivi nell'industria del benessere potrebbe essere di 42 mila soggetti.
Bisogna inoltre considerare che l’abusivismo crea anche un potenziale danno sociale, visto che la qualità e la sicurezza dei trattamenti spesso non sono conformi ai protocolli Covid-19 per distanziamento e sanificazione.