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martedì 25 luglio 2023

Acquisti in calo il caldo colpisce anche il commercio

L'ondata di caldo che sta attraversando la penisola non fa solo a boccheggiare le persone, ma colpisce anche il mondo del commercio, che lamenta un calo degli acquisti.
Questo è l'allarme lanciato da Confesercenti, che oggi ha anche avuto un incontro al Ministero del Lavoro per affrontare questa situazione.

Temperature e acquisti

Le alte temperature di questo periodo, ben oltre le medie stagionali, in generale scoraggiano le attività all'aperto e di conseguenza colpisce la propensione al consumo delle famiglie.

Per questo gli acquisti si stanno riducendo, tanto che una stima di Confesercenti parla di circa 3,4 miliardi di spesa che sono a rischio. Infatti una settimana di caldo oltre la norma arriva a determinare una contrazione dello 0,2% dei consumi mensili, che quindi potrebbero subire una riduzione di 3,4 miliardi rispetto all’andamento riscontrato nella prima metà del mese.

Mercati e mercatini i più colpiti

Questa situazione si rivela particolarmente pesante soprattutto per il commercio che si svolge nelle aree pubbliche, come quello dei mercati e nei mercatini. Infatti l'ondata di calore ha cambiato le fasce orarie in cui chi deve fare acquisti esce di casa: cittadini e turisti rinunciano allo shopping nelle ore più calde del giorno, concentrandolo nel tardo pomeriggio, in particolare dalle 18.00 in poi. Evitano invece le ore dalla mattina al primo pomeriggio, che sono le più calde del giorno.

Il punto è che nella maggior parte dei casi mercati e mercatini si svolgono proprio la mattina, questo spiega perché lamentano un calo degli acquisti fino al 30% rispetto a luglio dello scorso anno.

Altri settori colpiti

Lo scenario è complesso anche in altri ambiti. La ristorazione patisce un calo della richiesta dei consumi ai tavoli all'aperto. Il danno è doppio, perché questo incremento di coloro che decidono di consumare i pasti all'interno, costringere locali a intensificare l'utilizzo dei climatizzatori, provocando un aumento dei consumi elettrici.

Va aggiunto che per difendersi dalle alte temperature, le famiglie stanno intensificando l’utilizzo di condizionatori o altri strumenti similari. Ma questo comporta una spesa più alta per l'elettricità, che li spingerà in seguito a ridurre altre spese. Insomma gli effetti sul commercio potrebbero avvertirsi anche dopo la fine del gran caldo.

venerdì 23 giugno 2017

Agricoltura italiana in ginocchio, la siccità provoca danni milionari

Il caldo record di questi giorni sta mettendo in ginocchio l'agricoltura italiana. Mancano all'appello circa 20 miliardi di metri cubi d'acqua sull'intero territorio nazionale, e il Consiglio dei ministri ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza in due province (Parma e Piacenza). E' l'Emilia Romagna la regione più colpita dall'assenza di piogge. E parliamo del luogo dove si concentra il 35% della produzione agroalimentare italiana. Ma danni ingenti vengono patiti anche da Sardegna, Toscana e Veneto, che peraltro hanno già fatto pervenire la loro richiesta al governo di stato di emergenza.

I danni del caldo all'agricoltura

I danni derivanti da questa ondata di caldo africano sono enormi. La Coldiretti li ha valutati in oltre un miliardo di euro, indicando anche quali sono le coltivazioni più colpite.

Nella zona dell'Emilia sono in sofferenza tutte le colture: pomodori, cereali e ortaggi. In Lombardia il caldo ha duramente colpito la produzione di latte, che è scesa del 20%. La Toscana accusa un calo di foraggi e potrebbe essere duramente colpita la produzione di miele. In Umbria stanno seccando girasoli e mais, infine nel Lazio è a rischio addirittura il 40% dei raccolti. In Campania rischia grosso anche la produzione di mozzarella di bufala dal momento che la mancanza di acqua ha messo in ginocchio gli allevamenti e i caseifici. In Basilicata c'è un problema per la raccolta di albicocche, perché non c'è più gradualità di maturazione, con la conseguenza che tutta la produzione arriva assieme ai mercati, generando un crollo delle quotazioni.

Chi opera nel settore dell'agricoltura si sta dando da fare per arginare il problema attraverso la razionalizzazione dell'uso dell'acqua, oppure con lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto.
La situazione ripropone un problema che l'agricoltura da diverso tempo conosce, ma non ha ancora fronteggiato. Di fronte alla tropicalizzazione del clima infatti, si rendono sempre più necessari interventi strutturali per raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi in modo da averla disponibile in periodi di siccità. Del resto da tempo siamo entrati in un quadro climatico che potrebbe alterare sempre di più l'attività agricola.