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martedì 13 febbraio 2018

Rimborsi su bollette a 28 giorni, il TAR Lazio li mette in stand by


Il sistema di rimborsi previsti da AgCom relativo alle bollette con tariffazione a 28 giorni è stato sospeso. Il TAR del Lazio infatti ha deciso che le compagnie telefoniche potranno aspettare fino a ottobre prossimo, ovvero fino al giudizio di merito, prima di stornare dalle bollette telefoniche gli importi corrispondenti alle maggiori somme dovute allo schema tariffario a 28 giorni.

Il motivo è che le somme che dovrebbero pagare sono "in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili della azienda". In sostanza il TAR è stato ispirato dalla prudenza, infatti considerando gli elevati importi che gli operatori dovrebbero rimborsare agli utenti, ha deciso di rinviare questi esborsi in via cautelare finché non verrà definitivamente accertato che debbono pagare.

Cosa succede adesso con i rimborsi


L'Autorità aveva preso la decisione di punire le compagnie lo scorso 19 dicembre, imponendo loro di restituire i soldi agli utenti. Il TAR ha respinto il ricorso degli operatori e di Asstel contro la delibera con cui Agcom imponeva loro il ritorno alla fatturazione su base mensile per rete fissa. La decisione del Tar inoltre non riguarda la maxi multa imposta agli operatori da Agcom - circa 1,1 milioni di euro ciascuno - sulle quali però deciderà anche in questo caso in via definitiva l’udienza di merito.

Critica la posizione dell'Unione Nazionale Consumatori, che giudica un regalo alle compagnie la decisione del TAR. Secondo UNC infatti, gli importi elevati che le compagnie devono rimborsare testimoniano che le aziende sono andate avanti imperterrite a violare la delibera dell'Autority. "Non si può far ricadere questa scelta aziendale sulle famiglie, vanno immediatamente risarciti", dice UNC. La vicenda è destinata a continuare. Ci si può aspettare un ricorso degli operatori al consiglio di Stato (principalmente per chiedere la sospensione delle sanzioni), ma anche ulteriori mosse di Agcom.

mercoledì 30 agosto 2017

Concorrenza, da oggi entrano in vigore le nuove norme

Cambiano alcune regole sulla concorrenza in Italia. Da ieri è entrata in vigore la nuova "Legge annuale per il mercato e la concorrenza", che prevede una serie di misure che dovrebbero andare a favore dei consumatori. Tra i provvedimenti più importanti c'è quello sulle assicurazioni auto. Entro un anno il governo dovrà definire l'obbligo di installare la scatola nera, al quale corrisponderanno degli sconti. Stesso discorso vale per i virtuosi del volante, quelli che non fanno mai incidenti da almeno 4 anni e vivono nelle province con i più alti tassi di sinistri. Anche per loro dovranno essere previsti degli sconti.

Le altre novità sulla concorrenza

Dovrebbe inoltre diventare più facile "sbarazzarsi" dei propri operatori telefonici o fornitori di servizi Tv. La disdetta dei contratti sarà possibile con "modalità telematiche" e con le "medesime forme" dell'attivazione e dell'adesione. Insomma non ci sarà per forza l'obbligo di spedire una raccomandata. Inoltre a carico dei gestori telefonici aumenteranno le multe per chi non rispettano le norme a tutela dei consumatori. E ancora: slitta di un anno la fine del mercato tutelato, che resterà in vigore fino al 30 giugno 2019.

Il recapito delle multe non sarà più esclusiva della Poste, ma gli operatori privati potranno ufficialmente fargli concorrenza per offrire lo stesso servizio. Lascia un po' perplessi invece la caduta dell'obbligo per le società di telemarketing di riferire l'identità del soggetto per conto del quale avveniva il contatto, specificandone anche la natura commerciale e di continuare la chiamata soltanto nel caso in cui l'utente - chiaramente dopo aver avuto queste informazioni - avesse concesso l'assenso. Va detto però che probabilmente nessun call center ha mai rispettato questo obbligo.

Trasporti, sanità e notai

Il Governo inoltre ha ricevuto la delega per rivedere la disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea. In sostanza per disciplinare meglio quelle situazioni controverse come quella riguardante Uber.

Riguardo le farmacie, viene introdotta la possibilità per le società di capitali di controllarle, purché non si supero il limite del 20% su base regionale. Le farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale potranno inoltre proseguire il loro orario di servizio anche oltre quello stabilito. Sempre in ambito sanitario viene introdotto un requisito per le Società di odontoiatria, che dovranno avere un direttore sanitario iscritto all'albo, e potranno effettuare le prestazioni solo soggetti in possesso dei titoli abilitanti. Infine i notati: dal rapporto 1 su 7000 abitanti si passa a uno ogni 5mila. In pratica si darà accesso al mercato al 25% di notai in più.