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mercoledì 12 aprile 2023

Valute, la crisi del Rublo si acuisce sempre più

Era da un anno che non si vedeva un Rublo così debole. I ridotti afflussi di valuta estera e la ripresa della domanda in Russia hanno spinto il Rublo verso 82,4 rispetto al dollaro e verso 90 rispetto all'Euro. Ossia sui livelli peggiori di un anno.

La Russia e la crisi della valuta

All'indomani dello scoppio della guerra in Ucraina, la valuta russa era precipitata, tanto che in quei giorni il cambio Euro-Rublo era a 145. Tuttavia la valuta moscovita era riuscita ad assorbire quella svalutazione, riprendendosi gran parte del terreno perso.

Proprio la resistenza del Rublo veniva indicata da Mosca come la prova che la sua economia aveva resistito alle ritorsioni occidentali. Gli effetti l'impennata nel prezzo del gas e del petrolio avevano consentito a Mosca di ottenere guadagni record, che avevano illuso riguardo la capacità di rispondere alle sanzioni.

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La lenta e costante svalutazione

Poi però è cominciata una nuova e costante caduta di valore, in special modo quando l'occidente ha imposto un prezzo limite al petrolio russo verso la fine dell'anno scorso anno. Tutto questo ha ridotto drasticamente i ricavi dalle esportazioni.
Al tempo stesso l'Europa è riuscita a svincolarsi in buona parte dalla dipendenza dal gas russo, privando così Mosca di un'altra fonte di reddito.

C'è poi anche un altro aspetto da sottolineare, ossia la vendita di aziende occidentali a investitori russi, che ha incrementato la domanda di dollari. Basta pensare ad esempio al trasferimento di 1,21 miliardi di dollari alla Shell per la sua partecipazione nel progetto di gas dell’Estremo Oriente Sakhalin-2.

La terza valuta peggiore del 2023

Questi fattori spiegano perché il Rublo - secondo i calcoli Reuters - è la terza peggiore valuta tra quelle globali, meglio solamente della Sterlina egiziana e Del Peso argentino.
Come detto, il cambio USDRUB viaggia oltre la soglia di 82 dopo aver disegnato una shooting star candela, mentre l'inflazione più fredda del previsto ritarda le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della CBR.

venerdì 26 aprile 2019

Banca di Russia, si prospetta un futuro taglio dei tassi

Non ha regalato nessuna novità il meeting di politica monetaria della Banca di Russia. L'istituto moscovita ha infatti deciso di lasciare invariato il costo del denaro al 7,75%, livello al quale si trova dal dicembre scorso quando venne alzato di 25 punti base.

Il meeting della Banca di Russia

La Banca di Russia ha effettuato due mosse restrittive nel giro di pochi mesi, a settembre e dicembre 2018, al fine di contenere il rialzo dell'inflazione. Sono stati i primi ritocchi effettuati dopo ben 4 anni. Effettivamente il contenimento dell'inflazione c'è stato, perché ci si aspettava un rialzo fino al 5,4%, e invece l'ultima rilevazione ha evidenziato una crescita inferiore, al 5,3%. Il picco potrebbe quindi essere stato già raggiunto, anche se la Banca di Russia ci va cauta.

Infatti occorre ancora che si manifestino completamente gli effetti degli aumenti dell'IVA, e per questo bisognerà attendere il secondo semestre. Ad ogni modo c'è ottimismo, visto che la banca centrale ritiene i rischi pro-inflazione diminuiti, e che l'indice dei prezzi al consumo annuale tornerà al 4% nella prima metà del 2020.

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Possibile taglio dei tassi

La frenata dell'inflazione potrebbe così aprire ad uno scenario accomodante di politica monetaria. La Banca di Russia ha infatti ventilato la possibilità che ci sia un taglio dei tassi, magari già in occasione del prossimo meeting del 14 giugno. Ovviamente ciò accadrebbe solo se la situazione economica dovesse svilupparsi in linea con le previsioni di base.

Se ci chiediamo quali sono le migliori piattaforme di trading online e analizziamo i dati, possiamo vedere che la possibilità di un taglio al costo del denaro ha frenato il Rublo sui mercati valutari. Il cross USD-RUB ha ampliato i guadagni dell'ultima settimana, giunti oltre il punto percentuale. Il bilancio annuo però è a favore della valuta russa, che ha guadagnato oltre il 6% contro il iglietto verde.

venerdì 8 febbraio 2019

Bank Rossii ferma sul costo del denaro dopo il doppio ritocco del 2018

La Banca centrale di Russia (Bank Rossii) mantiene un atteggiamento attendista e conferma i tassi di interesse al 7,75%, in linea con le aspettative degli economisti.

Inflazione e Bank Rossii

L'istituto centrale di Mosca aveva proceduto a un aumento di 25 punti base a dicembre, e lo stesso aveva fatto anche a settembre. Peraltro quell'intervento fu il primo dal 2014. L'obiettivo di tali interventi era (oltre che sostenere il Rublo) di arrestare l'ascesa dell'inflazione, e riportarla verso il target del 4%. Tuttavia a gennaio i prezzi al consumo sono ancora salita, giungendo al 5%. Secondo la Bank Rossii il contributo dell'aumento dell'IVA alla crescita annuale dei prezzi al consumo è stato finora moderato. L'effetto potrà infatti essere valutato non prima di aprile, ma le prospettive di un incremento sono elevate. La Banca di Russia prevede comunque che l'inflazione annua oscillerà tra il 5,0 e il 5,5% nel corso di quest'anno, ma poi ritornerà al 4% nella prima metà del 2020 ("quando gli effetti l'indebolimento del rublo e l'aumento dell'IVA svaniranno").

Un ruolo importante l'avrà il mercato petrolifero. Nonostante la crescita del prezzo del petrolio nel gennaio 2019, i rischi di una offerta di petrolio che si riveli maggiore della domanda rimangono elevati, ha osservato il regolatore. Questo finirebbe per deprimere i prezzi. Inoltre la banca di Mosca ha osservato che la revisione dei percorsi attesi di stretta monetaria da parte della Federal Reserve e di altre banche centrali nei mercati sviluppati, riducono il rischio di persistenti fuoriuscite di capitali dai mercati emergenti e, allo stesso tempo, fattori geopolitici potrebbero portare a una maggiore volatilità delle materie prime e finanziarie mercati, influenzando il tasso di cambio e le aspettative di inflazione.

Crescita economica e rublo

Riguardo la crescita economica, la Bank Rossii prevede che nel 2018 sarà al 2,3%, superando le previsioni che erano all'1,5-2%. La banca ha mantenuto le sue previsioni di crescita per il 2019 nell'intervallo 1,2-1,7%.

Il Consiglio di amministrazione dell'istituto di Mosca terrà la prossima riunione il 22 marzo 2019. Alcuni analisti dei migliori broker online affidabili ritengono che possa esserci un ribasso del tasso chiave di 25-50 punti base verso la fine di quest'anno, se l'inflazione rimarrà nelle previsioni.

Sul mercato valutario, la decisione della Bank Rossii ha mosso poco il Rublo, anche perché i mercati si attendevano questo orientamento prudente della CBR. I migliori segnali forex free operativi hanno ignorato l'evento. La valuta russa durante il mese di gennaio ha guadagnato un po' di terreno sia contro il dollaro che contro l'euro, anche grazie alla risalita del petrolio. Il cross USD-RUB scende verso 65,73 (lo scorso anno la svalutazione del rublo è stata superiore al 15%), mentre la coppia EUR-RUB è arrivata a 74,49.

giovedì 9 agosto 2018

Rublo russo in caduta libera sul dollaro a causa delle sanzioni USA

C'è un'aria molto pesante sul rublo russo. La valuta russa è stata interessata da una nuova ondata di vendite, che ha spinto il cambio con il dollaro in salita del 3,3% in scia della proposta avanzata dall’amministrazione statunitense di nuove sanzioni.

Le sanzioni USA e il rublo russo

Washington ha deciso di colpire Mosca per via dell'assassinio a mezzo di gas nervino dell’ex spia russa Sergej Skripal e di sua figlia Julia, avvenuti il 4 marzo 2018 a Salisbury, nel Regno Unito. Episodio riguardo al quale la Russia ha sempre negato ogni coinvolgimento. Le nuove misure potrebbero entrare in vigore nella seconda metà del mese. Dovrebbero riguardare le esportazioni di beni legati alla sicurezza nazionale, inclusi settori come la tecnologia specializzata di petrolio e gas e alcuni dispositivi elettronici e sensori (secondo quanto dichiarato da un funzionario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti).

Questo ha spinto il cross tra dollaro e rublo russo verso un incremento di oltre il 4%, portando il saldo 2018 a +14,3% (occhio alla formazione del piercing line pattern forex). La coppia si è spinta fino al livello massimo dall’agosto 2016. Massimi da due anni anche per i rendimenti dei bond. Nel frattempo l'indice RTS, il benchmark denominato in dollari che comprende i titoli più liquidi tra le principali emittenti russe, sta cedendo quasi 2 punti percentuali. Molto penalizzata la più grande compagnia aerea russa, la Aeroflot, scesa ai minimi di due anni.

Inoltre a peggiorare la situazione del rublo russo ci sono due ulteriori fattori. Anzitutto la forza propria del dollaro. Come si può vedere su tutti i siti Forex Trading online gratis, il greenback sta guadagnando contro tutte le altre principali valute. Il Dollar Index è salito a 95,345. In secondo luogo la contrazione delle quotazioni del petrolio. Gli investitori, visto questo di incertezza, stanno ignorando i fondamentali economici del Paese per concentrarsi sugli sviluppi politici.