Visualizzazione post con etichetta stellantis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stellantis. Mostra tutti i post

mercoledì 11 settembre 2024

Industria, ancora in calo il dato sulla produzione. Malissimo auto e tessile

La situazione dell'industria italiana non procede come sperato. Lo certifica Istat, pubblicando i dati sulla produzione industriale nel nostro Paese, che evidenziano l'esistenza di difficoltà ancora difficili da sperare.

I dati sulla nostra industria

In base al report dell'istituto di statistica, a luglio c'è stato un calo dello 0,9% rispetto al mese precedente. Su base annua invece la discesa è del 3,3%, che rappresenta il 18esimo dato di flessione consecutiva. Per trovare un segno più bisogna risalire al gennaio del 2023 (+ 2,6%).

Se guardiamo i primi 7 mesi di quest'anno, l'industria italiana ha segnato un calo della produzione pari al 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Questo andamento debole riguarda un po' tutta l'industria manifatturiera, visto che tutti quanti i settori sono in rosso, ad eccezione di quello dell’energia, che invece sale di 1,5%.

Situazione shock per auto e tessile

Chi invece se la passa malissimo è il settore automobilistico, dove la produzione cala su base annua del 35%. Sulle industrie del settore si avverte il peso delle casse integrazioni di Stellantis, oltre che di una domanda debole.
Malissimo anche il tessile-abbigliamento, che cede il -18% in termini di produzione a causa del calo negli acquisti. Fra le realtà produttive che hanno accusato il colpo c’è, in particolare, il distretto della pelle di Firenze.

La meccanica, principale comparto manifatturiero italiano, segna un meno 4,3%. Altri settori in grave difficoltà sono legno-carta, impianti, metallurgia, gomma-plastica, farmaceutica e trasporti. Sui sette mesi, si salvano industria chimica (+ 3,9%), alimentare (+ 2,5%) ed elettronica (+ 1,2%).

Il quadro secondo Istat

Analizzando questi dati, Istat evidenzia come l’economia italiana stia mostrando segnali fiacchi, ma comunque di crescita moderata. Merito dei passi indietro fatti dall’inflazione e dalle condizioni ancora solide del mercato del lavoro. Nel complesso, le prospettive per i prossimi mesi sono stabili, ma caratterizzate da una significativa incertezza dovuta soprattutto alle persistenti tensioni geopolitiche in varie aree strategiche, come Ucraina e Medio Oriente.

mercoledì 28 febbraio 2024

Mercato azionario, continuano ad aumentare i buyback (e le polemiche)

Storicamente una delle caratteristiche del mercato azionario statunitense, che lo distingueva rispetto a tutti gli altri, è stato il largo ricorso alle operazioni di buyback (ossia la procedura di riacquisto di azioni proprie sul mercato). Le norme divario rispetto agli altri paesi si sta però riducendo, dal momento che questo genere di operazioni si sta diffondendo sempre di più anche al di fuori degli States.

Buyback in crescita su ogni mercato azionario

La pratica del riacquisto di azioni proprie è cresciuta notevolmente tra le grandi aziende tedesche, francesi, britanniche e anche italiane (per dire l'ultima, Stellantis ha appena dato il via prima tranche buyback da 1 miliardo). 

Ma pure al di fuori dell'Europa le cose non stanno andando diversamente, visto che ad esempio anche il mercato azionario giapponese è sempre più interessato da questo fenomeno.

I numeri del fenomeno

Se guardiamo gli Stati Uniti, alcune stime ritengono che almeno il 38% delle grandi aziende statunitensi ha effettuato un riacquisto di almeno l'1% delle proprie azioni nel corso del 2023. Il fenomeno segna un leggero calo rispetto all'anno precedente, quando però raggiunse dimensioni record.

Nel resto del mondo spicca il ricorso al buyback da parte delle aziende britanniche, che sono arrivate ad eguagliare i numeri di quelle americane.
Anche in Francia e Germania il ricorso al riacquisto di azioni proprie continua a crescere anno dopo anno. Più indietro invece si trovano i mercati emergenti, ciò è giustificabile con la minore liquidità presente, da poter investire in questo tipo di operazioni.

Le polemiche

Va detto che le operazioni di buyback sul mercato azionario sono accompagnate anche da grosse polemiche. Acquistare le proprie azioni dai propri azionisti è un modo per remunerarli per la loro fiducia, restituendogli la liquidità in eccesso. Sono inoltre anche più efficienti dal punto di vista fiscale, dal momento che le plusvalenze (capital gain) vengono tassate di solito in base ad un'aliquota inferiore rispetto a quelle da reddito.

Tuttavia queste operazioni si prestano anche a delle manipolazioni a beneficio della dirigenza aziendale, in special modo quando la remunerazione di questi si lega alla crescita dell'utile per azione (diminuendo il numero di titoli in circolazione automaticamente cresce la quota di utile per azione).. Per questo ad esempio negli Stati Uniti è stata introdotta una tassa sui buyback.

mercoledì 2 marzo 2022

Mercato dell'auto. In Italia anche i numeri di febbraio sono negativi

Il mercato dell'auto continua a evidenziare grandi difficoltà. Gli ultimi numeri relativi al settore sono stati diffusi dal Ministero dei Trasporti. Nel mese di febbraio sono state vendute poco meno di 111mila auto. Si tratta del 22,6% in meno rispetto allo stesso mese del 2021.
Se consideriamo invece il primo bimestre dell'anno, le immatricolazioni sono scese del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Cosa succede al mercato dell'auto

Questi numeri evidenziano le difficoltà che sta attraversando il mercato dell'auto, paralizzato in particolar modo dalla carenza di chip e semiconduttori

Del resto si tratta di un problema che non affligge soltanto il mercato dell'auto in Italia, bensì tutto il settore a livello europeo. Incluso i colossi come Mercedes, BMW e Volkswagen, pesi importanti quando si fanno nel DAX analisi tecnica previsioni.

I dati di Stellantis

Per quanto riguarda Stellantis, i numeri sono altrettanto negativi. A febbraio le immatricolazioni non hanno raggiunto le 42 mila unità, quasi un terzo in meno rispetto a febbraio 2021.
Nel primo bimestre dell'anno, il totale delle immatricolazioni di veicoli Stellantis è stato inferiore del 28% rispetto al primo bimestre del 2021.

Nonostante questi numeri, l'amministratore delegato dell'azienda, presentando il piano strategico, ha confermato l'obiettivo di raddoppiare i ricavi netti del gruppo entro il 2030 e ottenere margine di reddito operativo rettificato in doppia cifra per tutto il decennio.
L'attualità però è meno entusiasmante. Infatti lo stabilimento di Melfi ha annunciato un nuovo stop della produzione, per via della carenza di semiconduttori. Durante tutta questa settimana l'attività verrà sospesa su tutto lo stabilimento.

Annotazione: tra i vari titoli del mercato dell'auto, si può negoziare anche Stellantis sulle migliori piattaforme trading gratis.

Richiesta di incentivi

Le difficoltà del mercato dell'auto continuano nel frattempo a spingere le associazioni dei lavoratori e delle aziende a chiedere che il governo intervenga con degli incentivi per il settore. Infatti ritengono che lo stanziamento di un miliardo all'anno, che è stato annunciato per il 2022, non possa essere sufficiente ad un rilancio.