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giovedì 29 maggio 2025

Bilancio in rosso, Nissan vara un piano shock per evitare Il tracollo

La crisi che sta attraversando il settore dell'automobile non riguarda solamente i player europei, ma quelli di tutto il mondo. Perfino il colosso giapponese Nissan si trova a che fare con un bilancio pessimo, al punto da dover intervenire con un maxi piano di risanamento per evitare il compasso finanziario.

Un terribile bilancio

L'anno fiscale 2024-2025 è stato chiuso da Nissan con una perdita netta di bilancio pari a 671 miliardi di yen, che al cambio attuale sono oltre 4 miliardi di euro. Si è trattato del peggior risultato mai raggiunto nella storia del gruppo nipponico. 

Il tentativo di fondersi con l'altro marchio storico Honda è fallito per via di divergenze riguardo al taglio dei costi, e così la casa giapponese si è trovata di fronte ad uno scenario drammatico da dover affrontare da sola.

Il maxi piano di Nissan

A pressare enormemente sul management della casa giapponese sono i 5,6 miliardi di dollari di debiti che vanno in scadenza il prossimo anno. Senza un rapido risanamento dei conti, il tracollo finanziario si avvicinerà sempre di più. Ecco perché la casa automobilistica giapponese ha messo a punto un piano straordinario che mira a raccogliere oltre 1000 miliardi di yen, ossia 7 miliardi di dollari. Un piano che si articola in emissione di titoli, dismissioni e finanziamenti garantiti.

Obbligazioni in rampa di lancio

Il fulcro di questo piano prevede l'emissione di un prestito obbligazionario e altri strumenti convertibili fino a 630 miliardi di yen, oltre ad un prestito sindacato da un miliardo di sterline garantito da UK Export Finance, un'agenzia governativa del Regno Unito che supporta l'export.

Le dismissioni dell'azienda

Un'altra parte del piano prevede la vendita di alcune partecipazioni detenute dal gruppo Nissan. Quella ad esempio in Renault, posseduta al 15%, e quella in AESC Group, azienda che produce batterie. 

Ma nel calderone potrebbero finire anche degli impianti produttivi in Sudafrica in Messico, oltre alla sede centrale di Yokohama ed alcune proprietà immobiliari negli Stati Uniti. Proprio la cessione della sede di Yokohama rappresenta il simbolo più doloroso della crisi della casa automobilistica giapponese, visto che fu l'emblema del rilancio aziendale del 2009.

mercoledì 10 aprile 2024

Mercato dell'auto, la Cina si prende lo scettro dell'export

I dati finali riguardo alle vendite e alle esportazioni avvenute nel corso del 2023 nel mercato dell'auto, ci raccontano che il paese con il maggiore export è la Cina. Ma sorprendentemente, questo boom non è affatto legato all'auto elettrica.

Lo sprint delle aziende cinesi sul mercato dell'auto

E quanto mai attuale il problema della feroce concorrenza che i player cinesi stanno facendo alle grandi aziende europee, che adesso si vedono minacciate anche nel loro continente (basta pensare al caso della BYD che aprirà una fabbirca in Ungheria).

Quello che sorprende è che non è il settore dei veicoli a trazione elettrica ad aver dato lo scettro dell'export alla Cina, bensì le vecchie tradizionali auto a benzina.

Un bel grazie alla Russia

Se le esportazioni cinesi nel mercato dell'auto sono le più numerose al mondo lo si deve in gran parte alla Russia, che è la prima destinazione dei veicoli prodotti dal paese del grande Dragone.
Dopo che Mosca ha deciso di invadere l'Ucraina, paesi come Germania e Stati Uniti hanno bloccato il commercio con Mosca. In questo vuoto si è tuffata la Cina.

Nel corso del 2023 le vendite cinesi sul mercato dell'auto russo sono cresciute del 58%. Se il primo paese che esportava veicoli a Mosca era la Germania (seguita dal Giappone) nell'ultimo anno la Cina ha piazzato il sorpasso e consolidato il proprio dominio sul mercato.
Le vendite cinesi nel mercato dell'auto russo erano appena al 10% del 2021, oggi sono arrivate al 70%. Il valore economico dell'export è cresciuto di cinque volte arrivando a 5,6 miliardi di dollari.

Il settore elettrico

Se le auto a benzina hanno trascinato l'export della Cina, nel settore delle auto elettriche Pechino continua ad avanzare. La cinese BYD ha soffiato lo scettro a Tesla come più grande produttore al mondo, superando 500.000 veicoli venduti nel quarto trimestre del 2023. La corsa di BYD si sta espandendo anche in Europa, perché prezzi più bassi e tempi di consegna più rapidi sono fattori che allettano il mercato di tutto il mondo.

Stesso discorso per Aiways, produttore cinese specializzato in veicoli dotati di intelligenza artificiale. E’ stato il primo a lanciare un suv elettrico in Europa e ad aprire una filiale a Monaco di Baviera, dove si trova il più importante mercato europeo dell’auto.

mercoledì 23 marzo 2022

Mercato dell'auto, accordo tra Mercedes, Stellantis e TotalEnergies per una Gigafactory batterie a Termoli

Il futuro sarà caratterizzato sempre di più dai veicoli elettrici. Per questo motivo il mercato dell'auto europeo cerca di sviluppare sempre più progetti riguardanti in special modo le batterie elettriche.

Al momento la Cina, essendosi mossa in anticipo rispetto a tutti, gode di un evidente vantaggio competitivo.

Le batterie e il mercato dell'auto

Proprio per soddisfare la crescente domanda e ridurre la dipendenza dall'estero, in Italia è stato varato il progetto di una maxi fabbrica di batterie a Termoli, in Molise.
Dopo diversi annunci e altrettante frenate, arriva quindi questa buona notizia per il mercato dell'auto europeo.

Il disco verde mostrato al Protocollo d’intesa tra Ministero dello sviluppo economico, Regione Molise, Invitalia e Automotive Cells Company SE (ACC), finalmente consentirà di sostenere gli investimenti proposti da ACC, la compagnia nata proprio per diventare un grande player europeo delle batterie per veicoli elettrici.
Il progetto avrà il sostegno delle autorità francesi, tedesche ed europee. Si concretizzerà anche attraverso sostanziosi aiuti pubblici. Circa 400 milioni di euro arriveranno dall'Italia, su un investimento che vale complessivamente 2 miliardi.

Cosa produrrà la nuova mega fabbrica

A distanza di 18 mesi dalla nascita, Acc sta già lavorando a un centro di ricerca e sviluppo a Bordeaux, mentre un sito pilota a Nersac è già operativo.
In base al progetto, la megafabbrica di Termoli dovrebbe consistere in tre moduli di produzione, ciascuno con una capacità nominale annua fino a 8 GWh. Ma è prevista anche la realizzazione di due progetti di ricerca industriale e sviluppo riguardo tematiche legate alle future evoluzioni delle batterie e delle tecnologie produttive.

Tra gli azionisti paritari di ACC c'è anche Mercedes-Benz, che si unisce a Stellantis e TotalEnergies/Saft. Il colosso del DAX 40 fornirà tecnologia e know-how di produzione alla nuova società.

Nota: ricordiamo che su molti titoli relativi al mercato dell'auto, è possibile sfruttare broker opzioni binarie no Esma (extra UE).

Intanto il mercato arranca

Nel frattempo il mercato dell'auto continua a fare i conti con i problemi derivanti dalla crisi dei semiconduttori.
Stellantis ha dovuto imporre uno stop di 9 giorni a Melfi, proprio perché mancano i semiconduttori. La guerra Russia-Ucraina inoltre acuisce il problema, perché rallenta la ripresa della filiera visto che la Russia è grande esportatore di gas neon, che serve per la produzione di semiconduttori.
Anche per questo di recente sono state riviste al ribasso le stime di produzione auto per il 2022 e il 2023.

mercoledì 2 marzo 2022

Mercato dell'auto. In Italia anche i numeri di febbraio sono negativi

Il mercato dell'auto continua a evidenziare grandi difficoltà. Gli ultimi numeri relativi al settore sono stati diffusi dal Ministero dei Trasporti. Nel mese di febbraio sono state vendute poco meno di 111mila auto. Si tratta del 22,6% in meno rispetto allo stesso mese del 2021.
Se consideriamo invece il primo bimestre dell'anno, le immatricolazioni sono scese del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Cosa succede al mercato dell'auto

Questi numeri evidenziano le difficoltà che sta attraversando il mercato dell'auto, paralizzato in particolar modo dalla carenza di chip e semiconduttori

Del resto si tratta di un problema che non affligge soltanto il mercato dell'auto in Italia, bensì tutto il settore a livello europeo. Incluso i colossi come Mercedes, BMW e Volkswagen, pesi importanti quando si fanno nel DAX analisi tecnica previsioni.

I dati di Stellantis

Per quanto riguarda Stellantis, i numeri sono altrettanto negativi. A febbraio le immatricolazioni non hanno raggiunto le 42 mila unità, quasi un terzo in meno rispetto a febbraio 2021.
Nel primo bimestre dell'anno, il totale delle immatricolazioni di veicoli Stellantis è stato inferiore del 28% rispetto al primo bimestre del 2021.

Nonostante questi numeri, l'amministratore delegato dell'azienda, presentando il piano strategico, ha confermato l'obiettivo di raddoppiare i ricavi netti del gruppo entro il 2030 e ottenere margine di reddito operativo rettificato in doppia cifra per tutto il decennio.
L'attualità però è meno entusiasmante. Infatti lo stabilimento di Melfi ha annunciato un nuovo stop della produzione, per via della carenza di semiconduttori. Durante tutta questa settimana l'attività verrà sospesa su tutto lo stabilimento.

Annotazione: tra i vari titoli del mercato dell'auto, si può negoziare anche Stellantis sulle migliori piattaforme trading gratis.

Richiesta di incentivi

Le difficoltà del mercato dell'auto continuano nel frattempo a spingere le associazioni dei lavoratori e delle aziende a chiedere che il governo intervenga con degli incentivi per il settore. Infatti ritengono che lo stanziamento di un miliardo all'anno, che è stato annunciato per il 2022, non possa essere sufficiente ad un rilancio.

mercoledì 9 febbraio 2022

Vendite di auto, l'Europa vede un rimbalzo ma non siamo ancora sui livelli pre-pandemia

Migliorano i numeri del mercato automobilistico europeo. Dall'ultimo report fornito dalla Acea, ovvero l'associazione Europea dei produttori, emerge che le vendite di auto nel corso del 2022 dovrebbero crescere del 7,9%.

Prospettive delle vendite di auto

automobiliMalgrado si rimarrà al di sotto dei livelli che si registravano prima dello scoppio della crisi pandemica, è comunque un piccolo segnale di ossigeno per un settore che ha vissuto 2 anni delicatissimi. Basta guardare le quotazioni di Stellantis a Piazza Affari, oppure di BMW e Volkswagen sulla Xetra borsa (cos'è) in Germania

Il fattore che potrebbe dare slancio alle vendite di auto è la riduzione del deficit di offerta sul mercato dei chip a semiconduttori. Questo consentirà di spingere le immatricolazioni di nuovi veicoli a 10,5 milioni nel 2022, dopo i 9,7 milioni dello scorso anno.

Il problema della carenza di chip

Non c'è dubbio che la carenza di chip sia stato il principale motivo che ha paralizzato la ripresa delle vendite di auto, tanto in Europa quanto in America. La crisi della produzione di veicoli in Italia ha portato fino al 37,4% in meno. I chip sono prodotti principalmente in Asia, ed è da lì che il mondo intero si rifornisce in misura prevalente.

Per questo motivo che la stessa Acea ha chiesto con forza all'Unione europea di ridurre questa dipendenza dai fornitori extraeuropei. si deve assolutamente evitare il ripetersi di questa situazione disastrosa anche in futuro.
Dal canto suo la Commissione Europea ha varato una strategia in tal senso, nota come Chips Act, che mette in ballo decine di miliardi di euro di investimenti.

Le auto elettriche e ibride

La situazione è ancora più delicata se si riflette sul fatto che le vendite di auto ibride ed integralmente elettriche stanno continuando a crescere, al punto che oggi esse sono il 25% delle vendite di auto nella Ue.
Va ricordato che l'Eurozona si è posta come obiettivo la fine delle auto a benzina e diesel entro il 2035. E' proprio per questo motivo che le fragilità attuali del mercato dell'auto devono essere risolte.

martedì 26 ottobre 2021

Wall Street, Tesla supera 1 trilione di dollari di capitalizzazione

Un importante ordine di Hertz spinge le azioni Tesla a Wall Street, dove la società di Elon Musk per la prima volta supera i 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Entra così nel ristretto club guidato da Apple e Microsoft, con oltre duemila miliardi, seguite da Alphabet e Amazon. Si tratta di una pietra miliare raggiunta dalla compagnia, appena 11 anni dopo essere diventata una società negoziabile dal pubblico.

Il volo di Tesla a Wall Street

Hertz ha deciso di acquistare centomila EV Tesla allo scopo di elettrificare il suo parco veicoli per autonoleggio. L'ordine, secondo Bloomberg, potrebbe valere 4,2 miliardi di dollari, abbastanza per diventare il più grande mai effettuato nel settore dell'auto elettrica. Quando l'ordine sarà stato completato, la flotta EV del gigante dell'autonoleggio sarà del 20% del totale.

Proprio questo aspetto ha spinto i titoli dell'azienda di Musk a Wall Street, ossia il fatto che grandi aziende scommettono sempre di più sui veicoli elettrici e hi-tech.

Scatto in Borsa da record

Malgrado i dettagli finanziari precisi dell'operazione sono in realtà rimasti confidenziali, Tesla ha guadagnato a Wall Street fin da subito oltre il 9%, superando, a metà seduta, i mille miliardi di dollari di market cap e difendendo quel valore nel finale con un’avanzata del 12,66%.

Trimestrale d'oro

Va evidenziato che Tesla era già in corsa a Wall Street, dopo una trimestrale brillante. Ha infatti riportato un utile netto di $ 1,62 miliardi nel terzo trimestre, in crescita di quasi cinque volte rispetto ai $ 331 milioni guadagnati nello stesso periodo dell'anno scorso. 

Il profitto record è arrivato nonostante una carenza globale di chip e malgrado molti problemi alla catena di fornitura che hanno influito sull'intera industria dell'auto.
La società ha generato $ 13,76 miliardi di entrate nel terzo trimestre, un aumento del 56% dei $ 8,77 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. I ricavi sono stati del 15% superiori.

martedì 12 ottobre 2021

Produzione di veicoli, la crisi globale si sente anche in Italia. 37,4% in meno

Il settore automobilistico sta vivendo mesi molto complicati. E' vittima di quella che molti hanno definito una "tempesta perfetta" che sta facendo crollare la produzione di veicoli. Questo mix ha come fulcro la pandemia, che ha portato alla scarsità (e quindi all'aumento dei prezzi) delle materie prime, ma a questo aspetto si aggiunge la transizione epocale verso la mobilità elettrica.

I fattori critici per la produzione di veicoli

automobiliIl fattore di crisi più contingente riguarda soprattutto la carenza di microchip e semiconduttori, componenti essenziali nella produzione di veicoli moderni. 
A causa del Covid 19 molte fabbriche auto hanno dovuto chiudere per alcuni mesi, e quando sono state riaperte hanno ritrovato una brutta sorpresa. Sul mercato infatti non vi erano più semiconduttori, che nel frattempo erano stati "girati" all’industria dell’elettronica di consumo (telefonini, pc, tv, ecc). Se sul mercato delle auto le elettriche sono pronte al grande sorpasso, bisogna prima trovare chi le rifornisce di chip.

Stop forzato anche per i big

La crisi dei chip che si è abbattuta sull'industria automobilistica globale, ha provocato così ovunque un calo della produzione di veicoli. Molte catene di montaggio sono rimaste bloccate, e diversi colossi del settore (si pensi al big del DAX Volkswagen) hanno dovuto chiudere per periodi più o meno prolungati. Con inevitabili conseguenze anche sul piano occupazionale.
A causa di un chip da 50 centesimi, non siamo in grado di costruire un’auto che si venda a $ 50.000", ha affermato di recente Murat Aksel, responsabile degli acquisti per il Gruppo Volkswagen.

Anche in Italia è crisi

L'industria dell'auto globale produrrà quest'anno 4 milioni di veicoli in meno del previsto. Non fa eccezione l'Italia, dove l'ultimo report rivela che ad agosto sono stati realizzati il 37,4% di veicoli in meno.
Bisogna tuttavia sottolineare che nei mesi precedenti la produzione di autoveicoli era cresciuta su base annua del 43%, ma è altrettanto vero che fino a luglio la carenza dei semiconduttori non si era fatta sentire in modo così sensibile.

Intanto per ovviare all’incertezza della filiera dei chip, caratterizzata da volatilità e colli di bottiglia, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è impegnato a finanziare con 37 miliardi di dollari in un piano infrastrutturale per il settore.

lunedì 19 aprile 2021

Mercato delle auto, quelle elettriche sono pronte al grande sorpasso

Il mercato delle auto elettriche ha ormai attivato la freccia, mettendosi nella corsia di sorpasso rispetto ai veicoli tradizionali a benzina.
Con la pandemia, un percorso che comunque sembrava già tracciato (anche grazie agli incentivi statali e all’inasprimento degli standard sulle emissioni delle automobili a benzina), ha subito una forte accelerazione, per via della maggiore sensibilità verso il tema della ecosostenibilità.

La svolta nel mercato delle auto

Diversi colossi del mercato delle auto hanno annunciato i loro piani ambiziosi negli ultimi mesi. A gennaio ad esempio, General Motors ha annunciato che entro il 2035 finirà la produzione di veicoli alimentati a benzina e diesel.
Anche un altro dei colossi mondiali del settore nonché uno dei cardini del DAX tedesco, Volkswagen, si è messo sulla stessa scia puntando forte (con investimenti da 86 miliardi di dollari) nei veicoli elettrici.
BMW vuole che metà del fatturato sia riconducibile alle auto completamente elettriche entro il 2030.

Lo scenario del futuro

Un altro dato importante è quello evidenziato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia. Infatti nel prossimo decennio ipotizza che le vendite globali di EV aumenteranno del 28% l’anno.

Questa forte accelerazione del mercato delle auto a trazione elettrica ha avuto degli sviluppi importanti anche sui mercati finanziari. Tesla ad esempio è volata 100 a 800 miliardi di dollari come capitalizzazione di mercato (e inoltre prevede una crescita del fatturato del 50% l’anno). In questo modo ha superato il totale delle 9 maggiori case automobilistiche tradizionali messe insieme.

Il costo delle batterie

L'elemento cruciale che potrebbe spingere verso un ricambio totale della flotta di veicoli esistenti è il costo. Finora le auto elettriche erano notevolmente più costose di quelle tradizionali. E per buona parte il costo era dovuto alle batterie. Il mercato delle auto elettriche però sta progressivamente abbattendo i prezzi. Secondo Bloomberg nell’ultimo decennio il prezzo medio è sceso da 917 a circa 137 dollari per kWh. LA cina conta di portarlo a 60 dollari entro il 2030. Questo vuol dire che in un futuro prossimo le auto elettriche diventeranno più convenienti da acquistare rispetto alle auto tradizionali. Anche senza i sussidi statali.

mercoledì 18 novembre 2020

Mercato dell'auto: a ottobre tornano in rosso le immatricolazioni in Europa

Il mercato dell'auto ha subito un profondo contraccolpo nell'ottobre 2020, rispetto allo stesso mese di un ano fa. Secondo gli ultimi report, il calo è stato del 7,1%. Questa battuta di arresto segna una inversione di tendenza rispetto alla crescita (+1,1%) che c'era stata a settembre. Una crescita che era stata interpretata come un segnale positivo, dopo un periodo lunghissimo di calo.

Lo scenario sul mercato dell'auto

A livello di numeri, a ottobre il mercato dell'auto ha registrato un volume di vendite pari a 1,1 milione di veicoli, secondo i dati ACEA. L'associazione dei costruttori europei evidenzia inoltre che le auto immatricolate in tutto l'anno 2020 sono state 9,7 milioni circa. Si tratta del 27,3% in meno rispetto all'anno scorso.

Italia e resto d'Europa

Se consideriamo soltanto il mercato dell'auto italiano, le vendite a ottobre sono scese dello 0,2% a 156.958 unità. Se il calo è stato ridotto, lo si deve al residuo impulso degli incentivi alle vetture con alimentazione tradizionale. Se però allarghiamo l'orizzonte a tutto il 2020, le vendite sono state appena sopra 1,1 milioni, con un calo complessivo del 30,9% rispetto allo scorso anno.
Solo la Spagna, tra i maggiori mercati dell'Europa, fa peggio dell'Italia con -36,8%. Il Regno Unito si allinea ai nostri bilanci (-31%) mentre fanno meglio Francia (-26,9%) e Germania (-23,4%).

Nell'intera zona Europea (inclusa Efta e Regno Unito), solo in quattro Paesi si registra una crescita. Sono Norvegia (+23,6%), Romania (+17,6%),Islanda (+12%) e Irlanda (+5,4%). quello che accumuna questi paesi è il fatto che sono mercati dell'auto piccoli o piccolissimi.

Rirpesa lenta e graduale

La pandemia ha fatto crollare le vendite di auto più o meno come fece la seconda guerra mondiale. Se la caduta è stata immediata causa il lockdown, la ripresa è però graduale. Secondo uno scenario “medio”, ci vorranno non meno di due anni per tornare ai livelli del pre-Covid.

giovedì 10 settembre 2020

Tassa sull'auto (il bollo), la cancellazione spetta soltanto alle singole Regioni

La conversione in legge del decreto Semplificazioni (Dl 76/2020) porta con sé anche una mini-riforma del Codice della strada. Tra le cose che verranno toccate dalla ventata di novità, c'è anche una revisione della tassa sul possesso dell'auto, ovvero il bollo. Questo tributo è legato al possesso di un veicolo iscritto al PRA (ossia il Pubblico Registro Automobilistico). L’ente che riscuote l’imposta di circolazione è la Regione in cui risiede l’automobilista/contribuente.

Il panorama ampio della tassa sul possesso auto


Il nuovo codice della strada prevede che questa tassa venga cancellata per le auto storiche. Devono essere veicoli iscritti all’Asi (Automotoclub storico italiano) o ai registri storici. Ci sono poi categorie di individui che sono esentati dal pagamento, o hanno delle agevolazioni. Ad esempio i soggetti portatori di gravi disabilità. Anche in base alle vetture lo scenario può cambiare, perché agevolazioni sono previste per le auto meno inquinanti. Tra le auto che possono beneficiare di agevolazioni sul bollo si contano anche quelle alimentate a Gpl.

Forse può interessare: rottamazione, ecco le nuove regole per chi cambia auto.

Ampia discrezionalità alle Regioni

Il PRA, il registro delle auto, è gestito dalle regioni e saranno proprio queste ultime a deliberare in merito all'imposta sul possesso dell'auto. Del resto nel 2019 la Corte Costituzionale ha affidato alle Regioni la totale discrezionalità in materia. Gli unici paletti fissati è che non possono aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

Il panorama di questa imposta cambia quindi da Regione a Regione. Ad esempio, Lombardia e Lazio prevedono due schemi di esenzione diversi per per chi acquista un’autovettura nuova o usata e contestualmente, demolisce un veicolo inquinante. La Lombardia prevede una esenzione, il Lazio no. Al rovescio, il Lazio prevede l’esenzione temporanea (tre anni) per gli autoveicoli con alimentazione ibrida benzina/elettrica o con alimentazione doppia benzina/idrogeno. Ognuno sceglie per sé quindi.

giovedì 2 agosto 2018

Mercato dell'auto, riprendono quota le immatricolazioni in Italia

Il mercato dell'auto torna a spingere sull'acceleratore. Nel mese di luglio infatti sono riprese le immatricolazioni, che sono salite del 4,42% rispetto ad un anno fa. Complessivamente le nuova immatricolazioni sono state 152.393. 

I dati del mercato dell'auto

Si tratta senza dubbio di un risultato positivo, soprattutto alla luce del deludentissimo -7,3% che era stato registrato a giugno. Va detto però che questa impennata di luglio è ben lontana dal compensare i cali dei mesi scorsi nel mercato dell'auto. Nel complesso infatti dall'inizio del 2018 le immatricolazioni totali sono state un milione 273.730 (-0,74% rispetto a un anno fa). Due sono gli elementi chiave che hanno consentito l'accelerata di luglio. Anzitutto una giornata lavorativa in più rispetto a luglio 2017, in secondo luogo l'incremento del noleggio a lungo termine.

Le proiezioni per il resto del 2018 dicono che si potrebbe arrivare a un milione e 960mila vetture nuova immatricolate. Poco più della metà riguarda i privati, mentre la parte restante sarà divisa tra auto-immatricolazioni di Case automobilistiche e concessionari, immatricolazioni aziendali dirette e noleggio a lungo termine.

Case auto e tipologie

Circa invece i dati del mercato dell'auto riferiti alle singole case automobilistiche, c'è una bella ripresa di Fiat Chrysler, dopo un periodo di contrazione. La crescita del 3,4% è stata propiziata soprattutto dalla Alfa Romeo (+44,5%) e Jeep (+105% rispetto a luglio 2017). Crescono anche le immatricolazioni Volkswagen, che salgono del 30% a luglio, mentre Renault sfiora il 40%. Va male invece per Peugeot, che perde poco più del 5%, e malissimo per Mercedes che perde circa il 20%.

A livello di tipologie di auto, nei primi sette mesi dell’anno c'è stato un calo del 6% del diesel, comunque meno rispetto al resto d'Europa. Salgono invece le vendite di auto elettriche e soprattutto di quelle a metano, che vedono le loro immatricolazioni nei primi sette mesi dell’anno crescere del 68%. Ottima la performance dei veicoli ibridi, che crescono del 47%.

sabato 12 maggio 2018

Export di auto negli USA, Trump vuole colpirlo con tariffe al 20%

L'export europeo dell'auto potrebbe ricevere un altro duro colpo da Trump. Il presidente USA infatti starebbe valutando l'ipotesi di applicare alle auto importate negli USA una tariffa del 20%. Non solo, alle macchine straniere potrebbero essere pure imposi degli standard sulle emissioni più duri rispetto a quelle che gravano sui costruttori americani. Un trattamento discriminatorio che finirebbe per ostacolare l'arrivo di auto straniere in territorio americano.

Il colpo all'export di auto

Donald Trump vuole - secondo il Wall Street Journal - ha avanzato questa proposta durante l'incontro avuto alla Casa Bianca con i vertici dei principali costruttori d'auto mondiali. In base agli accordi con l'Organizzazione mondiale del Commercio (Wto), l'export di auto negli Stati Uniti è soggetto a tariffe del 2,5%, che nel caso dei camion raggiungono anche il 25%. Tutto questo eccezion fatta per quei paesi che hanno un accordo di libero scambio con gli States.

Nello stesso incontro ha elogiato Sergio Marchionne prendendolo come esempio virtuoso. Il motivo? L'impegno di Fca di investire risorse negli Usa, oltre un miliardo di dollari nelle attività sul suolo americano. Peraltro accompagnato dal programma di traferire entro il 2020 dal Messico allo stabilimento di Warren (Michigan), la produzione del pickup truck Ram Heavy Duty. Trump è stato molto diretto quando ha chiesto: «Voglio che costruiate milioni di auto in più negli Stati Uniti».

Nel corso dello stesso meeting, Trump ha parlato anche del Nafta, l'accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico. Il presidente ha ammesso: «non ne sono mai stato un grande fan». Le trattative per una revisione dell'intesa sono in corso, anche se e possibilità di giungere a un accordo non sembrano affatto vicine. La rinegoziazione di questa intesa potrebbe avere un impatto notevole sull'industria delle quattro ruote americana.

lunedì 16 gennaio 2017

Forex: peso messicano ancora in calo dopo le minacce di Trump a chi investirà in Messico

Donald Trump sta provando a fare terra bruciata in Messico, dando sempre più consistenza alle sue minacce pre-elettorali. E il peso continua così a scivolare sempre di più nel mercato valutario Forex. Stavolta tocca alla Germania incassare un pericoloso aut aut dal neo-presidente USA, che si è rivolto alla BMW intimando di non produrre auto in Messico, altrimenti scatteranno fortissimi dazi alle importazioni dei veicoli negli States.

Trump scuote il Forex

La prima conseguenza si è avvertita in Borsa, dove i titoli dell'auto tedeschi chiudono tutti in rosso: Volkswagen perde oltre il 2%, Daimler e BMW l'1,5% circa. Dall'altro capo del mondo invece continua a piangere il peso messicano, che nel Forex anche oggi ha accusato un forte deprezzamento nei confronti del dollaro americano. Secondo i dati del broker IQ option, infatti il cross Usd-Mxn è arrivato a quota 21,6423, con un rialzo dello 0,80% (approfondisci il discorso su IQoption opinioni).

Lo stesso trattamento era stato riservato a FCA, che alla fine ha dovuto cedere dirottando nel Midwest gli investimenti che inizialmente erano previsti in Messico. Prima ancora anche Toyota ha dovuto mettere sul piatto 10 miliardi, così come anche la Ford ha rinunciato ad investire in Messico.

Adesso, come detto, la scure di Trump si abbatte sulla BMW. Ma stavolta la famosa casa d'auto tedesca ha detto no, confermando che produrrà le sue auto in un impianto messicano, dove pure hanno grossi investimenti anche le sue connazionali Volkswagen e Daimler. La risposta di Trump è stata preannunciare dazi salatissimi, fino al 35% per ogni veicolo importato.

La situazione continua quindi ad essere molto tesa su Forex e nei mercati internazionali, e adesso lo scontro Trump-Messico si allarga fino a coinvolgere altri paesi stranieri.

giovedì 24 novembre 2016

Tariffe assicurazioni RCA: cresce il premio medio, +7,2% rispetto al semestre precedente


Assicurare la propria auto diventa di nuovo più costoso. E' quello che emerge dai dati medi resi noti dal portale Segugio.it. Anche se il prezzo migliore (cioè quello più basso) rimane sostanzialmente stabile, i prezzi medi nella prima metà del 2016 invece sono saliti del 7,2% rispetto al secondo semestre del 2015. 

Segugio illustra i dati sulle tariffe 

Il portale, che si occupa delle comparazioni multimarca e dell'intermediazione di prodotti anche assicurativi, ha quindi evidenziato un percorso al rialzo delle tariffa media Rc Auto. Quello che si può risparmiare tramite la comparazione, può arrivare fino al 46,6% della tariffa media.

Altri dati interessanti sono stati evidenziati dal portale. Ad esempio il 5,6% delle polizze è richiesto per l'acquisto di auto nuove mentre il 17,0% è richiesto per l'acquisto di auto usate. La massa maggiore, il 77,4%, è stata invece richiesta per auto già possedute.
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Aumenta il numero di coloro che fanno parte della prima classe di merito "Bonus Malus", addirittura il 58,4% degli utenti. Si tratta di un valore record, che Segugio.it fino ad ora non aveva mia registrato. Va sottolineato anche che rispetto al secondo semestre 2015 c'è stato un incremento della percentuale di utenti che inserisce nella propria polizza la garanzia Incendio e Furto e altre garanzie accessorie (ora è al 21,5% rispetto al precedente 17,8%).


Circa il settore delle moto, le polizze per l'acquisto di veicoli nuovi sono il 10%, e anche in questo caso c'è un record relativo alla percentuale di utenti nelle prime quattro classi di merito: 31,8%.