Visualizzazione post con etichetta mercati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mercati. Mostra tutti i post

lunedì 16 febbraio 2026

Mercati finanziari, l'attenzione è rivolta soprattutto ai dati macro

Durante i prossimi giorni una serie di dati macroeconomici contribuirà a tratteggiare lo stato di salute dell'economia globale, che vive ancora un contesto incerto. Gli appuntamenti per i mercati finanziari sono numerosi, mentre continuerà anche la scia di trimestrali da parte delle aziende quotate in Borsa.

Gli appuntamenti negli USA per i mercati finanziari

La settimana americana comincerà di fatto martedì, visto che il 16 febbraio si celebra il Presidents Day e i mercati finanziari saranno chiusi. Ma da martedì in poi comincerà un'intensa pubblicazione innanzitutto di utili societari da parte di aziende quotate a Wall Street. Spiccano Walmart, Warner Bros, Discovery, Moody's.

Per i mercati finanziari c'è poi l’importante appuntamento con i verbali di politica monetaria della Federal Reserve. La Banca Centrale Americana a gennaio ha lasciato il tasso di interesse fermo, dopo i tre tagli dello scorso anno. Gli ultimi dati macro hanno mostrato un'economia resiliente.
Questa settimana verrà pubblicata una stima del PIL del quarto trimestre e l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed, ovvero l'indice dei prezzi PCE core.

Cosa ci attende in Europa

Numerose appuntamenti macroeconomici sono in calendario nel Vecchio Continente. Verrà pubblicata l'indagine PMI flash di febbraio nella Eurozona, dal quale ci si aspetta una stabilizzazione dell'attività manifatturiera e una leggera espansione dei servizi. 

Ci saranno inoltre diversi report sull'inflazione e sul mercato del lavoro nel Regno Unito. Nei giorni scorsi i dati di crescita UK inferiori alle aspettative hanno penalizzato la sterlina, che si è mantenuta intorno al livello di 1,36 dollari (si possono consultare le quotazioni aggiornate su qualsiasi forex piattaforma demo).

Il resto del mondo

Nella zona dell'Asia-Pacifico questa settimana ci sarà un grande vuoto lasciato dalla Cina, dove i mercati finanziari saranno chiusi per la settimana del Capodanno Lunare. In Giappone invece gli investitori dovranno valutare numerosi indicatori economici, tra i quali spicca il PIL preliminare del quarto trimestre.
Occhio ai verbali dell'ultima riunione della reserve Bank of Australia e ai dati commerciali della Nuova Zelanda, dove si riunisce anche la Reserve Bank.

lunedì 12 gennaio 2026

Mercati sull'allerta, questa settimana comincia la stagione degli utili a Wall Street

Dopo un avvio a rilento nei primi giorni dell'anno, ora si comincia a fare sul serio. Per i mercati finanziari la settimana che comincia è quella dell'avvio della stagione degli utili. Si comincia con i conti delle maggiori banche statunitensi. Nel panorama ci sono però anche importanti dati macroeconomici su entrambe le sponde dell'oceano.

Appuntamenti negli USA per i mercati

Il calendario degli appuntamenti negli Stati Uniti ha il suo fulcro nell'avvio della stagione degli utili del quarto trimestre. Ad alzare il velo sui conti saranno alcune delle maggiori banche del paese tra cui JP Morgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley. In corrispondenza del rilascio, molti trader sfrutteranno tecniche di scalping 5 minuti per guadagnare sulle oscillazioni di prezzo.

Ma saranno giorni importanti anche sul fronte dei dati macroeconomici. Spicca in particolare l'indice dei prezzi al consumo di dicembre. I mercati ritengono che l'inflazione rimarrà stabile al 2,7% su base annua, lo stesso livello al quale dovrebbe salire l'inflazione core. Indicazioni importanti arriveranno anche dalle vendite al dettaglio e dalla produzione industriale.

Gli eventi in Europa

Nel vecchio continente il focus dell'attenzione dei mercati sarà rivolta al Regno Unito, dove verranno pubblicati i dati mensili sul prodotto interno lordo assieme a quelli su produzione manifatturiera e bilancia commerciale. L'economia britannica è reduce da due mesi consecutivi di contrazione e si prevede una terza battuta di arresto, cosa che potrebbe incidere sulle future scelte della Bank of England che a dicembre ha tagliato i tassi per stimolare la crescita.

Nell'Area Euro verranno pubblicati i dati sulla produzione industriale. Sempre in Europa ha appuntamento con il meeting di politica monetaria della banca centrale di Polonia, che dovrebbe mantenere il tasso di interesse al 4%, dopo sei tagli lo scorso anno.

Il resto del mondo

Nella zona dell'Asia Pacifico sono attesi importanti indici macroeconomici dalla Cina. I mercati guarderanno soprattutto quelli relativi al commercio internazionale. In Giappone i dati più rilevanti riguardano il saldo delle partite correnti e l'inflazione alla produzione.
Si riunisce in meeting invece la banca centrale della Corea del Sud, che dovrebbe mantenere invariato il tasso di interesse a 2,5%.

martedì 23 dicembre 2025

Mercati, malgrado il Natale sarà una settimana intensa

E' la settimana del Santo Natale, ma i mercati non riposeranno più di tanto. Anzi, nonostante le festività ci saranno diversi dati interessanti sul fronte macro che andranno analizzati. Spicca la seconda stima del PIL USA, che ci farà capire come si sta muovendo l’economia a stelle e strisce, e ci saranno anche i dati ricorrenti che arrivano dal mercato del lavoro.

Gli Stati Uniti e gli eventi per i mercati

Anche se il panorama propone eventi interessanti un po' ovunque, per i mercati finanziari il focus sarà sul fronte americano. Nonostante la settimana particolarmente corta, e presumibilmente anche accompagnata da volumi di trading non proprio eccellenti, martedì ci saranno i dati sul PIL USA, la seconda stima riferita al precedente trimestre. Le previsioni che si attestano al 3,2%, in calo rispetto al 3,8% precedente. 

Soltanto un dato particolarmente diverso potrebbe però modificare gli atteggiamenti di Fed, che si riunirà di nuovo il 28 gennaio prossimo, dopo aver tagliato i tassi pochi giorni fa. Mercoledì, mentre ci staremo preparando per il cenone della vigilia, dagli USA arriveranno i dati sulle richieste settimanali di sussidi.

Occhio alle reazioni di breve periodo, specie sul dollaro USA. L'indice del dollaro si è mantenuto intorno a 98,5 ed ha chiuso la scorsa settimana invariato, ma dopo aver disegnato un pattern doppio minimo trading, mentre gli investitori valutano le prospettive di ulteriori tagli dei tassi della Federal Reserve il prossimo anno.

Il calendario economico in Europa

Ci aspetta un calendario economico molto leggero in Europa, dove non ci sono grandi eventi in programma. I mercati guarderanno soprattutto ai dati finali del PIL del terzo trimestre del Regno Unito (dopo che la Bank of England ha tagliato i tassi dopo 4 mesi), al report sulle immatricolazioni delle auto, mentre la Russia rilascia la produzione industriale, la disoccupazione, la crescita dei salari reali e i dati sulle vendite al dettaglio.

Cosa si dice in Oriente?

Dal lontano Oriente arriveranno gli aggiornamenti sul loan prime rate a 1 anno e a 5 anni, che verranno decisi nella notte tra domenica e lunedì.Sempre in Cina, l’attenzione sarà incentrata sulla riunione del Comitato permanente del Congresso nazionale del Congresso del Popolo, in programma dal 22 dicembre al 27 dicembre, dove i legislatori sono pronti a deliberare progetti di legge che coprono settori chiave come la protezione dell’ambiente, la pianificazione dello sviluppo nazionale e il commercio estero.

Mercoledì ci saranno i verbali della riunione di Bank of Japan sulla politica monetaria: potrebbero essere utili per capire gli intendimenti futuri della banca centrale del Giappone.

martedì 10 dicembre 2024

Mercati in attesa dell'inflazione USA e meeting BCE. Le Borse chiudono in chiaroscuro

Finale a tinte miste per le borse europee, dal momento che i mercati aspettano l’inflazione Usa (domani) e la riunione Bce (giovedì). Il dato sui prezzi sarà l'ultimo grande indicatore prima della riunione della Fed della prossima settimana, e una sorpresa negativa potrebbe allontanare il taglio di 25 bp attualmente scontato dai mercati.
Il giorno dopo invece si riunirà la BCE, che dovrebbe tagliare i tassi di interesse dello 0,25%.

La giornata dei mercati

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib archivia la seduta in calo dello 0,10% a 34.524,70 punti. Sulla stessa linea, resta piatto il FTSE Italia All-Share, con chiusura su 36.750 punti.

L’indice Euro Stoxx 50 chiude le contrattazioni in ribasso dello 0,7%: poco mosso il Dax tedesco (+0,1%), calano il Cac40 francese (1,1%) e l’Ibex35 spagnolo (-0,4%).

I numeri di Piazza Affari

Alla chiusura della seduta odierna, il controvalore degli scambi risulta pari a 2,17 miliardi di euro, in ribasso (-18,01%), rispetto a lunedì. I volumi scambiati sono passati da 0,51 miliardi di azioni della seduta precedente a 0,51 miliardi.

Riguardo ai singoli titoli, i mercati premiano Banco BPM, in rialzo dell'1,22%. Bene anche Banca MPS, che segna un piccolo aumento dell'1,17%.
Giornata positiva anche per Stellantis +0,97%.
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Brunello Cucinelli, che ha chiuso a -1,32% disegnando una Dragonfly doji candlestick.

Gli altri mercati

Sul Forex si riprende la scena il dollaro, con l’euro che riavvolge il nastro fino a 1,05, con un andamento che negli ultimi tempi sta facendo felice chi sa come fare scalping Forex. Fra le criptovalute, il Bitcoin scivola a 95.000 dollari.

Fra le materie prime è in frazionale progresso il petrolio: il greggio texano prezza 68,80 dollari al barile e il Brent a 72,44 dollari. L'oro sale a 2.689,8 dollari l'oncia, con un aumento dell'1,09%, in scia ai rischi geopolitici in Medio Oriente legati agli ultimi avvenimenti in Siria.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si mantiene in area 108 punti base, con il decennale italiano al 3,2% e il benchmark tedesco al 2,12%.

lunedì 24 giugno 2024

Inflazione al centro dell'attenzione degli investitori questa settimana

Nel corso dei prossimi giorni, il tema dominante per  mercati finanziari sarà l'inflazione. Sono infatti in uscita i dati sia negli USA che in alcuni paesi della Europa. Oltre a ciò, alcune banche centrali si riuniranno in meeting.

Gli Stati Uniti e l'inflazione

Negli Stati Uniti, l’inflazione PCE di maggio dovrebbe mostrare incrementi leggermente più rapidi. I trader monitoreranno anche la terza stima relativa alla crescita del PIL del primo trimestre e alla bilancia commerciale. Anche i commenti di alcuni funzionari della FED dovrebbero fornire delle indicazioni riguardo alle intenzioni di politica monetaria della banca centrale USA.

Negli ultimi tempi le prospettive riguardo ai tagli dei tassi di interesse si sono raffreddate, spingendo così il dollaro sul mercato valutario. Il biglietto verde si è avvicinato alla soglia dei 106 punti, sui massimi di un mese e mezzo (dopo la comparsa di una candela hammer trading).

Europa: focus sulla Francia

In Europa il calendario economico sarà relativamente più calmo. Ci sono però i dati sull'inflazione di Francia, Italia e Spagna. Tuttavia l'appuntamento più importante per i mercati sarà soprattutto il primo turno delle elezioni in Francia il 30 giugno. Gli investitori temono nuove turbolenze (come quelle accadute qualche settimana fa) nel caso in cui dovesse ulteriormente avanzare la destra.

Cosa accadrà altrove

Nei prossimi giorni sono in calendario alcuni meeting di politica monetaria. E' probabile che la banca centrale turca mantenga il tasso pronti contro termine a una settimana al 50% per la terza riunione consecutiva. La Riksbank svedese dovrebbe a sua volta lasciare il tasso principale al 3,75%, dopo che il tasso di inflazione annuale è rallentato al 3,7% a maggio (fonte dati Pocket Option nuovo link).
Anche la Banca Centrale del Messico è pronta a prendere una decisione di politica monetaria.

Nel quadro complessivo vanno menzionati anche i dati mensili sull’inflazione e sul PIL per il Canada, insieme ai dati sulla crescita del PIL per l’Argentina e ai dati sull’inflazione di metà mese per Messico e Brasile.
In Giappone, le vendite al dettaglio, il tasso di disoccupazione e la produzione industriale saranno attentamente monitorati. Inoltre, saranno interessanti i dati australiani sulla fiducia dei consumatori Westpac.

mercoledì 28 febbraio 2024

Mercato azionario, continuano ad aumentare i buyback (e le polemiche)

Storicamente una delle caratteristiche del mercato azionario statunitense, che lo distingueva rispetto a tutti gli altri, è stato il largo ricorso alle operazioni di buyback (ossia la procedura di riacquisto di azioni proprie sul mercato). Le norme divario rispetto agli altri paesi si sta però riducendo, dal momento che questo genere di operazioni si sta diffondendo sempre di più anche al di fuori degli States.

Buyback in crescita su ogni mercato azionario

La pratica del riacquisto di azioni proprie è cresciuta notevolmente tra le grandi aziende tedesche, francesi, britanniche e anche italiane (per dire l'ultima, Stellantis ha appena dato il via prima tranche buyback da 1 miliardo). 

Ma pure al di fuori dell'Europa le cose non stanno andando diversamente, visto che ad esempio anche il mercato azionario giapponese è sempre più interessato da questo fenomeno.

I numeri del fenomeno

Se guardiamo gli Stati Uniti, alcune stime ritengono che almeno il 38% delle grandi aziende statunitensi ha effettuato un riacquisto di almeno l'1% delle proprie azioni nel corso del 2023. Il fenomeno segna un leggero calo rispetto all'anno precedente, quando però raggiunse dimensioni record.

Nel resto del mondo spicca il ricorso al buyback da parte delle aziende britanniche, che sono arrivate ad eguagliare i numeri di quelle americane.
Anche in Francia e Germania il ricorso al riacquisto di azioni proprie continua a crescere anno dopo anno. Più indietro invece si trovano i mercati emergenti, ciò è giustificabile con la minore liquidità presente, da poter investire in questo tipo di operazioni.

Le polemiche

Va detto che le operazioni di buyback sul mercato azionario sono accompagnate anche da grosse polemiche. Acquistare le proprie azioni dai propri azionisti è un modo per remunerarli per la loro fiducia, restituendogli la liquidità in eccesso. Sono inoltre anche più efficienti dal punto di vista fiscale, dal momento che le plusvalenze (capital gain) vengono tassate di solito in base ad un'aliquota inferiore rispetto a quelle da reddito.

Tuttavia queste operazioni si prestano anche a delle manipolazioni a beneficio della dirigenza aziendale, in special modo quando la remunerazione di questi si lega alla crescita dell'utile per azione (diminuendo il numero di titoli in circolazione automaticamente cresce la quota di utile per azione).. Per questo ad esempio negli Stati Uniti è stata introdotta una tassa sui buyback.

lunedì 13 novembre 2023

Mercati finanziari, sarà una settimana dominata dai report sull'inflazione

La settimana che comincia il 13 novembre sarà intensa per i mercati finanziari. A dominare la scena saranno i report sull'inflazione, estremamente importanti per capire come procede la battaglia delle banche centrali, e ottenere indicazioni sulle loro future mosse.

Gli appuntamenti per i mercati finanziari

Il fulcro sarà il dato che giungerà dagli USA, soprattutto dopo i commenti di Powell che sono sembrati più da falco che da colomba. L’inflazione core è aumentata a settembre e questo è un segno preoccupante per la Fed e i tori dell’azionario, dal momento che potrebbero rendersi necessari ulteriori rialzi dei tassi.

Se dovesse giungere un altro segnale negativo, la possibilità di un altro rialzo dei tassi tornerebbe a crescere, e questo spingerebbe anche il Dollaro (occhio al TRIX Triple Exponential Average indicator).
Tuttavia al momento, la forte inversione della curva dei rendimenti e il rally dell'azionario di inizio novembre, fanno pensare che la Fed e le altre banche centrali non alzeranno nuovamente i tassi.

Report da Europa e Regno Unito

I dati sull'inflazione arriveranno anche da Europa e Regno Unito. A proposito di Regno Unito, dove ci saranno molti dati macro sul mercato del lavoro. I recenti segnali di aumento delle persone in cerca di lavoro sono indice di un nuovo rallentamento, e sostengono la direzione della Bank of England di uno stop degli aumenti dei tassi.
In Europa invece va monitorato lo ZEW della Germania, che potrebbe spostare l'andamento dell'euro.

Annotazione: per negoziare la sterlina britannica possono essere utili anche i segnali forex gratis in tempo reale.

Altri dati macro

Altri report interessanti arriveranno dal PIL del Giappone (che dovrebbe contrarsi del -0,1% nel terzo trimestre), che dovrebbe anche registrare un deficit commerciale in ottobre a causa dell’indebolimento dello yen.
Al centro dell’attenzione anche una serie di dati provenienti dalla Cina, tra cui la produzione industriale, gli investimenti e le vendite al dettaglio.
Intanto la stagione delle trimestrali sta per volgere al termine, ma verso fine settimana l’attenzione passerà ai risultati di Walmart e Alibaba.

lunedì 27 febbraio 2023

Mercato delle valute, il vento politico spinge la sterlina

Le novità che giungono dal fronte politico hanno dato una spinta alla sterlina sul mercato delle valute. Il cambio GBP-USD risale infatti oltre quota 1,20, riprendendo quota dopo le recenti perdite.

La spinta alla sterlina sul mercato

La grande novità di cui parlavamo è che il primo ministro britannico Rishi Sunak ha firmato una nuova intesa con l'Unione Europea, che dovrebbe superare alcuni dei problemi relativi al protocollo dell'Irlanda del Nord, che da diversi anni crea frizioni e polemiche, sia tra i due blocchi che all'interno dello United Kingdom. 

Il nuovo accordo commerciale - che si chiama Windsor Framework - include la salvaguardia dei flussi commerciali all'interno del Regno Unito, la protezione dell'Irlanda del Nord all'interno stesso del Regno, e che la regione Stormont abbia voce in capitolo sulle nuove regole dell'Unione Europea.

La nuova intesa di fatto riduce sensibilmente i controlli doganali tra Regno Unito e Irlanda del Nord, ed è per questo che sia Sunak che Ursula von der Leyen hanno parlato in conferenza stampa di una nuova era nelle relazioni tra Unione Europea e Regno Unito.

I riflessi sul mercato

Chiaramente questo nuovo scenario ha avuto un immediato impatto sul mercato finanziario, ed in special modo sulla sterlina. La valuta britannica infatti, dopo essere scesa sui minimi di sette settimane venerdì scorso, è rimbalzata con veemenza, come si può vedere sul broker binario Quotex.
Il cambio GBP-USD è risalito infatti oltre quota 1,20. A propiziare questo rimbalzo è stato anche il contemporaneo calo del dollaro, in pausa dopo il recente rally.

La Bank of England

A questo punto il mercato - anche chi fa trading con Fibonacci -  aspetta soprattutto di conoscere le mosse delle banche centrali. La Bank of England dovrebbe alzare il costo del denaro di 25 punti base nella prossima riunione, al fine di contrastare la corsa dell'inflazione. Questa stretta dovrebbe essere però l'ultima del ciclo di inasprimento in corso, che ha portato i tassi di interesse a livello più alto dalla fine del 2008.

lunedì 16 gennaio 2023

Mercati finanziari, l'attenzione è ancora sulle banche centrali

La settimana che è appena cominciata vedrà i mercati finanziari ancora molto attenti agli sviluppi che ci saranno sul fronte delle banche centrali, che ormai da mesi dominano la scena.

Davos e meeting delle banche centrali

La partita si giocherà su più tavoli. Da una parte i mercati finanziari monitoreranno tutti gli interventi che ci saranno da Davos, il paese svizzero dove lunedì comincerà il World Economic Forum.

Da questa sede parleranno diversi banchieri centrali. Particolare attenzione sarà dedicata agli interventi di Christine Lagarde, capo della BCE, che parlerà sia giovedì che venerdì, e l'intervento di Hacker della Federal Reserve, che di recente si è espresso a favore di un rallentamento del ritmo di rialzo dei tassi di interesse.

Di sicuro questi interventi orienteranno i movimenti del dollaro, che di recente ha disegnato una candela inverted hammer trading ed ha imboccato la strada della discesa.

I meeting

Oltre a questi interventi, ci saranno anche di riunioni di banche centrali. A cominciare da quella della Bank of Japan. A dicembre l'istituto centrale nipponico ha deciso di ampliare la banda di oscillazione dei rendimenti dei titoli di stato a lungo termine. Durante questa riunione potrebbe adottare ulteriori misure.

Un altro meeting importante è quello della Banca centrale della Turchia. Non ci si aspettano novità, dopo i tagli che hanno portato il tasso di interesse al 9% e spinto al ribasso la Lira turca, come si può vedere sui dati di PocketOption broker. Ma quando banca di Turchia le sorprese non possono mai essere escluse.
Da segnalare che i mercati finanziari aspettano con interesse anche i verbali dell'ultima riunione della Banca Centrale Europea, in uscita giovedì.

Dati macro e trimestrali

I mercati finanziari aspettano anche importanti dati macro in settimana. Ad esempio, i dati sulle vendite al dettaglio, la produzione industriale e il PIL della Cina.
Occhi anche sull'inflazione nel Regno Unito e in Giappone. Dall'Eurozona arriverà la lettura finale dell'inflazione di dicembre mentre negli Stati Uniti spiccano i dati sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale.

Durante i prossimi giorni continueranno inoltre i report trimestrali dagli Stati Uniti. Tesi sono quelli di Goldman Sachs, Morgan Stanley e Netflix.

lunedì 12 settembre 2022

Mercati finanziari, fari puntati sul dato inflazione USA

Dopo il rimbalzo messo a segno prima dello scorso weekend, i mercati finanziari proveranno a recuperare terreno anche nei prossimi giorni. L'attenzione degli operatori sarà rivolta ancora all'inflazione (soprattutto quella USA), alle mosse degli istituti centrali e alla tensione sul fronte del gas.

Dove andrà l'attenzione dei mercati finanziari

L'evento macroeconomico clou sarà senza dubbio il dato sui prezzi al consumo degli Stati Uniti, in uscita martedì 13 settembre. L'inflazione negli Stati Uniti è la vera bussola delle mosse della Federal Reserve, che si riunirà in meeting il 21-22 settembre, e che comincerà a catalizzare l'attenzione dei mercati finanziari già da metà di questa settimana.

L'inflazione USA

Secondo gli analisti l'inflazione a stelle e strisce potrebbe rallentare, a differenza di quella europea dove c'è il maggior gravame della corsa dei prezzi energetici. Tuttavia, nonostante qualche spiraglio di calo, l'inflazione è destinata a rimanere alta nei prossimi mesi, probabilmente fino alla fine di quest'anno.
Ma se dovesse esserci un dato meno pesante del previsto, la FED potrebbe anche allentare la stretta, tenuto conto che ogni aumento dei tassi è una picconata alla crescita economica.

La FED e il dollaro

I mercati finanziari hanno da tempo prezzato una stretta di 75 pb da parte della FED, ma questa convinzione si sta allentando, tanto che il Dollar Index è sceso dai massimi ventennali e adesso è sotto quota 108, dopo aver disegnato un triangolo forex ascendente discendente.

NB. Se intendete negoziare il Dollar Index, cercate comunque degli spread bassi forex, perché così minimizzate i costi.

In Europa

L'inflazione sarà al centro dell'interesse dei mercati finanziari anche nella Eurozona. Dopo il dato record della stima flash di Eurostat (+9,1%), il timore dei mercati finanziari è che il picco ancora non sia stato raggiunto. Del resto la crisi energetica potrebbe diventare via via più pesante con l'approssimarsi dei mesi invernali.
Ci si aspettavano novità importanti dal vertice straordinario i ministri Ue dell'Energia, che però non hanno raggiunto un accordo sul "price cap".
Intanto il prezzo del gas continua a orbitare attorno ai 200 al MWh.

Occhio anche all'agenda politica, con l'atteso incontro di persona tra il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin, in programma il 15 al 16 settembre.

lunedì 13 giugno 2022

Investitori, occhi puntati sullo spread e sulle banche centrali

Un tris di riunioni di banche centrali sarà il piatto forte di questa settimana per gli investitori. Si riuniscono infatti i policy makers della Federal Reserve, della Bank of England e della Bank of Japan.

La settimana degli investitori

I tre eventi appena citati saranno senza dubbio i Market Mover più importanti. Si terranno nelle giornate di mercoledì (FED), giovedì (BoE) e venerdì (BoJ).
Ovviamente c'è grande attesa soprattutto per la riunione della Federal Reserve, specialmente dopo l'ultimo report da record riguardo all'inflazione a stelle e strisce.

Gli investitori sono sempre più convinti che la Banca centrale americana possa diventare ancora più aggressiva nei prossimi mesi.
La dimostrazione eclatante si è avuta venerdì, proprio dopo il report sull'inflazione. Le borse sono andate in picchiata mentre il dollaro ha guadagnato terreno sul mercato valutario, mettendo in crisi chi adotta una strategia forex 15 minuti breve termine. Del resto quando i tassi di interesse aumentano, vengono danneggiate le classi di asset più rischiose, in primis le azioni.

Altri eventi di interesse

Un altro appuntamento importante di questa settimana sarà l'intervento del capo della BCE Christine Lagarde, che parlerà nella giornata di mercoledì. L'Eurotower ha finalmente rotto gli indugi, preannunciando una doppia stretta monetaria a luglio e settembre. Con la prospettiva inoltre di farne altre anche in seguito.

Sempre riguardando alla Eurozona, occorre sottolineare l'appuntamento che gli investitori hanno in calendario venerdì prossimo con i dati sulla inflazione. Se dovesse continuare a mordere come sta facendo, sarà quasi inevitabile un'aggressività maggiore da parte dell'Istituto centrale di Francoforte.

Consiglio: quando si negoziano valute, è bene tenere sotto mano una tabella correlazione valute Forex.

L'incontro del WTO

Dal 12 al 15 giugno c'è un altro appuntamento interessante per gli investitori. Si tratta della prima riunione interministeriale da quasi 5 anni delle Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). L'appuntamento è estremamente importante, soprattutto alla luce delle difficoltà che il commercio internazionale sta attraversando a causa della guerra in Ucraina.

martedì 7 dicembre 2021

Investitori euforici, il clima risk on fa correre le Borse

Le borse del vecchio continente innestano le marce alte e corrono. La spinta è durata tutto il giorno, ed è poi aumentata nel finale sulla scia degli scambi di Wall Street.
A dare la scossa agli investitori è la diminuzione dei timori per gli effetti della variante Omicron. Questo ha rimesso i mercati in modalità risk on.
Una spinta arriva anche dalla decisione di ieri della People's Bank of China di ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria di 50 punti base, riducendo la quantità di liquidità che le banche devono tenere in riserva.

La giornata degli investitori in Borsa

A Piazza Affari il Ftse Mib chiude la giornata con un rialzo di 2,41% a quota 27.137 punti. Si è mosso sulla stessa linea anche il FTSE Italia All-Share, +2,43%.
Acquisti a piene mani anche sulle altre Borse europee. A Francoforte il DAX strappa del 2,82%. Londra avanza di 1,49%, Parigi +2,91%.
Anche Wall Street corre, con balzi fortissimi sul Nasdaq.

Annotazione: se siete investitori del mercato valutario anziché dell'azionario, potete consultare i dati delle piattaforme forex italiane.

I signoli titoli

Sui listini del Vecchio continente volano i titoli dei produttori di microchip, dopo l'annuncio di Intel della futura IPO di Mobileye. Ad esempio, sul listino milanese gli investitori fanno acquisti su STMicroelectronics, +5,79%, che ha ifnranto anche il pattern bandiera flag.

Tra i best performer del giorno ci sono anche Nexi, +5,37%, dopo la notizia che la francese Worldline ha acquistato l'80% delle attività di merchant banking dell'istituto greco Eurobank.
Bene anche il titolo del lusso Moncler, che vanta un incremento del 4,46%.

Passi da gigante anche per Stellantis (+3,56%) dopo le previsioni sui ricavi dalla mobilità connessa.
Rialzi interessanti anche di Enel, ENI e Ferrari.
Tra le banche si distingue Intesa Sanpaolo (+2,03%), che continua la corsa dopo il balzo di ieri. Anche Unicredit (+2,41%) che giovedì presenterà il nuovo business plan.

Scende Telecom

Resta indietro invece Telecom Italia, -1,44%, reduce dalla seduta negativa della vigilia. Al fine di valutare la manifestazione di interesse non vincolante arrivata alla fine di novembre dal fondo di private equity Usa KKR, il Comitato designato dal CdA ha selezionato gli advisor Goldman Sachs e LionTree per esaminare la proposta.

mercoledì 5 maggio 2021

Mercati finanziari preoccupati dalla situazione Covid che si vive in India

I mercati finanziari stanno guardando con molta attenzione a quello che succede in India. Il Paese asiatico infatti è alle prese con una fortissima ondata di casi di COVID-19. Le infezioni giornaliere sono aumentate di 382.315 mercoledì, mentre le vittime sono aumentate al record di 3.780 nelle ultime 24 ore.

La RBI e i mercati finanziari sono preoccupati

Per sostenere l'economia, che subirà un fortissimo contraccolpo dalla crisi sanitaria, la Reserve Bank of India ha annunciato una serie di misure per aiutare le banche a sostenere le infrastrutture sanitarie e i piccoli mutuatari colpiti dalla crisi.

Borsa indiana e Rupia

ripia rbi indiaQueste novità hanno avuto subito un impatto sui mercati finanziari locali e internazionali. Infatti il rendimento dei titoli di Stato dell'India a 10 anni è sceso al minimo di 11 settimane del 5,988%, dopo che la Reserve Bank of India ha annunciato le sue nuove misure.
Nel frattempo la BSE SENSEX è salita di 250 punti o dello 0,5% a 48.495 scambi iniziali.

Invece la rupia indiana ha toccato un massimo di un mese di 73,7 contro il biglietto verde, prima di tagliare alcuni guadagni per scambiare intorno a 74 per USD. E' chiaro che la situazione è molto difficile per chi opera sulla Rupia con una strategia forex intraday trading. Nei giorni scorsi sui mercati finanziari, la valuta indiana aveva toccato un minimo di nove mesi di 75,6 contro l'USD, per via delle preoccupazioni per l'impatto della pandemia sulla ripresa economica Indiana. ci adotta

Annotazione: è possibile negoziare la valuta indiana soltanto sui broker opzioni binarie no Esma.

Dati macro

I dati macro intanto evidenziano che l'attività dei servizi in India (IHS Markit India Services PMI) è aumentata al ritmo più basso in tre mesi ad aprile (e al di sotto delle aspettative di mercato), nonostante sia aumentata per i sette mesi consecutivi. 
Invece il PMI composito in India è sceso a 55,4 punti, segnando la lettura più bassa dallo scorso dicembre. Aumenti più deboli sono stati registrati nei settori manifatturiero e dei servizi. Nel frattempo, i nuovi ordini aggregati sono aumentati al ritmo più lento dallo scorso dicembre.
Allo stesso tempo, l'occupazione è ulteriormente diminuita, segnando una sequenza di 14 mesi di calo.

mercoledì 19 febbraio 2020

Mercati finanziari molto preoccupati, gli effetti del coronavirus spingono l'oro

Continuano a sentirsi in modo forte gli effetti del coronavirus sui mercati finanziari. E questi effetti stanno spingendo di nuovo gli investitori verso i beni rifugio. Non stupisce quindi il fatto che l'oro abbia raggiunto la quotazioni più alta da 7 anni a questa parte (e i massimi storici contro l'euro).

La paura dei mercati finanziari

I mercati finanziari hanno dovuto incassare una serie di notizie negative negli ultimi due giorni, tutti legati in modo forte al coronavirus. Il colosso tecnologico Apple ha annunciato che difficilmente riuscirà a centrare le previsioni di vendita per il trimestre che finirà a marzo, dal momento che l'epidemia cinese sta incidendo in modo forte sulla sua catena di approvvigionamento. La frenata di Apple si è ripercossa a catena sulle supply chain.

Ma i mercati finanziari hanno dovuto digerire anche l'annuncio dei maxi tagli (35 mila posti di lavoro) fatto da HSBC, nonché i deboli dati macro Europei, con in testa la Germania il cui indice Zew è calato molto peggio di quanto non ci si aspettasse. Infine, il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA ha reso ancora più appetibile il gold metal rispetto al dollaro.

Oro in volo

In un contesto così favorevole, la corsa dell'oro sui mercati finanziari non deve stupire. Come si può vedere sulla piattaforma migliore opzioni binarie, il metallo prezioso è tornato dopo un mese e mezzo oltre la soglia dei 1600 dollari, sui massimi di 7 anni.

Consiglio: prima di adottare delle tecniche di scalping Forex, bisognerebbe conoscere bene come funzionano i mercati finanziari e da quali driver vengono influenzati.

Il caso strano del palladio

Quello che invece stupisce è invece il palladio, che ha aggiornato il record storico a 2.592 dollari l’oncia sul mercato spot londinese. Eppure, essendo un metallo che viene impiegato in ambito industriale, avrebbe dovuto patire questo contesto difficile per la produzione globale. Ormai ogni volta che i metalli industriali si apprezzano, il palladio registra rialzi di un’ordine di grandezza superiore. Il metallo delle marmitte, che soffre di un crescente deficit di offerta, è stato la materia prima che ha corso di più nel 2019, mettendo a segno un rialzo di quasi il 60%.

venerdì 7 febbraio 2020

Mercati finanziari di nuovo frenati dal virus. Borse, il rally va in pausa

Il numero dei contagiati dal terribile coronavirus continua a salire, ed anche il Giappone ha deciso di ampliare le misure straordinarie per contenere la pandemia. Nel frattempo i mercati finanziari assorbono le nuove notizie, e le borse tornano a calare.

Borse di nuovo caute dopo i guadagni

Dopo aver vissuto i primi giorni della settimana al rialzo, recuperando una fetta importante delle perdite della scorsa settimana, le maggiori borse hanno tirato il freno. Appena ieri Wall Street si era portata su nuovi record, mentre anche gli indici asiatici avevano registrato la loro miglior performance giornaliera da giugno. A tenere su il sentiment degli investitori sono state le trimestrali. Ma oggi lo scenario oggi è differente, come si può vedere sulle migliori piattaforme di trading online.

E' tornata di nuovo l'incertezza sui mercati finanziari, alimentata dalla paralisi dell'economia cinese (l'agenzia di rating S&P ha tagliato la stima della crescita cinese dal 5,7 al 5% per quest'anno). Il timore è che l'effetto del virus esploda nel secondo trimestre e oltre. La Borsa di Tokyo ha chiuso in calo (Nikkei -0,19% a 23.827 punti), mentre in Europa le prime mosse dei mercati sono all'insegna della cautela.

Valute, spread e petrolio

Anche sul mercato valutario regna l'incertezza, alimentata dall'attesa per l'evento clou della settimana, ovvero la pubblicazione dei dati sul lavoro americani, che avverrà nel pomeriggio. Nel frattempo l'euro apre sotto quota 1,10 dollari, avanza lo yen e va giù lo yuan. Chi conosce come usare le medie mobili trading forex, noterà importanti intrecci tra quella di lungo e breve periodo.
Lo spread Btp-Bund intanto apre stabile, mentre il rendimento del titolo decennale si attesta allo 0,95%. Il prezzo del petrolio invece risale, dopo che Mosca si è detta favorevole alla raccomandazione dell'Opec e di altri produttori per un'ulteriore riduzione della produzione, per contrastare il calo della domanda.

martedì 28 gennaio 2020

Mercati valutari: dollaro sui massimi di due mesi, persiste il sentimento di avversione al rischio

Le possibili ricadute economiche del Coronavirus si stanno facendo sentire sui mercati valutari, dove il dollaro raggiunge il massimo di due mesi contro i suoi rivali principali.

Modalità di avversione al rischio sui mercati

Gli investitori temono che la diffusione del terribile virus dalla cittadina di Wuhan possa estendersi sempre di più, provocando forti ripercussioni sull'economia globale. Le scorte globali e i prezzi del petrolio sono crollati proprio a causa del timore che il virus possa danneggiare l'economia già indebolita della Cina, motore di crescita globale. Anche se nelle ultime ore il sentimento del mercato si è più stabilizzato, rimane comunque un approccio risk off.

I mercati valutari sono frenati dall'appuntamento con il meeting della Federal Reserve degli Stati Uniti. Anche così si spiega il passo indietro rispetto al sell-off dei giorni scorsi, anche se è comunque improbabile che ci sia un rimbalzo forte.

Dollar index sui massimi da dicembre

Il Dollar Index, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere di 6 valute principali, è salito a 98,01, il livello più alto dall'inizio di dicembre. Il cambio euro-dollaro si sta avvicinando al limite di 1,10 che non oltrepassava al ribasso da un pezzo. Chi adotta strategia e tecniche forex intraday trading, ieri s'è dato da fare per capitalizzare queste notizie in arrivo dal fronte cinese.

Consiglio tecnico: tra le varie metodologie per commerciare le valute, una molto interessante è la strategia ichimoku cloud, che è molto più semplice di quanto possa sembrare a prima vista sul grafico.

Le altre valute sui mercati

Chi sta facendo le spese di questa situazione sono le valute legate alle materie prime come il dollaro australiano e quello neozelandese, e chiaramente anche quella cinese che è direttamente coinvolta nella faccenda. Il rovescio della medaglia sono le valute rifugio, che beneficiano di questo clima di avversione al rischio. Lo Yen giapponese è aumentato nelle ultime cinque sessioni, ed anche il franco svizzero ha piazzato un forte allungo che l'ha portato a un massimo di quasi tre anni contro l'euro lunedì.

lunedì 7 ottobre 2019

Economia, la frenata globale rimane al centro dell'attenzione dei mercati

Sono diverse le questioni di interesse sul tavolo, che catturano l'attenzione dei mercati finanziari. Il focus della settimana sarà soprattutto sulla questione dazi, sui timori per la Brexit e quelli dovuti alla frenata dell'economia mondiale. Occhio anche a Draghi, che venerdì parlerà alla Cattolica.

La frenata globale dell'economia

L'elemento che più di tutto sta catturando l'attenzione è la frenata dell'economia e il conseguente pericolo di una recessione mondiale. Manifattura e settori dei servizi sono in crisi negli Usa, e hanno fatto scattare l'allarme sui mercati finanziari, che continuano a osservare l'andamento dei negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti. L'esito di questi ultimi rimane molto incerto, e nei prossimi giorni il vice premier cinese Liu He sarà a Washington per cercare di dare una svolta positiva ai rapporti.

In Europa...

Nel Vecchio Continente, a parte la faccenda Brexit che potrebbe regalare un accordo tra Londra e Bruxelles proprio in extremis (si avvicina la data del 31 dicembre fissata per l'addio all'Ue da parte del Regno Unito), a tenere banco è il rallentamento dell'attività industriale dell'Eurozona. La locomotiva Germania è in contrazione, e questa mattina è giunto lo scoraggiate dato sugli ordini di fabbrica della Germania, con un calo superiore alle aspettative. Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica Destatis, nel mese di agosto si è registrato un decremento dello 0,6% dopo la discesa del 2,1% del mese precedente (rivisto da un preliminare -2,7%). Il dato è peggiore delle aspettative degli analisti che avevano previsto una frenata più contenuta, ovvero dello 0,3%. Giovedì è in uscita il saldo della bilancia commerciale. Tuttavia, malgrado questo chi adotta strategia forex 30 minuti trading non ha visto grandi ripercussioni sulla valuta unica.

Suggerimento: prima di decidere con quale operatore fare investimenti, studiate i broker con spread bassi forex, così da tenere bassi i costi di trading.

I verbali del Fomc

La settimana calda dell'economia europea sarà scandita anche dall'Eurogruppo (che si terrà il 9 ottobre) con il presidente uscente della Bce Mario Draghi che venerdì sarà a Milano per ricevere la laurea honoris causa in economia dall'Università Cattolica. Il 10 ottobre invece c'è l'appuntamento è con l'Ecofin. Nel quadro settimanale, un altro passaggio importante sarà la lettura dei verbali dell'ultima riunione della Fomc, con la Fed in procinto di nuove mosse per fine mese.

lunedì 6 maggio 2019

Mercati finanziari scossi dalle nuove minacce di Trump

La settimana dei mercati finanziari s'è aperta con le ripercussioni della nuova tensione USA-Cina. A farne le spese sono stati soprattutto i mercati emergenti, che hanno perso molto terreno contro il dollaro. Chi ne ha beneficiato invece è stato lo Yen, favorito dal suo status di valuta rifugio.

La minaccia di Trump e i mercati finanziari

La nuova miccia è stata innescata da Trump sul finire della settimana scorsa. L'inquilino della Casa Bianca ha infatti minacciato di alzare i dazi sulle merci cinesi, perché secondo lui i negoziatori di Pechino stanno temporeggiando nel soddisfare le sue richieste. Appena venerdì, lo stesso Trump aveva citato i progressi nei negoziati, elogiando il presidente cinese Xi Jinping. Adesso invece questa nuova frizione adesso rischia di far deragliare i negoziati in corso tra Washington e Pechino, ed ha immediatamente acceso i timori dei mercati finanziari.

L'andamento del dollaro

Durante l'avvio delle contrattazioni sui mercati finanziari tra domenica e lunedì, lo yen giapponese - classica valuta rifugio - si è apprezzato fino a un massimo dello 0,75% contro il dollaro (il biglietto verde è scivolato a un minimo di cinque settimane). Per la rabbia di chi adotta una strategia forex spread trading, malissimo invece sono andate le valute emergenti, da sempre più esposte al clima che si respira a livello internazionale. Il Rand sudafricano era arrivato a perdere quasi un punto percentuale contro il dollaro, così come il peso argentino. Caso a parte è la Lira turca, scesa ai minimi da oltre sette mesi per via dell'annullamento delle recenti elezioni e la decisione di tornare alle urne.

L’EUR-USD aveva inizialmente subito un calo, ma in seguito è tornato ai livelli di chiusura di venerdì attorno quota 1,12. Il biglietto verde guadagna invece contro la Sterlina inglese (GBP-USD), in calo di circa lo 0,6%. Come si può vedere sulla migliore piattaforma trading Forex online, l'indice del dollaro (che misura la valuta statunitense rispetto a un paniere di sei principali rivali) è leggermente variato a 97,527.

sabato 6 aprile 2019

Mercati, il dollaro fa su e giù tra dazi e dati macro

L'ultimo giorno di negoziazione sui mercati è stato caratterizzato soprattutto da due eventi. Il primo è la schiarita sul fronte dei dazi tra USA e Cina, il secondo sono i dati sul lavoro degli Stati Uniti.

La guerra dei dazi e i mercati

Sul fronte commerciale va segnalato il grosso passo in avanti nei negoziati tra Stati Uniti e Cina. Trump ha annunciato che un'intesa potrebbe essere raggiunta "entro le prossime quattro settimane, forse qualcosa di più o forse qualcosa di meno". Dal canto suo il vice premier cinese Liu He, ha definito gli ultimi incontri "fruttuosi". I mercati sperano che un accordo tra i paesi possa rimuovere alcuni ostacoli globali alla crescita, e per questo hanno reagito positivamente alla notizia.

Per questo motivo durante la mattinata di venerdì, il dollaro ha dato una bella sgasata rispetto alle altre valute principali. Il biglietto verde ha raggiunto i massimi di 3 settimane contro lo Yen giapponese (valuta rifugio), facendo la gioia di chi ci ha puntato adottando strategie di trading a breve termine.

I dati sul lavoro USA

Nel pomeriggio però gli entusiasmi dei mercati si sono raffreddati. Sono infatti stati resi noti i dati sul lavoro USA, che hanno avuto un tenore misto. Da una parte infatti c'è stato un report positivo circa il numero di buste paga non agricole (Non Farm Payrolls), salite di 196.000 unità contro le 180.000 previste. Un bel passo in avanti dopo la deludente lettura di febbraio (la più bassa da settembre). Tuttavia a una tale crescita non corrisponde una forte pressione salariale. La paga oraria media infatti è cresciuta solo di quattro centesimi (0,1%) dopo il salto dello 0,4 percento a febbraio.

Consiglio: fare trading con bonus senza deposito forex non è sempre la scelta migliore per approcciare ai mercati finanziari.
 
Questo rapporto dal tenore misto è stato interpretato dai mercati come un segnale che la FED ha ragione. L'istituto centrale ha deciso di sospendere il ciclo di strette sui tassi, dopo i quattro rialzi varati lo scorso anno. Le incertezze riguardo alle prospettive dell'economia americana, danno ragione a questo atteggiamento. Ciò spiega perché dopo i dati sull'occupazione, il biglietto verde ha ridotto i guadagni e alla fine è rimasto stabile contro l'Euro e lo Yen, mentre l'indice del biglietto verde è stabile attorno quota 97.

giovedì 28 febbraio 2019

Mercati, la Rupia sotto pressione per via della tensione con il Pakistan

Le tensioni tra India e Pakistan sono aumentate al massimo dalla guerra del 1971, e questo non poteva che avere degli effetti importanti sui mercati finanziari e sulla Rupia indiana (INR), che ha perso quota.

La tensione Indo-pakistana e gli effetti sui mercati

Due aerei militari indiani sono stati abbattuti da parte dell’aviazione del Pakistan, perché avrebbero sconfinato nello spazio aereo pakistano senza autorizzazione. Siamo giunti al picco di tensione dalla guerra indo-pakistana del 1971. Una tensione che finora ha covato sotto la cenere, innescata dalla partizione "forzata" che costrinse milioni di persone a migrare (da una parte e dall’altra). Questo clima ha chiaramente avuto un impatto sul sentiment degli investitori internazionali, innescando la crescita delle valute rifugio e anche del petrolio (l'India è il terzo consumatore al mondo).

Ma ha avuto impatto anche sulla Rupia indiana. Come accaduto in occasione dei passati attriti tra i due paesi, la Rupia infatti si è indebolita (e i migliori indicatori di volatilità trading sono schizzati al rialzo), nonostante il clima di generale debolezza del dollaro USD. La coppia USD-INR che si trovava sotto quota 71 fino a lunedì, è repentinamente salita fino a 71,6 prima di tornare a scendere ((la Rupia nell'ultimo anno si è deprezzata dell'11% contro il biglietto verde).

Approfondimento consigliato: quando si fanno investimenti suelle valute, è bene avere un piano di azione. Qui è spiegata la strategia Doppio Stocastico (double stochastic).

Dati macro e RBI

Sul fronte interno, gli investitori terranno d'occhio il dato sul PIL del terzo trimestre. Ricordiamo che la Reserve Bank of India (Rbi) a inizio febbraio ha sorpreso i mercati, annunciando una manovra espansiva sui tassi che sono stati tagliati di 25 punti base, portandoli al 6,25% (l'ultima volta che era stato ritoccato il costo del denaro risaliva a un anno e mezzo fa). Ricordiamo anche che il primo ministro Narendra Modi sta cercando di risollevare il suo appeal in vista delle prossime elezioni di maggio, tramite lo stimolo alla crescita economica che è in calo.