Visualizzazione post con etichetta vivendi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vivendi. Mostra tutti i post

martedì 28 marzo 2017

Montezemolo-Telecom, sarà presidente? Lui però smentisce le voci: "Nulla di vero"

Secondo rumors dall'ambiente finanziario, il prossimo presidente di Telecom potrebbe essere Luca Cordero di Montezemolo. Alcune fonti infatti lo indicano come prossimo candidato alla poltrona più importante del gruppo, per sostituire in quel ruolo Giuseppe Recchi. Il cambio della guardia al vertice della società telefonica è previsto a maggio, quando verrà rinnovato il board dell'azienda italiana delle tlc, in occasione della prossima assemblea di bilancio.

Voci e smentite su Montezemolo

A proporre il nome di Montezemolo, presidente uscente di Alitalia, sarebbe il principale socio del gruppo ovvero la francese Vivendi (che detiene il 23,9%). Recchi avrebbe tuttavia diverse chance di mantenere la carica.
Del resto va ricordato che il manager ha ottimi rapporti con l'ad del gruppo telefonico, Flavio Cattaneo, che alla fine del 2014 fu cooptato nel cda di Ntv. Lo stesso Cattaneo fu fortemente voluto dagli azionisti di maggioranza di Vivendi, che quindi con Montezemolo completerebbero "il cerchio".

Va detto che queste indiscrezioni non trovano conferme né da parte del diretto interessato né da parte di Vivendi, primo azionista della compagnia telefonica. "La notizia non esiste - ha infatti ribattuto ufficialmente Montezemolo - di questa ipotesi non me ne ha mai parlato nessuno". La cosa ad ogni modo non deve sorprendere più di tanto, visto che in una fase del genere è chiaro mantenere il riserbo. Dal gruppo francese Vivendi arriva la smentita tramite la solita formula di rito: "non commentiamo indiscrezioni di stampa", aggiungendo che "le liste non sono state ancora messe a punto". Telecom sta guadagnando circa mezzo punto percentuale a Piazza Affari.

lunedì 5 settembre 2016

Francia, quante spese in Italia: in 10 hanno comprato 47 miliardi di aziende

Sono state davvero tante, le acquisizioni da parte delle aziende francesi in Italia. Il Corriere della Sera ha pubblicato un focus che riporta dati da brivido. Da Parmalat a Bulgari, passando per Fendi e Bnl. Attualmente Parigi vince la sfida con l'Italia per 156 a 77, ovvero il numero di operazioni che hanno portato i francesi qui, contro il numero di quelle che ha portato gli italiani lì.

Acquisizioni francesi in tutti i settori

Sono operazioni che spaziano in tutti i settori. Dall'energia all'industria, alle telecomunicazioni e al credito. Il focus prende spunto da un'analisi condotta da Kpmg, ripresa da dituttounbloggg. La spesa complessiva dei francesi in Italia è stata di 47 miliardi di euro. Tantissimi se messi a confronto con i 12 miliardi dei britannici e gli appena 3,6 dei tedeschi.

Le operazioni Italiane in Francia invece hanno avuto un controvalore di soli 5 miliardi. il saldo quindi è di +42 miliardi di euro, quelli che sono affluiti da queste parti per avere in cambio le nostre aziende.

I prezzi convenienti attirano

Questi numeri fanno capire che c'è uno spirito colonizzatore dei francesi nei confronti dell'Italia. Non sono sciocchi: sanno che qui si comprando aziende validissime a prezzi spesso stracciati. Si prenda il caso di Belloré: ha preso Mediobanca, poi Telecom Italia attraverso Vivendi, e adesso pianifica lo sbarco in Mediaset (che se le sta dando proprio con Vivendi).

E nel settore bancario non è che si viva una condizione diversa. Nel 2006 c'è stata la conquista di BNL, l'anno dopo Credit Agricole ha comprato Cariparma e Friuladria. La cosa interessante è che questo interesse francese non è in calo, anzi. Nell'ultimo quadriennio gli investimenti in Italia sono sempre cresciuti.