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martedì 22 agosto 2023

Patrimonio borsistico, cresce il divario tra i maggiori Paperoni italiani del 2023

Se la distanza tra i ricchi e quelli che non lo sono aumenta, sta crescendo anche il divario tra coloro che hanno i patrimoni azionari più grandi e quelli che sono "semplicemente" ricchi.

La classifica dei maggiori patrimoni

Il portale Milano Finanza ha stilato la graduatoria dei possessori delle maggiori ricchezze, basandosi sulle quotazioni in Borsa a Piazza Affari.  Si arriva così a definire il podio dei maggiori patrimoni borsistici, che in realtà non è cambiato rispetto allo scorso anno.

A guidare la classifica ci sono gli eredi di Leonardo Del Vecchio, fondatore e presidente di Luxottica e presidente esecutivo di EssilorLuxottica, la più grande holding produttrice e venditrice mondiale di occhiali e lenti. Vantano un patrimonio azionario da 32,5 miliardi di euro (+14,7% rispetto al 2022).

Il resto del podio

Sono seguiti in classifica dai coniugi Miuccia Prada e Patrizio Bertelli (13 miliardi; +14%). Al terzo posto c'è la famiglia Rocca, che controlla l'azienda di infrastrutture petrolifere Tenaris e vanta quasi 10,5 miliardi di patrimonio borsistico (+11,5% anno su anno).
Complessivamente il podio capitalizza oltre 56 miliardi di euro, in aumento del 14% rispetto ai 49,2 miliardi del 2022.

Gli altri patrimoni

Se il podio dei patrimoni azionari non è cambiato, quello che è cambiato rispetto a un anno fa è il divario rispetto al resto della classifica. E' infatti cresciuto rispetto agli altri, con la sola eccezione della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi, che grazie alla corsa di Exor (+19,6%) ha ridotto il divario arrivando a oltre 10 miliardi di capitalizzazione familiare.

L'exploit

Nel resto della Top10 spicca l'ingresso di Andrea Iervolino. L'imprenditore italo-canadese che è produttore cinematografico, grazie allo sbarco su Euronext Paris del suo social Tatatu, è passato dal 317esimo all'ottavo posto assoluto. Il suo patrimonio assoluto è salito a oltre 5,6 miliardi di euro.

Anche Piero Ferrari, figlio di Enzo, iconico fondatore dell'omonima azienda con sede a Maranello, e Remo Ruffini (presidente e amministratore delegato di Moncler) fanno parte della lista dei maggiori 10 personaggi con un patrimonio borsistico più grande.

giovedì 13 febbraio 2020

Borse, seduta in altalena sulle novità dalla Cina. Piazza Affari chiude sopra la parità

Giornata in altalena per le Borse, che vivono una prima fase molto deludente, per poi riprendersi proprio sul finale. Piazza Affari conclude la seduta in prossimità della soglia dei 25 mila punti, grazie soprattutto alla performance del comparto finanziario.

Il coronavirus e le Borse

Dicevamo di una giornata a fasi alterne, cominciata male con le vendite partite dall’Asia in scia dei nuovi dati sul Coronavirus. Le autorità cinesi della provincia di Hubei (dove si trova Wuhan, la città epicentro del contagio) hanno iniziato ad adottare una nuova metodologia per valutare l'impatto del virus, e questo ha prodotto un balzo di oltre 15mila nuovi casi e di 254 decessi. Il picco di nuovi casi ha deteriorato il morale degli investitori, spingendo le Borse europee in territorio negativo nel corso della mattinata. Alla fine però Milano recupera e chiude a 24.892,15 punti in progresso dello 0,12%. Il FTSE Italia All-Share a +0,10%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,09%, il FTSE Italia STAR a +0,14%.

Nel resto delle Borse d'Europa rimane il segno meno, ma molto modesto. Francoforte perde lo 0,04%; Parigi lo 0,19%; Madrid -0,3%. La piazza peggiore è Londra, che cede oltre un punto percentuale dopo le dimissioni a sorpresa del cancelliere dello scacchiere Sajid Javid. Secondo i giornali inglesi dietro quest’addio potrebbe esserci uno scontro con il primo ministro Boris Johnson.

Suggerimento: prima di operare sui mercati reali, occorre acquisire le giuste competenze. Ad esempio bisogna imparare l'utilità delle medie mobili trading, perché sono tra gli strumenti più utilizzati in assoluto.

A Milano brillano i titoli del comparto finanziario

A Milano, come detto, il merito della performance della Borsa è dovuto al comparto finanziario. In esso spiccano Nexi (+4,53%), Ubi Banca (+1,86%) e Banco BPM (+1,7%). Molto bene anche Telecom Italia (+3,65%), che ha capitalizzato il possibile accordo con KKR per rilevare Open Fiber. Sulla migliore piattaforma opzioni binarie possiamo anche vedere che salgono anche le azioni della Juventus (+1,39%) dopo l'annuncio del nuovo matrimonio con lo sponsor Allianz per un corrispettivo di 103 milioni. Il crollo dell’auto in Cina in gennaio spinge al ribasso Pirelli -2,15% ed Fca -1,21%. Male i titoli petroliferi Saipem -1,59%, Tenaris -0,98%, Eni -0,85%.

lunedì 8 maggio 2017

Mercati finanziari piatti dopo la vittoria di Macron. Cala l'euro sul dollaro

La settimana di Piazza Affari e delle altre borse europee comincia con il segno meno, malgrado sui mercati finanziari ci sia un certo sollievo dopo il confortante esito delle elezioni francesi. Va detto che la vittoria di Macron era data per certa già da giorni, visto che i sondaggi davano il candidato centrista in netto vantaggio.

A Piazza Affari regna la prudenza, con il FTSE MIB che registra una variazione negativa dello 0,33%. In controtendenza ci sono alcuni titoli del risparmio gestito come Azimut (+1,02%) e Banca Generali (+0,59%). Malissimo invece Moncler (-2,06%) che viene penalizzata da alcuni giudizi positivi degli analisti (non ci faremmo mai la tecnica martingala trading al contrario).
Spulciando tra gli indici di Eurolandia, vediamo che resta fermo Francoforte che passa di mano sulla parità. Poche variazioni anche per Londra, mentre perde terreno proprio Parigi (-0,40%).

Valute, spread e petrolio sui mercati finanziari

Per quanto riguarda il mercato valutario, l'euro comincia in calo la settimana contro il dollaro dopo aver superato quota 1,10 nel corso della notte. Adesso è risceso sotto questa importante soglia psicologica. Nei giorni scorsi chi aveva sfruttato le migliori tecniche opzioni binarie per puntare sul rialzo della valuta unica aveva accumulato grossi profitti, ed è probabile che i dati sul lavoro usciti venerdì dagli USA stiano facendo effetto.

In forte calo lo spread, che raggiunge 179 punti base (-22 punti base), con il rendimento del BTP a 10 anni che si posiziona al 2,19%.
Infine rimbalza la quotazione del petrolio, dopo i forti cali messi a segno la settimana scorsa.  Driver principale di questo piccolo sprint sono le forti aspettative che di qui a qualche settimana ci saranno ulteriori tagli alla produzione di greggio da parte dell'OPEC per contrastare l'eccesso di offerta.

lunedì 24 aprile 2017

Borse euforiche dopo le elezioni in Francia. Piazza Affari, il FTSE MIB +3,29%

L'effetto Francia soffia come un vento benefico sulle borse europee, che volano in apertura di settimana. Gli investitori fanno festa dopo aver appreso l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che ha premiato Emmanuel Macron e Marine Le Pen (si veda lo speciale elezioni).

E' stato scongiurato quindi il rischio ballottaggio tra due candidati antieuropeisti. Peraltro Macron sembra avere la strada spianata verso la vittoria. Gli altri candidati eliminati, infatti, sono dalla parte di Macron al secondo turno. Il rischio che possa avvenire una Frexit dopo la Brexit dunque è quasi scemato, e questo riduce anche il pericolo che qualche altro paese possa caldeggiare l'idea di divorzio dall'UE.

Fanno festa le Borse

E' chiaro allora perché si stia respirando un clima di euforia generale sui mercati finanziari. In Italia passa in secondo piano anche la bocciatura di Fitch, che venerdì scorso ha tagliato il rating del Paese. Prevalgono gli acquisti nella Borsa di Milano, al pari delle principali Borse Europee.

A Piazza Affari il FTSE MIB segna nelle prime ore del mattino un incremento del 3,29%. Avanza anche il FTSE Italia All-Share: +3,26%. Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, vanno segnalai i titoli del comparto bancario, con gli exploit di Unicredit (8,36%), Banco BPM (5,56%) e UBI Banca (+6,59%). Acquisti anche su Intesa Sanpaolo (5,73%). Tra gli indici di Eurolandia svetta Francoforte che segna un importante progresso del 2,40%, vola Londra, con una marcata risalita dell'1,78%. Brilla Parigi, con un forte incremento (+3,67%).

Bene anche l'euro nei mercati valutari. La moneta unica segna un guadagno dell'1,03% nei confronti del dollaro, dopo aver raggiunto nuovi massimi nel 2017. Male l'oro. Il bene rifugio per eccellenza infatti arretra a 1.271,7 dollari l'oncia.

martedì 28 marzo 2017

Montezemolo-Telecom, sarà presidente? Lui però smentisce le voci: "Nulla di vero"

Secondo rumors dall'ambiente finanziario, il prossimo presidente di Telecom potrebbe essere Luca Cordero di Montezemolo. Alcune fonti infatti lo indicano come prossimo candidato alla poltrona più importante del gruppo, per sostituire in quel ruolo Giuseppe Recchi. Il cambio della guardia al vertice della società telefonica è previsto a maggio, quando verrà rinnovato il board dell'azienda italiana delle tlc, in occasione della prossima assemblea di bilancio.

Voci e smentite su Montezemolo

A proporre il nome di Montezemolo, presidente uscente di Alitalia, sarebbe il principale socio del gruppo ovvero la francese Vivendi (che detiene il 23,9%). Recchi avrebbe tuttavia diverse chance di mantenere la carica.
Del resto va ricordato che il manager ha ottimi rapporti con l'ad del gruppo telefonico, Flavio Cattaneo, che alla fine del 2014 fu cooptato nel cda di Ntv. Lo stesso Cattaneo fu fortemente voluto dagli azionisti di maggioranza di Vivendi, che quindi con Montezemolo completerebbero "il cerchio".

Va detto che queste indiscrezioni non trovano conferme né da parte del diretto interessato né da parte di Vivendi, primo azionista della compagnia telefonica. "La notizia non esiste - ha infatti ribattuto ufficialmente Montezemolo - di questa ipotesi non me ne ha mai parlato nessuno". La cosa ad ogni modo non deve sorprendere più di tanto, visto che in una fase del genere è chiaro mantenere il riserbo. Dal gruppo francese Vivendi arriva la smentita tramite la solita formula di rito: "non commentiamo indiscrezioni di stampa", aggiungendo che "le liste non sono state ancora messe a punto". Telecom sta guadagnando circa mezzo punto percentuale a Piazza Affari.

lunedì 17 ottobre 2016

Fusione tra Borse Londra e Francoforte, aumentano sempre più i dubbi

E' ancora avvolto nel dubbio il possibile matrimonio tra la Borsa di Francoforte e il London Stock Exchange (del quale fa parte anche la Borsa di Milano dal 2007). Questa fusione potrebbe farsi oppure no.

La Consob chiede speigazioni sulla fusione

tradingVisto il coinvolgimento di Piazza Affari, la Consob per la seconda volta ha deciso di muoversi e chiedere spiegazioni. Il presidente della Commissione per il controllo della Borsa, Giuseppe Vegas, ha infatti recapitato una nuova lettera a Brydon (ovvero il presidente della LSE) per sapere a che punto sono i lavori. Già aveva fatto un passo simile a luglio, e anche lì non aveva avuto riscontri importanti.

La fusione Deutsche Borse-London Stock Exchange è da tempo nel mirino della UE. L’Antitrust europeo dovrebbe decidere le condizioni per procedere all'operazione, ovvero se dovranno essere cedute delle attività per farla per evitare sovrapposizioni anti-concorrenziali. Tra le possibili cessioni, c'è la clearing house in Francia ma anche Borsa Italiana (ipotesi che però sembra improbabile). Da qui il grosso interesse di Consob di capire le evoluzioni dell'operazione.

Le incognite che pesano sulla fusione

Sull'operazione ci sono grandi incognite. La Brexit è quella più rilevante, visto che ora la sterlina è scivolata addirittura sotto la parità con l’euro. Questo aumenta la possibilità che l'affare venga congelato, tanto che gli analisti di Credit Suisse stimano una possibilità del 50% che vada in porto. Peraltro secondo la Bank of England a causa della sterlina debole, l'inflazione GB crescerà per due anni.

Il ruolo della Borsa di Milano per il LSE

La Borsa Italiana è considerato un asset redditizio per la London Stock Exchange, ma anche strategica. Peraltro il suo peso sarebbe debole, visto che avrebbe con un solo rappresentante su 14 nel consiglio del nuovo gruppo (Andrea Sironi). ecco perché molti pensano che il fallimento del merger sarebbe un vantaggio per l’Italia.
Altri però ritengono che se il merger dovesse chiudersi, sarebbe un bene anche per Piazza Affari perché ci saranno più investimenti in tecnologia e nel capitale.

Il polo Lse-Db, se dovesse formarsi, sarebbe il quarto al mondo tra le Borse, con 27 mila miliardi di dollari di capitalizzazione (ovvero 24mila miliardi di euro secondo il cambio Eur/Uds di oggi, che è appena passato da triplo massimo a triplo minimo trading). I dati dello scorso marzo invece lo ponevano al secondo posto con oltre 30 mila miliardi, dopo Chicago.

lunedì 12 settembre 2016

Piazza Affari parte con in retromarcia. Che turbolenza su Mps

Tira un'aria pesante sulle Borse europee, e anche Piazza Affari ne è coinvolta. In avvio di settimana le performance sulle piazze Europee non è affatto positiva, sulla scia delle performance di Wall Street e Tokyo in chiusura di weekend.

Scivolano le Borse e Piazza Affari

borsaLa turbolenza è stata scatenata dalle parole di Rosengren (il numero uno della Fed di Boston), che ha riacceso la possibilità che ci sia una stretta monetaria negli USA. L'evenienza che possa accadere già a settembre ha messo in allerta gli investitori, e così oggi tutti i principali indici azionari mostrano una flessione di circa due punti percentuali.
Piazza Affari vede il FTSE MIB sotto quota 17mila punti. Nessuna Blue Chip mette a segno una performance positiva.

I singoli titoli di Milano

Le peggiori performance si registrano su MPS che scivola in fondo al principale listino. E' sempre sotto pressione il titolo bancari, visto che siamo nella settimana decisiva per il cambio della guardia alla guida dell'istituto. In pole position c'è sempre Morelli che piace alla BCE.
Netto calo anche per UBI Banca -3,06%. Lettera su Telecom Italia, che registra un importante calo del 2,86%. In apnea Unipol, che arretra del 3,19%. Tonfo di Unicredit, che mostra una caduta del 2,74%.

Valute e altri mercati

Dal punto di vista dei mercati valutari, il possibile rialzo dei tassi Usa non dà slancio al biglietto verde, che scende nei confronti di tutte le altre major. Senza scosse gli scambi sulla sterlina nella settimana che porterà al meeting della Bank of England.
Come ormai siamo abituati a vedere, il petrolio comincia in calo la sua settimana. Il Brent scende verso 47 dollari al barile, mentre il Wti ottobre cede il 2% a 44,96 dollari al barile.