giovedì 10 settembre 2020

Tassa sull'auto (il bollo), la cancellazione spetta soltanto alle singole Regioni

La conversione in legge del decreto Semplificazioni (Dl 76/2020) porta con sé anche una mini-riforma del Codice della strada. Tra le cose che verranno toccate dalla ventata di novità, c'è anche una revisione della tassa sul possesso dell'auto, ovvero il bollo. Questo tributo è legato al possesso di un veicolo iscritto al PRA (ossia il Pubblico Registro Automobilistico). L’ente che riscuote l’imposta di circolazione è la Regione in cui risiede l’automobilista/contribuente.

Il panorama ampio della tassa sul possesso auto


Il nuovo codice della strada prevede che questa tassa venga cancellata per le auto storiche. Devono essere veicoli iscritti all’Asi (Automotoclub storico italiano) o ai registri storici. Ci sono poi categorie di individui che sono esentati dal pagamento, o hanno delle agevolazioni. Ad esempio i soggetti portatori di gravi disabilità. Anche in base alle vetture lo scenario può cambiare, perché agevolazioni sono previste per le auto meno inquinanti. Tra le auto che possono beneficiare di agevolazioni sul bollo si contano anche quelle alimentate a Gpl.

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Ampia discrezionalità alle Regioni

Il PRA, il registro delle auto, è gestito dalle regioni e saranno proprio queste ultime a deliberare in merito all'imposta sul possesso dell'auto. Del resto nel 2019 la Corte Costituzionale ha affidato alle Regioni la totale discrezionalità in materia. Gli unici paletti fissati è che non possono aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

Il panorama di questa imposta cambia quindi da Regione a Regione. Ad esempio, Lombardia e Lazio prevedono due schemi di esenzione diversi per per chi acquista un’autovettura nuova o usata e contestualmente, demolisce un veicolo inquinante. La Lombardia prevede una esenzione, il Lazio no. Al rovescio, il Lazio prevede l’esenzione temporanea (tre anni) per gli autoveicoli con alimentazione ibrida benzina/elettrica o con alimentazione doppia benzina/idrogeno. Ognuno sceglie per sé quindi.

lunedì 7 settembre 2020

Banca Centrale Europea, in settimana si attende la risposta all'ultima mossa della FED

La settimana che è appena iniziata vedrà i fari puntati soprattutto sulla Banca Centrale Europea (BCE). L'Eurotower è stata messa in difficoltà dall'ultima mossa della FED, che ha "sganciato" le proprie manovre di politica monetaria dall'inflazione.

Una patata bollente per la Banca Centrale Europea

La mossa della FED ha spinto il cambio euro-dollaro verso l'alto. Un po' troppo, per non destare qualche preoccupazione nella Banca Centrale Europea. A sottolineare l'importanza del tasso di cambio per la salute dell'Eurozona è stato il capo economista della BCE Philip Lane. La sua osservazione ha subito avuto delle ripercussioni sui mercati, consentendo al dollaro di rafforzarsi un po' e all'euro di allentare la presa. Chi sa l'indicatore ADX come funziona, l'aveva visto schizzare in aree estreme sull'apprezzamento dell'euro. 
Ma al di là delle dichiarazioni dei singoli, il mercato aspetta di conoscere la mossa della BCE.

Il meeting di giovedì

Giovedì la Banca centrale europea annuncerà le decisioni sui tassi di interesse e le possibili novità in tema di politica monetaria. Il giorno dopo ci sarà invece la riunione dell’Eurogruppo, ovvero dei ministri di Economia e Finanza dei Paesi appartenenti all’area euro. Bisogna capire come l'Eurozona intende rispondere al nuovo corso intrapreso dalla FED, tenuto conto della necessità di una risposta comune alla crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus, e dell’incombente minaccia di un nuovo aumento dei contagi.

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Le previsioni degli analisti

Gli analisti di Bloomberg ritengono che la Banca Centrale Europea potrebbe aumentare il programma di acquisti di asset di 350 miliardi di euro entro la fine del 2020 e i volumi di altri programmi di altri 220 miliardi di euro. Tale espansione del quantitative easing (QE) potrebbe essere in grado di indebolire l'euro. Quanto più basso sarà il costo del prestito interbancario, tanto maggiore sarà la pressione sulla moneta comune europea. Tuttavia, non è affatto certo che la vittoria in questa guerra valutaria sarà dalla parte dell'Europa. Secondo una serie di analisti Reuters, se la Fed continua a mantenere il tasso di interesse vicino allo zero e la ripresa dell'economia della zona euro supera la ripresa dell'economia statunitense, il tasso EUR / USD potrebbe salire a 1,2100.

mercoledì 2 settembre 2020

Evasione fiscale, l'Italia fa flop e continua a non estirpare questa piaga

Per il momento la lotta alla grossa piaga italiana dell'evasione fiscale, non sta portando ai risultati sperati. Lo evidenzia la Corte dei Conti, che ha esaminato il Rendiconto annuale dello Stato. Da qui emerge infatti che solo il 13,3% delle imposte evase tra il 2000 e il 2019, alla fine è stato riscosso. Evidentemente ce n'è ancora di strada da fare.

Lotta all'evasione fiscale ancora inefficace

evasione fiscale

Eppure di possibili soluzioni ne sono state provate molte. Ad esempio le sanatorie, che concedevano la facoltà agli evasori di pagare quanto dovuto a rate, peraltro senza sanzioni e senza interessi. Di fronte a questo trattamento così agevolato, la risposta è stata blanda.
Malgrado diverse sanatorie degli anni passati, neppure 80 miliardi su 955 iscritti a ruolo hanno la concreta possibilità di essere incassati. Il resto sono importi evasi da soggetti che ormai sono stati dichiarati falliti, oppure ditte cessate e nullatenenti. In pratica, non frutteranno nulla.

Una montagna di soldi che non arriva

La montagna ha partorito il topolino, e i numeri dell’evasione in Italia continuano così ad essere drammatici. Siamo il primo evasore fiscale in Europa, e il Governo stima che vengano sottratti dal pagamento al Fisco circa 110 miliardi annui. Come l’intera spesa per la Sanità. Tuttavia, altre stime fanno lievitare questa cifra fino a 180 miliardi. Se si riuscisse a recuperare anche solo una parte di questa somma ogni anno, molti dei problemi del nostro Paese si potrebbero risolvere più facilmente.

La rilevanza penale

Da noi l'evasione fiscale non ha sostanziale rilevanza penale, e solo 156 persone sono in carcere per reati fiscali. Per capire la differenza rispetto al resto d'Europa, in Germania sono 8.600 mentre negli USA sono oltre 12mila. Forse potrebbe essere questa una via più "convincente" per stanare i furbi, anche perché la necessità di recuperare almeno parte della evasione diventa oggi ancora più stringente, viste  le drammatiche conseguenze dell’epidemia di Covid - il lockdown ha creato 3 milioni di nuovi poveri -  sulla occupazione e sul reddito.